Cognati!

Chapter 3 - Mi ha concesso a sua sorella.

Averti concesso a Cinzia, per una volta, può anche starci, ma da domani sei solo mio

P
pennabianca

1 year ago

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Mi chiamo Bruno, ho 48 anni, sono di media statura, capelli bianchi che porto corti, occhi scuri, fisico non troppo snello, ma nemmeno grasso. Da 23 anni sono sposato con Iris, una bella donna, alta quanto me, bionda dai capelli corti, occhi chiari, un seno prorompente di una quarta piena e un bel culone grosso, sempre molto ammirato dai maschi che la incrociano. Mia moglie ha una sorella di solo 13 mesi più giovane, a nome Cinzia; sono sempre state molto unite, cresciute come gemelle e molto affiatate. Lei è alta come mia moglie, anche lei bionda, ma con i capelli un po' più lunghi, occhi chiari e, forse, il seno un po' più piccolo: forse una terza? Anche lei ha un bel culetto che sormonta cosce lunghe e ben tornite. Cinzia vive e lavora in un'altra città, non è sposata, perché, a suo dire, preferisce d'esser libera ed indipendente. Dopo mesi che non si vedevano, mia cognata è venuta a casa nostra per passare il weekend assieme a noi, anche perché, nella galleria del Museo Nazionale che c'è nella mia città, era stata allestita una mostra molto importante, che lei desiderava vedere. È arrivata il venerdì sera e, dopo averla sistemata, siamo andati tutti a letto, perché era molto stanca. Abbiamo passato quasi tutta la giornata del sabato a girare per l'importante museo, ammirando opere d'arte veramente uniche. Alla sera, volevo portarle entrambe a cena fuori, ma, sia mia moglie, che sua sorella, hanno optato per una cenetta intima in famiglia. Mentre esse son andate a fare visita ad un'anziana zia, che abita non troppo lontano da noi, io mi son impegnato a cucinare qualcosa di gustoso e sfizioso. Quando sono tornate, era quasi tutto pronto, ma mia moglie e sua sorella sono sparite in camera e, quando son tornate, mi hanno lasciato senza fiato. Si erano entrambe cambiate e mi son trovato davanti due splendide femmine, che indossavano due tubini elasticizzati, tacchi alti e, sicuramente, calze autoreggenti. Le ho guardate cercando di capire e loro hanno sorriso divertite. «È vero che non andiamo a cena fuori, ma un bravo cuoco come te ha preparato di sicuro qualcosa di prelibato e l'idea di cenare insieme a te ci fa molto piacere; quindi abbiamo deciso che dovevamo aver un abbigliamento adeguato per gratificare i tuoi occhi ed la nostra autostima.» Seduti a tavola, abbiamo cominciato a mangiare e, soprattutto, a bere. Un brindisi dopo l'altro e due ottime bottiglie di Verdicchio, si sono subito svuotate. Ben presto i ragionamenti son caduti sul sesso e mia moglie Iris ha iniziato a tessere le mie lodi come maschio, in quanto la facevo godere molto.

«Cinzia, devi credermi: Bruno è un vero porco! Ogni qualvolta vede una gonnella nuova, non perde l'occasione di infilarcisi sotto! Lui, dove trova quella che gliela presta, non si tira indietro. Sospetto che chiavi dove trova terreno fertile, però mi soddisfa ogni volta che ne ho voglia; per me, questo, alla fine, è importante! È bravissimo quando mi lecca la patata e, Cinzia, non ci crederai, ma mi manda in orbita ancora adesso, che sono anni che me la lecca, perché una sempre una bella sensazione e mi fa godere tantissimo!» Naturalmente mia cognata mi ha rivolto un'occhiata interessata e, giratasi verso la sorella, ha preso a scherzare dicendo di non crederci, che fosse tutto un'illusione. «Ma dai! Certo, solo lui saprebbe far godere le donne? Ma smettila: gli uomini son tutti uguali! Siamo noi donne che facciamo la differenza.» Io ero in piedi che servivo il dessert e ho dato man forte a mia moglie. «Cinzia, tu puoi pensare quel che vuoi, ma quello che ti ha detto Iris è tutto vero; mi accorgo subito se una donna finge o gode per davvero e lei si bagna tantissimo, quando la lecco.» Lei ha guardato mia moglie e colte di sorpresa, sono scoppiate a ridere. Allora ho dato uno sguardo malizioso a mia moglie e, ridendo, ho dato la mia disponibilità. «Se tua sorella me lo lascia fare, te la lecco anche subito!» Loro si sono guardate quasi incredule, ma la prima, a rompere l'imbarazzo che si era creato, è stata mia moglie. «Accidenti, che porco! Tu, pur di collaudare una fica diversa, cosa non faresti? Sei davvero un gran porco!» Io allora sono andato dietro a Cinzia e le ho accarezzato i seni, l’ho provocata costringendo mia moglie ad accettare. «Allora, Cinzia, ti va di provare o no? Tua sorella non può che accettare la prova per convincerti che ha ragione.» Mia moglie si è alzata in piedi e, dopo aver preso sua sorella per mano, si è girata verso di me e mi ha invitato a seguirle in camera da letto. «Andiamo, stallone! Vediamo come riesci a dimostrare a mia sorella di esser un vero toro da monta! Adesso leccherai mia sorella e la farai godere come fai con me!» Entrato, mi sono spogliato nudo ed ho visto lo sguardo ammirato di mia cognata, quando ha potuto ammirare il mio cazzo già duro. «Accidenti: sei munito di questo bel gioiello? Complimenti, cognatino!» Cinzia, dopo averlo guardato avidamente, si è spogliata a sua volta ed io le ho ricambiato i complimenti.

