Chapter 61 - Episodio 60
"Segarsi sulla sua ex maestra di sesso, nonché la donna che Giada sembrava detestare più al mondo, sarebbe stato una gran bella vendetta."
10 months ago
Le foto scivolavano sullo schermo sotto l’azione del dito di Luca, ma il ragazzo non sarebbe stato in grado di descrivere sommariamente più di un paio della cinquantina di scatti che si erano affacciati sul suo cellulare. Nonostante avesse provato a distrarsi studiando le foto più spettacolari che comparissero, o per lo meno riuscisse a trovare, su Instagram, questo non stava avendo l’effetto sperato sullo stato di nervosismo che gli era sorto pensando a Giada e a come si stava comportando con lui.
Lo spettacolo di una mongolfiera che si sollevava da terra nella luce ancora calda del tramonto non trovava la possibilità di interferire minimamente con la rabbia che invadeva l’anima del ragazzo. I suoi occhi erano fissi sullo scatto, palesemente elaborato, probabilmente ricostruito in digitale da altre immagini, ma la sua mente vedeva solo Giada non solo non concedersi a lui se non come una specie di contentino dopo che lui si era prodigato per soddisfarla sessualmente come ben pochi altri uomini sarebbero stati in grado, ma poi pretendeva anche di imporgli le sue insensate idee, colme di divieti e imposizioni. E se non avesse accettato, lui le avrebbe mancato di rispetto, aggiungeva lei, quasi la volesse picchiare o ne limitasse la libertà.
Sottovoce, Luca sibilò un’imprecazione, sebbene fosse in casa da solo, disteso sul letto dopo aver finito i compiti. «Che nervoso che mi fa venire Giada!» sbottò, abbassando il cellulare sulle lenzuola. Contrasse le labbra in una smorfia di sfida: avrebbe quasi voluto tradirla, fare sesso con un’altra ragazza, sbattersela per bene, farla impazzire di piacere e poi aspettare che andasse a dirlo alle sue amiche finché non giungesse orecchio proprio a Giada.
Sorrise nel chiedersi come avrebbe reagito la sua “fidanzata”. Si sarebbe, senza dubbio, arrabbiata; il “questo è un comportamento che mi manca di rispetto” l’avrebbe certamente strepitato. Poi cos’avrebbe fatto? Avrebbe smesso di fare quella che ce l’aveva d’oro e si sarebbe ammorbidita? O le barricate si sarebbero rinforzate, con un atteggiamento ancora più lagnoso e insopportabile?
Bah, forse era meglio lasciar perdere, almeno per il momento, per lo meno con una ragazza in carne e ossa. Certo, sarebbe stato divertente portarsi a letto una delle sue amiche: un paio erano carine, ma a livello di comportamento non erano poi tanto meglio, ochette sperdute nelle loro fantasie prive di fondamento. Flavia sarebbe stata perfetta, sebbene da tempo non si parlavano più e… beh, sarebbe stato probabilmente più doloroso per loro due fare di nuovo l’amore che per Giada venirlo a scoprire…
Sollevò ciò che aveva in mano, fissando una foglia che, appoggiata sul pelo dell’acqua di uno stagno, produceva attorno a sé delle circonferenze perfette: Instagram aveva la soluzione. Dopotutto, era inutile negare che, per quanto si sforzassero di far credere il contrario, il social network delle fotografie basava la sua fortuna sull’esercito di ragazze, modelle e donne che sembravano incapaci di trovare qualcosa di valore in sé stesse che non fossero le tette o il culo, da mostrare ai quattro venti per ricevere un cuoricino premuto con un dito ancora sporco di sborra.
L’idea lo solleticò. Anzi, avrebbe fatto come gli raccontava un suo amico, che al termine di una sega scriveva sempre un “grazie” come commento alla fotografia con la quale aveva raggiunto un orgasmo.
«Potrei fare di meglio!» esclamò, ricordando che aveva un accesso esclusivo al canale di streaming del sito erotico dove trasmetteva Sam. Segarsi sulla sua ex maestra di sesso, nonché la donna che Giada sembrava detestare più al mondo, sarebbe stato una gran bella vendetta.
Con la mano libera, Luca si abbassò i pantaloni e le mutande fino a metà coscia, percependo il suo cazzo accarezzato dall’aria e che stava cominciando a gonfiarsi grazie alla memoria dei magnifici e indimenticabili pomeriggi passati con, e dentro, Samantha. Come abitudine, invece di chiudere la app di Instagram, premette il tasto indietro sul fondo dello schermo, facendogli rivedere le schermate precedenti, fino a quella del feed principale del social; fu sul punto di premere un’altra volta e tornare alla schermata principale di Android, la mano sinistra che aveva cominciato, quasi senza accorgersene, a massaggiarsi il membro per accelerare l’erezione, quando un particolare lo colpì fino a bloccargli il dito ad un centimetro dal touchscreen.
