Le grazie di Grazia

Chapter 6 - Sverginamento totale

I momenti salienti del sesso di Grazia. Ci racconta qui di come le hanno rotto figa e culetto.

AP
Amanti Porno

1 year ago

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“Dai porta su la borsa in camera e poi vieni in cucina, sto preparando”. “Ok, faccio anche un salto in bagno e ti raggiungo”. 

Presi la mia borsa e salii le scale fino alla sua camera. La conoscevo già, il suo letto l’avevamo già collaudato anche se non fino in fondo e questa volta Corrado mi aveva messo una rosa sul “mio” cuscino. Andai in bagno e mi accorsi che le mie mutandine erano umide, avevo voglia di lui, di stringerlo, di baciarlo, di sentirlo godere, di sentirlo finalmente dentro di me. Mi soffermai davanti allo specchio, mi guardai e mi vidi davvero bella e ne fui felice. Scesi le scale di corsa ed arrivai in cucina. 

Corrado era indaffarato ai fornelli da cui proveniva davvero un buon profumino. Lo raggiunsi alle spalle e l’abbracciai facendo aderire il mio corpo alla sua schiena, lo baciai sul collo. “Se fai così non s’inizia neppure a mangiare” mi disse staccandomi. 

“Ho voglia di te, ti amo” gli dissi stringendoli le mani tra le mie. “Ok, faccio la brava, mi siedo sul divano e tu mi chiami quand’è pronto” “Ottima idea, tra 10 minuti è pronto” mi sorrise e mi lanciò un bacio con la mano. La televisione era accesa ma neppure la sentivo, sentivo solo il desiderio dentro di me ed il mio cuore che batteva. Ne avevo parlato con mamma e lei mi rassicurò in tutti i modi possibili, mi spiegò cosa sarebbe successo e cosa sarebbe potuto succedere ma tutte le sue spiegazioni non erano sufficienti a togliermi le paure che ancora avevo. Più ci pensavo e più ne avevo voglia e più avevo paura che qualcosa non funzionasse. 

M’accorsi in quei momenti che averlo pianificato era stato un grosso errore, doveva capitare, doveva succedere magari quando eravamo nudi sugli scogli o quella sera nel suo letto e non essere deciso nel luogo, modo e tempo. Avevo quasi voglia di piangere. 

Corrado accese della musica e mi invitò in cucina: “E’ pronto”. Aveva preparato un piatto di spaghetti dal profumo eccezionale. “Cosa c’è che non và”? mi chiese dopo avermi visto arrivare. Avevo cercato di dissimulare i miei pensieri ma, chiaramente, non ero riuscita a farlo. “Nulla” risposi sorridendo “forse solo un po' di ansia”. 

Mangiammo parlando del più e del meno ma la voglia era nell’aria, si respirava, si annusava. “Vienimi vicino, ho voglia di stringerti e di accarezzarti”. Corrado si alzò, mi prese per mano e mi accompagnò al divano. Prese i due bicchieri dove avevamo lasciato ancora un goccio di vino bianco e mi porse il mio. “Ho voglia di te” mi disse sedendosi al mio fianco “ho voglia di accarezzarti e di baciarti, ho voglia di vederti godere e di godere di te ma se credi non sia il momento adatto la nostra prima volta sarà …. un’altra volta”. 

Mi aveva letto nel pensiero: non che ritenessi quello il momento adatto ma…forse… l’avevamo caricato di troppe aspettative. Le sue labbra si appoggiarono alle mie e la sua lingua entro a cercare la mia, ci abbracciammo e le nostre mani cercarono subito i nostri punti più sensibili. Le sue dita arrivarono subito alle mie mutandine che già sentivo umide e la mia mano accarezzava il suo cazzo che stava crescendo dentro i pantaloni della tua. 

“Basta Corrado, non aspettiamo, ti voglio, subito” lo implorai. Mi prese in braccio ed io mi strinsi a lui, arrivammo al suo letto che aveva già preparato con petali di rosa. Mi adagiò con cura e piano cominciò a spogliarmi. Ero in suo potere, più lo guardavo e più mi sentivo felice di essere finalmente sua. Nuda mi infilai sotto le coperte, lui si spogliò abbastanza goffamente e mi raggiunse in un attimo. 

