Chapter 4 - Conflitti 4 L'intesa con sua figlia e gli accordi definitivi per non distruggere tutto
Tornata a casa, non può entrare perchè è separata in contumacia; va dalla figlia e scopa con lei e con due duoi amici; il marito è ormai fisos con una ragazzza dalla quale ha avuto un figlio; riesce ad incontrare i figli, il marito e la sua nuova fiamma; decidono un nuovo assetto dove ognuno va per suo conto e, chi vuole, mantiene rapporti amicali o familiari.
1 year ago
Conflitti 4
Il pranzo si risolse in un’apoteosi del sesso e delle voglie; Ada, liberatasi dalla reticenza di fronte a me, pomiciò per tutto il tempo con Pasquale, suo rifugio abituale quando aveva voglia di sesso; lui perse ogni inibizione e la palpò per tutta la durata del pasto; Stefano era molto più imbarazzato, forse anche perché l’impeto giovanile del desiderio lo sopraffaceva e gli impediva qualunque azzardo.
Mi resi conto che dovevo essere io a provocarlo e, forse, a fargli da nave - scuola per guidarlo passo passo ad una nobile e ricca scopata; gli chiesi se fosse in soggezione con un donna che poteva essere sua madre; si affrettò a negare e ad assicurarmi la sua voglia enorme ed infinita; lo provocai chiedendogli perché guardasse con invidia Pasquale che palpava Ada e non azzardasse almeno un movimento; gli domandai se sapesse come si faceva.
La reazione del ragazzo fu improvvisa e sconvolgente; mi trovai di colpo abbracciata con furia tentacolare e sentii la bocca giovane e fresca impossessarsi della mia e andare ad esplorarla con la lingua in tutti gli anfratti; dopo un attimo di sorpresa, allungai la mano sulla patta e trovai un cazzo già duro come acciaio e di una stazza assai notevole; la figa mi grondò in previsione del piacere che quella sberla mi avrebbe portato in tutti i gangli della vagina; lo strinsi a mia volta e gli feci sentire il seno matronale contro il torace.
Pasquale interruppe le sue manovre, meravigliato dalla novità; Ada si fermò con lui, mi guardò con ammirazione; le dovetti apparire assai più giovane, vogliosa e disponibile di quanto avrebbe mai immaginato; pensò quasi con invidia che, in una discoteca, avrei fatto strage di cazzi da succhiare in auto nel parcheggio esterno, e che forse la mia serata sarebbe risultata assai più valida della sua, per la voglia estrema che dimostravo di prendermi il cazzo.
Lasciammo la tavola come stava e si ritirarono, lei e Pasquale, nella camera; io presi Stefano per mano e lo guidai verso il divano che avrebbe anche potuto trasformarsi in letto; ma preferii lasciarlo in quella funzione; ci sedemmo affiancati e riprendemmo il bacio da dove lo avevamo interrotto, continuando il duello di lingue che avevamo avviato con una larga profusione di saliva vogliosa; gli aprii la patta, mi impossessai della mazza e la portai alla luce.
Mi fermai ad ammirare il cazzo giovane, estasiata per la bellezza della conformazione, rosa, leggermente incurvato al centro, ma soprattutto lungo più di venti centimetri e largo come una lattina; la cappella ormai quasi viola si ergeva prepotente a coprire a fungo la mazza e presi a masturbarla portando la pelle su e giù fino a coglioni; con l’altra mano li raccolsi delicatamente uno per volta e li manipolai lussuriosamente.
Abbassandomi sul ventre, appoggiai la punta della lingua sul meato e sentii la passione emanare come afrore di maschio e col sapore acidulo del precum; giocai con la cappella sulle labbra e la feci penetrare lentamente come se violasse una figa vergine; il ragazzo fremeva e si contorceva, gemendo per il piacere; inutilmente tentava di soffocare i gemiti per evitare che gli altri , dalla camera, sentissero il godimento.
Lo spinsi ad alzarsi, in piedi davanti a me, e gli abbassai sulle caviglie pantalone e boxer; il cazzo emerse in tutta la sua possanza e mi riempì di voglia e di piacere; cominciai a scoparmi in bocca con una certa energia e godevo ad ogni gemito che strappavo all’inesperto giovane amante; mi entusiasmava sentirmi capace di strappare quella goduria da un cazzo giovane e voglioso; mi ci dedicavo con l’entusiasmo della neofita e prestavo attenzione alle reazioni per prevenire eiaculazioni precoci.
