Mi hai bendato...

Il buio si rende complice di una strana profanazione... lei un po' brilla e poi? Le altre, ma chi? Comunque meglio accettare, mai ricevuto del sesso così!

E
erotikamente

1 year ago

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“Ho bevuto sono felice e ho voglia di te, aspettami nudo sul letto!”

“Ma sei ubriaca?!” sento confusione e risate in sottofondo

“Eh? si forse un po’!”

“Ti vengo a prendere così non guidi!?”

“Mi faccio accompagnare tranquillo, non ho preso la macchina”

“Da chi?”

“Sei geloso? Ma se ti ho appena detto che mi devi aspettare nudo sul letto!”

“Ok, ok, scusa”

“Non fare il sostenuto che cambio idea! Basta che mi guardo intorno e trovo subito un sostituto!”

“No no tranquilla, mi sto già spogliando”

“Bravo 5 minuti e sono lì!”

Chiudi la telefonata.

Eri uscita con le amiche, era un po’ che non lo facevate di uscire solo tra donne, ti eri preparata come non facevi da tempo, ma questa telefonata proprio non me la aspettavo.

Ma… chi se ne frega, mi spoglio e mi stendo sul letto in attesa, immaginando un tuo spogliarello, già mi ero eccitato a vederti vestire, figuriamoci a spogliarti.

Sento una macchina che si ferma davanti a casa, portiere che sbattono, la tua voce squillante che saluta qualcuno, il portone di casa che si apre e si richiude con un tonfo, le scarpe con il tacco che cadono a terra, un altro tonfo, credo la borsa, un altro po’ di trambusto che non capisco, poi i tuoi piedi sulle scale e finalmente compari sulla porta.

Bellissima in quel vestito corto e scollato, lo sguardo assassino e un sorriso che non promette bene… o forse sì.

Ti spogli senza perdere mai il contatto visivo, lo fai con movenze sexy e provocanti, un po’ ti viene da ridere, un po’ barcolli, ma poi torni nel ruolo.

Quando sei con solo il perizoma, apri la tua parte di armadio e ti chini a cercare qualcosa in un cassetto sculettando con il culo in su.

Ti giri mostrando una sciarpa in seta nera e ti avvicini.

“Che intenzioni hai?”

“Giochiamo!”

Mi bendi stretto gli occhi, sono completamente al buio.

“Così però non ti posso vedere”

“Devi solo sentire!”

“Ma mi piace guardarti!”

Cerco di afferrarti con una mano ma sei già scappata, mi hai lasciato solo?

Cerco di capire che succede, ti sento fare su e giù per le scale, cosa stai facendo?

“Dove sei?”

“Non ti preoccupare!”

Faccio un salto, non ti credevo così vicina.

“Non ti muovere!” me lo bisbigli nell’orecchio.

Sento dei fruscii, poi le tue mani sul mio petto, mi accarezzi delicatamente con un dito, percorri i contorni dei miei muscoli, con una mano saggi i miei pettorali, poi giochi con i miei capezzoli.

È una sensazione strana, ho i sensi allertati, mi sembra di udire di più, mi sembra di sentire di più il tuo tocco, lo sento diverso, sento anche un odore che non riconosco, un profumo che non è il tuo, ma sei stata fuori con le amiche chissà dove siete andate, mi rilasso mentre le tue mani percorrono le mie gambe muscolose.

Hai saltato l’uccello, strano non è da te, in genere sei molto meno paziente, soprattutto quando bevi.

Ah no, ok, sei tornata indietro, ora mi accarezzi l’uccello e le palle lentamente, cazzo che bello, sento il tuo tocco come accentuato,  è bellissimo, il mio uccello cresce a dismisura, lo sento che pulsa sotto il tuo tocco.

Poi sento il tuo alito caldo su di lui, la tua lingua che lo percorre e lo accarezza, c’è qualcosa di diverso che non riesco a capire, ma poi sento le tue labbra attorno alla cappella, sento la sensazione bellissima di affondare nella tua bocca, la tua lingua contro di lui, mugugni felice,  mi fai uscire al fresco poi mi prendi in bocca nuovamente e scendi, arrivo in fondo alla bocca, mi aspetto che torni su come sempre,  invece con mio stupore la sento allargare e mi fai continuare fino in gola, arrivi a prenderlo tutto quanto, il tuo naso contro la mia pancia, cazzo che bello, non resisto e ti appoggio una mano sulla testa.