Ci abbracciammo ed i nostri corpi divennero un corpo solo, sentivo tutta me stessa aderire completamente a lui, i miei seni schiacciati sul suo torace e le mie gambe che scivolavano sulle sue, il suo cazzo duro tra le mie gambe. Mi muovevo avanti ed indietro per sentirlo meglio e le labbra della mia fighetta si bagnavano sempre di più. 

“Credo sia il momento giusto” gli dissi staccandomi solo un poco. Ne avevo voglia anche se non sapevo cosa sarebbe successo ne cosa avrei provato. Si spostò e con delicatezza appoggio la cappella del suo cazzo tra le labbra della mia figa, l’aveva già fatto altre volte, mi piaceva sentirlo quando la faceva scivolare un pò dentro per poi uscire e farla scivolare tra le labbra. 

Aprii le gambe più che potevo, mi offrii a lui andando incontro al suo cazzo: spinse piano, sentii solo un leggero dolore, poco più di un fastidio e lo sentii entrare. La sua cappella accarezzava le pareti della mia vagina, era una sensazione nuova, mai sentita. 

“Amore, sono tutto dentro di te” mi disse baciandomi sul collo. “Ti sento….” Gli risposi e rimasi ad ascoltare il mio corpo, le sensazioni di sentire il suo cazzo dentro di me che scivolava avanti ed indietro, avevo quasi paura che uscisse e non rientrasse più. Mi piaceva sentirlo dentro, era una sensazione nuova che mi dava piacere. Poi quasi d’improvviso come un’onda di caldo mi è partita dal ventre, sentivo il piacere invadermi, la mia figa cominciò a pulsare, a stringere il cazzo che avevo dentro in un abbraccio senza fine. “Muoviti amore, muoviti più forte….sto godendo…..” riuscii a dire prima di abbandonarmi al piacere. Corrado spinse fino in fondo e più in fretta poi d’improvviso si sfilò: sentii la sua sborra bollente sulla mia pancia. Corrado si stese al mio fianco e io mi toccai le labbra della figa, le accarezzai e poi mi guardai le dita, solo piccole tracce di sangue. 

Accarezzai la sborra e la spalmai come una crema sul mio corpo, portai le mie dita in bocca e le succhiai: finalmente non ero più vergine e ne ero felice. “Andiamo a farci una doccia” proposi a Corrado che già si stava addormentando. “Ok” e, malvolentieri, si alzò e ci avviammo alla doccia. L’acqua calda scivolava sui nostri corpi e i nostri sensi sembravano risvegliarsi, Corrado mi stringeva da dietro e mi baciava sul collo: sapeva che era un modo semplice per farmi impazzire dalla voglia, accarezzava i miei seni e mi stringeva i capezzoli ed io sentivo il suo cazzo che piano cresceva e si appoggiava sul mio culo. 

“Adesso possiamo fare l’amore quando vogliamo” mi sussurrò all’orecchio. “Anche in doccia?” gli chiesi io. Non se lo fece dire due volte, il suo cazzo si appoggiò da dietro alle labbra della mia figa e lentamente cominciò ad entrare. Mi abbassai per aiutarlo e lo sentii entrare fino in fondo. Entrava ed usciva lentamente, sentivo la sua cappella accarezzare le pareti della mia vagina e poi uscire dalla figa, rientrare fino in fondo con una lentezza ed una delicatezza esasperante. Con le dita mi accarezzai il clitoride mentre assaporavo nuove sensazioni. Non mi ci volle molto ad arrivare al piacere, quasi mi cedettero le gambe prima che una scossa mi percorresse tutto il corpo fino a farmi nuovamente vibrare. “Vengo amore mio, vengo”. Il suo cazzo adesso scorreva dentro di me più velocemente, sentivo che i miei umori lo facevano scivolare e ogni colpo era un momento di vero piacere. “Non fermarti” gli dissi mentre sentivo che il piacere che stavo provando stava aumentando e sembrava non voler finire. 