Quando il fremito lungo e intenso di tutto il corpo segnalava che la prostata spingeva la sborra ad esplodere, frenavo il pompino e stringevo i coglioni; il ragazzo si bloccava e dopo poco tornava a scoparmi in gola con maggiore entusiasmo e desiderio; era evidente l’estasi che raggiungeva quando il cazzo scivolava fino all’esofago e me ne riempivo tutta; per un tempo che a lui apparve interminabile giocai a spingere a fondo e tirare fuori il cazzo leccando, succhiando e carezzando.
Non gli consentii di sborrare; aprii la parte superiore del vestito e gli diedi i seni da palpare; lui abbandonò il pompino e si fiondò sui capezzoli che prese a succhiare come se dovesse davvero estrarne la linfa vitale della sua esistenza; si perse a manipolare, palpare, spremere, carezzare, leccare, mordicchiare le mammelle carnose ed invitanti; scivolò sulle aureole grinzose ed eccitate fortemente; leccò, succhiò, mordicchiò ed accarezzò i capezzoli a lungo.
Io intanto avevo infilato una mano in figa e mi masturbavo con gusto; lo lasciai succhiare finché non sentii esplodere nella vagina due grossi orgasmi con uno squirt finale; ripresi a spogliarmi e a spogliarlo facendomi baciare e leccare tutto il corpo, dal viso ai piedi; mi stesi sul divano e portai la testa del ragazzo sulla figa invitandolo a succhiare; rivelò una rara abilità nel cunnilinguo e mi procurò piaceri infiniti succhiando l’anima dalla vagina.
Ormai però ambedue fremevano dalla voglia del cazzo in figa; mi sistemai in ginocchio sul divano, coi seni appoggiati allo schienale, e invitai lui a leccarmi da dietro; come avevo pensato, l’abilità di lui a passare la lingua sul sesso mi diede fremiti lunghi e dolci di piacere che manifestai in autentici urli che furono senz’altro uditi dai compagni di sesso che stavano scopando in camera e molto spesso si facevano sentire per orgasmi notevoli raggiunti.
Finalmente mi decisi a suggerirgli di prendermi così, a pecorina; il ragazzo appoggiò la cappella alla vagina e spinse; in un solo colpo fu dentro fino alle palle e sentì la punta che colpiva con forza la testa dell’utero; grazie alla mia abilità a ‘massaggiare’ il cazzo coi muscoli del canale vaginale, si sentì titillato, carezzato e risucchiato fino a che l’anima gli esplose dalle palle in un orgasmo enorme che scaricò con goduria nella figa; risposi con un urlo bestiale per l’orgasmo raggiunto.
Ci rilassammo sdraiati alla meno peggio sul divano; a me l‘incontro era piaciuto molto e soprattutto la scopata era risultata molto intensa; desideravo andare oltre; forse potevo fargli assaggiare l’esperienza del culo ed ero certa che per lui sarebbe stata una grossa e straordinaria novità; ma le dimensioni della mazza del giovane amante davano una qualche preoccupazione, perché da tempo non prendevo nel retto un bastone di quella fatta.
Mi alzai dal divano e andai decisa alla camera che aveva la porta spalancata; vidi Ada sdraiata supina, a gambe larghe, che accoglieva nel ventre il suo Pasquale che la stava montando con grande passione.
“Scusami Ada, non volevo interrompere ma ho bisogno del lubrificante anale; ne hai in casa?”
“Si, nell’armadietto dei medicinali in bagno ce n’è un tubo … Hai deciso di dargli il culo?”
“Ha un cazzo assai bello e mi piacerebbe assaggiarlo dappertutto; dopo la bocca e la figa, spetta al culo … “
Si rivolse al suo amante.
“Davvero il ragazzo ha un cazzo così interessante?”
“Le poche che ci hanno scopato ne parlano con entusiasmo; qualche altra non ha voluto starci perché dice che è grosso … “
“Cazzo, avevo un amico ben dotato e non ho mai pensato a lui come amante; arriva mia madre e vuole dargli anche il culo. Mamma, che ne diresti, se ti proponessi di continuare con Pasquale che non ho spompato ancora ed io mi prendessi per la prima volta Stefano per assaggiarlo?”
