Mamma, vedova bianca

Chapter 4 - La scopata intima

Cadono le barriere e il figlio possiede la mamma senza freni ne tabu.

AM
Agata Mantisi

11 months ago

633 views4,822 words

 Un tardo pomeriggio, come spesso succedeva nella nostra bella Sicilia, ci fu una una rapina con sparatoria , in una gioielleria vicino alla nostra via , c’era stato uno scontro a fuoco , il proprietario aveva reagito e lo avevano ferito .

All’arrivo della polizia i malviventi fuggirono per i vicoli a piedi , erano tre , due li pigliarono subito avendo circondato la zona , il terzo no , era ancora libero ed era stato visto nelle vicinanze di casa nostra.

Eravamo spaventati io e mamma ,quella sera ne aveva parlato anche la tv locale TVE Tele Etna , dicendo che era ancora nel nostro quartiere ed era armato e invitava quella sera se era possibile a non uscire e non aprire a nessuno che non si conoscesse ,per facilitare il compito delle forze di polizia e se qualcuno notava qualcosa di strano , segnalarlo subito telefonando al 113.

Finito di cenare verso le 20.30 mamma mi fece chiudere tutte le finestre e sprangare la porta,avevamo paura , eravamo soli in casa , io un ragazzino di 15 anni e lei una donna di 36 anni . Poi andammo in soggiorno a vedere la televisione, ci sedemmo vicini sul divano ,c’era il programma su Rai due ” Stasera mi butto!” con Pippo Franco e Heater Parisi che lo conducevano e a mamma piaceva seguirlo.

Lo guardammo per distrarci dalla tensione di quello che era successo e dal timore che avevamo .

Finì verso le 23, mamma si alzò spense la tv ,prese l’acqua in cucina e disse:

“ Andiamo a dormire.

Io ero sulla porta della cucina fermo,quello che era successo mi aveva messo paura ,lei mi osservava :

Che hai? … Sei spaventato per quello che cercano? Mi chiese .

Restai in silenzio in effetti avevo paura , ma anche lei ne aveva anche se cercava di non mostrarlo per non spaventarmi di più .

Fece una pausa,mi guardò e poi disse con ton materno :

“Per stanotte vieni a dormire con me , finchè non lo prendono a quello .Ma solo per stanotte ! Esclamò.

Restai stupito e felice ,non mi aspettavo quella concessione di dormire nel suo letto , al posto di mio padre , per me era qualcosa di immaginabile dopo quello che aveva scoperto di me, che la spiavo e restai un attimo smarrito .

“Io dormire con mamma?” Pensai stupito e lei vedendomi sorpreso e pensoso aggiunse:

“Ti spaventa dormire con me?…Da bambino ci dormivi sempre.

“No!..No!” Risposi titubante e la segui in camera sollevato e in un certo senso felice.

Accese la bajour dicendomi: ” Spogliati e mettiti a letto mentre io vado in bagno.)

Annui con il capo .

“Da questa parte , la parte di tuo padre , dall’altra ci dormo io , è la mia.). Facendomi segno con la mano sul lenzuolo .

Si allontanò e andò in bagno a fare toilette e i bisogni, io entrato in camera sua , mi sembrò di essere in un tempio , c’era il suo profumo nell’aria i suoi oggetti personali e indumenti intimi appesi sullo schienale della sedia.

Mi riproposi di non fare assolutamente lo stupido , nulla e di dormire. Mi spogliai , faceva caldo , restai solo con le mutandine e mi infilai nel letto dalla parte dove dormiva mio padre , con solo un lenzuolo leggero sopra per coprirci. Ero eccitato e timoroso da quella situazione che si era creata, non pensavo nemmeno più al rapinatore fuori , ma non mi facevo illusioni , mamma era stata chiara , un altro errore e avrebbe detto tutto a mio padre e ai nonni , con conseguenze pericolose per me,sarei finito in qualche collegio di Catania o peggio Palermo.

