Libro-game. Miriam

Chapter 2 - 23 dicembre 2026 B

La tua avventura ha inizio. Basta una scelta diversa e tutto potrebbe andare cambiare.

L
Lucifer

1 year ago

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23 dicembre 2026 

1.0 

Lentamente riprendi i sensi e apri gli occhi. E’ come quando, ai tempi dell’università, riemergevi da un sonno indotto dal sonnifero. Ti fa male la testa. Per qualche motivo ti ritrovi sdraiata su una panchina in quella che sembra essere una stazione. Attorno a te un via vai di persone sorridenti e chiassose, c’è chi trascina un trolley e chi porta uno zaino in spalla. Una scossa d’adrenalina ti mette a sedere quando metti a fuoco la situazione: ricordi che stavi tornando a casa dagli studi televisivi dove conduci l’edizione serale del tg, avevi appena estratto le chiavi del portone dalla borsetta quando due figure sono uscite dall’ombra e ti hanno aggredita; il seguito lo ricordi confusamente, conservi poche istantanee: un viaggio in auto, uno studio medico e una dottoressa; sei stata rapita. 

Ridestata da un’altra scossa d’adrenalina frughi nella borsetta e per fortuna trovi smartphone, chiavi e portafogli. Lo smartphone è scarico. Pensi a Michel, il tuo fidanzato, chissà quanto dovrà essere preoccupato. Stai pensando di fermare qualcuno per farti prestare il telefono ma ti si avvicina un anziano signore in divisa blu. Probabilmente si tratta di un poliziotto sebbene non indossi l’uniforme della polizia tunisina. Dove ti hanno abbandonata i rapitori e perché?  L'anziano signore porta stampato sul petto un simbolo che non hai mai visto: un’ancora e una stella. Sotto lo strano simbolo la parola italiana “Polizia”. Si rivolge a te in un inglese gentile, ti chiede di mostrare la prenotazione. Cosa fai? 

 Rispondi che sei una giornalista televisiva, ti chiami Miriam Alì e sei stata vittima di un rapimento. Vai a 1.1 

 Prendi tempo e studia la situazione. Rispondi che stai aspettando il tuo ragazzo, lui ha la prenotazione di entrambi. Vai a 1.2 

1.1  

Lo strano poliziotto, rubicondo in viso e con pochi capelli grigi in testa, trattiene una risata, Non hai l’aspetto di una donna sbronza: non ci sono macchie di birra o vino sui tuoi jeans né sul maglione di lana che indossi; hai i capelli unti e le borse sotto gli occhi, più che normale visto che plausibilmente manchi da casa da almeno una settimana. Eppure, Gianni, che si presenta come una guardia privata di Porto Onirico, continua a parlarti con accondiscendenza così come parlerebbe a qualunque ubriaca in preda a deliri. Tu non hai idea di che città sia Porto Onirico ma a questo punto non ha senso chiederglielo. Ti invita a seguirlo negli uffici della Sicurezza Interna con la scusa di poter verbalizzare la tua storia. Non puoi far altro che alzarti e seguirlo. Per la prima volta adrenalina e confusione cedono il passo alla paura. Per lo più l’uomo ha una pistola nella fondina. 

Mentre state per lasciare la stazione, un ragazzo vi ferma. E’ un ragazzo italiano: alto e snello, riccio e biondo. Il nuovo arrivato sta riferendo alla guardia che c’è stato un malinteso e che lui è venuto per accompagnarti all’hotel dove ti attende una stanza. Decidi di approfittare della situazione per tentare una fuga che faccia perdere le tue tracce. 

 Tira il dado. Effettua una prova di atletica.  

 Se il risultato del tiro è pari o superiore a 4 vai a 1.3 

 Se il risultato del tiro è inferiore a 4 Vai a 1.4 

1.3 

Sicuramente il ragazzo biondo è complice dei tuoi aguzzini. Forse non hanno chiuso i conti con te, forse si sono pentiti di averti restituito la libertà e vogliono farti sparire. Fuggi senza guardarti indietro. Uscita dalla stazione ti ritrovi su una strada larga, ai lati ristoranti e hotel. Urti contro qualche passante che ti restituisce qualche insulto ma non importa: devi trovare dove nasconderti. Entri nel ristorante che ti sembra più affollato e fingi di dover raggiungere degli amici, entri invece in bagno e puoi finalmente riprendere fiato. Ora realizzi quanto il tuo maglione sia fuori luogo, c’è un clima innaturalmente caldo per essere a dicembre e tra interno ed esterno non avverti grande differenza: rimani con una t-shirt a mezze maniche un po’ scollata.  