«Non pensavo che fossi una fica così bella! Hai un gran bel corpo come quello di tua sorella!» Lei mi ha dato del bugiardo, mentre io, di sottecchi, guardavo mia moglie; era impassibile! Mi sono posizionato alle spalle di Cinzia, baciandole il collo e prendendole i seni tra le mani. Dopo averci giocato un po', ho continuato a baciarle il collo e son sceso ad accarezzarle il monte di venere e la fica, appoggiando il cazzo ben duro tra le sue cosce, spingendolo in avanti contro le labbra della sua fica. La masturbavo piano e lei ha aperto le cosce, ho inserito due dita nella sua fica già bagnata, ha preso a muovere il culo per gustarsi il cazzo. Poi si è girata cercando la mia bocca e ci siamo baciati. La porca si è subito dimostrata esperta, ma quello che mi sorprendeva, era l’atteggiamento di mia moglie, che ci lasciava fare senza muovere un dito. Fino a quel momento, avevo sempre pensato che mia moglie fosse molto gelosa, mentre ora ci stava guardando con apparente indifferenza. Mi son concentrato su Cinzia. «Allora la vuoi una bella leccata alla passera?» Lei mi ha sorriso, ha dato uno sguardo a sua sorella e poi si è stesa sul letto. Mi sono girato verso Iris, mia moglie, e con un cenno del capo le ho chiesto il consenso. Lei mi ha sorriso ed ha annuito. Cinzia ha allungato le braccia e ci siamo baciati a lingua in bocca. La troietta doveva esser proprio affamata o, forse, voleva far ingelosire la sorella? Le ho messo un cuscino sotto il culo e lei mi ha guardato in modo sospetto. «Che c’è? Se devo leccare la tua passerina, voglio star comodo!» Mi ha sorriso maliziosamente. Ha spalancato le cosce ed ho visto che aveva una leggera striscia di peli che circondava la vagina, un bel pelo, ben curato e morbido. Ho iniziato a baciarle le grandi labbra senza aprirle, le facevo scorrere la lingua sulla fessura chiusa. Lei, impaziente, ha spalancato le cosce e cosi mi sono trovato davanti al viso la sua fighetta aperta. Ho sollevato lo sguardo, ho sorriso a mia moglie e mi son tuffato in quel bel fiorellino voglioso e, tenendo aperte le grandi labbra, ho iniziato a leccarla con calma, un colpo di lingua per volta. Lei ha sussultato ed io ho sorriso compiaciuto: come inizio era molto promettente! Subito mi son reso conto che era già fradicia e ben calda. Avvertivo il cazzo sempre più duro. Ho infilato un dito ed ho preso a scoparla con calma, muovendo il dito dentro/fuori, mentre la leccavo, sempre più in profondità. Poi, sono arrivato al suo bottoncino e l’ho imprigionato tra le mie labbra: lei ha sussultato e si è girata verso sua sorella.

