Una donna diversa dentro di me!

Chapter 2 - Sharon sei una puttana!

Accidenti! Questa puttanella è già bagnata fradicia!

P
pennabianca

1 year ago

186 views2,885 words

«Io… devo aver sbagliato per la fretta, per la tensione di questi giorni! Rosa, quando aveva fretta, era molto più attenta e io questo lo avevo sempre notato, ma, evidentemente, non ne ho fatto tesoro. Vi prego, datemi una seconda opportunità! Ho imparato la lezione e non farò più errori. Vi prego… son disposta ad accettare qualsiasi punizione! Qualunque cosa per di restare al mio posto. Vi prego, non mandatemi via!» Loro si guardano e scambiano un sorriso fra l’ironico ed il compiaciuto. Giulio mi osserva con occhi carichi di desiderio: è palese che mi sta esaminando, mentre tremo e, dentro di me, mi sento davvero in balia delle loro perversioni. Ad un certo punto è Sandro che parla per entrambi. «Davvero sei disposta a tutto? Pensaci bene, perché la punizione potrebbe esser dura!» Annuisco e lui mi si mette di lato, prende la mia mano e la porta sopra il suo pacco durissimo. Sono quasi sconvolta per tutto questo e, in un attimo, realizzo di esser caduta dalla padella nella brace. Giulio fa lo stesso con l’altra mano ed ora mi sento in loro potere.  Realizzo che adesso che non c’è più Rosa ed io non sono altro che il loro giocattolo e, sebbene sono terribilmente sconvolta, la cosa mi eccita: sento le mutandine che si bagnano. Riluttante, afferro la verga di Sandro. È molto lunga, dura; saggio anche la durezza di quella di Giulio che, seppur mi sembra più corta, è di sicuro più grossa. Non dicono nulla, ma la mano di Sandro si appoggia alla mia spalla e mi invita ad inginocchiarmi davanti a lui. Lo guardo, implorante, cerco di dissuaderlo dal farmi fare ciò che è chiaro che vogliono. «No, vi prego! No, sono sposata!» Loro mi guardano senza dir nulla, ma la mano continua ad impormi di abbassarmi. Faccio una parva resistenza, avevo sperato che si fossero accontentati di una sega, ma sicuramente non sarà così semplice. Mentre obbedisco, lui apre la zip e subito mi trovo davanti alla faccia un cazzo di una ventina di cm, bello, duro, dalla forma troncoconica. Ha la cappella piccola, ma il tronco, scendendo in basso, si allarga e questo mi mette una certa tensione addosso: non avevo mai visto un cazzo così bello! Supera in tutto quello di mio marito ed emana un odore di maschio che mi eccita al massimo. Nello stesso tempo, ne sono impaurita. Appese a quel membro così duro, ci son due grosse palle che sembrano ben piene e lisce. Sensazioni contrastanti pervadono il mio corpo. La cautela mi frena e la mente cerca di farmi sottrarre a questo che identifica come un vero atto di sottomissione a quei due maiali, ma intanto la mia fica sbrodola in maniera incontenibile. Cerco di sfuggire a tutto questo. Con mio marito, certe cose non le faccio, però devo anche dire che lui non me le ha mai chieste e io ho sempre evitato di prendere iniziative per non apparir troia. «No vi prego… non voglio…non lo faccio neanche con mio marito.» Si sono dati una bella occhiata d’intesa e poi mi hanno infilato un cazzo in bocca. «Apri e ingoia! Se non li fai a lui, a noi, da oggi, li farai ogni giorno!» Li guardo allibita, poi, sebbene riluttante mi abbasso e, con la lingua, vado a lambire quelle due sfere: quel che faccio fa gemere di piacere Sandro. Dopo aver leccato e succhiato quelle bocce una per volta, comincio a risalire con la lingua lungo il filetto, fino ad arrivare alla punta, che lecco facendovi ruotare la lingua sopra e insinuando la punta nello spacco. Lui geme, appoggia entrambe le mani sul mio capo e poi, con un movimento del bacino, me lo spinge ancor più nella bocca. È grosso e lo sento scivolare dentro la gola con forza, perché è decisamente grosso. Spero di farlo godere il più in fretta possibile, sperando che si accontenti: non sono molto brava a far pompini, e questo mio marito me lo ha sempre rinfacciato. Avverto dei conati di vomito che cerco di contenere, perché voglio far sborrare il più in fretta possibile quella grossa verga. Lo sento forzare nella mia gola e, ad ogni spinta, ne entra un po’ di più, mentre intanto Giulio mi ha fatto stringere la mano sulla sua verga che risulta esser molto grossa, perché le dita non riescono a circondarla. Le mani di Sandro, appoggiate sul mio capo, mi imprimono una spinta molto decisa ogni qualvolta lui affonda quella lunga verga dentro la mia bocca e, quando la punta del mio naso, sbatte contro il suo inguine, lui geme di piacere. «Brava, così mi piace! È dal primo giorno che ti ho vista, che avevo voglia di infilare il mio cazzo in fondo alla tua gola!» Lo tiene, per qualche istante, fermo, immobile, tutto piantato nella mia gola, poi lo sfila lentamente e lunghi filamenti di bava colano da quella verga sul mio mento. Poi lo spinge di nuovo dentro la mia bocca. Lo fa con calma, senza fretta, facendomi abituare ad avere quel palo ben piantato nella gola. Intanto Giulio si è abbassato e, dopo aver allungato le mani, le hai infilate nella scollatura del mio vestito e, con un movimento deciso, ha sollevato il reggiseno, scoprendo i miei seni che inizia a stuzzicare, stringendone i capezzoli fra le dita. Mi piace tutto questo, mi eccita, mi sto bagnando in una maniera incredibile e, ad un tratto, la mia mente si spegne: scompare la madre, la moglie devota, la brava segretaria, per lasciare posto alla Sharon "puttana"! Sì, mi sento esattamente così, in questo momento! È una sensazione che mi sconvolge e, nello stesso tempo, mi eccita in maniera incredibile. Mi lascio andare al piacere che sto provando nel farmi scopare in bocca, mentre mani esperte mi torturano i capezzoli. Poi, ad un tratto, Giulio si solleva e Sandro sfila il cazzo dalla mia bocca e mi fa girare verso quello di Giulio. Mi trovo davanti un'altra meravigliosa verga, forse leggermente più corta della prima, ma di uguale spessore, se non di più. Ha la cappella più grossa e le vene sono più evidenti lungo il tronco, ma anche lui ha due grosse palle pelose che pendono sotto e che diventano subito oggetto delle mie attenzioni. Le lecco, le succhio, facendolo gemere, e poi cerco di infilare anche il suo in bocca, ma è decisamente più grosso. Devo farli sborrare in fretta, sperando che, se continuo a segarli, schizzeranno rapidamente. Sento che tutta questa faccenda mi sta sfuggendo di mano. Anche lui mi scopa un po’ in bocca, senza forzare troppo e, alla fine, con una certa difficoltà, riesco quasi ad ingoiarlo tutto, anche il suo. Sono un lago fra le cosce. I miei umori stanno inzuppando le mie mutandine e questo arrovella la mia mente; sono eccitata come non mai, i miei sensi fendono l'atmosfera erotica diffusa nell'aria. Ad un tratto, Giulio si sfila dalla mia bocca e insieme a Sandro, quasi all’unisono, mi sollevano e, fatti pochi passi, mi mettono distesa sul grosso divano, che c’è in quell’ufficio. Un attimo dopo, Sandro infila di nuovo il suo cazzo nella mia bocca, mentre Giulio si inginocchia fra le mie cosce e mi solleva il vestito, fino alla vita. Per un attimo osserva e scuote il capo, poi con una presa decisa mi strappa i collant all’altezza della fica; sposta le mutandine che sono inzuppate dei miei umori. Sono rimasta davvero sconvolta da un gesto così rude e determinato. Ho cercato di stringere le gambe, quasi a volermi sottrarre, ma lui con decisione mi ha aperto ed ha commentato soddisfatto.

