Chapter 4 - Sporchi. Le palle piene.
L’ultima doccia, l’ultima resa. Marco confessa: Sara lo ha punito. Niente sesso da giorni. Solo provocazioni. È l’atto finale di una tensione accumulata. Un gesto di complicità maschile, sporco e necessario. Una doccia per ripulirsi. Ma dentro… nulla è più pulito. E nulla sarà più come prima.
8 months ago
l getto della doccia ci batte addosso forte.
Caldo. Continuo.
Siamo nudi, uno accanto all’altro.
Silenziosi.
Il vapore ci avvolge.
La tensione ci tiene uniti.
I cazzi, mezzi duri, iniziano a pulsare.
Marco rompe il silenzio.
«Sai che è da prima della vacanza che non scopo?»
Lo guardo, curioso.
Lui scuote la testa.
«Una lite del cazzo. Prima di partire.
Sara ha deciso di punirmi.
Mi stuzzica, si mostra, si spoglia… ma niente.
Niente scopate, niente bocca, niente mani.
Solo sfide.
Mi sta facendo impazzire.»
Abbassa lo sguardo.
Si sfrega la nuca.
Poi continua:
«Le palle mi fanno male.
Fanno male davvero.
Ho la pressione lì.
Ogni volta che vedo la tua ragazza… mi viene da urlare.»
Sorrido.
«Non sei l’unico.»
Il mio cazzo è ormai rigido.
Lui guarda il mio.
Poi io guardo il suo.
È grosso.
Teso.
Pronto a scoppiare.
Ci fissiamo.
Il vapore nasconde, ma non abbastanza.
«Mi basterebbe qualcuno che mi aiutasse a svuotarmi», dice.
«Non ci torno a casa così. Con questa roba tutta dentro.»
«Vuoi? Te la do io una mano.»
Mi guarda.
Gli occhi accesi.
Sorpreso, ma non scioccato.
Solo eccitato.
Mi inginocchio davanti a lui.
Gli prendo il cazzo in mano.
È teso.
La pelle tirata.
La punta già bagnata.
Lo accarezzo piano.
Lo stimo.
Poi lo prendo in bocca.
Marco geme.
Piano.
Poi sempre più forte.
Mi tiene la testa.
Mi guida.
Il cazzo mi entra profondo.
Mi sbava in gola.
«Continua… fammi venire… ti prego.»
La voce è rotta.
Le palle sono dure.
Lo sento.
Continuo a succhiarlo.
A leccarlo.
A sbavare.
Lo voglio far esplodere.
Poi accade.
Lui spinge la testa in avanti.
Mi ferma.
Gode.
La sborra mi arriva in gola.
Ma non è un semplice orgasmo.
È un’esplosione.
Un’eruzione.
Una scarica.
Un primo fiotto mi riempie.
Poi un altro.
E un altro ancora.
Non riesco a ingoiare tutto.
Mi cola sulle labbra, sul mento.
Sui pettorali.
Mi sporca il collo, la faccia.
Mi brucia gli occhi.
Lui continua.
Grida.
Spasmi profondi.
Quando finisce, ho la bocca piena.
Il petto lucido.
Le spalle gocciolanti.
Mi alzo.
Sorrido.
«Ora va meglio?»
Marco ride.
Ride davvero.
«Cristo, sì…
Non ero mai venuto così tanto.
Mi hai salvato.»
Mi guardo allo specchio.
Sono coperto.
Imbrattato.
Vado sotto la doccia.
Di nuovo.
L’acqua calda mi scivola addosso.
Lava via la sborra.
Ma non cancella il gesto.
Né il desiderio.
Mi asciugo.
Mi rivesto.
Marco è seduto su una panca.
Silenzioso.
Sereno.
Vuoto.
Esco.
Sara è fuori.
Mi guarda.
I suoi occhi si fermano sulle mie labbra.
Poi si voltano.
Arriva Lucrezia.
Bellissima.
Capelli bagnati, pelle arrossata.
Mi bacia.
Profondo.
Lingua nella mia bocca.
Forse sente qualcosa.
Forse no.
Ma io sì.
Sento tutto.
Il sapore.
L’odore.
La verità.
E una sola certezza.
Qualcosa è cambiato.
Dentro.
Per sempre.
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