“MA CHI CAZZO SEI?!”

Mi sollevo di scatto e tiro quei capelli che non sono i tuoi sfilandomi da quella bocca, faccio per togliermi la benda ma tu mi fermi.

“Tranquillo tranquillo, io sono qui!”

“MA CHI CAZZO E’!?”

“Rilassati, smetti di urlare, torna giù”

“Ok ma chi è!?”

“Lasciagli i capelli, le fai male!”

“Sì cazzo scusa, mi sono preso paura, CHE POI SCUSA UN CAZZO!”

“Smettila di urlare e dire parolacce!”

“MA…ti sembra questo il problema!? Fammi togliere la benda”

“No, dai volevo solo farti un regalo e soprattutto farlo a lei”

“Ma chi è?”

“È una mia amica…sai da quanti anni mi diceva che ti voleva scopare? Mi diceva sempre, quanto è bello, quanto mi piace, com’è carino, com’è gentile, che mani grosse, chissà come scopa, ce l’avrà enorme, devi farmelo provare ecc.. sai dai i soliti discorsi da donne”

“Se avessi saputo che erano questi i discorsi da donne non ti facevo uscire con le tue amiche… ma quanto avete bevuto? Vuoi siete pazze… però…grazie per i complimenti” conosce i miei punti deboli e dopo aver riempito il mio ego narcisista mi accarezza le palle come sa fare solo lei.

“Dai fallo per me, è bellissimo guardarvi” mi bacia con dolcezza per farmi rilassare, ci riesce benissimo, il suo alito sa di alcool e desiderio, poco dopo sento nuovamente quella bocca prendere possesso del mio uccello che riprende la forma e la consistenza di poco prima in un attimo.

Mi godo quel pompino pensando a quei capelli che avevo tirato, chissà chi è, chissà chi delle tue amiche è in grado di fare una gola profonda con il mio uccello, non un calibro trascurabile, tu non ci sei mai riuscita.

I capelli non erano lisci sicuramente, quindi escluderei Lucia e Monica.

Ma erano mossi o ricci? Ma quanto è brava?! Cavolo devo fermarla,  allungo una mano e la fermo, lentamente mi fa uscire dalla sua gola, è riccia, potrebbe essere Maria!?

Sento dei movimenti sul letto un peso che sale, attorno ai miei fianchi, poi le sue mani su di me, strofina il mio uccello sulla sua figa bagnata poi lo fa sparire dentro, è stretta, non è abituata al mio calibro, eppure il pompino… ma chi è!?

Ok escludiamo Maria, ho visto suo marito nudo e diciamo che … è ben messo.

Riccia, quindi escludo Nicoletta, ma poi se una si è fatta i ricci per uscire con le amiche?! Non è così strano no!?

Una volta che si è abituata all’ingombro inizia a muoversi con un movimento di bacino davvero incredibile.

Ma chi è? E cavolo come si muove bene, una ballerina? Chi delle sue amiche ha fatto danza? Era Elisa che faceva danza del ventre?

Direi che è una professionista se non fosse che mia moglie non mi farebbe mai andare con una professionista, ok fino ad ora pensavo neppure con una sua amica in verità.

Allungo una mano per accarezzargli il volto, ma mi sfugge, agguanto un seno, va beh poco male, escludiamo definitivamente Lucia e Monica non hanno di certo delle tette così, le ho viste in costume  e non possono competere con questo fantastico paio di tette.

Chiara? Potrebbe essere lei? Non so, mai vista in costume, però mi sembra va che a tette non era messa male in più è riccia.

 La sento stringere con forza con i muscoli interni, inizia a muoversi scoordinata fino a crollarmi addosso, è venuta subito in un orgasmo silenzioso per non farsi scoprire.

Riprende poco dopo a muoversi,  poi si sfila lentamente.

“Vieni non hai ancora finito”

Mi prendi per mano e mi fa alzare in piedi sul tappeto.

“Ma…”

“Ora è il momento della tua specialità”

Mi prendi le mani e me le appoggia su un paio di chiappe, sento dell’olio che mi cola sulle dita.

La mia specialità…

Saggio quel buchetto con le dita unte, è un buchetto abituato ad essere usato,  non serve molta preparazione, entro con facilità.