«Accidenti! Questa puttanella è già bagnata fradicia!» Un attimo dopo la sua lingua si insinua fra le pieghe della mia intimità e per me inizia un vero delirio. Lascia scorrere la lingua fra le pieghe della mia ostrica, dal basso all’alto, raccogliendo tutti i miei umori che sgorgano copiosi, mentre io vengo scopata in bocca da Sandro, che ora me lo spinge tutto agevolmente in gola. Sbrodolo di piacere, mentre Giulio, ad un tratto, arrotola la lingua in una maniera incredibile e, mentre con il labbro superiore mi schiaccia il bottoncino, con la lingua così arrotolata mi scopa. È una sensazione bellissima, mentre un tenue barlume di pudore si affaccia in me, facendomi sentire usata da questi due maschi così forti ed autorevoli. Si godono i miei buchi, mentre io mi sento sempre più puttana, specie nell’attimo in cui il mio corpo si tende di colpo ed un orgasmo devastante mi fa tremare tutta, dalla testa ai piedi. Giulio continua a leccare la mia ostrica e, mentre godo, vi insinua un dito dentro e mi scopa con la stessa intensità con cui mi succhia il bottoncino: questo trattamento mi fa gemere di piacere a bocca piena. Sandro si compiace del fatto che sto godendo con loro. «Brava, adesso godi pure. Finalmente possiamo assaporare il piacere che può donare il tuo corpo!» Giulio, dopo aver raccolto tutti gli umori che gli ho riversato in faccia, sposta leggermente il dito dalla fica per portarlo un po’ più in basso e lo infila nel mio culetto. Ho un sussulto, una reazione istintiva, che mi porta a bloccare le gambe attorno alla sua testa, mentre sia lui che Sandro mi guardano sorpresi dalla mia reazione. Giulio si stacca un attimo dal mio corpo e mi chiede: «Che c'è? Non ti piace esser presa nel culo?» Lo guardo un po’ interdetta, mentre allento la presa delle gambe sul suo capo e, con voce molto incerta, perché in parte rotta dall’emozione, ma anche dal piacere che sto provando, gli rispondo in maniera alquanto incerta. «Ecco io… Cioè non lo so! Io… mio marito non ha mai… Cioè, son vergine di culo!» I due si scambiano uno sguardo molto stupito e, nonostante la sorpresa, Giulio commenta a modo suo quella strana scoperta. «Accidenti! Mi stai dicendo che quel coglione di tuo marito non ha mai sentito il bisogno di scopare un culetto bello come il tuo? Caspita! Dev'esser proprio un fesso!» Senza aggiungere altro, riprende a leccare la mia fica, che continua a secernere umori come un fiume in piena. Dopo che il mio corpo si è teso per un ennesimo orgasmo, i due si scambiano di posto. Un attimo dopo, è la lingua di Sandro che indugia fra le pieghe della mia ostrica e lecca avidamente il mio piacere; mentre godo, lui solleva il viso e i suoi occhi brillano di gioia, mentre allunga le mani e prende a torturare i miei capezzoli, spingendo il reggiseno più in alto, fin sotto il mio mento. Giulio, intanto, mi scopa in bocca, con molta decisione e il mio corpo viene scosso di nuovo da un altro orgasmo, che mi fa vibrare tutta. Poi Sandro si stacca dalla mia fica e, dopo essersi sistemato fra le mie cosce, cerca di chiavarmi, ma, ancora una volta evito che lo faccia, ma lui, con un movimento deciso, appoggia la propria cappella fra le labbra della fica e, con un affondo deciso, secco, scivola dentro di me. La mia vagina è così bagnata che lo sento scivolare con forza, mentre mi apre, dilata e, nello stesso tempo, riempie la mia cavità. Egli stesso rimane sorpreso dal trovarmi alquanto stretta. «Accidenti, come sei stretta! Ma non hai partorito due volte? Mi sembra strano che tu sia così stretta, perché questo presuppone che: o tuo marito ha un cazzo molto piccolo, oppure non ti scopa per niente. In ogni caso, oggi ci pensiamo noi a farti godere, come merita una troietta come te!» Lo sento così duro e possente dentro di me, che fremo e godo nel sentirlo definirmi troietta o puttanella, perché, in quel preciso momento è esattamente questo che mi sembra d'essere e la cosa mi eccita e mi sconvolge ancora di più. Sento la sua lunga verga arrivare fino in fondo, sbattere con decisione contro la bocca dell’utero, procurandomi un misto di piacere/dolore che percorre, simile ad una fitta, tutto il mio corpo, facendolo tendere e, subito esplodere, in un orgasmo così forte ed intenso da farmi tremare tutta. In quell’istante, ogni ulteriore remora scompare ed io mi lascio travolgere dal piacere. Godo. Vengo in maniera incontrollabile ed il piacere è così intenso che il mio corpo prende a fremere in preda a convulsioni mai avute. Sandro mi scopa bene ed a lungo, mentre Giulio, con lo stesso impegno, mi chiava la bocca, facendomi impazzire perché stretta fra quei due maschi che mi stanno facendo provare sensazioni, nemmeno lontanamente immaginate. È un orgasmo continuo, il mio. Uno dopo l’altro, senza soluzione di continuità, vengo a ripetizione, mentre loro instancabilmente continuano a scopare i miei buchi, fin quando, quasi all’unisono, il loro ritmo cambia e mi rendo conto che ora, sicuramente, raggiungeranno anch'essi quell'orgasmo a lungo trattenuto. È il mio piacere che scatena il loro, quando il mio corpo si tende ancora sotto l'effetto di un ennesimo orgasmo: il primo a riversarmi il suo in bocca è Giulio, che tiene fermo il cazzo fra le mie labbra. Me ne rendo conto quando mi blocca la testa fra le sue mani e mi intima di ingoiare tutto.

