Chapter 4 - Mia madre cede ed io la chiavo
"Sta zitta puttana!" Diede uno strattone per liberarsi, voleva girarsi e assestarmi uno schiaffo ma io incalzai dicendole che sapevo di lei scopata da zio.
4 months ago
Mia sorella mi svelò in quel periodo, e con quel comportamento, tutto il suo essere puttana. Sapendo che nostro padre più di una volta si era mostrato non indifferente alle sue sempre più generose forme, prese a girargli intorno con vestitini succinti, quando non anche mezza nuda, e più vedeva il turbamento del padre più si mostrava perversa con la sua finta ingenuità.
C'era una tensione morbosa enorme in famiglia in quel periodo, con papà dilaniato dal turbamento per quella ragazza (ormai diventata donna) che vedeva girare per casa tutti i giorni e che con le sue movenze e il suo fare provocante, fintamente ingenuo, lo eccitava e turbava facendolo sentire un depravato per il fatto di provare tanto desiderio per sua figlia; con nostra madre che da un lato continuava il rapporto incestuoso con suo fratello e dall'altro iniziava a soffrire la concorrenza di sua figlia che, diventando sempre più donna, metteva in discussione il suo ruolo di "regina" di casa, visto che il "re" era sempre più distratto e tentato dalla fresca e giovane bellezza di Valentina.
E in mezzo a questo marasma di desideri morbosi e depravati quello che osservava tutto ero io, che comunque ero sbattuto tra la voglia di farmi questa troietta in calore di sorella e la rabbia che provavo per il gioco che stava facendo con nostro padre. Quella spudoratezza che stava tirando fuori però non faceva che aumentare il mio desiderio di lei; la mia voglia di averla e di averla a tutti gli effetti. Di scoparmela proprio!
A questa insana e ossessiva fissa per mia sorella si aggiunse poi quella ancor più torbida e perversa per nostra madre. Avere scoperto della sua relazione con suo fratello mi procurò una rabbia e un disgusto che sfociarono nel più osceno desiderio sessuale. Il sovrapporre all'idea di madre quello di moglie adultera e incestuosa mi scatenò un profondo desiderio di farci del sesso. Saperla contemporaneamente come madre che ha tirato su me e Valentina, e come moglie di papà , e scoprire poi che di nascosto se la faceva con altri uomini mi fece nascere un sacco di pensieri osceni su di lei. Su di noi.
Pur non rivelandole che sapevo della sua relazione con zio, pur non rivelandole che sapevo quanto fosse porca mi approcciai a lei con quella sfrontatezza che ti viene dal sapere che hai un asso nella manica da sfruttare a tuo piacimento.
E così presi a iniziare un gioco provocatorio con mamma. Presi a girare per casa a torso nudo e senza mutande, stando attento a capitarle spesso vicino, così che potesse notare la potente erezione del mio cazzo che gonfiava in modo eloquente il tessuto del pigiama o della tuta.
E a mia madre quelle erezioni non sfuggirono, inoltre non poté nemmeno sfuggirle il fisico asciutto e discretamente scolpito che gli anni di palestra mi stavano facendo mettere su. Insomma ero un davvero piacente ragazzo di quasi diciotto anni, dal bel fisico e con gli ormoni altrettanto vigorosi, e una donna di quaranta anni, per di più una porca depravata come lei, quell'odore di maschio giovane e bramoso di sesso non riusciva certo ad ignorarlo.
Pur non scambiandoci che poche parole e non guardandoci mai in faccia era come se ci fosse comunque un dialogo muto tra noi due. Poi quell'atteggiamento piccato e scontroso che io continuavo a portare avanti rispondendole con monosillabi e rifiutando un dialogo sereno, non faceva altro che far crescere una tensione sempre palpabile che trovavo eccitante.
Quando stavamo nella stessa stanza e ci trovavamo soli si sentiva solo il rumore dei nostri respiri. Respiri tesi che svelavano il turbinio di emozioni contrastanti che ci scuotevano. Del desiderio proibito che si insinuava sempre più strisciante. Consapevolezza dell'immondo peccato che era lì, aleggiando tra di noi. E che era sempre più dannatamente difficile scacciare dai nostri pensieri. Era ormai inevitabile che cadessimo prede di questo peccato e, confesso, non vedevo l'ora che succedesse.
La spinta decisiva la trovai un tardo pomeriggio di quello stesso luglio che era quasi al termine. Mentre tornavo dall'allenamento vidi la Opel di zio Carlo parcheggiata davanti casa e mi bloccai. Non volli entrare dal cancello e dal portone perché mi sarei fatto sentire, mentre il mio proposito era quello di sorprenderli in flagranza di scopata! Così feci il giro e scavalcai il muro in un punto più accessibile, poi mi intrufolai in casa forzando appena la finestra del salotto che, per via del caldo torrido dei periodo, non stava mai completamente chiusa.