Quando ritornò era profumata di sapone , si lavata prima di venire a letto , aprì il cassetto e prese una camicetta da notte finissima e quasi trasparente , probabilmente regalo di mio padre che con quel caldo andava bene.

Ero imbarazzato , si sarebbe spogliata , ma lei prima di farlo si voltò verso me e mi disse di girarmi dall’altra parte e di spegnere la luce della bajour :

”Spegni la luce e girati che mi spoglio! Esclamò.

Ubbidii intimorito ed eccitato , voltandomi ,ma la spiai lo stesso per quello che riuscivo a vedere osservandola dallo specchio del comò che era dalla mia parte e la rifletteva.

Nel buio della stanza c’era solo il chiarore della sveglia elettrica sul suo comodino che illuminava la sua zona , una delle prime in commercio ,grande e luminosa che emanava un chiarore forte e un ronzio fastidioso , regalo dalla Germania di mio padre ,illuminando tenuemente la parte del letto dove dormiva mia lei e il suo angolo della stanza .

Ma lei sapeva che irraggiava e andò a spogliarsi in fondo al letto , dove quel chiarore non arrivava .

Vidi solo la sua sagoma scura denudarsi ,assieme alle ombre sul muro delle sue braccia alzarsi in alto per togliere la maglietta e poi il fruscio della gonna che tirata giù la cerniera faceva cadere ai piedi per poi chinarsi , prenderla e ripiegarla mettendola sulla sedia .

Intuivo dalle ombre e dai fruscio cosa facesse , ma non riuscivo a vedere bene , la sua forma si era piegata in avanti e si era tolta anche le mutandine , la vidi portare le mani dietro la schiena , sganciarsi il reggiseno e toglierlo per posarlo sulla sedia, intravvedendo il profilo delle sue mammelle nel chiarore e nell’ombra sul muro.

Io non lo sapevo allora , ma mamma , ancora adesso , come molte donne siciliane dormiva senza mutandine , al loro posto mettevano in mezzo alle gambe tra le cosce sul sesso un tovagliolo o fazzoletto di stoffa piegato come un assorbente esterno, che poi toglievano al mattino. Avevo visto solo nonna una volta da piccolo un mattino ,tirare su la camicia da notte e togliere tra le gambe quella stoffa piegata e posarla sul comodino . Era una usanza che si tramandavano da madre a figlia ,molto comune in quegli anni e quelle generazioni .Ora no…ma non ho mai saputo i perchè.

La intravvidi poi , alzando le braccia , infilare la camicetta da notte dall’alto … mettersela a posto , aggiustarla al buio pur senza vedersela addosso.

Nella oscurità la sentii tirare su il lenzuolo dalla sua parte ed entrare nel letto e ricoprirsi fino all’ombelico .Avvertii nelle narici il suo profumo buono, forte , inebriante , di pulito e bagnoschiuma , ma non vedevo niente seppur era affianco a me , se non il suo profilo al chiarore della sveglia , ma la immaginavo ,con tutti i capelli neri e lunghi tirati su ,nuda con solo la camicetta da notte .

Si voltò dall’altra parte dandomi le spalle e il sedere , mentre io ora che lei era entrata nel letto , mi mettevo a petto in su ,sperando di potere vedere qualcosa anche se era scuro.

“Adesso dormiamo! Esclamò .

Faceva un caldo tremendo e in più con la finestra chiusa per paura , si sudava .

Ogni tanto la chiamavo ..

” Mà!” ..

“Che c’è?” Rispondeva sempre voltata.

“ Dici che lo prendono a quel rapinatore ?

“Non lo so , noi ci facciamo gli affari nostri e basta. Dormi ora!

Sembrava scocciata che io fossi lì , dormiva girata e lontana da me come se temesse qualcosa .

Poi ci addormentammo, ma ero agitato e anche se era mia madre , ero ed eccitato al pensiero che mi fosse vicina quasi nuda e nel sentire forte il suo profumo di femmina e di pulito .