Mi aggrappo a quei fianchi ed inizio a scoparla con forza nel culo, cerca di non urlare ma fa fatica, credo abbia uno straccio o il lenzuolo in bocca.

Spingo in questo culetto davvero accogliente, ma … no questa non può essere Elisa, lei è tutta burrosa, questo è un culetto piccolo muscoloso ma tondo, vita stretta, deve essere uno splendore da vedere.

Ma allora chi è!? Un culo così solo Lucia può averlo con la sua fissazione della corsa, però le altre cose…

Nel frattempo la sento venire urlando nel  lenzuolo, vengo fermato e si sfila da me con un tonfo sul letto.

“Sei stato bravissimo ma ora il gran finale!”

Mi fai fare un paio di passi in dietro e ti metti dietro di me inizi a segarmi con forza.

“E’ in ginocchio davanti a te, l’hai sfinita, è a bocca aperta che aspetta solo il tuo nettare, dai riempila!”

“Ora posso vederla?”

“No!”

Che situazione assurda, tu sei dietro di me, il tuo corpo schiacciato al mio, il tuo meraviglioso seno contro la mia schiena, con una mano ti reggi al mio petto con l’altra stringi con forza il mio uccello.

Il mio uccello che hai donato alla tua amica, sei completamente pazza, incredibile!

Ormai non resisto più ed esplodo in un orgasmo incredibile, vengo con diversi getti che sparo dove tu mi dirigi, ma dov’è? Non riesco a capirlo, poi una lingua mi da una bella leccata alla cappella da destra, poi da davanti, poi da sinistra.

Strano come se fosse uno strano rituale, come se fossero tre lingue…

“Ma…”

“Ti accompagno in bagno dove potrai toglierti la benda”

Vengo spinto dentro il bagno e chiuso dentro, tolgo la benda e la luce mi acceca per qualche secondo, cerco di sbirciare dal buco della serratura ma c’è la chiave, non vedo nulla, sento solo un gran trambusto, che state facendo!?

Mi guardo allo specchio… gonfio i muscoli, non sono più un ragazzino, ma direi che mi difendo bene.. e poi.. beh sono stato bravo no!?

Va beh mi faccio la doccia.

Mentre mi insapono ripenso a quelle mani sul mio corpo, a quelle labbra, ripenso… cavolo che scopata clamorosa…ma che situazione…eccitante…

Il mio uccello è nuovamente duro e gonfio mentre lo insapono e lavo per bene, con la schiuma nelle mani giocherello con le palle come ha fatto lei prima, poi mi accarezzo lentamente, è stata brava a prenderlo tutto, lo soppeso, lo misuro con le dita, mi sono sempre considerato un buon calibro, ma è riuscita ad ingoiarlo tutto e l’ha preso anche nel culo con relativa facilità, spero di non aver deluso le sue aspettative…

La mano aumenta il ritmo…ho scopato con…chissà chi…davanti a te!!

Che situazione…

Mi sto asciugando i capelli con calma continuando a guardarmi allo specchio, nudo con la mia bella erezione in bella vista, quando sento la serratura che scatta.

Entri in camicia da notte, mi guardi, sorridi stanca.

“Dai metti via l’artiglieria e vieni a dormire che ho sonno”

Hai rifatto il letto con lenzuola pulite, forse perché le abbiamo sporcate o forse per nascondere eventuali prove come capelli, hai pensato proprio a tutto.

Ora siamo nel letto in silenzio.

Il mio uccello è tornato normale e improvvisamente torno lucido.

“Mi hai costretto a tradirti così”

“Non mi hai tradito io ero qui”

“Sì ma…”

“Non è successo nulla di ché dai”

“Nulla di che!? scusa ma se fosse successo il contrario!?”

Mi guardi malissimo.

“Nessuno si è mai lamentato”

“Come nessuno? Cosa stai dicendo!?”

“Volevo dire che nessun’altro si sarebbe lamentato di una scopata del genere, solo un rompipalle come te!”

“Ma…”

Ti appoggi al mio petto: “Adesso basta, dormiamo sono stanca”. Pochi secondi dopo ti sento russare leggermente.

 Ma chi era?

Era in grado di fare un pompino con il mio uccello come solo Maria abituata al calibro di suo marito potrebbe fare.

Aveva i movimenti di una ballerina e le tette di Elisa.

Aveva il culetto perfetto di Lucia.

Ma chi era?

Non credo lo saprò mai.

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