«Iris, che bello: l’ha trovato! Cazzo mi fai impazzire così! Oddio, mi uccidi!» Sempre più soddisfatto ho preso a leccarlo, aspirandolo per farlo inturgidire. Era in delirio dal piacere. Mentre la sorella impazziva, Iris si è avvicinata. «Vedo che ti piace! Dunque, stai godendo? Ti ha fatto partire? Ma, se lo conosco bene, ancora non sarà soddisfatto!» Lei ha sollevato la mano, l’ha messa dietro la testa di Iris e l’ha baciata in bocca. Hanno limonato scordandosi di me. Allora le ho toccato con un dito il buco del culo, infilandone un po', lo sentivo fremente e succhiavo il clitoride come un indemoniato. È esplosa in un orgasmo molto intenso. «Vengo! Mi fai impazzire! Vengo, Bruno! Sì, è fantastico! Vengo ancora… ti prego ancora, fammi morire!» Ha iniziato a tremare ed il suo corpo era squassato da fremiti incontrollabili, spasmi che l’hanno sconvolta. La sua fica si era trasformata in una fontanella ed io gustavo il suo nettare che sgorgava copioso. Le ho lascito il tempo di godere, poi ho smesso di succhiarla, per leccare fica e buco del culo. Cinzia era in delirio completo. «Bruno, vengo! Dai, ancora! Non ti fermare! Ancora! Mi fai morire!» Ho sollevato il capo ed ho smesso di leccarla, mi sono sdraiato supino sul letto. Avevo il cazzo duro che quasi mi faceva male. Iris si è avvicinata e lo ha impugnato con decisione. «Adesso lo metto nell’unico posto dove può stare a suo piacere.» Mi ha scavalcato e, tenendosi la fica spalancata, è scesa lentamente sul cazzo, facendolo sparire nella passera. Sono affondato dentro di lei che era un forno di lava incandescente! Ha abbassato lo sguardo ed i nostri occhi si sono incrociati. Le ho sorriso sornione. «Direi che tua sorella è stata in gamba: te l’ha preparato ben duro!» Lei mi ha sorriso compiaciuta. «Sì, è così tosto che la mia fica lo sente tutto, duro e vibrante!» Immobile su di me ha iniziato a contrarre i muscoli vaginali, mentre con tutto il cazzo infilato dentro, è scesa a baciarmi: aveva gli occhi dolcissimi e vogliosi. «Iris, ci godremo una chiavata strepitosa! Leccare tua sorella, mi ha fatto venire una voglia esagerata della tua fica! Adesso andremo in paradiso!» Ho sollevato le gambe ed ho preso a scoparla, lentamente, ci siamo baciati con tutta la passione possibile. Poco dopo ha iniziato a muoversi più velocemente ed ho capito che il suo orgasmo era imminente. «Mi sembra che stai già partendo! Sei molto eccitata, se godi così velocemente!»

Lei mi ha guardato con occhi languidi. «Amore, vedere Cinzia godere, mi ha fatto venire una voglia pazzesca di scoparti!» Ha preso a cavalcarmi al gran trotto. Se mia cognata me lo aveva fatto diventare duro da far male, la mia dolce mogliettina me lo stava strapazzando con la fica. Cinzia guardava ammirata come chiavavamo. Mi ha accarezzato e spremuto le palle, come se non fossero già gonfie per conto loro. Iris, si era messa in verticale per montarmi meglio. Poi lei ha appoggiando le mani su mio torace, mi montava con un ritmo forsennato ed ha iniziato a godere. «Amore! Amore, lo sento tutto e fino in fondo! Sei enorme! Mi sfondi l’utero! Dai, spingi anche tu! Dai, dammelo tutto, fin nello stomaco!» Ha avuto un orgasmo incredibile che l‘ha travolta. Ha goduto molto poi, stremata, si è lasciata cadere su di me, respirava a fatica, ma gli occhi erano due brillanti. «Sei veramente il mio stallone! Ma tu non sei venuto? Dai cambiamo posizione e scopami tu adesso.» Si è distesa a cosce spalancate, le ho infilato il cazzo intriso dei suoi stessi umori e poi ho in iniziato a pomparla, con Cinzia che si era inginocchiata e guardava estasiata tutta la scena, quasi incredula. Iris si è girata verso di lei e si son date uno sguardo d’intesa. Poi ho cominciato a chiavare mia moglie con infilate lunghe e poderose. Lei contraeva i muscoli vaginali, quando glielo affondavo dentro. Ha avuto altri due orgasmi e poi son esploso dentro di lei con una sborrata da primato. Ha sentito tutti gli schizzi bollenti che le ho riversato dentro. «Sì, così! Dai, che li sento belli caldi! Mi stai inondando tutta la vagina con una colata bollente di crema!» Sfiniti, ci siamo stesi supini tenendoci per mano, ebbri di piacere e di felicità. Cinzia ci guardava, non so se con invidia o ammirazione, ma ci baciava sulle labbra alternativamente. L’ho stretta a me, facendola aderire al mio corpo; respiravo a fatica, mi accarezzava, mi baciava ed ha messo una mano sul cazzo ancora turgido. «Quando mi sarò riposato ed Iris ce lo permette, provo a farti lo stesso trattamento ma a pecorina. Voglio farti sentire il cazzo tutto fin in fondo! Voglio farti urlare anche più di lei!» Iris mi ha dato un’occhiata torva ed io l’ho baciata in bocca.