Subito mi assopii , ma mi sveglia dopo un’ora circa , ero sudato e sentivo il ronzio elettronico della sveglia digitale sul comodino di mamma ,la sua luce in quel buio dava un po’ di chiarore al suo viso e sul letto ,ma a me non essendo abituato mi disturbava , impedendomi di dormire .

Mi chiedevo come facesse a dormire con quel brusio fastidioso e con quel caldo , io non ci riuscivo .

Fermo e sudato , guardavo il buio del soffitto ,pensavo e sapevo che ero al posto di mio padre in quel momento e che loro probabilmente dormivano come eravamo noi adesso . Ma pensavo anche che quel letto era il posto dove lui “si la futtiva” (la chiavava) alla mamma e mi sentivo turbato . Mi chiedevo come lo facessero …

Mi voltai verso lei che mi dava sempre le spalle , anche lei sudava lo sentivo forte dal suo profumo che si spandeva nell’aria con il caldo e io respiravo intensamente . Nel sonno ,aveva abbassato il lenzuolo .

“Come me pensai ,lo avrà fatto casualmente.” E seppur buio mi concentrai a guardarla .

La sua camicetta da notte leggera le era salita muovendosi nel letto ,arrotolandosi sopra le cosce e lasciandole fuori la parte inferiore del sedere , che guardavo concentrato in penombra immaginandomelo. Il lenzuolo le copriva solo la parte inferiore delle le gambe mostrandomi in quel chiarore malato e falso della sveglia ,le sue cosce.. fino al solco del culo .

La sentivo respirare .

Pensavo a quello che aveva detto Vanni alla spiaggia quando l’aveva vista spogliarsi nella cabina.

“ Io a questa donna il culo ci farei!..Guarda che culo meraviglioso che ha!

Ci pensavo e ripensavo , ormai mi era passato il sonno con il caldo e mi ero eccitato , mi stava venendo duro .

Restai fermo in silenzio, lei non si muoveva , la sentivo solo respirare , avrei voluto toccarla , ma avevo paura ,la chiamai sottovoce : “ Mà…!..Mà…!”

Non rispondeva , “dorme” pensai .

Restai ancora fermo immobile ,quasi senza respirare per non farmi sentire da lei , ma soprattutto da me stesso che avvertivo ogni rumore e poi sempre più eccitato con il cuore in gola che mi batteva fortissimo riprovai ancora :

“Ma..! Ma…!!” Quasi sussurrato.

Nessuna risposta. Inconsciamente ne ero contento.

Sapevo che rischiavo tantissimo ,ma non resistevo . Feci trascorrere ancora qualche minuto , poi fingendo di stirarmi ,allungai leggermente e lentamente la mano tremante verso il suo sedere , strisciando le dita sul lenzuolo finchè non lo raggiunsi , tremolante lo sfiorai , osando di più fino a toccarlo con i polpastrelli .

Sudavo ,avevo il cuore impazzito , non mi sembrava vero sfiorare la pelle del suo sedere .Avvertii una sensazione mai provata , bellissima ed elettrizzante

on lo vedevo in quel buio , ma lo immaginavo,bello , pallido e rotondo come lo avevo visto in quella cabina al mare e tante altre volte spiandola in bagno o in camera e lo sfioravo con la leggerezza e delicatezza di una piuma per paura che mi sentisse e si svegliasse . Fermando addirittura il respiro quando i polpastrelli lo sfioravano strisciando sulla pelle..

Era bello , aveva una pelle liscia, vellutata ,calda e morbida , da vera femmina siciliana .

Non sapevo fino dove potevo spingermi ,ma ero eccitato , feci scorrere le dita piano dalla natica in giù ,fino a scendere sulle cosce posteriori , fingendo ancora di muovermi nel sonno.

Con il mio lento muovere delle mani avevo abbassato ancora il lenzuolo e scoperto appieno le sue gambe, intravvedendo le sue cosce e i suoi polpacci affusolati .

Lo stesso feci in alto ,come se giocassi ,sollevai lentissimamente il lembo della camicetta da notte che le copriva oltre metà sedere , intravvedendo pienamente il suo culo bellissimo in quella posizione sporgente, spostato appena verso la mia parte , pieno e sodo .

