Nel caos di Viola

Chapter 2 - Pensieri osceni e dolci piaceri - parte 2

Questo sogno erotico sta diventando un'ossessione. E per scoprire di più, ho quasi rovinato tutto

D
DarkSideOfTheMoon

5 months ago

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Ecco, brava cretina, brava cretina, continuo a ripetermi.

Ma come cazzo mi è venuto in mente di curiosare sulle foto di mio fratello in facoltà, e accanto ad Alice?

La conosco da relativamente poco, ma c’è una cosa di lei che mi è chiara come il sole: la sua ossessione per le relazioni altrui, come se le persone che la circondano fossero i protagonisti di una soap opera. Non è pettegola, ma estremamente appiccicosa, e avida di dettagli. Soprattutto quando intravede qualcosa di potenzialmente interessante.

E credo che le mie parole le abbiano dato motivo di credere che questa mia crush lo sia.

è.. complicato. Cazzo! Non potevo inventarmi qualcos’altro? Magari qualcosa che non fosse no cretina, è mio fratello. Non dopo che lo fissavo nelle parti basse.

Ora però devo trovare il modo di liquidarla in fretta. Da come mi guarda sottecchi è evidente che non vede l’ora che la lezione finisca, per riprendere esattamente da dove aveva lasciato. Ed io non posso permettermelo. Devo prendere tempo, così da avere tempo per inventarmi una scusa credibile. Chessò, qualcosa tipo ha la fidanzata psicopatica. No, si proporrebbe di intervenire lei per aiutarmi a distrarla e lasciarmi campo libero per concupire.

Mi inventerò qualcosa, per ora devo solo riuscire a tenerla a bada.

“mangiamo insieme?” esordisce appena terminata la lezione, mentre raccolgo le mie cose, “...così puoi continuare a raccontarmi un po’ di…” fa con voce più bassa, ammiccante. E dalla leggera inflessione capisco che vuole sapere come si chiama.

“Lorenzo…” rispondo, con un filo di voce. Almeno il nome posso concederglielo. Però incalzo subito, facendo la voce più seria e perentoria che posso “...ma non voglio parlarne”

O non sono abbastanza autorevole, oppure Ali non si ferma davanti a nulla, se c’è una trama di suo interesse.

Ha continuato a martellarmi con i suoi “chi è? Da quanto lo conosci? Che tipo è? Ci sei già stata assieme? Ma almeno sa che esisti o lo guardi da lontano?” e tutta una serie di domande a raffica.

Non potendole ficcare una bottiglia in bocca per zittirla, scelgo di darmi al mutismo selettivo. La ignoro, e mentre i suoi bla bla bla scorrono indistinti attorno a me, continuo a pensare a Lorenzo.

Non posso crederci che non mi abbia sentita. Non posso crederci che non mi abbia guardata mezza nuda. E non posso crederci che -com’è successo a me- non sia scattato qualcosa tra le sue gambe.

io mi ero detta che un cazzo è un cazzo. Possibile che lui non abbia detto una fica è una fica?

Forse è davvero talmente perfettino da non fare neppure mezzo pensiero osceno?

Forse posso saperne di più da Giulia, la sua ragazza.

Questi pensieri mi stanno facendo impazzire, così prendo il telefono e inizio a scrivere

-Ciao Giulia, come va?- e la risposta arriva prima ancora che il display si spenga

-Ciao Viola! Tutto bene, e tu?-

“chi è questa Giulia?”

cazzo! ero così presa dai miei pensieri da essermi dimenticata di avere accanto Alice. Ma forse, qualcosina posso raccontargliela

“è la compagna di mio fratello maggiore…” le spiego, “...stamattina ho scoperto che i miei staranno via per qualche giorno, e lo hanno piazzato a casa nostra a farmi da mastino”

“...e tu vuoi usare la sua donna per distrarlo dai suoi doveri…” arguisce lei, con aria trionfale