«Adesso bevi, troietta! Ingoiala tutta, che è da tanto che te la volevo far assaggiare!» Immediatamente inizia a inondare la mia bocca con getti di sborra calda, densa e dolce. Mi sento soffocare, da quanta me ne riversa in bocca, e vorrei sottrarmi a tutto questo, ma lui, con fermezza mi spinge il cazzo ancor più in gola, così da costringermi ad ingoiarla. In un attimo mi ritrovo la bocca piena che non riesce a contenerla tutta e due rivoli di sborra debordano dagli angoli delle labbra, giù sul mento, fino ad arrivare a bagnare il reggiseno. Quasi nello stesso momento, anche Sandro si svuota nella mia vagina. Un’ondata di calore riempie il mio ventre; mentre continua a pomparmi, sento di aver la fica completamente dilatata e, ad ogni ulteriore affondo, schizzi di sborra vanno ad inzuppare i miei collant strappati. Con qualche difficoltà riesco ad ingoiare tutta la sborra che Giulio mi ha riversato in bocca, poi lui mi fa ripulire quella sua verga che tanto piacere mi ha riversato in bocca; poi lui si sposta e lascia il posto a Sandro, che si sfila dalla mia figa e viene subito ricoperta dalla mutandina che era stata solo spostata. Mi presenta alla bocca anche il suo cazzo da leccare e ripulire. La sua sborra è leggermente più saporita, ma sempre piacevole ed io pulisco quella verga ancora intrisa dei miei umori. Poi, per un lungo interminabile momento, restiamo tutti e tre in silenzio, finché, aiutata da loro, mi rimetto in piedi, facendomi sentire la sborra che cola dalla fica e va ad inzuppare ancor di più, le mie allagate mutandine, che non riescono a contenerla, facendola scorrere lungo le cosce. È la voce di Giulio che rompe il silenzio e che detta le nuove regole del gioco. «Poiché ti sei dimostrata umile e disponibile, siamo disposti a concederti una seconda opportunità. A partire da oggi, 15 novembre e fino alla fine del mese di dicembre, tu sarai in prova. Se avremo la conferma che sei una persona affidabile e davvero scrupolosa, a partire dal nuovo anno, ti faremo diventar socia di questo studio, con una quota del 10%.»

