Viaggio Perverso

Chapter 3 - Mamma ed io, liberi di fottere

Una volta rotto ogni tabù, mia mamma non resiste più all'incesto, anzi mi insegna il sesso, cercando di non farsi mettere incinta.

GE
Giovanna Esse

8 months ago

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Sono contento di riuscire ad eccitarti con la mia narrazione. Evidentemente riesco a raccontare rendendo semplice la comprensione di dinamiche così complesse.

Tieni presente che ho una mente prettamente scientifica molto razionale e portata alla valutazione obiettiva dei fatti.

Ma torniamo a noi. Episodi particolari con mia madre Ce ne sono a iosa ed è molto difficile separarli temporalmente e sequenzialmente tra loro. Ogni episodio è conseguenza dei precedenti. Hai ipotizzato i rapporti anali se ci sono stati. Nel my life 4 o 5 ho già riportato in maniera generica queste circostanze, ma vista la tua richiesta, dettaglierò il primo episodio.

Dopo l'episodio della mia sborrata nella fica con tanto di spavento da parte sua, si rese necessaria una riflessione e la ricerca di una soluzione per il contenimento della mia esuberanza adolescenziale. Non avevo l'esperienza tale da poter controllare le mie eiaculazioni e sedare la mia eccitazione.

Con tanta pazienza mia madre mi disse di riprovare ma di tirarlo fuori un attimo prima di sborrare perché rischiavo di metterla incinta. Così la sera successiva, dopo una calda camomilla, ci rimettemmo a letto e stavolta completamente nudi, non prima di aver messo una incerata sopra le lenzuola.

I preliminari furono stupendi e mi dedicai con molta foga a leccare la fica che, con mia gran sorpresa, era madida di goccioline. Pensavo fosse pipì ma per non farmi prendere in giro, continuai imperterrito assaporando con gusto quel dolce nettare. La sentii ansimare e sommessamente lamentare; pensando di averle fatto sentire dolore mi fermai ma intuendo i miei dubbi mi disse che era piacere e non dolore e di continuare che godeva tanto; mentre tentavo la penetrazione con la lingua sentii la sua fica che si contraeva ritmicamente e che emetteva una minuscola quantità di liquido dal sapore acidognolo ma tanto gustoso. Non lo sapevo, ma ero riuscito a farla sborrare. Mi prese per la testa e mi tirò su di se e mi disse, ora infilalo dentro e fotti piano piano ma fai molta attenzione.

Appoggiai la punta e spinsi con continuità fermandomi solo quando sentii le palle che urtavano sulle chiappe.

Cominciai a scoparla lentamente ma già sentivo gli impulsi della imminente sborrata. Con gran fatica sono riuscito a non venire subito ma alla fine non ho resistito e le ho riversato nella pancia tutta la sborra che avevo. Terrorizzato l'ho guardata e credo di averle suscitato tanta di quella tenerezza che l'ha spinta ad abbracciarmi e tenermi stretto a se. Non importa dai, mi disse goditi questi momenti e se poi è successo il guaio, vedremo come risolverlo. Ora però devi imparare a contenerti e soprattutto a pensare anche al mio piacere.

Feci per tirarlo fuori ma mi trattenne. No, mi disse, rimani pure dentro, tanto ormai se il danno è fatto non cambia nulla e, anzi, vediamo di approfittarne godendoci questi bei momenti. Mentre lo diceva, portò le gambe sopra la mia schiena e mi strinse forte permettendomi una penetrazione profonda. Ero in paradiso. Credo che già da allora era forte in me il desiderio di metterla incinta. Forse lo desiderava inconsciamente pure lei ma la morale del tempo le impediva di ragionare senza coinvolgimenti sociali e religiosi vagamente bigotti.

La mattina successiva si recò dalla levatrice sua amica (Il ginecologo, a quel tempo, non era ne contemplato ne esistente) per sentire il suo parere e trovare una soluzione.

Quando il pomeriggio rientrò a casa, si sedette accanto a me e mi raccontò del suo incontro con Emma, la levatrice.


La mia bravura e solo tecnicismo di scrittura mutuato dalla mia esperienza lavorativa. Ciò che manca è il pathos del narratore che io non ho e che tu possiedi come dono di natura. Ti leggo da tanto tempo e ormai credo di conoscerti molto bene. Quindi, ognuno al suo posto.

Ci siamo seduti sul divano e mia madre ha cominciato a riportare il parere e l'esito della visita dalla levatrice. Emma, mi ha fatto nascere e si è presa cura di me nei primi anni di vita. Ad Emma, mia madre ha raccontato tutto di noi e dell'inconveniente della sborrata in fica. L'ha visitata ed al suo interno ha riscontrato ancora tracce del mio sperma nonostante l'accurato lavaggio a cui si era sottoposta.