“qualcosa del genere. Voglio solo i miei spazi. Già i miei sono opprimenti, se devo avere la babysitter…” sbuffo, mentre riprendo a scrivere

-mh, insomma. Ho scoperto stamattina di averti privato del tuo Lorenzo, e francamente non ne vedo il motivo…-

-ma tranquilla! Sono contenta che passi un po’ di tempo con te-

-beh, io non ci devo mica passare la notte- o forse sì, troia perbenista

-che vuoi dire?-

-non ti mancherà dormire separati?-

-tranquilla, non è un problema-

-ovviamente non mi riferisco solo al dormire-

-che carina che sei, ma davvero.. tranquilla- eccola là, che mi prende per una bambina scema. Io voglio sapere se e quando scopate!

“a quanto pare, non è particolarmente vogliosa di tuo fratello…” interviene Ali, “...magari anche a lei questa improvvisa libertà tutto sommato non dispiace…”, commenta, con fare allusivo.

No, dubito che la fidanzata perfetta abbia un amante, e nonostante le sue abilità organizzative, dubito anche si sia organizzata in così breve tempo. Forse devo rassegnarmi al fatto che la loro vita sessuale è noiosa quanto loro.

-in ogni caso, sappi che se una sera di queste dovessi aver bisogno, puoi contare sulla mia discrezione- rilancio e tento il tutto per tutto.

Se mio fratello è davvero asessuato nei miei confronti, sono disposta a spiarvi dal buco della serratura, pur di sapere come scopa.

Mi ringrazia con delle faccine, proprio come se stesse parlando ad una bambina, ed Ali torna ad ossessionarmi col ragazzo della foto, che altri non è che mio fratello.

Sbuffo, e torno al mio mutismo.

“che intenzioni hai?” la voce di mio fratello, ferma e intransigente, mi accoglie in casa subito dopo aver varcato la soglia, prima ancora di entrare in camera mia

“uh?” lo guardo un attimo con aria interrogativa, poi lascio lo zaino per terra e mi slaccio gli scarponcini

“Giulia mi ha detto dei messaggi.. e della tua proposta” sembra volermi fulminare con gli occhi.

Mi sento vulnerabile, piccola, nuda perfino. Non posso reggere quello sguardo, o finirei col rivelargli le mie vere intenzioni. E sarebbe un casino, in questo momento.

Faccio spallucce, mi tolgo le scarpe e mi lancio sul letto

“volevo solo fare un favore a voi due” sbuffo, guardando il cellulare e fingendo di essere estremamente occupata

“casa dei nostri non è un albergo a ore” mi rimprovera lui

“volevo solo che sapeste che la sorellina scema non è una palla al piede” vorrei che il mio tono fosse duro, ma mi rendo conto che la mia voce tremava. perchè ora mi viene da piangere?

“senti, non sei scema, non sei una palla al piede, e per me e Giulia non è un problema stare qualche giorno separati” il suo tono ora è più morbido, e si siede al bordo del letto

Faccio spallucce, e con noncuranza appoggio i piedi sulle sue ginocchia. Guardale, le mie cazzo di gambe!

Mi rammarico solo di non aver messo qualcosa di più hot, al posto di jeans e felpa.

“mah, io al vostro posto impazzirei… ” commento distratta, massaggiandogli le ginocchia con le piante dei piedi.

Sembra meno sicuro, direi… Imbarazzato. Per il contatto coi miei piedi, o per le mie parole? Spero che entrambe le cose creino un mix perfetto.

“... Mi risulta difficile pensare che uno non possa avere delle… Valvole di sfogo, dopo i propri doveri.. “ continuo, rispondendogli con una voce più suadente di quanto pensassi, e accarezzandogli con i piedi la coscia.

Non riesco a credere che sto davvero cercando di sedurlo.

Avanti, che aspetti? Buttati su di me, sfogati, prendimi!

“bah, certi istinti si possono dominare.” taglia corto lui, sposta i miei piedi e si alza in piedi.

