Libro-game. Miriam

Chapter 4 - 24 dicembre 2026-Sera

Carlo ti ha invitato a passare una serata in discoteca con lui. Potrebbe essere una buona occasione per porre domande a cui solitamente non risponderebbe. Tocca però prima andare a comprare vestiti nuovi.

L
Lucifer

1 year ago

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Di seguito le scelte più votate. Puoi contattarmi a sirluciferbully@gmail.com per continuare a scrivere insieme l'avventura di Miriam. 

2.6 

Così vi dirigete verso la via dello shopping. Davanti a voi un boulevard come non ne avevi mai visti risplende nella sera tra le insegne al neon e le luminarie. Vi si para davanti una calca sgomitante di gente, chi entra ed esce da boutique alla moda e chi si accontenta di guardare vetrine accattivanti. Rischiate di perdervi di vista fintantoché Carlo non allunga una mano verso di te, l’afferri e ti lasci guidare. L’uomo ti mostra diverse vetrine. Entrate nel negozio la cui vetrina ti convince maggiormente. Vi accolgono calorosamente un uomo e una donna: l’uomo indossa un abito blu con cravatta abbinata, la donna un tailleur gessato. Prendi parola e chiedi che ti vengano mostrati abiti da sera, abiti da giorno e pigiami. Necessiti un po’ di tutto.  

La commessa stende sul tavolino di vetro una decina di vestitini da giorno, una decina di abiti più eleganti per le feste e un’ampia scelta fra pigiami e camicie da notte. Dopo un’attenta analisi afferri un vestitino color indaco, un abito lungo monospalla in jersey blu con paillettes e una camicia da notte rosa. La commessa ti indica un camerino in cui entri, lei e Carlo prendono posto sulla panca di legno di fronte. 

Mentre infili il vestito color indaco ti viene in mente che potresti scattarti delle foto provocanti da inviare al tuo ragazzo, così quando le vedrà brucerà di gelosia e imparerà a controllare il telefono più spesso. Imparerà a controllarlo più spesso soprattutto quando manca da casa la fidanzata che potrebbe aver bisogno di lui. Che fai? 

E’ un’ottima idea. Se non si fanno certe follie da giovani...Vai a 2.7 

Meglio di no, magari poi ti tocca litigare con Michel. Vai a 2.8 

2.7 

Attraverso la parete a specchio ammiri il tuo corpo, sei uno schianto. Prendi in mano il cellulare e ti metti di profilo, il vestitino indaco esalta le curve. Ti mordi un labbro immaginando quanti uomini stasera apprezzeranno. Ti scatti la prima foto e ti cambi d’abito. Indossi il monospalla. Sei irresistibile. Con una mano tieni la gonna alta e con l’altra abbassi le mutandine fino a metà coscia, ti scatti la seconda foto. Raramente ti è capitato di lasciarti crescere il triangolino di peli neri sopra il pube ma non ti dispiace.  

Prima di indossare la camicia da notte ti slacci il reggiseno. Quando alla fine la indossi lasci aperti gli ultimi bottoni: sono facilmente intuibili attraverso il tessuto leggero la forma rotonda dei seni e il colore esatto dell’areola intorno ai capezzoli, la scollatura mostra il neo tra i seni. Ti scatti la terza foto. Invii tutto a Michel. 

Stai per uscire soddisfatta dal camerino quando ti accorgi che la tenda rossa non nasconde del tutto l’interno del camerino da occhi indiscreti. Il tuo sguardo corre immediatamente verso Carlo che ha nel frattempo gli occhi rivolti al pavimento. Arrossisci perché non è impossibile abbia visto qualcosa dello spettacolo che hai gratuitamente offerto. Chissà se gli è piaciuto. 

Abbandonate il negozio dopo aver pagato. Grazie al nuovo vestito, che già sfoggi orgogliosamente, non ti sentirai a disagio stasera. Occorre però mantenere la concentrazione alta sull’obiettivo: indagare sulle informazioni in possesso di Carlo.  

Vi fermate un momento per consumare una pizza al taglio e vi mettete in fila per entrare in discoteca. Saltate la fila quando il buttafuori riconosce e saluta l’uomo che ti accompagna. L’interno della discoteca è curato: un’ampia pista da ballo sta al centro di una sala dal soffitto alto, delle scale conducono fino a balconcini dotati di tavoli da cui ci si può affacciare senza essere visti.  

Il dj set è già iniziato, il vocalist dà il benvenuto agli ospiti della serata. Carlo ti prende per mano e trascina subito in pista. Non sai esattamente come muoverti, hai messo piede in discoteca un paio di volte ai tempi dell’università. Guardandoti intorno e prendendo ispirazione da ballerine più dotate inizi timidamente a muovere le anche. Ogni tanto Carlo prova ad accorciare, se non addirittura ad annullare, le distanze. Quando non lo fa altri uomini ti si strusciano addosso e senti le loro erezioni spingere contro il sedere.  

Tutto sommato ti stai divertendo ma è giunto il momento di mettere in atto il piano. Dici quindi a Carlo che hai voglia di bere e chiedi se anche lui non ne abbia. Lui sorride e risponde che berrete ma non come clienti normali sgomitando per un drink annacquato. Stasera siete élite e in quanto tali vi attende un tavolo al piano di sopra, nella zona privé. Non ci credi finché Carlo non ti trascina, nuovamente prendendoti per mano, fino a uno dei balconcini visti prima. Uno dei tavoli riporta su un bigliettino i vostri nomi. Con i saluti dello staff ci sono una bottiglia di spumante e due di vodka. Quest’uomo, pensi, deve essere rispettato per ricevere un simile trattamento durante una serata improvvisata. O forse, è l’organizzazione per cui lavora ad essere temuta. Sullo stesso piano si trovano altri tre tavoli: ad uno siedono una signora sulla sessantina e un ragazzo che potrebbe essere suo figlio, ad un altro una coppia afroamericana e all’ultimo un gruppo di amici.  