Per questo motivo, onde evitare possibili alterazioni dovute alla presenza di residui dopo i rapporti, le ha prescritto un prodotto nuovo che serviva a disinfettare l'apparato genitale femminile.

L'ha tranquillizzata in quanto non risultava in ovulazione e le ha detto che, anche se fosse successo, non sarebbe stato un dramma nel caso avesse deciso di tenerlo. Il fatto che il parto frutto di un incesto producesse un essere malato se non addirittura deforme, era una storiella senza nessun fondamento, messa in giro per arginare un fenomeno che a quei tempi era abbastanza frequente. In ogni caso le ha suggerito di trovare soluzioni alternative al coito vaginale quando la sborrata in fica potesse creare pericolo. Questo tipo di rapporto non lo aveva escluso ma lo aveva legato al periodo di non ovulazione essendo lei molto regolare con le mestruazioni.

Le insegnò a calcolare con precisione i giorni da evitare assolutamente secondo un metodo. Mentre mi diceva questo mi diede un bacio appassionato e mi disse, "potrai rimanere e riempirmi per il tuo e mio piacere", continuò "dobbiamo però sperimentare le soluzioni alternative che si renderanno necessarie in quei giorni". "Sono due le possibilità - la bocca ed il culo che danno un piacere molto particolare".

"Stasera ti insegno a penetrarmi il culo e godere insieme. Ma dovrai essere delicato perché prenderlo in culo è doloroso le prime volte, finché non si abitua e si deforma per accoglierti. Comunque stai sereno perchè ho il culo elastico e non soffro tanto quando lo hanno fanno".

Avrei voluto chiederle chi lo avesse fatto ma mi trattenni, conoscendo uno di quelli che lo aveva usato: il vecchio. Che ce ne fossero stati altri lo potevo solo intuire, visto che giovane e bella non poteva resistere al richiamo della carne.

- Andiamo subito a letto - mi disse, che voglio iniziare subito , però devi pazientare un pochino che devo andare in bagno a preparare e pulire il canale del culo, per evitare infezioni.

Tornò dal bagno nuda e al solo vederla mi divenne di marmo e mi mandò in fumo il cervello. Certo che lei non poteva sapere che in materia anale ero praticamente un esperto, anche se solo passivo.

Appena nel letto mi fiondai col viso tra le sue gambe e quasi mi mangiai la fica facendola eccitare davvero tanto. La feci girare e aperti i glutei cominciai a leccare con delicatezza il buchino che ad ogni passata si contraeva accompagnato da un mugolio di piacere che non riusciva a trattenere.

Con la mia foga giovanile subito ho avvicinato la punta del cazzo per entrare ma mi ha fermato in tempo dicendomi di essere calmo perchè prima bisognava lubrificare. Dal comodino prese una scatolina di metallo che aprì immergendovi il dito prendendo una certa quantità di una specie di pomata trasparente (vasellina!), Me lo mise sulle dita e mi disse di ungere l'esterno e di inserirne pure un poco all'interno.

Con molta dolcezza le unsi il buco e col dito pieno di pomata la penetrai un pochino. MI prese la mano e spinse con decisione facendo infilare il dito per più di metà. Poi, sempre prendendomi la mano la fece ruotare affinchè la pomata fosse debitamente distribuita.

- Ora mi puoi inculare - mi disse - ma fai piano lo stesso che hai un cazzo che sembra di marmo oltre che lungo e grosso. Poi fottimi dolcemente e fai godere anche me.

 

Sono stato dolce e delicato, penetrandola prima con la sola capocchia e poi affondando lentamente sino a quando le palle non toccavano la fica.

Io la fottevo ma lei spingeva indietro per farsi penetrare più a fondo ed è stata la prima volta che l'ho sentita sborrare con un lungo e rumoroso sospiro che rivelava tutto il suo piacere. Col tempo ho scoperto che il rapporto anale le dava un gusto perverso ma unico nel suo genere. Amava prenderlo nel culo, come diceva lei. L'ho scopata a lungo godendo di quel culo fantastico e quando non ho più resistito le ho rovesciato nell'intestino una quantità abnorme di sborra.

Si è girata e mi ha dato un lunghissimo ed appassionato bacio dicendomi che ero stato bravissimo e che le era piaciuto tantissimo.

La volta successiva sperimentammo il pompino con ingoio ma la mia fissa era il frutto proibito e l'irrefrenabile desiderio di riempirle la fica di sborra nel tentativo non più celato ma maldestro di ingravidarla.

Da quel giorno nulla di lei mi venne più negato e ogni mia voglia veniva senza indugio alcuno soddisfatta. La sola unica verità era che al di la del sesso, ci amavamo profondamente, eravamo ragione di vita l'uno per l'altra.

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