Che palle!

Mentre lui si allontana frettolosamente, prima di sprofondare completamente nello sconforto per il rifiuto, noto un piccolo dettaglio: quel leggero rigonfiamento tra le sue gambe, di cui mi sono accorta proprio grazie al suo goffo tentativo di nasconderlo, prima di uscire dal mio campo visivo.

Mi mordicchio il labbro. Aveva un'erezione! Di più: ce l’ha per me.

È scappato frettolosamente solo perché rifiuta di cedere. Significa che mi basta insistere un po’, e cadrà. E io potrò realizzare il sogno erotico che mi sta tormentando da stamattina.

Avrei dovuto studiare, prima di cena, ma non ho fatto altro che pensare a come sedurre Lorenzo. Sono stata troppo aggressiva prima, devo essere più morbida, se voglio che ceda. Il problema è che abbiamo solo pochi giorni, in casa assieme, prima che i miei tornino, e lui torni dalla sua bella. E a quel punto sarà impossibile farlo cedere. Dannazione!

E mentre sono ad arrovellarmi, il citofono mi fa quasi sobbalzare.

Va a rispondere Lorenzo, mentre io mi alzo dal letto ed esco dalla mia stanza

“chi è? “ gli chiedo prima che apra la porta.

Lui mi guarda con una strana espressione

“Giulia” risponde.

“che ci fai qui? “ le chiede, salutandola con un castissimo bacio sfiorato sulle labbra.

Io la guardo, mentre saluta anche me con due baci guancia a guancia, chinandosi per compensare i diversi centimetri di altezza che ci separano.

è alta, formosa, con curve generose e portamento elegante. Una stangona strafiga, superiore a me in ogni modo possibile.

“ho pensato che non sarebbe stato male cenare tutti e tre assieme…” risponde Giulia, guardando noi due, entrambi disorientati dalla sua presenza, “...e poi…” ammicca verso Lorenzo, lasciando cadere in sospeso la frase.

cos’è, continua a trattarmi come una bambina, e vuole sbattermi in faccia la sua superiorità? Dannata stronza.

Sento la rabbia montarmi dentro, mi pento per averle scritto: volevo sapere com’è nell’intimità Lorenzo, e ora mi ritrovo la fidanzatina perfetta in casa, a far saltare in aria i miei piani di seduzione. Brava cogliona, mi dico, rimproverandomi.

Ma ora devo dissimulare in fretta questo mio nervosismo: alzo le braccia, e rivolgo loro le spalle, puntando verso camera mia: “fate finta che io non esista. Dopo cena mi chiudo in camera a studiare”

“vedi di restarci, però.” ammonisce mio fratello, col suo solito tono. Non so se volesse fare una battuta, alludendo al fatto che dopo cena quei due faranno un po’ di movimento, o se davvero pensa che io debba stare chiusa sotto chiave.

“agli ordini, carceriere.” gli rispondo, sforzandomi di fare il tono più acido che mi riesce.

Terminata la cena, Lorenzo è il primo ad alzarsi, per portare tutto in cucina. Giulia fa per aiutarlo, ma lui la ferma. Le loro smancerie sdolcinate mi fanno venire la nausea.

Rimaste momentaneamente sole, mi alzo in piedi

“beh, immagino che ora preferiate restare da soli” le dico. Cerco di mantenermi algida, ma sto ribollendo di rabbia, per la piega che stanno prendendo gli eventi

“guarda che non è come pensi…” fa lei col suo tono condiscendente, poggiando una mano sul mio avambraccio. Quel suo tocco delicato mi sta facendo uno strano effetto.

Le sorrido con la stessa aria condiscendente, e avvicino il mio volto al suo

“ah no? Quindi con lui è davvero sempre così?” incalzo

“così come?” mi guarda perplessa, il suo sguardo sicuro sembra vacillare

“così serio, ligio al dovere, noioso… Mi chiedo com’è… da vicino… se riesca a sorprendere. Se è diverso…”

Mi sembra che cominci ad essere a disagio, la perfettina

“beh, ci sono molti lati che ovviamente non puoi vedere” risponde, sulla difensiva.

