Chapter 5 - ll debito del suocero.
Da oggi, poiché ti scopi questa troia di mia madre, ho deciso anch'io con chi scopare al difuori della nostra coppia, a meno che tu non mi soddisfi così tanto da non averne voglia! Se ti sta bene, datti da fare!
11 months ago
Mi chiamo Luca, ho 32 anni e sono felicemente sposato con Anna. Sono considerato un bel ragazzo, alto, capelli castani, occhi marroni ed un fisico tonico e ben curato. Ho anche una buona dotazione, ben sopra la media in lunghezza, ma, particolarmente, in circonferenza. Anna ha 31 anni, è una bella donna, alta come me, bionda, occhi azzurri, un bel seno non troppo grande e un tondo a conclusione di gambe ben tornite. Da tempo son rimasto orfano di entrambi i genitori, che mi hanno lasciato un ingente patrimonio, sia in immobili che in liquidità; diciamo che me la passo bene, anche perché ho un buon lavoro, come impiegato di banca. Anna lavora come segretaria in uno studio notarile. Da poco, ci ha lasciato anche Franco, il padre di mia moglie; in pratica, della sua famiglia, è rimasta soltanto mia suocera Giulia. Lei, da giovane, ma ancora oggi, è una donna molto bella, che si fa notare. Ha compiuto 50 anni, da poco. Ha un bel fisico slanciato, bionda come mia moglie, occhi chiari ed un bel culo, non troppo grosso, mentre il seno è procace, sicuramente una bella 4 a abbondante, che sta su ancora bene. E' dotata di un bel carattere, sempre allegra, e non nascondo che, qualche volta, ho fatto dei pensieri su di lei, che però non ha mai sollecitato. Insomma il suo comportamento non ha mai dato adito a sperare in qualche tresca fra noi. Intanto, il giorno del funerale, a motivo del dovere di offrirle un qualche conforto, ho percepito un suo maggior attaccamento verso di me. Era sicuramente una mia fantasia o, meglio, un'impressione, ma, in ogni caso, al vederla elegantemente abbigliata, con un vestito nero, calze velate sempre nere e delle scarpe con tacco alto, senza rendermene conto, mi ritrovai, mentre tutti piangevano, ad avere un'erezione mostruosa. Riuscii, in qualche modo, a mascherarla. La cosa si ripeté qualche giorno dopo, quando chiese a me e mia moglie, un aiuto per metter via le cose di suo marito. Me la ritrovai davanti che indossava dei leggins molto aderenti, che rendeva evidente uno spacco di fica da paura e, da quel momento, avevo solo una cosa in mente: scoparla. Mia moglie non disse nulla, anche se mi sono accorto che aveva notato. Fu una tortura proseguire quel lavoro per tutto il giorno e sembrava quasi che lei lo facesse di proposito a provocarmi; mi aveva eccitato come un cavallo. La sera, a letto, ho scopato mia moglie con un ardore che lei stessa ha notato. «Amore, oggi, sembri un toro scatenato! Dai, ancora, che mi fai impazzire!»