Mentre rivolgete lo sguardo compiaciuto in giù verso la pista cominciate a bere un calice di spumante. “Alla nostra!” brindate all’unisono facendo urtare i vostri bicchieri. Prendi coraggio e dai inizio con discrezione all’interrogatorio. Per cominciare delle domande generiche, gli chiedi da quanto tempo abiti a Porto Onirico e se qui si viva bene. Ti risponde che qui lavora da un anno, da quando la città è stata inaugurata. A Porto Onirico c’è turismo tutto l’anno e quindi si è trasferito, non ha lasciato affetti fuori da questo posto. A volte si soffre un po’ la solitudine nelle sue condizioni ma la città offre divertimento e opportunità. 

Vi trovate presto per le mani una bottiglia vuota e passate alla vodka. Carlo pare già sbiascicare e di tanto in tanto fermarsi come per ritrovare il filo del discorso. Al contrario tu sei ancora abbastanza lucida. Certo, gira un po’ la testa se guardi in basso. E’ il momento di essere più audace. Chiedi se lavori per loro da prima di mettere piede in città e perché rapiscano ragazze. “Non solo ragazze!”, tuona Carlo un po’ risentito. Temi ti abbia scoperto ma ormai sei in ballo. Gli rivolgi uno sguardo pietoso, da cane bastonato. Funziona perché aggiunge:” Non riuscirai a farmi confessare per chi lavoro, già rischio abbastanza standoti a fianco dopo aver portato a termine l’incarico. Faresti bene a dimenticare questa faccenda. Per te è conclusa, non ti hanno nemmeno iniettato quella roba”. 

Stai per domandargli cos’è che iniettano solitamente a coloro che rapiscono, vuoi sapere perché sei stata graziata. L’uomo ti propone però uno shot di vodka al goccio. Meglio non incalzarlo adesso. Hai già raccolto informazioni preziose ma qual è il loro scopo? Diffondere un virus sottoponendo individui casuali a una contaminazione? Oppure condurre la sperimentazione illegale di un qualche farmaco pericoloso? Dovrai proseguire domani con le indagini. 

Ora la testa ha preso a girare più vorticosamente. Ti è salita la sbronza. Avverti le gambe pesanti e perciò devi sederti. Carlo prende posto accanto a te e il suo braccio ti cinge la vita. Non ti opponi. In pista pochi ancora ballano, la maggior parte delle persone è schiacciata alle pareti mentre pomicia e si palpeggia. Dietro il bancone la barista se la fa con due uomini.  

Anche nella zona privé l’aria è satura di ormoni: la coppia afroamericana ci sta dando dentro, la donna inginocchiata tra le gambe dell’uomo gli sta leccando le palle; scopri che la sessantenne e il ragazzo appena maggiorenne non sono madre e figlio, qui è lui ad essere inginocchiato e lappa avidamente; il gruppo di amici sta giocando al gioco della bottiglia e già sai come finirà per l’unica ragazza della compagnia.  

Non puoi negare che tutto ciò ti stia eccitando e Carlo è come se lo percepisse l’odore della tua eccitazione: ti guarda con desiderio, ti prende il viso tra le mani e appoggia piano le labbra ai lati della tua bocca. E’ in attesa di una tua reazione. Che fai? 

Tira il dado. Effettua una prova di volontà. 

Se il risultato del tiro è pari o superiore a 5 vai a 2.8 

Se il risultato del tiro è inferiore a 5 vai a 2.9 

2.9 

Lo baci. Le lingue si intrecciano, la saliva si scambia. Le sue mani sono gentili, tremano leggermente. In un attimo ti ritrovi stessa sul divanetto nero, lui sopra di te cerca con una mano i tuoi seni. Il tuo corpo lo vuole, la tua mente sospende ogni giudizio.  

Il respiro si fa sempre più affannoso. Carlo ha trovato i tuoi seni, ora afferra il sinistro e sotto la sua presa il capezzolo è turgido. Succede tutto così rapidamente, sono instanti: lui ti alza fino alla pancia la gonna, tu apri le gambe; lui si stacca dalle tue labbra e inizia a baciarti il collo, tu gemi; lui ti scosta le mutandine e ti penetra con l’indice la fica, tu cerchi le sue gambe. 

Quando trovi le sue gambe è facile risalire fino alla cintura, tirare giù la zip dei pantaloni e avere finalmente il suo cazzo in mano. E’ grosso e caldo al tatto, alla base peli corti e duri ti solleticano i polpastrelli. Puoi intuire che si sia rasato l’inguine qualche giorno fa.  

Dai inizio a una sega lenta mentre la fica sbava e offre ormai ospitalità a indice e medio di Carlo. All’improvviso entrambi però interrompete le vostre attività. Nella tua borsetta qualcosa vibra. Si tratta del tuo cellulare, hai ricevuto un messaggio. Sarà Michel? Quest’imprevisto ti scuote, recuperi lucidità. Che fai? 

Smetti di segare Carlo e ti affretti a prendere il cellulare. E’ stato un errore.

Decidi di ignorare il cellulare.

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