«Non far la gelosa! Non è mia la colpa se vi siete messe in competizione con le vostre confidenze. Sei stata proprio tu a dirle che certe volte ti facevo andare in orbita e lei si è incuriosita. Non trovi sia più che normale?» Mia moglie ha scosso il capo, fingendo disappunto. «Amore, sei un porco, però mi piaci così! È vero, quando facciamo l’amore, mi spedisci in orbita!» Siamo rimasti qualche minuto a rilassarci e Cinzia ha approfittato per prendere da bere per tutti, poi, mentre finiva di sorseggiare il suo calice di prosecco, ha guardato sulla sorella con occhi carichi di voglia. «Bruno mi ha promesso una bella chiavata: devo ricordarti che ogni promessa è debito?» Iris si è inginocchiata alle mie spalle, mi ha abbracciato, ha guardato sua sorella e poi ha fatto un respiro profondo. «Ok, va bene, ma voglio sentirlo venir duro nella mia bocca. Sia ben chiaro che lui è mio! Per questa volta te lo presto, ma solo questa volta!» Poi mi ha dato un lunghissimo bacio carico d’amore e passione e, con occhi fiammeggianti, mi ha sussurrato che non ci dovevano esser dubbi. «Ricordati che tu sei solo mio!» Cinzia ha notato il forte disagio della sorella. «Iris, se non ti va, ne facciamo a meno. Ti voglio troppo bene per farti un torto.» Iris mi ha fissato negli occhi e le ha risposto. «Per questa volta, puoi godertelo! Fa in modo di trarre tutto il piacere possibile da questa unica ed irripetibile chiavata.» Cinzia si è buttata addosso a me sul letto, baciandomi con un'enfasi incredibile. Dopo di che, si è messa distesa a cosce aperte ed io mi son inginocchiato davanti a lei. Di certo pensava che l’avrei scopata subito, invece io ho tergiversato, facendole aumentare ancora più il desiderio. «Dai, che aspetti? Lo sento con la mano che ce l'hai duro e vibrante. Dai, mettimelo dentro! Lo desidero troppo! Prima vi ho visto chiavare come due indemoniati e mi avete trasmesso una voglia di cazzo da non credere. Dai, scopami! Mettimelo tutto dentro!»

Ho ripreso a masturbarla, con lei che cercava, in tutti i modi, di farsi penetrare da me. Quando ho visto che la sua eccitazione era al limite della follia, le ho dato una sonora pacca sul culo e l'ho fatta girare. «Come ti avevo detto, voglio chiavarti a pecorina e, se vuoi e se ti piace, la finirei sborrandoti nel culo. Mi è sembrato che tu abbia anche quello ben aperto.» Appena finito di parlare, si è girata e si è messa in posizione in ginocchio. Ho impugnato il mio uccello e, dopo averlo spennellato a lungo tra le labbra della sua fica, ho iniziato a scivolar dentro di lei, molto lentamente. Subito ha iniziato a delirare. «Sì, che bello! Dai, spingimelo tutto dentro! Cazzo, chiavami senza riguardo! Hai un bel cazzo duro e grosso e voglio gustarmelo tutto!» Impaziente di averlo tutto dentro, ha dato una spinta indietro con il corpo e, in un attimo, le sono sprofondato tutto dentro la vagina, che sembrava un forno incandescente. L’ho afferrata per i fianchi e l’ho posseduta con penetrazioni lunghe, quanto veloci. Ha preso ad urlare di piacere ed a godere all'istante. Iris si è avvicinata e si è inginocchiata di fianco a lei, le ha allungato una mano sotto ed ha preso a torturarle il bottoncino: lei ha urlato come stessi scuoiandola. «Così mi uccidete! Mi fate venire! Iris, vengo! Oddio, il tuo toro mi fa impazzire! Vengo, Bruno, vengo! Sto godendo come un'autentica troia! Spingimelo tutto fin in fondo! Dai, chiavami e sborrami dentro! Dai, fammi godere!» Scossa da spasmi di piacere incontrollabili, si è voltata verso sua sorella e le due donne si son baciate a lungo. Quando si sono staccate, Cinzia stava godendo ancora una volta. Una volta evaporato questo ulteriore orgasmo, si è spostata verso di me ed è stato chiaro che aspettava che glielo infilassi nel culo. Iris si è allungata su di lei, ha fatto colare un po' di saliva nel solco delle sue chiappe e, dopo avergliele allargate un po', mi hai esortato a penetrarla. «Dai, amore, aprila tutta! Tu non lo sai, ma desidera questo momento da tanto tempo! Voglio che le sfondi il culo con un colpo solo!»