Venni quasi gridando, sentivo la mia figa e il mio ano stringersi ed allargarsi in un piacere nuovo, mai provato. “Vengo….” Mi disse Corrado mentre usciva da me. Mi abbassai e presi il suo cazzo in bocca, avevo voglia di berlo, di sentire ancora il sapore della sua sborra e di sentire il suo cazzo pulsare nella mia bocca. Gli schizzi di sborra nella mia bocca, un sapore già sentito ma che mi dava piacere. Finimmo di fare la doccia e, nudi, ci infilammo a letto. Ci svegliò il suono di un telefono che suonava…erano le 10 di sera…

Da quel giorno iniziammo a conoscerci più a fondo sessualmente, facevamo l’amore spessissimo. A volte ci masturbavamo insieme, solo guardandoci. Cercavamo sempre qualcosa di nuovo e a me piaceva farlo in modo…pericoloso. 

Mi faceva impazzire quando mi masturbava sull’autobus, la sua mano infilata nelle mie mutandine nascosta dal giubbotto o quando gli facevo un pompino al parco mentre lui si guardava in giro che nessuno ci vedesse, lo assaporavo fino a sentire il suo cazzo pulsare e venire nella mia bocca. 

Un giorno eravamo distesi sul letto in camera mia e parlavamo di Lucia e di cosa io facevo con lei. Gli raccontavo anche i particolari, di come mi leccava e di come con le dita giocava con le labbra della mia figa e con il buchetto del mio culo. La cosa mi eccitava e, guardando tra le sue gambe, mi accorsi che eccitava anche lui. “Anch’io gioco spesso con il tuo buchino e vedo che ti piace” mi disse sorridendo “Non ti piacerebbe fare sesso anale”? Ne avevo solo sentito parlare, all’epoca non avevamo internet ed i filmini porno erano davvero rari. “Non lo so…” risposi “possiamo sempre provare e se non mi piace….smettiamo”. 

La mia risposta fu come accendere una nuova voglia, Corrado mi abbracciò e cominciò a baciarmi; in men che non si dica eravamo nudi che ci baciavamo come se non ci fosse un domani. Ne avevo voglia, al solo pensiero mi ero eccitata. Il cazzo duro di Corrado premeva sulla mia pancia, lo sentivo duro e bollente. Aprii le gambe e gli feci spazio, senza neppure toccarlo scivolò dentro di me fino in fondo. Lo sentivo e mi piaceva sentirlo così, grosso e caldo, mi riempiva la figa e io la contraevo per sentirlo ancora più mio. 

“Stai fermo così ti prego, non ti muovere” gli dissi. Assaporavo ogni secondo della sua presenza, le sue labbra succiavano i miei capezzoli e le sue mani accarezzavano i miei fianchi, ero in estasi. “Ho voglia di godere” mi sussurrò all’orecchio. “Aspetta…”gli risposi “non volevi provare qualcosa di nuovo”? Si sfilò e la sua bocca scese tra le mie gambe, la sua lingua cominciò a leccarmi il clitoride e le labbra della mia figa, poi scese a leccare anche il buchino. 

Mi piaceva, Lucia lo faceva spesso, con la lingua mi penetrava prima di infilare il suo dito. Così fece anche Corrado, dopo avermi leccato ed aver lubrificato il buchino fece entrare un dito e poi…due. Mentre li muoveva avanti ed indietro sentivo il mio sfintere rilassarsi e le sensazioni che provavo non erano assolutamente dolorose ma decisamente piacevoli. Mi spostai e mi misi in ginocchio sul letto, adesso il mio buchino era tutto per lui. Continuò ancora un poco con la lingua finche non sentii la sua cappella calda appoggiarsi delicatamente. 

Spinse piano, e il suo cazzo era davvero molto più grande delle due dita, ma sentivo che il mio buchino si allargava, lo fece uscire e poi riprovò: “Ho paura di farti male” mi disse abbracciandomi. Ne avevo voglia, lo volevo! 