In pratica mi sta dicendo che faranno le belle statuine pur di non rovinare la loro immagine da perfettini? dannazione!

“beh, è ovvio…” le faccio eco io, facendo un passo indietro sulle mie affermazioni. Se non lo ha già fatto, mi darà della matta. “...per questo dicevo che ora magari vorrete essere soli.”

“ma no, non è che…”

“vuoi dirmi che non sei qui per scopare?” la interrompo. troppo diretta? chissenefrega. Non ce la facevo più.

Lei sgrana gli occhi e avvampa.

Ho 5 anni meno di te, mi tratti come fossi ancora una bambina, ed una semplice parola ti manda in crisi? Rompere il suo perfetto equilibrio mi sembra quasi una vittoria, in questo disastro.

“non essere così volgare…” risponde lei, infastidita ed imbarazzata, mentre distoglie lo sguardo ed allontana la sua mano dal mio braccio. Immagino che in questo momento voglia sotterrarsi, colpita e affondata com’è.

“perdonami.. preferisci se dico fare l’amore? In ogni caso, non vi disturberò fino a domattina. Fate finta che la casa sia tutta per voi” ammicco, fingendo un’aria complice, mentre dentro mi sento esplodere.

Mi sono chiusa in camera, ma di studiare non ne ho la minima intenzione. Continuo a pensare a questi due, ad arrovellarmi su come sono nell’intimità. Su come scopa mio fratello.

Le nostre camere sono adiacenti. Sento che stanno parlando, così avvicino l’orecchio al muro, così da sentire meglio. Dannazione, non riesco a capire cosa dicono!

Mi sembra che lui le abbia chiesto perchè sia qui, ma non riesco a sentire la risposta di lei. Ora lei ha detto di essere venuta per quello, ma di non essere tanto sicura che sia il caso.

L’ho spaventata io? Possibile che riesca solo a peggiorare le cose con le mie stesse mani? Che palle!

Ora stanno parlando a voce più bassa, ho l’orecchio praticamente contro la parete, ma non riesco a distinguere alcuna parola, solo le voci.

Ora tra una parola e l’altra sento dei piccoli rumori: si stanno baciando!

Chiudo gli occhi, e cerco di immaginare la scena che si svolge a pochi passi da me e che posso solo sentire, come se fossi lì presente.

I loro baci appassionati che si interrompono brevemente mentre si tolgono i vestiti.

Lui le bacia il collo, e lei sospira. Lui le lecca un capezzolo, e lei mugola.

Lei si inginocchia, lo bacia, glielo succhia.

Dannazione quanto vorrei vederli!

Ciò che sento e che sto immaginando non mi è indifferente, a giudicare dai capezzoli che premono insistentemente contro il tessuto della maglietta, e dalla sensazione di calore che parte dal basso ventre e invade ogni singola parte del mio corpo, dalla punta dei piedi fino ai capelli.

Mi tolgo la maglietta e sbottono i pantaloni. Le mie mani strizzano entrambe le mie tettine, mentre immagino di essere oltre quel muro a giocare con loro due.

I mugolii dall’altra parte del muro diventano più intensi da parte di entrambi, poi il silenzio, poi il rumore di un corpo che si distende sul letto.

Una lingua che lecca, e lei geme. Lui gliela sta leccando!

La mia mano scivola tra le mie cosce, scorrendo tra le grandi labbra allo stesso ritmo dei gemiti di lei, mentre mi mordo un labbro e respiro affannosamente.

Ora le molle del letto cigolano ritmicamente. La sta scopando!

Divarico appena le gambe, massaggio le grandi labbra ed infilo un dito dentro di me.