“Avevamo previsto, eventualmente, di scambiare i partner; se vuoi, io provo anche il tuo scopamico; oltretutto, sono felice di prendermi qualcosa che è tuo; sarà quasi come fare l’amore con mia figlia … “
Ada si allontanò per raggiungere Stefano sul divano ed io non potei impedirmi di ammirare il corpo perfetto di mia figlia che su gambe snelle ed armonicamente disegnate come quelle di una scultura classica poggiava un culo aggettante e provocatorio, mentre il seno sfidava la gravità ergendosi superbo dal petto; andai in bagno, prelevai il gel e ritornai sul letto dove Pasquale sembrava ansioso di farmi assaggiare una mazza notevole ed eretta.
Mi sistemai carponi fra le gambe ed andai a prendere in bocca la mazza notevole; lui mi prese per i lombi e mi fece ruotare finché ebbe sul viso la figa grondante; cominciò a leccare devotamente perineo figa e culo; mi bloccò la testa tra le gambe, per impedirmi di succhiare l’uccello; capii che voleva alternare il piacere e mi fermai, godendomi in pace la lingua che passava a spatola su tutto il sesso, dal pube alla spina dorsale.
L’altro dimostrava grande abilità a leccare i punti giusti, dalle ultime vertebre, attraverso ano e figa, fino a prendere in bocca il clitoride e a strappare piaceri inusitati; mi sentivo portare in paradiso dalla sapienza della stimolazione orale; quando lui si fermò e allentò la presa sulla testa, cominciai a succhiare ed ingoiare il cazzo fino alle profondità recondite della gola; sentivo le dita di lui che percorrevano le natiche, lo spacco e il buco del culo con dolcezza e con amore.
“Ester, hai il culo più bello che si possa immaginare; se dovessi trovare un aggettivo, dovrei usarne uno antico, greco, callipigia; ‘Venere callipigia’ è detta una statua classica di Venere con un culo inarrivabile; tu per me sei Venere venuta a farsi scopare proprio da me; non ho mai visto in vita mia una perfezione simile a queste natiche splendide; il resto non è da meno, perché sei bellissima dappertutto; ma il tuo culo è un poema degno di un poeta non di un amante.”
“Maledetto stronzo, hai capito che mi piace infinitamente sentirmi ammirata e tiri fuori la tua abilità di parlatore per rendere questa scopata meravigliosa!”
“Hai detto tu che hai cominciato a tradire tuo marito perché non ti ammirava; ma Ada ti può confermare che è mia personale abitudine elogiare le donne che amo, parlare troppo durante le scopate e raccontare quello che farei mentre sto facendo altro … “
“Ero venuta a chiedere il lubrificante per l’inculata; adesso voglio quella; e sarò io ad incularmi, non tu a sfondarmi!”
Gli montai addosso, senza farlo muovere dalla posizione supina in cui si trovava e con insospettabile agilità mi mossi fino ad appoggiarmi il cazzo sulla figa; infilai una mano e guidai la cappella alla vagina; cominciai la cavalcata più intensa che ricordassi; facevo scivolare la mazza fino alla punta e, di colpo, piombavo giù a sfondarmi l’utero; mi montavo con colpi forte e veloci per un poco, poi mi placavo e gustavo il bastone per tutta la lunghezza; lui, a sorpresa, mentre mi carezzava e mi baciava tutta, parlò.
“Adoro vedere come mi possiedi e mi cavalchi; ma mi piacerebbe di più che una sera decidessi di venire con me a mangiare una pizza; ci andremmo a piedi, come ragazzini, attraversando la piazza mano nella mano; ogni dieci passi mi fermerei a baciarti, a titillarti i capezzoli e a farti sentire il cazzo contro il ventre; per tutta la cena ti terrei una mano fra le cosce e ti masturberei fino a farti urlare in pubblico; ti metterei il cazzo in mano e mi farei masturbare da te … “
“Ma non mi daresti il cazzo da succhiare e non mi leccheresti la figa fino a farmi morire?”