“Prova ancora, bagnalo bene e riprova”. Avevo la figa in fiamme che colava umori, infilò il suo cazzo nella figa un paio di volte e poi riprovò, lo sentii spingere e il mio sfintere dilatarsi, aprirsi. “La cappella è dentro” mi disse timoroso. “E allora spingi” e con una spinta andai con il mio culo verso di lui. Fù un dolore improvviso, come se il mio corpo si lacerasse, avrei voluto gridare. 

“E’ tutto dentro, ti fa male”? 

“Fermo, non ti muovere”. Lasciai che il mio culo si abituasse a quella presenza, tutte quelle che erano sensazioni nuove adesso avevano lasciato spazio solo all’improvviso dolore. “Muoviti piano”. Sentivo il suo cazzo muoversi e piano piano il dolore passare, farsi meno acuto e più caldo. “Si, così, sei dolcissimo” mi stavo abituando alla sua presenza, la sua cappella sfregava nel mio culo dandomi nuove sensazioni. Le sue dita accarezzano la mia figa e ricominciai a sentire il piacere che aumentava.  

“Si…così…mi piace” riuscii a dire “continua così, piano”. Il piacere saliva, sentivo che si stavo per esplodere con un piacere mai provato, anche il suo cazzo nel culo mi dava un piacere nuovo che mai avrei potuto immaginare. “Vengo, godo, vengo…” gli dissi prima di cominciare a muovermi andando incontro al cazzo fino a sentirlo tutto dentro. Corrado aumentò il ritmo 

Dai, godi, vieni dentro, si vienimi nel culo” gli dissi. Ebbi quello che credo sia stato il mio primo orgasmo anale e dopo pochi colpi anche Corrado venne nel mio culo spingendo il suo cazzo fino in fondo. Rimanemmo fermi per alcuni minuti, il suo cazzo sempre infilato dentro di me. Lo sfilò piano ed io sentii quasi un vuoto dentro di me. “Andiamo a lavarci che è meglio”. Mi misi una mano a raccogliere la sua sborra che usciva dal mio culo e corremmo in doccia. Mentre ci lavavamo mi chiese: ”Ti è piaciuto”? “Si, lo rifaremo ancora” gli risposi. Dopo esserci lavati ritornammo a letto e ricominciammo a farci le coccole, avevo ancora voglia. Il suo cazzo era molle ma appena glielo toccai ritornò abbastanza duro. 

“Ti piace quando te lo tocco, vero”? “Beh, certo, ho sempre voglia di te”. Glielo accarezzavo piano mentre le sue dita si impossessavano della mia figa e la accarezzavano stringendo piano il clitoride. “Si, dai, fammi tu una sega al clitoride” gli dissi ridendo. Le sue dita lo stringevano e massaggiavano su e giù, come avessi anch’io un piccolo cazzo. “Dai, prendimi, scopami”. Mi fece girare, credevo volesse ancora mettermelo nel culo invece le sentii entrare dentro la figa e cominciare a scoparmi piano, come piaceva a me. 

“Dai, così, fammi godere ancora” gli dissi e con i miei movimenti accompagnavo il suo cazzo dentro di me, ero in paradiso. “Quando stai per venire dimmelo, sai come mi piace finire” gli dissi mentre assaporavo un nuovo orgasmo. Venni, godendo di un piacere nuovo, pacato, caldo e lui continuava ed io non volevo che smettesse e desideravo che continuasse all’infinito. “Amore, così mi fai venire ancora” gli dissi. “E allora godi, fa piacere anche a me sentirti godere. Dopo poco venni ancora “Si…si..vengo….si…” e lui si sfilò da me, venne con il suo cazzo vicino alla mia bocca. Proprio come piaceva a me: aprii la bocca e glielo succhiai, lo infilai fino in fondo e lo sentii godere, due..tre..quattro getti di sperma mi riempirono la bocca. 

Inghiottii tutto e continuai a leccarlo fino a sentirlo rilassarsi. “Dobbiamo vestirci, tra poco arriva mia madre” “Già…peccato….oggi avrei continuato ancora”.

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