Sento Giulia ansimare, e la immagino con le gambe spalancate mentre mio fratello la penetra ritmicamente.

Il mio respiro si fa più affannoso, infilo due dita e mi masturbo freneticamente, mentre faccio fatica a stare in piedi, con l’orecchio appiccicato alla parete.

I loro ansimi e gemiti sono sommessi ma continui, quanto vorrei sentirli senza freni, o almeno vederli.

Dato che ormai il grosso del lavoro mi sembra lo stia facendo la mia immaginazione, che non le mie orecchie, abbandono la scomodissima posizione da mosca schiacciata contro la parete, mi libero dei rimanenti vestiti, e mi stendo sul letto.

Da qui praticamente non sento nulla, ma le loro voci ansimanti sono ben fisse nella mia mente, e ci pensa lei a fare il resto.

Non mi è semplice immaginarli senza vestiti, e soprattutto dediti a dar sfogo alle loro pulsioni più intime, lei che geme senza ritegno, e lui che la fotte come un forsennato.

Allargo le gambe, piantandomi con le piante dei piedi sul materasso, e mi masturbo più freneticamente. Vorrei esserci io, ad essere scopata senza ritegno.

Le mie dita affondano in una vagina sempre più bagnata, mentre il mio bacino ondeggia quasi da solo, facendo cigolare le molle del materasso. Vorrei che loro facessero più casino, ed io non posso farne!

Mi alzo in piedi, e torno ad appiccicare l’orecchio contro il muro. I loro mugolìì ora sono più intensi, assieme al rumore delle molle del materasso.

E sento chiaramente la voce di lei gemere “ah, ah, si! si! ancora!”

Questo mi provoca una nuova ondata di eccitazione.

Mi stendo carponi per terra, con una mano per terra e l’altra tra le mie cosce.

E immagino di essere scopata così, a pecorina, e di avere la fighetta di Giulia davanti a me.

E da qui riesco anche a sentire le loro voci

“si! si! così!” quella di Giulia

“si! sto venendo!” questo è Lorenzo

“vieni amore, vienimi dentro! ahh!”

Continuo a masturbarmi freneticamente, mentre i loro ansiti diventano sempre più soffusi fino a scomparire, mentre io anelo sempre di più quella scossa che preannuncia l’apice. E più la desidero, più mi sembra scivolarmi via.

Mi fermo un istante, con il fiato corto, e torno al stendermi sul letto.

Mi affido al mio vibratore, prezioso strumento del mio piacere, mentre mordo il cuscino per soffocare i gemiti e concedermi il tanto agognato piacere.

“Giulia verrà a farci visita anche stasera?” gli domando, la mattina dopo. Spero di essere stata abbastanza neutra, col tono di voce. Non vorrei che trasparisse quanto la cosa mi infastidisca. L’orgasmo di ieri sera è stato deludente. Non voglio reprimermi mentre godo, e soprattutto voglio realizzare questa fantasia con mio fratello.

“mh!? Non… non lo so… perchè me lo chiedi?” fa lui, con aria sospettosa.

Capisco subito dove vuole andare a parare: pensa che io voglia organizzarmi di conseguenza.

“Così, semplice curiosità” faccio spallucce, mettendo su il caffè

“sicura?”

“ma certo. Starò tutto il giorno in facoltà, e quando torno mi chiuderò di nuovo in camera a studiare. Ero soltanto curiosa, per questo ho chiesto. Solo…”

“cosa?”

“penso che dovreste evitare: è facile che papà abbia chiesto anche a qualche vicino di tenere gli occhi aperti. E delle visite regolari potrebbero non passare inosservate…”

il figlio perfetto che anzichè fare da mastino se la spassa con la compagna in casa di mamma e papà, come un adolscente sbarbato!? Che storia!

Dalla faccia di mio fratello credo abbia pensato la stessa cosa.

Spero che abbocchi e decida di non correre il rischio. Se così fosse, stasera sarai mio.

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