Era in penombra e preso dall’eccitazione , incoscientemente cominciai lentamente e leggermente a sfiorare la pelle nuda del sedere con i polpastrelli , le accarezzavo delicatamente il culo fingendo di dormire. Mi ero preparato un piano , se si fosse svegliata all’improvviso le avrei detto che era stato un gesto casuale , un mio movimento accidentale nel girarmi e mi sarei scusato.

Vidi con le palpebre socchiuse che era ferma , dormiva o almeno a me sembrava.

Lo toccavo delicatamente , per la prima volta accarezzavo il culo di una donna , ed era quello di mia mamma, ma non mi importava , ero eccitato e mi piaceva farlo .

Aveva la pelle chiara ,ed era carnoso , bello rotondo e sodo .

Il mio cazzo era duro , tanto duro che non stava più nelle mutandine e usciva fuori dritto , come un asta dall’inguine. Pensavo sempre a Vanni e alle sue parole su mamma e mi eccitavo di più e accarezzavo con più gusto e piacere le sue natiche .

Volevo masturbarmi accarezzandolo .

Sapevo che era un sacrilegio quello che facevo e soprattutto molto rischioso , ma volevo farlo.

A un certo punto , mamma si mosse e si girò con la pancia in su , retrassi subito velocemente la mano e feci finta di dormire, fermo immobile , con gli occhi chiusi ,trattenendo nuovamente il respiro . Poi dopo alcuni minuti che era lei ferma, sollevai il capo e la guardai di nuovo , tirai su leggermente la testa , sembrava dormisse.

In quella nuova posizione vedevo il suo profilo contro il chiarore della sveglia dall’altra parte di lei . Aveva sempre gli occhi chiusi e sotto la camicetta da notte scollata , intravvedevo il seno gonfio ,superbo , che si muoveva con il respiro . I capezzoli duri e dritti spingevano appuntiti sul tessuto delicato della camicetta da notte ,evidenziandosi . Ma a quell’età non sapevo cosa significassero i capezzoli dritti e duri , lo scoprii in seguito che erano un segno del suo eccitamento sessuale.

Restai fermo ancora qualche minuto , sudato , respirando lentamente, poi piano piano spostai la mano verso di lei facendola camminare con le dita sulle lenzuola , come quando giocavo da solo nel mio letto , fino ad arrivare al suo fianco destro .

Guardai , era nuda sotto , la camicetta da notte le era salita quasi all’ombelico e si intravvedevano i peli della figa nerissimi come il buio e poco sotto loro la stoffa piegata come un assorbente esterno tra le gambe.

Mi si mise a battere il cuore fortissimo , tanto che avevo paura che lo sentisse anche lei. Non mi sembrava vero ,a vevo la sua figa a pochi centimetri da me e avrei potuto toccarla.

Restai fermo e poi piano con la mano sfiorando la pelle salii , fino ad arrivare sulla sua pancia, lievemente appoggiai le dita aperte sul suo ventre .

Lo sentivo muovere sotto il respiro .

Mi piaceva era caldo, morbido , appena pronunciato al centro , residuo della mia gravidanza , era il ventre che mi aveva generato , lo sfiorai piano e lievemente, avrei voluto baciarlo.

Pensai alla fortuna che aveva mio padre nelle notti ad averla così di fianco , senza il timore di muoversi, ma guardarla , toccarla , baciarla e chiavarla con lei partecipe.

Per prudenza dal ventre prima di spingermi più in giù con le dita verso il sesso ,la guardai ancora , aveva gli occhi sempre chiusi. E quello mi tranquillizzava . Allora fermando il respiro ,con cautela e attenzione feci scendere le dita piano , strisciandole leggermente sul ventre fino ad arrivare giù nella sua foresta di peli neri ,sentendoli forti e rigogliosi con le dita.

