Chapter 21 - 3,9
La vita professionale di Marta continua a franare...
4 months ago
Lo smartphone sul tavolino del salotto vibra e si muove. Produce un fracasso che copre le battute dei personaggi della serie tv di Netflix.
Mi sollevo dal divano e mi passo una mano sotto il naso bagnato. Le lacrime non hanno lasciato i miei occhi, ma si sono riversate nelle narici. Sposto la tazza di tè oramai freddo e prendo il telefonino.
Dario
Come va, gioia? Mi manchi.
Un sospiro mi sfugge dai polmoni doloranti. Dario… mi scrive tutti i giorni, io a stento ho la voglia di rispondergli. Mento a lui, mento ai miei, solo le mie due migliori amiche sanno che lavoro in un bordello invece che in un bar, e per cosa?
Stringo lo smartphone al petto e torno a sdraiarmi sul divano. In tv, gente di cui non seguo le gesta si muove e parla da quasi un’ora e non so se mi sta facendo compagnia o disturbando.
Mancano oramai un paio di settimane prima che il mio contratto scada e poi mi debba preparare per tornarmene all’università di Pavia. Cosa sto guadagnando dalla mia permanenza alla “Chesa dal Piacér”? Esperienza nel sesso, conoscenze per scrivere delle ottime scene erotiche, uno stipendio che qui, in un negozio o bar di Sernio, non potrei nemmeno sognare…
Ma amici?
L’aria fatica a uscire dal naso, otturato dal mezzo pianto che ho fatto da quando sono tornata a casa dalla Svizzera.
Non sono sicura di avere degli amici, a “La fritula” … colleghi sì, ma amici no. Nessuno con cui aprirmi, con cui confidare i miei segreti. Eva e Sabine preferiscono quella cagna di Giulia, la dea del fast food, che le ha conquistate insegnando loro a squirtare; Andri ha scelto quella cagnetta americana a me: mi aveva promesso questa mattina che avremmo fatto l’amore nelle docce, e invece si è scopato quella stronza rifatta…
Gli occhi tornano a pizzicarmi, passo un dito sotto le narici per togliere del liquido che sta colando fuori.
Adesso, poi, squirtano tutte… pure Elga vuole imparare… pure l’unica che sembrava essere dalla mia parte in quel bordello.
Ho stampato nella memoria Eva che sogghigna e mi dice: “Marta, ci facciamo leccare la figa lercia da Hans tutte quante. Ma tu sei troppo scarsa e non te l’ha mai chiesto!” E altrettanto ho fissato nella mente quando ci siamo trovate nella doccia insieme, un mese fa, e stavamo quasi per fare sesso insieme. Sento ancora le sue dita accarezzarmi la figa, io le sue tette…
I tizi sullo schermo della tv stanno scendendo da un’automobile davanti alla tipica villa hollywoodiana. Da una porta intarsiata ne esce uno che credo di aver visto anche prima e percorre un vialetto in mezzo ad un prato all’inglese.
Afferro il telecomando e premo il tasto rosso. Lo schermo si spegne. ‘fanculo la televisione, devo eliminarla dalla mia vita, è solo una perdita di tempo.
Mi siedo, mi passo una mano sugli occhi e inghiotto il te rimasto sul tavolino da un’ora. È freddo e dolce da fare schifo.
Prendo il tablet: sarà meglio rispondere a Dario. Sospiro. Due mesi fa lo giudicavo come un’amante scarso e incapace di farmi godere, ma si sta rivelando la persona migliore che conosca. Mi supporta, anche quando sono triste o gli faccio leggere i miei pessimi racconti erotici…
Accendo il computer e sblocco il mio profilo. Whatsapp appare sul desktop, il dito gli passa vicino ma finisce sul browser.
La homepage di Amazon riempie lo schermo. Mi fermo a pochi centimetri dall’icona che apre il menù a tendina dei preferiti.
Il tablet diventa un rettangolo sfocato, nella mia mente passano i discorsi della mia coinquilina a Pavia sulle dipendenze. “Non sono solo dalla droga o dall’alcool, ma anche dal cibo, dal lavoro, dai social, da…”
Il mondo torna a fuoco, sotto il mio indice aspetta il link rinominato del mio profilo da hostess a “La fritula”. Sbatto gli occhi. Esisterà anche una dipendenza da prestazioni?
È uno spasmo quello che muove il dito contro lo schermo, che diventa bianco e una serie di pallini si rincorrono in centro.
Devo chiederglielo, alla mia coinquilina. La risposta non mi piacerà, lo so.
La pagina compare, il mio corpo nudo è sullo schermo, accanto la mia bio falsa dalla prima all’ultima parola, compresa una mia sorella inesistente che lavora nella moda e il suo collega che mi ha sverginata. Un peccato non sia vero…
Questa mattina la mia valutazione era 4,7 stelline. Non credo sia aumentata, oggi, ma è meglio contr—
3,9/5
Il cuore mi ha mancato un colpo, gli occhi sono sgranati. La bocca è secca e le viscere implorano di raggiungere un gabinetto.
Non… non può essere vero… non posso aver perso quasi un’intera stellina, in un solo giorno!
È… è un errore, ovvio. C’è stato qualche casino con i server, deve esserci stato qualche disguido con il coso che conta le valutazioni e fa la media, non ci sono altre spiegazioni, o con i database e mi hanno caricato il voto di qualche altra ragazza.
Premo l’icona del refresh e lo schermo torna bianco. Sorrido al mio spavento, ora torna tutto a pos—
3,9/5
Mi mancano le forze, il tablet pesa quintali, la luce che emette dallo schermo acceca quanto fissare il sole a mezzogiorno. Appoggio il dispositivo sulle gambe e la testa contro lo schienale del divano. «Com’è possibile…»
Risollevo il capo e il tablet. Lo schermo, nel frattempo, si è spento. Lo sforzo mentale per premere il pulsante di accensione è maggiore – molto maggiore – di quello fisico.
Appoggiare i polpastrelli sul monitor che mostra il mio profilo mi disgusta, è come se stessi toccando una merda di cane a mani nude, o del vomito. Mi si stringe lo stomaco a far scorrere la pagina verso l’alto, fino ad arrivare ai commenti.
Valeri8, tre ore fa
Una ragazza molto carina, ma deve ancora imparare molto. Spero arrivi presto al livello della ragazza del centroamerica. Un 3⭐ per incoraggiamento.
Pedro_il_porco, tre ore fa
Zoccoletta con un bel culo. Se impara a squirtare come le altre migliorerebbe parecchio.
Mirc, quattro ore fa
Inizio a credere che non è la stessa che ho scopato la volta scorsa. Era più brava e simpatica, dev’essere un'altra. Spero di trovarla la prossima volta che passo.
Getto il tablet sul divano e corro in bagno, lo stomaco sta per esplodermi. Sollevo il coperchio del water e mi pongo sopra con il viso, ma non esce nulla dalla bocca. L’acqua in fondo al cesso viene increspata solo dalle lacrime che cadono dai miei occhi.
Com’è possibile che stia andando così male?
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