“Questo lo faremmo dopo, quando ci rifugeremmo in un nido d’amore per scopare fino all’alba; allora ti riempirei tutti i buchi, ti bacerei la pelle di tutto il corpo, succhierei capezzoli e clitoride per sentirti urlare di piacere ad ogni orgasmo; ti monterei da pazzi soprattutto nel tuo meraviglioso culo; su quello credo che mi ci perderei per ore, tanto mi attira; non mi fermerei finché non venissero a raccogliere con le barelle quello che restasse di noi dopo tanto amore.”
“Se queste cose le dici e non le fai, ti odierò per tutta la vita; mi stai facendo godere contemporaneamente col cazzo in figa e con la lussuria nel cuore e nel cervello; sei un maledetto e in questo momento ti amo alla follia!”
Mentre descriveva come mi avrebbe scopato con amore, io mi impalavo con forza su di lui; presi il tubo del gel e mi unsi il canale rettale e l’ano; unsi abbondantemente il suo cazzo che era una trave di fuoco piantata nel corpo; lo sfilai dalla figa, spostai la punta indietro e l’appoggiai all’ano; mi inculai lentamente, meditatamente, quasi scientificamente, e gli succhiai dentro il retto il cazzo provocandogli intensi stimoli; la sollecitazione dell’utero dal retto mi diede sferzate nuove di piacere.
Mentre scopavamo con tutta l’energia disponibile, lui continuava a descrivermi come mi avrebbe scopato la sera della pizza ed io continuavo a piangere a fontana dalla figa che allagò di umori il lenzuolo; lui mi tormentava con le dita e coi denti i capezzoli e il clitoride che catturò tra le cosce; godevo doppiamente, del cazzo nel culo e delle sue parole nella mente; mi vedevo in piazza fermarmi in un androne a succhiare il cazzo fino a sentirlo sborrare in gola; l’emozione fu molto vicina al vero e sborrai urlando.
Quando la sua sborrata mi esplose nel ventre, mi sentii scoppiare tutta in fuochi d’artificio, suoni angelici e psichedeliche visioni; lo sentii urlare come agnello sull’altare sacrificale e vidi la sua espressione caricarsi di libidine e poi rilassarsi alla fine; quando fummo presi entrambi dal languore del piacere che ci inondò, mentre ce ne stavamo sdraiati supini con le mani sui sessi, gli ricordai che la pizza per me non era un’ipotesi ma una promessa che gli avrei chiesto di mantenere quanto prima.
Mi ribadì che mi aveva amato con trasporto infinito e che non voleva affatto una sveltina e via; anche lui voleva una serata di amore pieno, fosse stata anche una sola, ma tutta per lui; quando glielo avessi chiesto, non avrebbe esitato a mantenere fede a quello che anche lui considerava un impegno; andammo in bagno a ripulirci sotto la doccia e ci unimmo ai due che già avevano scaricato le loro voglie e si erano rivestiti.
I ragazzi andarono via tra mille abbracci e baci sensuali; io e Ada ci trattenemmo nel suo appartamento ancora qualche tempo per mettere in ordine le carte che avevo recuperato; poi andammo alla pizzeria che avevo indicato, ad attendere il resto della famiglia; arrivarono Mario e sua moglie; mio figlio, apertamente contrito, mi abbracciò con affetto e ricambiai l’abbraccio con tutto l’amore che provavo per lui.
Marika borbottò qualche incomprensibile parola di scusa; Ada le sciorinò davanti le fotocopie e l’altra si rese conto senza problemi che l’accusa a me, di avere usato soldi altrui per gli acquisti, risultava infondata; il conto di riferimento era intestato ad Oscar; questo diceva senza discussioni che, essendo al tempo in regime di comunità di beni, ero io addirittura che potevo denunciare mio marito per aver costituito un fondo senza informarmi; addirittura, l’illegalità del deposito all’estero faceva rischiare a me, all’oscuro di tutto, una denuncia per complicità in un reato che lui aveva commesso nascondendomelo; i presupposti dell’accusa cadevano e doveva essere ridiscussa la separazione.