Restai un momento fermo e inebriato a godermi quel contatto con la superficie del suo cespuglio di peli ,soffici , alti e profumati essendo stati lavati da poco. Quel momento che consideravo uno dei più belli della mia vita , non sarebbe stato l’unico , ne avrei vissuto di più belli .

Con due dita,presi il capo superiore di quella specie di assorbente esterno di stoffa e lo tirai su in alto , staccandolo dolcemente dai peli e da sopra la figa , lasciandola scoperta e all’aria e il tessuto lo spinsi appena più in giù verso le cosce.

Poi scendendo di più con le dita sui peli , avvertii che il suo cespuglio era folto e gonfio .

Avvertivo i peli tra le dita ,le sfregavo tra i polpastrelli , li accarezzavo , ero eccitatissimo , non li vedevo ma li sentivo e li immaginavo neri ,ricci e soffici .

Scesi ancora poco più giù ed ebbi una strana sorpresa e sensazione ,i peli non erano più asciutti come quelli nel margine , ma al centro, dove c’era la lunga fessura della figa di mia madre nascosta da essi , li sentii attaccaticci e umidi.

Fui sorpreso da quella percezione piacevole e mi diede una stana sensazione di eccitamento sentirli umidi e bagnati pur non sapendo il motivo .

Non capivo perchè , ma per reazione mi eccitai di più ,il mio cazzo già duro lo divenne di più e oscillava da solo fuori dagli slip , sbattendo forte sul lenzuolo e il materasso , sembrava volesse esplodere ed ero pronto a masturbarmi con l’altra mano

In quel mio gioco l’esaltazione mi stava prendendo il corpo e il desiderio cresceva in me nella mente.

Attorno a noi tutto era silenzio, solo quello strano ronzio della sveglia, la sua luce e le mie dita a lambire il suo cespuglio peloso.

Avevo le palpitazioni al cuore e l’eccitazione mi faceva perdere la razionalità , quella poca che può avere un ragazzo di 15 anni e ingenuamente pensandola dormire osai di più, col dito medio cominciai ad accarezzare lentamente e superficialmente il pelo pieno e denso , spostandolo quel tanto che permise al dito di entrare tra la loro consistenza.

Ero sopra il solco del suo sesso , spinsi tra i peli e con la falange sentii la sua fessura , umida più dei peli attorno , non unita ma dischiusa centralmente .

Muovendo il dito lateralmente sentii le due grosse labbra vaginali , anch’esse umide e gonfie , calde e pulsanti , le immaginavo rosa , come le fotografie delle modelle nelle riviste pornografiche che guardavo di nascosto , spiccare tra il nero dei peli e il biancore della pelle.

Rimanendo sempre sdraiato, preso da una eccitazione perversa che aumentava sempre più e si impadroniva di me , premetti ancora di più e inserii il dito nel centro della fessura che non sentii più umida ,ma bagnata , impregnata di umori ,sembrava che lentamente aumentasse l’acquosità dentro di lei.

Non resistetti più , con l’altra mano iniziai ad accarezzarmi il cazzo ,iniziando a masturbarmi toccandola.

Alzai leggermente il capo per vedere eccitato quello che stavo riuscendo a fare con i miei gesti e fu a quel punto che la sentii muovere . La osservai allarmato , aveva sempre occhi chiusi ma si muoveva .

D’istinto cercai di ritrarre la mano . Ma sentii la sua posarsi sopra la mia e comprimendola in quel modo spingeva di più la mia sui suoi peli , sul sesso, su quella fessura bagnata .

Smisi subito di masturbarmi , fermai la mia mano destra e la tolsi dal mio cazzo duro che rimisi dentro le mutandine , creando un gonfiore dentro esse enorme.

Ero sorpreso , sbalordito e intimorito ,una scossa mi pervase tutto il corpo , nel sentire la mia mano , prigioniera della sua premere sui peli , ero stato colto sul fatto . Non sapevo più che fare e cosa sarebbe successo.