Lo ero per davvero. Da quel momento, cercavo un pretesto per rivederla da solo e, quando ormai avevo perso le speranze, mi pervenne una chiamata da Giulia che mi chiedeva di andar da lei, perché aveva urgente bisogno di parlare con me. Giunto a casa sua, la trovai in cucina che piangeva a dirotto. «Giulia, che è successo? Perché piangi? Dimmi, cosa ti rende così triste?» Lei mi ha guardato e asciugandosi gli occhi, sempre singhiozzando, mi ha detto il motivo del suo cruccio. «Quel pazzo di mio marito mi ha lasciato in un mare di debiti. Una banca mi ha contattato e mi ha detto che, se non rientro con i prestiti che lui ha contratto, mi porta via la casa. Ho bisogno del tuo aiuto e vorrei che Anna non lo sapesse, per non intaccare la buona memoria del padre. Per lei, egli era il suo idolo e questo sarebbe un duro colpo.» Giulia era davvero sconvolta. Piangeva e, presa dallo sconforto, mi si gettò con le braccia al collo, chiedendo il mio aiuto. «Ti prego, aiutami. Tu sai come fare: sei un esperto di queste cose. Io non so che pesci pigliare. Se mi aiuti, farò di tutto pur di risolvere questa situazione, ma proprio tutto.» Mentre parlava il suo corpo era aderente al mio. Sentivo il suo seno che si strusciava sul mio petto, così, non so come, ma in quel momento ho deciso di giocarmi il tutto per tutto. «Va bene ti aiuto, ma tu devi fare una cosa per me!» Lei mi guarda ed annuisce. «Qualunque cosa, pur di uscire da questo pasticcio! Qualunque sacrificio, te lo prometto.» L’ho guardata un attimo in faccia. Ho sentito la mia erezione accrescere con forza e allora mi son buttato. Ho incollato di colpo la mia bocca sulla sua e l’ho baciata. Lei, presa di sorpresa, è rimasta un attimo immobile ed ha avuto una reazione alquanto negativa. «Luca, ma che ti prende? Che ti sei messo in testa?» Io, serio, l’ho guardata in faccia. «Se vuoi il prestito, il prezzo da pagare è questo: esser la mia schiava, sempre ubbidiente, che né Anna, né nessun’altro, dovrà mai sapere. Pensaci: prendere o lasciare!»
Giulia è rimasta in silenzio ed io, senza un attimo di esitazione, ho ripreso a baciarla; questa volta ha aperto la bocca, accogliendo all'interno tutta la mia lingua. Abbiamo limonato per un po' e poi, continuando a baciarla, con la mano mi son infilato fra le sue cosce. Lei, per un attimo, ha opposto resistenza, poi le ha allargate ed io son arrivato alla fica, prima coperta dalle mutandine, poi infilandole delle dita dentro. Ho sentito che aveva il clitoride gonfio e duro. Si stava bagnando molto ed ho iniziato a masturbarla, infilando due dita nello spacco: era già tutta bagnata. Mentre la masturbavo, lei prese ad ansimare e gemere di piacere. «No, pazzo, che fai! No, fermati, Luca! Sei un demonio! Mi fai impazzire!» Ho afferrato la sua la mano e l’ho appoggiata sul mio cazzo. Lo ha stretto da sopra la stoffa, saggiando la sua consistenza dura e grossa. Ho visto il suo sguardo sorpreso. Al che, per non darle modo di reagire, mi son aperto i pantaloni e l’ho tirato fuori. Lei lo ha guardato sbalordita. «Ma è…io non ho mai visto un cazzo cosi grosso! È enorme! Quello di mio marito era la metà del tuo!» Senza indugiare lo ha afferrato, stringendolo con forza ed ha iniziato a menarlo. Prima piano, ma, poi, sempre più forte. Ero eccitatissimo. L’ho appoggiata al tavolo, le ho sollevato la gonna e le ho calato le mutandine, senza darle tempo di capire cosa stesse succedendo. Mentre era in piedi, ho preso a strusciarle la cappella tra lo spacco ed il clitoride; era così bagnata che ho iniziato a spingerglielo dentro. Ad ogni affondo, spalancava la bocca senza emettere alcun suono, mi fissava sconvolta. Quando son arrivato al fondo, ha goduto. Il suo corpo ha preso a tremare scosso dal piacere. L’ho solleva ed appoggiata al tavolo. A