Oscar arrivò con Cristina e il bambino; tra me e lei non ci furono imbarazzi; mi venne incontro e ci salutammo amichevolmente; accarezzai Vittorio, il loro figlio; lui mi ignorò come non esistessi ed altrettanto feci io; Marika lo gelò subito presentandogli le carte e commentando che l’impianto accusatorio non reggeva, che andavano riviste le condizioni della separazione perché la comunità di beni, al momento della separazione, mi dava diritto a metà del suo capitale; gli ricordò che le diatribe sugli assegni per la separazione tra due coniugi aveva segnato l’inizio di ‘Mani Pulite’; se si fosse ostinato a pretendere tutto e subito, rischiava che facessi intervenire la Tributaria con conseguenze assai disastrose.
“Hai conservato carte così delicate; come mai?”
“Tu dimentichi che ti amavo alla follia, facevo tutto quel che mi dicevi e non battevo ciglio; tu mi avevi chiesto di conservare al sicuro le fotocopie e l’ho fatto; ora mi tornano utili, ma non per aggrediti; io non sono come te, non so aggredire; voglio e devo solo difendere i miei diritti minimi; bada che anche la separazione per abbandono del tetto coniugale è una tua invenzione; ero in viaggio di lavoro documentato ufficialmente in azienda.”
“Vuoi farmi credere che non sei andata a scopare col tuo amante?”
“Quel che facevo di notte è coperto dalla privacy; di giorno ero la perfetta assistente e in tribunale contano le carte e le testimonianze degli imprenditori che ho incontrato in pubblico; devi cambiare la richiesta in separazione consensuale. Marika, scusa la trivialità della domanda, quale percentuale del capitale del mio ex marito mi spetta, con la separazione?”
“Oscar, bada che un buon avvocato le farebbe assegnare il cinquanta per cento, anche sui conti segreti; quelli, poi, se li fai emergere, ti procureranno fastidi con le tasse. Tieni presente che, con le parcelle che potrebbe pagare vincendo la causa, qualunque grande studio ne assumerebbe la tutela … “
“Aspetta, Marika; io ho fatto sesso contro mio marito, bada bene; amore mio, scusami Cristina ma ho amato e amo Oscar anche se mi sono fatta sbattere da qualche imbecille e l’ho perso perché ha scelto te; dicevo che ho fatto i miei errori perché mi rifiutavo di accettare che amasse i soldi e il potere molto più di me; non farò danni ulteriori per soldi; sarei in contraddizione con me stessa e mi farei schifo. Voglio solo alcune cose, ma chiare e precise.”
“Parlane con me che a questo punto sono la mediatrice. Oscar, per favore sta’ zitto e aspetta la conclusione!!!!”
“Stai per vendere la casa che è stata nostra, ma che è soprattutto mia, costruita col nostro amore, col nostro sangue, coi nostri sacrifici; c’è la vita dei nostri figli, là dentro, e ci sono trent’anni di noi; non ti permetterò di darla a una impresa di costruzioni qualsiasi; voglio che gli avvocati che rappresentano la tua fittizia società vendano a me, col nome da nubile, come singola, quella casa con tutti i suoi mobili e scarafaggi; voglio invecchiarci, spero con un nuovo amore.
Voglio che ci sia di nuovo il posto dove possano rifugiarsi i miei figli e anche il tuo ultimo, se sua madre lo vuole e accetta di essermi amica piuttosto che nemica; tu puoi anche fuggire, se il tuo orgoglio maschilista ti impedisce di guardare la vita reale; ma io spero di invecchiare con tanto amore intorno, come è sempre stato; inoltre voglio che il mio potentissimo ex coniuge mi trovi un lavoro dignitoso a contratto blindato; Marika, si può fare?”
“Certo; ti fanno un contratto con la clausola che, in qualunque caso e per qualsiasi motivo quel posto venisse meno, il tuo ex coniuge, responsabile dell’accordo, si impegna a trovarti un equivalente in altra struttura.”
“Ecco, voglio che mi assicuri la casa, il mio lavoro e un assegno, neanche grosso; lo lascio definire dai giudici o dagli avvocati se evitiamo il processo, purché mi garantisca, se non il tenore di vita che mi assicurava mio marito, almeno una vita agiata; se firmi per queste condizioni, ti lascio tutte le speculazioni e i soldi che hai amato tanto più di me; ora tocca a te dire cosa vuoi fare … ”
“Oscar, prima che dica la tua, sarà bene che ascolti anche me. Ester ti ama davvero, al punto che ha scelto di tirarsi indietro e di lasciarmi campo per non creare problemi a nostro figlio; non sai quanto la ammiro per la forza d’animo che esprime; però io non sono lei, non ho lo spirito di sacrificio di starti dietro, sostenerti e coprirti anche quando sbagli; proprio come è capitato a lei, ti amo molto e sono pronta a vivere con te tutta la vita.