Socchiuse inconsciamente le palpebre, mentre fissava uno dei contatti suggeriti. “olivia_di_matteo”.
Luca sbattè gli occhi, cercando di comprendere chi fosse davvero la ragazza nella minuscola foto che appariva sopra il nome. Sembrava lei, in effetti, rendendosi conto che ignorava quale fosse il cognome della ragazza timida. In realtà, sperò che quel “di Matteo” non indicasse che si sentiva di proprietà di un qualche ragazzo con quel nome…
Ormai dimentico di avere in mano il proprio cazzo che, poco interessato alla questione del cognome della ragazza, stava scivolando allo stato di riposo, Luca premette sul nome, aprendone l’album fotografico.
Purtroppo, a differenza di quanto si era augurato, non erano le foto di Olivia quelle che apparvero come miniature, ma foto scattate dalla ragazza. Colpito da una, Luca la aprì.
«Cazzo, che bella!» esclamò, stupito, mentre lo schermo si colorava dei colori caldi e quelli freddi di quella che sembrava un’alba che si rifletteva sul lago vicino a Caregan. Rimase per diversi secondi perso tra le nuvole divise a metà tra l’arancione e il viola, in cielo e specchiate tra le onde di una leggera brezza. Il ragazzo ricordò che lei, un giorno, quando lui stava andando a scopare Sam, o in palestra, gli aveva confidato di avere una fotocamera e che stava imparando a scattare. Gli aveva detto qualcosa del tipo: “potresti insegnarmi qualche trucco…”, ma, in quel momento, comprese che sarebbe stato lui a poter imparare da lei, e parecchio.
Passò alla foto successiva, un torrente a lunga esposizione che formava una piccola cascata. Splendido anche questo al punto tale da riuscire a commuovere per la bellezza e, allo stesso tempo, scalfire la segreta convinzione di Luca di essere un bravo fotografo. D’accordo, forse le ombre non erano il massimo, e quell’effetto di sovraesposizione dovuto ai riflessi della luce che un filtro polarizzato avrebbe eliminato quasi totalmente, ma per il resto era davvero brava.
Iniziò a scorrere le foto, contemplandone alcune, come a volerne carpire i segreti di scatto, e solo dopo diversi minuti si ricordò che era nudo dalla cintola in giù per motivi che, in quel momento, quasi gli sfuggivano. Sentì qualcosa dentro dì sé che non aveva mai provato prima, una specie di desiderio nato dal rispetto che scoprì di provare verso Olivia: improvvisamente, l’idea di usare un video di Sam per masturbarsi gli sembrò una sciocchezza, e iniziò a scorrere l’album di Olivia.
Controllò quasi maniacalmente ogni miniatura, ma la ragazza era davvero troppo timida o modesta per fotografarsi e pubblicare un selfie. Il fatto lo lasciò deluso, ma poi ebbe l’idea di controllare nella sezione dei tag usati da altri utenti in cui l’avevano immortalata loro: dopo aver passato i soliti buongiornissimi, gli orridi auguri di Natale con i glitter che dovevano simulare i fiocchi di neve e i gattini con gli occhioni e le frasi motivazionali che avrebbero depresso anche un toro da monta, finalmente apparve il volto della ragazza.
Premette il quadratino e sullo schermo apparvero alcune donne apparentemente non più grandi di lui, riunite attorno a qualcuno che stava scattando una foto con uno smartphone: alcune ridevano, altre erano decisamente intente a “sedurre la fotocamera”, come dicevano certi, e poi c’era Olivia, che accennava appena un sorriso cortese, quasi intimorita da qualcosa.
Luca ingrandì la foto, mettendo a tutto schermo il volto della ragazza. Aveva quello sguardo malinconico, come sempre quando la incontrava, ma mai si era reso conto di quanto fosse affascinante, profondo, come se nascondesse una personalità che si scoprì voler conoscere. “Chissà quali sogni ha, cosa le piace…”
D’improvviso, si sentì come un idiota con i pantaloni e le mutande abbassate, il cazzo che, mezzo floscio, non sembrava decidersi se abbandonare la speranza o tenersi pronto ad entrare in azione con il minimo preavviso. Luca non disse una parola, limitandosi a rimettersi i vestiti a posto, poi diede un’ultima occhiata al viso di Olivia, e si scoprì a sorriderle.
«Voglio vederti felice,» si lasciò sfuggire quella promessa, poi chiuse la foto di gruppo e tornò a contemplare gli scatti nell’album della ragazza.
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