Capii che era sveglia. Ma inspiegabilmente restava ferma e in silenzio , non diceva niente continuando a tenermi la mano pressata sopra la sua figa . Neppure io mi mossi , sudato e accaldato , restai fermo , impassibile , con la mia mano sotto la sua e il cazzo duro dentro le mutandine .

Poi il silenzio fu rotto dalla sua voce rauca :

- Cosa stai facendo Ciccio?! - Mi chiese. Il mio viso avvampò per la sorpresa ,mi bruciava , fui preso dal cardiopalmo, dalla paura e dalla vergogna di essere stato scoperto.

“ Niente! Risposi con voce tremante e impaurito con ancora la mia mano sul su sesso bloccata dalla sua tenuta sopra da lei.

La sentii sospirare forte , mentre teneva ancora gli occhi chiusi .

Per alcuni secondi che mi sembrarono una eternità , non sentii nessun rumore , solo il ronzio della sveglia e la sua mano che teneva ferma la mia sopra la sua figa.

Avevo il viso congestionato dall’emozione e dal calore , sudavo ,la curiosità aveva avuto il sopravvento su di me facendomi perdere il senso del limite. Avvertivo distintamente il suo respiro farsi affannoso.

Temevo una sua reazione avversa e invece all’improvviso sentii il fruscio sul lenzuolo delle sue gambe, tirarle su e piegare le ginocchia allargandole , prendere con le dita la stoffa piegata che le ricopriva il sesso e toglierla e la sua voce sussurrata dirmi:

“Vieni!..Vieni sopra di me!.

Solo a quelle parole attenuò la pressione sulla mia mano lasciandola libera .

La tolsi da sopra la sua figa bagnata e tremolante, come un automa , sudato , impaurito e il cuore che mi batteva a mille mi girai su di lei , le salii sopra scavalcando la coscia , per poi scendere e trovarmi tra le sue gambe larghe , in mezzo a lei , come avevo visto mio padre quando li spiavo.

Non osavo credere a cosa sarebbe accaduto , non mi pareva vero…

Non una parola , solo il silenzio e il rumore del nostro respiro che era diventato affannoso e il fruscio delle lenzuola e dei nostri corpi che si muovevano su di esse .

Il mio giovane e acerbo sessualmente ancora verginale che saliva e si adagiava sopra il suo adulto e formato e che una volta che si sarebbe tolto da sopra lei , non lo sarebbe stato più .

Sentii la sua mano toccarmi l’addome e poi scendere ,infilarsi nelle mutandine e afferrare come se fosse un manico il mio cazzo dritto e durissimo .Afferrarlo pienamente e restare ferma così a stringerlo per alcuni secondi, come a gustarlo , per poi tirarlo fuori e portarlo verso la sua figa .

Appena mi toccò la minchia con la sua mano calda e tenera ebbi un fremito e un sospiro di piacere per tutto il corpo.

Ero in mezzo a lei a gambe piegate e larghe ,come avevo visto nelle riviste pornografiche, tutte e due incoscienti ma eccitati da quello che stava per accadere in quella notte .

Tirò la mia minchia verso il suo sticchiu , sentii nel buio la cappella strusciarsi sopra i suoi peli . Lo fece più volte lentamente passare su e giù sulla fessura bagnata , sfregandolo , probabilmente quel gesto le piaceva .

Aveva sempre gli occhi chiusi come a dissociarsi e a negare quello che stava facendo.

Poi lo fermò e lo sentii appoggiare tra i peli al centro della sua fessura , pulsante , calda , bagnata e dischiusa.

Lo teneva fermo con la mano tra le sue grandi labbra . .

“Spingi! Spingi!

Mormorò ansimante , mettendomi una mano dietro il sedere e tirandomi verso lei .

” Ficcammillo ! Infilalo dentro! Sussurrò ancora .

Ero imbarazzato , non sapevo come fare :

“Non sono capace mamma! Non lo mai fatto! Non sono mai stato con una donna!” Bisbigliai con voce rotta dalla tensione , eccitazione e l’emozione che provavo essendo la prima volta per me.