Ma se credi di imporre le tue scelte, le decisioni, un’autorità che non meriti, insomma il tuo maschilismo becero, io prendo il mio bambino e torno a vivere da sola, non aspetto a mandarti al diavolo tra vent’anni; lei ha il cuore che sanguina ma resiste; io non voglio farmi spezzare il cuore; le tue scelte con la famiglia valgono anche per me, paradigmaticamente; scegli cosa vuoi essere, con lei e coi tuoi figli, ma anche con me e con nostro figlio.”
“Dunque, Marika, chiedendo scusa a Cristina se qualcosa che dirò potrà essere male interpretato, il tuo suocero immacolato e talebano ha costruito una nuova famiglia con la quale, per i prossimi vent’anni, gli auguro di essere felice almeno come sono stata io; non sono io a inventami che una nuova realtà familiare può danneggiare l’asse ereditario esistente; se Oscar venisse preso da un amore senile per suo figlio e lo indicasse come unico erede, i danneggiati sareste soprattutto voi.
Non ha mai fatto niente per dire al mondo che i suoi figli sono i suoi eredi naturali; non posso chiedere niente, ma posso consigliare al mio ex marito di togliere suo figlio dalla condizione di bancario e di promuoverlo a suo vice, con prospettiva di subentrargli quando invecchierà; lo stesso vale per te che, anziché sbrigare gli affari dello studio, potresti entrare al fianco di Cecere nell’ufficio legale dell’azienda di Oscar per arrivare poi a dirigerla.
Lo stesso discorso vale per Ada e per Cristina, in nome e per conto di Vittorio; non ho voce, in questo capitolo; ma Oscar farebbe bene a chiarire la posizione dei figli e il destino del suo patrimonio.”
“Oscar la tua ex moglie mi pare che faccia un discorso sereno e importante di chiarezza, di lealtà, di buonsenso; io dovrei stare zitta perché sono parte in causa; ma, se ci facciamo prendere dalle soggezioni, i tuoi figli non parlano chiaro al padre per non apparire avvoltoi, Cristina non vuole coinvolgere suo figlio ma neppure lo difende ed io mi vergogno di approfittare di mio suocero; sbagliamo tutti quanti ma tu più di tutti; ancora una volta Ester rischia sulla pelle per arrivare alla verità; hai capito cosa ti si chiede? Cosa sei disposto a concedere dall’alto del ruolo di Capobranco?”
“Ester, hai qualche notizia del tuo amante principale, Aurelio?”
“Non tirare fuori Aurelio per accampare scuse; è il mio principale ma solo in ufficio; il resto riguarda lui e la sua vita privata; non credere che tirare fuori le tue corna possa sottrarti ai tuoi obblighi ... “
“Non intendo sottrarmi a niente; fin qui sei tu che hai hai toccato il fondo per sfogare la tua libidine; cara ex moglie, dove sei stata fino a un’ora fa? .. A casa di Ada?! ... E’ vero, con tua figlia e con due suoi giovani amici con cui vi siete sollazzate a vostro piacimento! Carissime meravigliose puttane, non violo una privacy se tua figlia ha preteso il sistema d’allarme collegato con la rete della ditta ed ora tutti gli addetti sanno quello che voi due avete combinato, dalla carbonara alle scopate in coppia; credo che non ci sia un modo più particolare di manifestare il tuo grande amore!!!!
Tornando al tuo amante, è all’obitorio; pare che un’auto pirata l’abbia investito e ucciso sulla provinciale; ti suggerirei di riflettere su questa cosa perché sono incidenti frequenti e alla fine i colpevoli non si trovano, specialmente se sono specialisti del genere! Pensi di andare a salutare la salma o rimani qui a discutere delle mie corna e delle tue colpe?”
“Dici sul serio? E morto?”
“Ti risulta che scherzo su incidenti ed omicidi?”