Casa nostra era divisa in zona giorno a pianoterra e zona notte al piano superiore ed una volta entrato dal salotto salii le scale che portavano nel piano delle camere da letto.
Quando camminavo con passo leggero nel corridoio sentii la porta della camera dei miei aprirsi e con uno scatto riuscii ad infilarmi nella mia. Feci in tempo a socchiudere la porta e spiando vidi passare mio zio che si sistemava i pantaloni e mentre si allontanava sentii mia madre chiudersi in bagno, aprire l'acqua e tirare lo sciacquone.
Quei maledetti porci avevano scopato! Avevano fatto le loro porcate e ora tranquillamente riprendevano i loro ruoli abituali. Lui quello dello zio simpatico, buon marito e buon padre di famiglia e lei la moglie devota, la brava madre e la premurosa sorella.
L'idea che mio zio si fosse appena scopato mia madre e che lei si fosse fatta chiavare da un altro uomo che non fosse mio padre mi fece salire il sangue alla testa dalla rabbia e dall'eccitazione. Quella sera, per la prima volta in tanti mesi, ignorai completamente mia sorella Valentina perché i miei pensieri erano tutti rivolti verso nostra madre.
Già durante la cena sbirciai più volte la scollatura della sua maglietta di cotone, e al pensiero che quelle belle e procaci tette di cui fissavo il solco e una buona parte della massa fossero state palpate e leccate da un altro uomo mi faceva imbestialire dalla gelosia e allo stesso tempo mi faceva indurire il cazzo sotto al tavolo della cucina.
Mentre parlava con nostro padre le guardai la bocca e nell'immaginare quella bocca prendere e succhiare il cazzo di zio la mia verga gonfiò oscenamente la tutta.
Mi fermai a tavola più del solito quella sera, con la scusa di mangiare più frutta, ma in realtà volevo osservare mia madre che, rivolta verso il lavandino, mi dava le spalle e soprattutto il suo bel culo tondo e grosso, insaccato in un paio di short stretti che lo risaltavano facendolo sporgere in modo quasi osceno.
Vederla là impegnata a lavare i piatti come una brava donna di casa e allo stesso tempo sapere che si era fatta scopare da un uomo, in quella stessa casa, tradendo suo marito (e nostro padre), aumentò la mia rabbia e la mia eccitazione in modo esponenziale, tanto da non farmi più resistere al desiderio.
Volevo farmela e umiliarla allo stesso tempo, così mi alzai dal tavolo e le andai alle spalle. Senza alcun preambolo né alcun riguardo mi addossai a lei e la presi per i fianchi. Lei sussulto sorpresa e stava per dire qualcosa ma io la zittii bisbigliandole deciso: zitta puttana!
Diede uno strattone per liberarsi, voleva girarsi e magari assestarmi uno schiaffone ma io incalzai dicendole che sapevo di lei e zio.
Rientro a casa e cosa vedo? Mia madre che si fa scopare come una cagna da suo fratello!!! Ti piace prenderlo da dietro eh... Farti montare come fanno i tori con le vacche!!! Senti come ce l'ho duro... Senti mamma..., le sussurrai mentre strofinavo il mio randello sul suo grosso culo.
Ti piace eh? Mi si è drizzato non appena ho capito che ti stavi facendo sbattere da zio Carlo e da allora non ha smesso di ingrossarsi. Non vedevo l'ora di fartelo sentire, e adesso devi provare quanto ce l'ha duro tuo figlio. Vedrai che non ho niente da invidiare a quello di zio! Ti piacerà il randello di tuo figlio, mamma porca. Vedrai come ti piacerà!!! E poi a sto punto sono così arrapato che se fai storie e ti rifiuti non esito un attimo a dire tutto a papà. A sputtanare te e zio davanti alle vostre famiglie, e anche davanti a tutto il paese. Immagina quanto ne parlerà la gente della coppia di adulteri e per di più incestuosi!!!
Rivolgermi così sfacciatamente e in modo così incalzante a mia madre aumentò la mia eccitazione, mentre a lei lo sgomento e la rabbia che aveva all'inizio si tramutarono in sorpresa e preoccupazione e piano piano abbandonò le resistenze. Mi vide così deciso ed arrapato che capì fosse meglio sottomettersi al mio volere.
E così, stando sempre alle spalle di mia madre, addossato a lei, tirai fuori il mio cazzo dalla tuta. Era durissimo e pulsante per l'eccitazione e presi a spingere con la cappella contro il tessuto degli short di mamma, poi strofinavo l'asta all'altezza delle sue natiche. Mamma smise di lavare i piatti e appoggiò le mani al bordo del lavandino. Era rassegnata e sconvolta ma allo stesso tempo eccitata, e quando le sbottonai gli short e arrivai alle sue mutandine le trovai bagnate!