“Sssshhh!!!…Nun parlari ... stai zitto!… Fai solo come ti dico io ! Sussurrò, e io non dissi più una parola , ma seguivo le sue e i suoi gesti.

Avevo la cappella contro la sua figa e sentivo le sue labbra vaginali aprirsi bagnate alla mia spinta guidata da lei con la mano dietro me .

Quando la cappella entrò in lei , la sentii lasciare con la mano il mio cazzo a proseguire da solo a penetrarla , portare il braccio dietro il mio collo e la mano sulla schiena e tirarmi con forza su di lei mentre lo sentivo entrare sempre di più nel caldo umido della sua figa ,quella di mia madre , tutto , fino in fondo al suo sticchiu ( figa.). Quella figa da dove ero uscito io….

Era una sensazione nuova e strana ,mai avuta prima ,lo sentivo stretto e fasciato dalla sua carne .Era bello….bellissimo .

Quando lo infilai tutto , ebbe un sussulto ,un gemito forte di piacere , la sentii muoversi e inarcare la schiena sotto di me , mentre con le mani , una sul sedere e l’altra sulla schiena mi spingeva su di lei . Ero eccitatissimo e felice . Non potevo credere che si era realizzato quello che tantissime volte avevo sognato e desiderato.

Nella foga aprì la camicetta da notte che ormai era sotto il seno ,lasciando uscire le mammelle , che intravvedevo grosse , bianche ,ma potevo toccarle accarezzandole.

Mi stringeva forte con le sue braccia esili ma vigorose , muovendo anche lei il bacino contro di me .

Parlava con dei sussurri.

“ Uora muviti !… Fai avanti e indietro piano!

Ubbidivo , seguivo in silenzio quello che mi diceva , ero infervorato , stavo futtendo(chiavando) mia madre e mi stava insegnando a fare sesso, “a ficcari!”,come dicevamo noi in Sicilia.

Iniziai a muovermi lentamente mentre lei mi stringeva e mi baciava il viso e le spalle ,dandomi istruzioni e i tempi per il ritmo .

” Più forte adesso!..Più forte!..Muoviti più veloce! diceva eccitata e godente .

“Ficcammillu tuttu!! Infilalo forte fino in fondo.

Era accalorata , godeva e io gli ubbidivo contento , la sentivo ansimare , capivo che stava provando piacere .Era mia madre che stava godendo con me….ero io che la facevo godere , per la prima volta in vita mia chiavavo una donna e la facevo godere ed era mamma ,che avevo sempre desiderato ..

Si muoveva anche lei col bacino venendo incontro ai miei colpi , in un godimento crescente portò le sue cosce contro i miei fianchi stringendoli e i piedi sopra i miei glutei spingendomi verso lei .

Erano mesi che non chiavava e a 36 anni l’astinenza forzata la sentiva e e la rendeva incontrollabile sessualmente .

La sentivo esaltata godere, la figa fracida di umori sguazzare a ogni colpo che davo , crescere in lei il desiderio di essere accarezzata da altre mani che non fossero le sue o quelle di suo marito, mio padre.

Teneva sempre gli occhi chiusi mentre io invece la guardavo in viso godere per quello che potevo in quella semioscurità .

Credo che non capisse più niente tanto era accalorata e coinvolta , l’astinenza e il desiderio le avevano giocato un brutto scherzo , avevano scavalcato il suo pudore , la sua vergogna , la fedeltà e il rispetto per suo marito , mio padre.

All’improvviso aprì gli occhi e tenendomi la testa tra le mani mi guardo fisso in viso e iniziò a baciarmi in bocca , poi gli occhi dal piacere le si socchiusero di nuovo , la sentii godere più forte e stringersi a me baciandomi dappertutto ansimando e gemendo. Avvertivo gli spasmi della sua vagina umida stringermi il cazzo.

Dopo qualche minuto , interruppe il suo gemere solo per dirmi preoccupata:

- Non venire dentro la figa Ciccio. Sborra fuori, sulla pancia “

 ” Hai capito? Caccia fora la minchia quandu sinti ca stai per iettare -. Terminò con voce ansimante ripetendo ancora:

“Mi raccumando, non iettarmi intra!!”