cosce larghe, ho presa a pomparla come un pazzo furioso. Lei ha iniziato a godere in continuazione, mentre io la sfondavo con colpi sempre più forti e profondi. «Sì, mi … mi fai venire! Luca, vengo!» Ha avuto una serie infinita di orgasmi. Ero così eccitato al sentirla godere, mi faceva impazzire e facevo di tutto per non venire: era troppo bello. Lei ha sollevato le gambe e le ha annodate alla mia schiena, ha assecondato il ritmo del pompaggio. Non mi ha lasciato scampo, ho dovuto sborrare con lei che godeva come una vacca. «Tieni, vacca! Te la inondo!» Sono venuto dentro di lei con una massiccia dose di crema che, quando son uscito, è colata per terra. Non pago, l’ho riportata con i piedi per terra, l’ho girata e fatta distendere sul tavolo. Le ho di nuovo infilato dentro il cazzo sempre duro ed ho continuato a scoparla a pecora. La chiavavo con dei colpi secchi, che la facevano sobbalzare e, nello stesso tempo, dalla fica slabbrata, le colavano gli umori lungo le cosce. Ho raccolto nella mano parte di quei suoi umori e la mia sborra e, con quel miscuglio, ho preso a lubrificarle il buco del culo. «Che ti viene in mente, Luca? Non se ne parla nemmeno! Non l’ho mai dato nemmeno a mio marito, quindi non ci provare!» Ero ormai troppo infoiato e lo volevo da troppo tempo per desistere. «No, rilassati, che comunque te lo sfondo, altrimenti niente aiuto. Mi hai detto: qualunque cosa ed io voglio il tuo culo!» L’ho spinta distesa sul tavolo, ho appoggiato la cappella al suo buchetto, poi, con due spinte decise, le sono entrato dentro con lei che urlava dal dolore. «Cazzo, fa piano! Mi fai male! Sei un bastardo! Mi spacchi il culo, porco!» Io, inesorabile, le ho mollato due sculacciate e poi ho preso a pomparla, mentre, dopo essermi allungato su di lei, la masturbavo. Poco dopo ha smesso di gridare, si è rilassata e, alla fine, ci godeva. Ha preso ad assecondare i miei colpi spingendo il suo culo indietro per sentirlo tutto dentro. L’ho scopata nel culo ancora per un po', ma ero al limite pure io e, all’improvviso, ho avuto un orgasmo spaventoso, riversandole nelle budella tutta la sbroda che avevo ancora nelle palle. L’ho tirato fuori, l’ho presa per il collo e l’ho costretta a pulirlo tutto con la bocca. Lei lo ha pulito tutto, poi si è alzata ed io, da vero maiale, l’ho baciata assaggiando il sapore di me che ancora aveva in bocca. Poi me ne sono andato. Nei giorni successivi ho preso accordi con la banca creditrice ed abbiamo concordato un piano di rientro del debito. Con lei è iniziata una relazione fatta di scopate furiose e inculate pazzesche. È diventata insaziabile e questo suo cambiamento non è sfuggito a mia moglie, che ha commentato con me questo fatto. «Mamma sembra rinata. Chissà che le è successo?» Io, un po’ sospettoso, son rimasto sul goliardico. «Avrà trovato uno che se la scopa!» Lei ha avuto un sorrisetto ironico e tutto sembrava finito li. Dopo qualche giorno risquillò il telefono; era di nuovo Giulia che mi voleva parlare, aveva ancora bisogno di aiuto, ma sopra tutto di cazzo. Vado da lei e mi becco una grossa sorpresa: lei, con mia moglie, mi aspettavano in salotto, quasi nude. Giulia resta in silenzio, mentre mia moglie mi si avvicina e il suo tono non ammette repliche.
«Da oggi, poiché ti scopi questa troia di mia madre, ho deciso anch'io con chi scopare al difuori della nostra coppia, a meno che tu non mi soddisfi così tanto da non averne voglia! Se ti sta bene, datti da fare!» Ho risolto i problemi finanziari di mia suocera e mi son trovato a pagare gli interessi a mia moglie. Per ora reggo bene, sperando che le due troie mi diano il tempo di ricaricami, perché, ogni volta, ne esco davvero sfinito. Chissà: forse dovrei trovare un aiuto
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