Infilai le dita sotto le mutandine e presi pizzicarle la fica, poi le sgrillettai il clitoride che in poco tempo divenne turgido e sporgente e poi la penetrai con due dita. Feci dentro e fuori dalla sua fica un bel po' di volte e lei si piegò in avanti e non fece altro che ansimare e mugolare tutto il tempo.
Era bella calda e vogliosa e non oppose alcuna resistenza quando le abbassai gli short fino alle caviglie. Lei se li sfilò sollevando un piede ed io le feci divaricare le gambe. Le infilai di nuovo due dita nella fregna e la trovai ancora più bagnata, calda e con le pareti dilatate e rilassate, segno che quella troia di mia madre dopo aver fatto un po' di storie era adesso pronta a farsi sbattere come una cagna in calore.
Ne aveva proprio voglia perché cominciò a sussurrarmi: sbattimi figlio mio... fammi godere daiii!, e mentre la penetravo infilandole il mio cazzo tutto dentro, fino a sbattere con le palle contro le sue cosce, incalzava con: "hhhmmm sì così dai... Oooh che bel cazzo duro e potente che hai figlio mio! Mmmh sfondami dai, sfondami la fica! Fammi godere come una cagna in calore... Fammi tua... Voglio essere la tua troia! Siiii!!!
Mi stavo scopando mia madre con una foga pazzesca! La scopavo da dietro, con lei piegata in avanti e appoggiata al lavandino della cucina, che muoveva languidamente la testa, sospirava e mi incitava con i suoi ripetuti sì, sìì, sììì.
Il mio cazzo stantuffava senza sosta nella sua fica fradicia di umori, e mentre il mio randello faceva avanti e indietro dentro di lei allungai le mani e le afferrai le enormi tette da sesta misura che i miei colpi facevano ballare oscenamente.
Incuranti di poter essere scoperti abbiamo continuato a scopare come due amanti incoscienti travolti da una improvvisa passione, e l'idea che mia sorella e mio padre fossero lì in casa invece che preoccuparmi mi eccitò ancora di più.
Continuai a cavalcare mia madre da dietro senza sosta finché non fui pronto a sborrare. Lei per tutto il tempo che le stantuffai nella fica continuò a mugolare sotto voce ed a farsi ballare le grosse tette, poi , quando le sussurrai "vengo" lei si sfilò il cazzo da dentro.
Mi sarebbe piaciuto sborrarle dentro, era una fantasia che avevo da tanto, però lei non lo permise, voleva che mi svuotassi su dei tovaglioli. Non mi piacque proprio l'idea e così la afferrai sprezzante per i capelli. Lei mi guardò sorpresa e infastidita da quel gesto e quando capii le mie intenzioni il suo sguardo si fece prima implorante (mi sussurrò dei 'no non farlo ti prego') poi, quando vide che non mollavo la presa e continuavo a tirarla giù per i capelli, rabbioso e carico di odio.
LA SBORRATA IN FACCIA
Impietoso l'ho tirata giù fino a farla accosciare ed a farla trovare con la faccia davanti al mio cazzo pronto a sborrare. Ho stretto più forte la presa sui suoi capelli e tirato per farle del male e farle tenere la bocca aperta, e nonostante le smorfie di riprovazione ha preso in bocca tutta la sborra che le ho scaricato.
Diedi delle belle smanettate al mio cazzo che tenevo stretto in mano, dirigendo gli spruzzi di sborra sulla sua faccia.
Nonostante la contrarietà che mostrava, mia madre non si fece scappare una sola goccia del mio sperma. Se lo ingoiò tutto leccandosi poi quelle che le erano rimaste sulle labbra.
Prima di lasciare la presa però volli levarmi un altro sfizio e godermi un'altra sua umiliazione. Mi tenni il cazzo sollevato puntandolo dritto verso l'alto e le spinsi la faccia verso la sacca dei coglioni, costringendo mia madre a leccarmi le palle ed a mettersele in bocca e succhiarle.
Fu una vera umiliazione per lei, che scena arrapantissima! Mia madre inginocchiata e costretta a leccarmi e succhiarmi le palle! I peli del pube le davano continuamente fastidio e finito il lavoretto si mise a sputacchiare per toglierseli dalla lingua.
A quel punto potevo dirmi soddisfatto. Mi ero scopato mia madre da dietro con una cavalcata fantastica, le avevo sborrato in bocca e mi ero fatto fare un bidè con la sua bocca e la sua lingua. Mi sentivo un dio.
Mi sistemai il cazzo nella tuta e mi allontanai, quando trovai Valentina immobile sulla soglia, con le braccia incrociate che mi fissava accigliata.
La sua espressione era eloquente. Si sentiva come una amante tradita. Era schifata ed allo stesso tempo ferita e arrabbiata e mi disse a bassa voce, con un tono gelido e carico di rabbia: brutto porco schifoso, me la pagherai...!
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