“Si madri!!” Risposi.

Anche lei oramai era preda all’ebrezza del piacere , coinvolta in quell’amplesso incestuoso.

Per me era la prima volta e non sapevo come si facesse ,avevo paura , non ero a conoscenza se mamma prendeva qualche precauzione e sapevo che poteva restare incinta se le venivo dentro, ma seguivo tutto quello che mi diceva , lei sapeva come fare…visto che quando c’era, chiavava con papà.

Ero estasiato!.. .L’astinenza su di lei si era fatta sentire all’improvviso , il desiderio era prevalso sulla sua fedeltà e rispetto per mio padre ,non sapevo se erano state le mie carezze o la mia vicinanza a letto o avesse già deciso così. Ma non mi importava.

Non era più una vedova bianca ora o almeno , lo era solo in apparenza , per gli altri.

L’amplesso durò una decina di minuti , poi ebbe l’orgasmo ,fremendo e tremando tutta , si inarcò stringendomi ,accarezzandomi dappertutto e baciandomi sul viso , trascinandomi in quelle emozioni e sensazioni piacevoli .Avvertivo le contrazioni forti della sua vagina stringere la radice del mio cazzo quando godeva .

Ero felice, entusiasta e inebriato , stavo facendo godere una donna chiavandola , anche se era mamma .

Venne e io quasi di seguito a lei .

“Stagghiu iettandu. Sto venendo mamma!” Esclamai accaldato .

“Tiralu fora!! Tiralu fora subitoo!!” Mi disse ansimante .

Su suo ordine lo tirai fuori , lei lo prese con una mano e lo mosse appena , facendomi sborrare con getti forti e potenti sopra lei , che superarono il ventre per arrivarle in gola e cadere sul seno gonfio e sodo , sull’areola del suo capezzolo dritto e turgido.

Eravamo fradici di sudore , caddi stanco e sfinito su di lei , sulla mia sborra sul suo corpo caldo e restammo così fermi e abbracciati per qualche minuto mentre lei mi accarezzava i capelli e baciava il viso e la fronte .

Nessuna parola ,solo il silenzio ci abbracciava nel buio di quella stanza.

Dopo qualche minuto mamma si alzò in quel chiaro scuro della sveglia ,ma si allontanò da essa , nonostante tutto aveva ancora pudore di me ,allontanata si tolse la camicetta da notte bagnata fracida di sudore e frugò in un cassetto , vedevo la sua sagoma nuda muoversi ,le mammelle dondolare e tirandosi su mi passò una asciugamano dicendomi:

“ Asciugati! E lei con un altra fece lo stesso .

“Vado in bagno ) Mi bisbigliò aprendo la porta e accendendo la luce del corridoio e per un attimo la vidi nuda , bellissima in quel colpo adulto e meraviglioso ,da mamma e uscire.

Pochi minuti e ritornò di nuovo lavata e profumata dicendomi :

” Vatti a lavare! E lavati bene il cazzo … io intanto cambio le lenzuola che sono tutte bagnate di sudore!)

Ero stanco , spossato , non avevo più la forza di alzarmi :

“No!! Mi lavo domani mamma!) Risposi..

“Nu !” Mi disse affettuosamente :” Quando si chiava si ci lava subito, se no poi si irrita ! 

Mi alzai a fatica ma felice e andai nel bagno e lavandomi pensavo all’accaduto , mi guardavo il cazzo , ero contento , avevo chiavato e mi sentivo uomo.

Quando tornai la camera era in penombra e il letto rifatto con lenzuola fresche . Mi sdraiai vicino a mamma al buio . Sentii la sua mano che mi accarezzava i capelli e mi prese per mano:

” Ora dormi!) mi sussurrò e ci addormentammo così mano nella mano….come due amanti. 

Comments (0)

Please log in to leave a comment.

No comments yet. Be the first to comment!