Dal bagno vedi entrare ed uscire una donna che allatta il suo bimbo, una coppia di amiche un po’ troppo euforiche che si rifanno il trucco e una signora che ti guarda in cagnesco e bofonchia un insulto in chissà quale lingua; tu aspetti ancora un po’; gli sguardi verso di te si fanno sempre più curiosi ma decidi di ignorarli. Esci dal bagno e dal ristorante solo quando noti la gente diradarsi, segnale che è trascorsa la pausa pranzo.  

Non sembra esserci traccia di quei due. Ti viene in mente di dover per prima cosa metterti in contatto con Michel, vuoi anzitutto rassicurarlo che stai bene e chiedergli di avvertire l’emittente televisiva che ti prendi alcuni giorni di ferie arretrate. Non sai se dovresti anche dirgli che ha una pista per scoprire l’identità dei tuoi rapitori, temi cercherebbe di farti desistere dal correre rischi.  

Entri in una gelateria, ti avvicini al bancone per domandare se sono in possesso di un caricabatterie per il tuo cellulare e se puoi caricarlo; si mostrano disponibili e ti esortano ad accomodarti mentre attendi che il dispositivo si carichi; ordini una brioche al gelato, non puoi più ignorare i crampi di fame. Non ti stupisce che qui dentro i camerieri siano vestiti tutti a tema hawaiano, ormai hai capito che in questo posto l’inverno è stato artificialmente messo al bando nonostante festeggino il Natale.  

Pochi minuti e viene verso di te il cameriere con la brioche: si tratta di un ragazzo dalle spalle larghe e gli addominali perfettamente scolpiti, capelli castani raccolti in un codino e pizzetto; in un primo momento sorridi a causa del pareo variopinto che indossa ma la tua espressione si fa subito sorpresa e imbarazzata quando intuisci che deve avere proprio un grosso pacco regalo. Rimani come ipnotizzata da quel flauto di carne che immagini suonare sotto il pareo ma non smetti di fissarlo il cameriere, che è ormai prossimo al tuo tavolo, se ne accorgerà.  

 Tira il dado. Effettua una prova di volontà. 

 Se il risultato del tiro è superiore o pari a 4 vai a 1.7 

 Se il risultato del tiro è inferiore a 4 vai a 1.8 

1.8 

Il pareo del cameriere è aderente quel tanto da lasciar intuire un pacco di dimensioni ragguardevoli. Una ragazza pudica dovrebbe mostrare contegno ma conservare la verginità ti richiede sforzo, impazziresti se non ti dessi piacere da sola a intervalli regolari. Però a causa del rapimento non lo fai da un po’. Senti le mutandine inumidirsi e la mente inizia a viaggiare. Vieni ridestata quando qualcosa ti piomba addosso. SI tratta della brioche. Anche il cameriere in costume hawaiano si è distratto, temi possa aver capito a cosa stessi pensando. Ti lasci sfuggire un’imprecazione, il gelato ti ha macchiato maglietta e pantaloni. Il cameriere si scusa e propone che sia la stessa gelateria a portarti gli indumenti in lavanderia. Improvvisi una menzogna, gli dici che hai disperso in aeroporto i bagagli e quindi non hai un cambio. Loro hanno solo delle divise hawaiane, divise abbandonate da cameriere che si sono dimesse in passato. Andrà benissimo.  

Il cameriere ti accompagna agli spogliatoi riservati al personale femminile ma non entra. Comunque, riesci facilmente a trovare la pila di pareo e costumi da bagno. E’ imbarazzante, dovrai girare per delle interminabili ore con un pareo e un costume da bagno. Per fortuna almeno negli spogliatoi non c’è nessuno: levi mutandine e reggiseno poggiandoli sulla sedia, indossi un costume da bagno color pesca a due pezzi e per coprire le gambe un pareo abbellito da fantasie floreali. Esci di corsa, ringraziando il cameriere che ha atteso sul ciglio della porta; domani passerai a riprenderti i vestiti puliti. Quando ti accorgi di aver dimenticato il tuo intimo negli spogliatoi sei già lontana. Poco male, domani recupererai anche questo.  

Intorno a te le tenebre sono comunque ormai totali. Occorre trovare un posto dove trascorrere la notte. Vedi una mappa, ti avvicini e la studi: ogni distretto contiene un parco, speri non siano sorvegliati. Scegli il parco dalle dimensioni più estese e lo raggiungi.  

Superi il campo da bocce e i campi da tennis, una panchina riparata dentro l’area giostre sembra perfetta. Ti adagi e cerchi di prendere sonno, qui fa freddo dato che delle grosse stufe a forma di fungo non ne c’è traccia nei dintorni. All’improvviso vieni strappata dal tuo dormiveglia. Un rumore di passi, un corpo sbattuto contro il distributore di bibite e poi mugolii. Che fai? 

Cerchi di rannicchiarti il più possibile e decidi che la cosa non ti riguarda. Vai a 2.2 

Apri gli occhi e sbirci cos’è stato! Potresti dovertene pentire in seguito. Vai a 2.3 

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