Lo guardo quasi incredula, ancora stordita dal piacere che continuo a provare. Quasi non realizzo cosa mi stanno dicendo, mentre Sandro completa l’accordo. «Naturalmente tutto questo comporta un cambiamento radicale: dovrai esser qui, la mattina, per le 7:30 e, come faceva mia moglie, ci dovrei fare un pompino a ciascuno di noi due, perché ad entrambi piace aver le palle vuote per iniziare la giornata in maniera rilassata e serena. Inoltre noi, il venerdì sera, ci riuniamo insieme a casa di Giulio, che possiede uno splendido biliardo e, insieme ad un’altra coppia di amici, ci piace praticare questo gioco, che ci appassiona molto. Così verrai a cena con noi e poi ci terrai compagnia, mentre noi giochiamo. Anche il tuo abbigliamento deve cambiare: non voglio più vedere collant, ma solo calze autoreggenti o, meglio, niente. Non devi indossare alcun intimo, soprattutto mutandine: la tua fica dovrà essere sempre nuda e pronta, perché, in qualsiasi momento del giorno, ad ognuno di noi possa venir voglia di chiavarti, ti vogliamo pronta e disponibile. Vestiti in maniera un po' più seducente, ma non volgare e, circa l’altezza dei tacchi delle scarpe, potrai decidere tu. Ora puoi andare, hai molte cose su cui riflettere e se, lunedì mattina, ti vedremo arrivare alle 7:30, capiremo che hai accettato la nostra offerta, altrimenti tornerai ad esser una semplice segretaria, per cui dovremo trovare qualcun’altra che assuma il tuo posto. In quel caso, nessuno ti chiederà più nulla: svolgerai semplicemente il tuo lavoro come hai fatto fino ad oggi e ti converrà tener la bocca chiusa, se vorrai continuare a conservare il tuo posto di lavoro. A te la scelta. La posta in gioco è molto alta ed i profitti saranno sicuramente cospicui, ma, come vedi, anche gli oneri non sono da meno. Decidi tu. Hai tra le tue stesse mani il futuro della tua vita.» Li guardo ancor più sbalordita, quasi incredula per ciò che mi è stato detto. Esco dal loro ufficio e corro in bagno, perché sento la sborra colare sempre più, lungo le cosce.

Comments (0)

Please log in to leave a comment.

No comments yet. Be the first to comment!