“Oscar, aspetta, che significano questi discorsi su omicidi e pirati specialisti?”
“Marika, tu e la mia ex moglie riuscite a mettere nella stessa frase cose bellissime e castronerie improponibili; parli di un capobranco e non sai che nella società che tu rappresenti c’è una cupola con molte autorità; parli di documenti e tutto si risolve in fotocopie vecchie di anni e muffite; quanto impiegherà la Società a creare un team di avvocati che dimostri l’inattendibilità di vecchie fotocopie nascoste non si sa perché né dove?
La mia ex moglie attenta ad un capitale che non è di uno solo; quali strumenti saranno messi in atto per difendere da una parassita l’integrità del patrimonio; chi garantisce che accetteranno la modifica dell’organigramma? Strano che una giovane avvocata brava come te cada in errori fanciulleschi; ‘cambiamo tutto, assegniamo le parti secondo il nostro capriccio ... ‘; lo capisci che le offese vengono punite severamente? Ti rendi conto che tenete atteggiamenti offensivi?
Questa storia del capobranco su cui insistete mi sta dando fastidio; però è tutto vero; posso e voglio nominare Mario Vice operativo e dargli uno stipendio adeguato; posso e voglio assumere te nell’ufficio legale per aggiungere all’esperienza di Cecere la forza della tua grinta; Ada e Cristina possono avere ruolo di rappresentanza per indicare i miei tre eredi.
Ester, non mi sono comportato da sciocco perché mi ritengo capobranco o individuo alfa o quel diavolo che vuoi; forse non ho saputo vedere quanto eri bella e come mi amavi; ma tu sei andata fuori da ogni limite e hai scatenato una tua guerra personale fino alle corde e alle manette, ricordalo!; adesso ho una realtà nuova e non torno indietro; spero che tu incontri presto l’uomo dei sogni; stai bene attenta perché ti muovi sul filo di un rasoio assai affilato ...
Sono qui per cercare la pace non per fare la guerra come state facendo voi portando avanti la battaglia che Ester ha dichiarato a non so chi; Marika, se vuoi puoi cominciare da domani a lavorare per tuo suocero e per tuo marito; prepara l’istanza di separazione consensuale e tutti gli atti ufficiali per la vendita della casa, l’assegno all’ex moglie e gli incarichi ai miei figli; voglio ancora una famiglia mia, allargata ma compatta, anche se non darò ospitalità a mia figlia che si porta gli amanti in casa.
Sono diverso, forse fatto male ma una cosa è certa; amo sempre con convinzione e determinazione; finora è stata Ester la mia donna; ora veniamo a te, Cristina; e spero proprio che non avremo frizioni pericolose come quelle che hanno rovinato il mio primo matrimonio.
Se credi anche tu di risolvere coi ricatti le difficoltà di rapporto, rischi di trovarti in breve nella stessa situazione e senza neppure la garanzia illusoria che ha la mia ex moglie di documentare mie presunte irregolarità; se ritieni preferibile l’amicizia di Ester al mio amore, accomodati; ma non ti sognare di sottrarmi mio figlio; sono pronto a pagare un killer se devo portartelo via; e non esito a minacciare davanti a testimoni non certamente bendisposti nei miei confronti.
Questa signora assolutamente indegna ha cercato di imporre un suo capriccio, è andata fuori di testa e deve ritenersi fortunata se non paga tutte le sue colpe, perché è la madre dei miei figli; tu non hai cominciato la vita con me e già minacci; è la maniera peggiore per avviare una convivenza; se non sei convinta, fermati qui; se vai avanti, non sono né tenero né duttile; semplicemente ti amo e ti chiedo amore ...”
“Oscar, io per prima devo chiederti scusa per aver esagerato senza esaminare i fatti; Cristina è disorientata da tutto quello che sta succedendo; se vi calmate, troverete il vostro equilibrio come dovremo trovarlo io e Mario, come dovrà farsi un esame di coscienza Ada che ha favorito il lassismo di sua madre credendo di giocare col sesso; Ester troverà il suo equilibrio altrove; la famiglia c’è, perché tu la vuoi e la difendi; accetta qualche compromesso; la fine di Aurelio non vuole farla nessuno, vero ragazzi?”
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