π΄ Esibizione a cena β Parte 1
Lei esibizionista a cena.
11 months ago
Era una sera di primavera, il centro di Bologna era pieno di gente e il ristorante che avevo scelto aveva i tavoli allβaperto, perfetto per godersi lβatmosfera.
Lei camminava accanto a me con sicurezza, indossando solo una giacchetta stile smoking, elegante e raffinata. Nulla sotto. Non lo avevo ancora notato, ma lβavrei scoperto presto.
Ci sedemmo. Lei incrociò le gambe con calma, poi, senza fretta, slacciò la giacca e la aprì leggermente.
Solo dopo qualche secondo mi accorsi di ciΓ² che aveva fatto. Non cβera nessuna camicia, nessun top. Il tessuto lasciava intravedere la pelle nuda, e bastava un piccolo movimento in piΓΉ per esporla del tutto.
Trattenni il respiro, sentendo subito un brivido lungo la schiena. Un calore crescente si fece strada dentro di me, e sotto il tavolo il tessuto dei miei jeans iniziava a tendersi in modo inequivocabile.
Lei fece finta di niente.
SfogliΓ² il menu con tranquillitΓ , poi sollevΓ² lo sguardo verso di me.
Β«Hai giΓ scelto?Β»
Deglutii. Β«Non ancora.Β»
Lei si mosse appena sulla sedia e, con naturalezza, allargΓ² di piΓΉ la giacca. I lembi si aprirono quel tanto che bastava a far emergere i suoi capezzoli turgidi, liberi nellβaria fresca della sera.
Sentii il mio respiro farsi piΓΉ pesante, il mio corpo rispondere a quella visione con unβeccitazione crescente. Sotto il tavolo, il mio jeans si faceva sempre piΓΉ stretto, il desiderio pulsante e difficile da ignorare.
Mi accorsi subito che non eravamo soli a notarlo.
A pochi metri da noi, tre ragazzi erano seduti a un altro tavolo. Due di loro sembravano distratti, ma il terzo aveva lo sguardo fisso nella nostra direzione. Lo distolse solo quando incrociΓ² il mio, abbassandolo sul suo bicchiere.
Lei sembrava non accorgersene.
Prese un pezzo di pane dal cestino al centro del tavolo e lo spezzΓ² lentamente tra le dita, con un gesto quasi distratto. Mentre lo portava alla bocca, aprΓ¬ ancora un poβ la giacca con la mano libera, lasciando che i capezzoli si mostrassero per un istante in piΓΉ prima di richiuderla appena.
Fu un attimo, ma abbastanza lungo perchΓ© gli sguardi dei ragazzi si incollassero su di lei.
Io non riuscivo a muovermi, il cuore che batteva sempre piΓΉ forte, il desiderio che cresceva a ogni suo gesto.
Poi arrivΓ² il cameriere.
Un ragazzo giovane, sulla ventina, con il blocchetto in mano e un sorriso educato.
Β«Buonasera, avete giΓ dato unβocchiata al menu?Β»
Lei sollevΓ² appena lo sguardo.
Β«Io sΓ¬, ma forse lui deve ancora scegliere.Β» Si voltΓ² verso di me con unβespressione tranquilla, come se nulla fosse.
Il cameriere annuì, prendendo nota del mio ordine. La sua voce era ferma, ma i suoi occhi tradivano una leggera esitazione. Cercava di restare concentrato, ma ogni tanto i suoi occhi tornavano lì, rapidi, furtivi.
Lei si prese il suo tempo.
Β«Non sapreiβ¦Β» fece scorrere le dita sul menu, poi, senza alcuna fretta, aprΓ¬ di nuovo la giacca quel tanto che bastava per far emergere ancora i suoi capezzoli.
Sentii un brivido percorrermi la schiena. Lβeccitazione era ormai incontrollabile, il mio respiro piΓΉ pesante, il desiderio sempre piΓΉ forte.
Il cameriere si schiarì la gola, abbassando lo sguardo sul blocchetto.
Β«Posso consigliarle qualcosa?Β» chiese, con voce leggermente incerta.
Lei annuΓ¬. Β«SΓ¬, mi dicaβ¦Β»
Lui iniziò a elencare alcune portate, cercando di mantenere la professionalità . Lei ascoltò con attenzione, poi, come se nulla fosse, riaprì ancora la giacca mentre fingeva di sistemarsi sulla sedia.
Il cameriere esitΓ² un istante, la sua voce piΓΉ incerta, il suo sguardo che lottava per rimanere sul blocchetto.
Il desiderio mi bruciava dentro. Lβeccitazione era tale che mi sentivo sul punto di perdere il controllo.
Il cameriere finì la sua lista con un cenno rapido. Lei sorrise.
Β«Va bene, prendo questo.Β»
Il ragazzo annuì velocemente, prese nota e si allontanò quasi subito.
Lei rimase tranquilla, giocherellando con il bordo del tovagliolo.
Mi guardΓ² appena. Β«Sembra un posto carino.Β»
Cercai di rispondere normalmente. «Sì.»
Lei fece un movimento distratto con il polso, aprendo la giacca ancora una volta, lasciando che gli sguardi continuassero a posarsi su di lei.
Il desiderio dentro di me era ormai insostenibile. La tensione nel mio corpo era al limite.
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