Ho sfilato la cappella cosparsa dei suoi umori biancastri, l’ho fatta scorrere sul buco del culo e poi ho iniziato a spingere; dopo qualche attimo di resistenza, quel foro grinzoso ha ceduto e son scivolato dentro di lei fino alle palle. Ha inarcato la schiena ed ha emesso un piccolo grido di dolore, poi ha iniziato a delirare ancor di più. «Bellissimo! Bravo! Così, spaccami il culo! Sento che me lo stai sfondando, però impazzisco quando un cazzo mi entra nel culo in maniera così vigorosa.» Son rimasto immobile dentro di lei, che invece impazziva e mi incitava a pomparla più forte. «Lo senti, Cinzia? Ce l'hai tutto dentro! Ti sto chiavando il culo!» Lei mi ha esortato a farlo con ancor più vigore ed intensità. «Bruno mio: che piacere mi stai dando! Come lo sento bene! Ho il culo tutto ingombrato, sento che ce l'ho tutto dentro, fin in fondo! Dai, chiavami il culo!» Ho preso a pomparla con colpi di diversa intensità, a volte forti e veloci, ed altre lenti e lunghi. Lei godeva in continuazione. «Sì, Bruno, sì! È troppo bello! Spingilo sempre più e sfondami tutta! Dai, sborrami, voglio che me lo riempi tutto della tua crema.» L’ho afferrata saldamente per i fianchi sbattendola come un forsennato per farle gustare tutta la consistenza del cazzo che la stava chiavando. Iris si è avvicinata a me e mi ha sussurrato in un orecchio. «Amore, quanto sei porco! Sei un vero porco, però è così che piace anche a me e, quando m’inculi mi fai sballare.» Poi si è inginocchiata, baciando dolcemente la bocca della sorella. «Allora, puttanella, ti piace? Adesso ci credi quando dicevo che a letto è un vero toro?» Lei ha urlato ancora dal piacere, poi le son arrivato dentro. «Cinzia, vengo, non ce la faccio più!» Lei ha insistito affinché le farcissi il culo. «Dai, tesoro, allagami il culo! Sborrami tutta, che son stremata!» Sfinito, l'ho spinta a sdraiarsi sul letto e poi, lentamente, mi son sfilato. Lei, con una mano, è andata a tappare la voragine in cui era ridotto il suo buco di culo. E' rimasta sdraiata a rilassarsi per diversi minuti, poi, giratomi, ho visto la sua faccia distrutta dal piacere; sorrideva a sua sorella e Iris le ha dato un bacio sulla bocca con le sole labbra.

«Allora? Sei soddisfatta? Adesso credi a ciò che ti dicevo?» Cinzia le ha sorriso contenta. «Ciò in cui credo è di non aver mai goduto così tanto e con tale intensità. Il tuo uomo è un vero maschio da monta! Son felice che vi amiate e che, ciononostante, me lo hai prestato per questa sera!» Poi, molto malferma sulle gambe e aiutata da mia moglie, se ne è andata in bagno a fare una doccia. Una volta rivestita, siamo tornati in salotto a gustarci un bel calice di prosecco. Cinzia ha abbracciato mia moglie e, guardandola intensamente negli occhi, l’ha ringraziata. «Sorellona, grazie per avermi concesso Bruno e questa serata di totale sballo!» Iris l’ha abbracciata baciandola sulle guance e poi, con il viso serio, le ha ribadito una cosa più che chiara. «Cinzia, non sperare in un bis! Bruno è solo mio e me lo godo io, ricordalo!» Cinzia le ha sorriso ed ha annuito, poi mi ha dato un bacio a fil di labbra e se n’è andata. Appena chiusa la porta, Iris mi ha allacciato le braccia al collo, baciandomi con una rinnovata passione. «Adesso è tardi e andremo a dormire; riposati, ma domani voglio vederti sborrare anche l’anima! Averti concesso a Cinzia, per una volta, può anche starci, ma da domani sei solo mio!» Mia moglie è fatta così, ed io l’amo anche per questo!

 

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