π΄ Esibizione a cena β Parte 2
Lei esibizionista a cena.
11 months ago
Il mio respiro era irregolare, il desiderio pulsava sempre piΓΉ forte dentro di me. Lei lo sapeva, lo percepiva, eppure continuava a giocare, mantenendo quellβespressione serena e quasi innocente, come se nulla di tutto ciΓ² fosse intenzionale.
Dallβaltra parte del ristorante, i tre ragazzi al tavolo non si erano ancora distratti da lei. Uno in particolare sembrava essersi completamente dimenticato della cena, mentre i suoi amici chiacchieravano senza accorgersi del suo sguardo fisso.
E poi cβera il cameriere.
Dopo pochi minuti tornΓ², stavolta con un vassoio tra le mani. La sua postura era impeccabile, ma i suoi occhi parlavano da soli. Fece di tutto per mantenere lo sguardo sul tavolo, sul cibo, sul blocchetto degli ordini. Ma la tensione era tangibile.
Lei se ne accorse.
Mentre lui posava con precisione i nostri piatti davanti a noi, si sistemΓ² sulla sedia, con un movimento lento e quasi impercettibile. Il tessuto della giacca si aprΓ¬ di nuovo, appena un poβ, ma abbastanza.
Questa volta non fu un gioco riservato solo a me.
Vidi il cameriere irrigidirsi per un istante, il respiro che si spezzava mentre abbassava lo sguardo sul piatto con una concentrazione innaturale. Fu un attimo, un battito di ciglia, ma lo notai chiaramente.
Β«Ecco a voi. Buon appetito.Β»
La sua voce tradiva una nota di incertezza, appena percettibile, come se cercasse di nascondere qualcosa.
Lei sorrise.
Β«Grazie.Β»
Il ragazzo annuì, ma prima di girarsi, fu impossibile per lui non lanciare un altro sguardo fugace. Rapido, colpevole.
E lei lo lasciΓ² fare.
Attese che lui si allontanasse di qualche passo prima di guardarmi di nuovo.
Β«Hai visto?Β» sussurrΓ², con un sorriso soddisfatto sulle labbra.
Deglutii, cercando di tenere la voce ferma. Β«Lβho visto.Β»
Lei prese la forchetta e iniziΓ² a giocherellare con il cibo, senza distogliere lo sguardo da me.
Β«Ti ha dato fastidio?Β»
Il suo tono era innocente, ma i suoi occhi dicevano altro.
Scossi appena la testa. Il mio corpo diceva il contrario.
Lei abbassΓ² lo sguardo sul piatto, poi fece qualcosa di completamente inaspettato.
SollevΓ² una forchettata di cibo e la portΓ² alle labbra con lentezza esasperante. Le sue labbra si chiusero attorno ai rebbi con un gesto languido, mentre la sua lingua sfiorava appena il metallo prima di ritirarsi.
Un gesto innocente, ma fatto in quel modoβ¦
Mi irrigidii sulla sedia, incapace di distogliere lo sguardo.
Β«Sembra buono,Β» sussurrΓ². Β«Dovresti assaggiare.Β»
La mia mano tremava leggermente quando presi la mia forchetta. Ma prima che potessi portarla alla bocca, lei parlΓ² di nuovo.
Β«ChissΓ se il cameriere sta ancora guardando.Β»
Alzai gli occhi su di lei, trovando un lampo di pura malizia nel suo sguardo.
Non mi voltai. Non volevo sapere.
Lei lo fece al posto mio.
SfiorΓ² il bordo del bicchiere con le dita, poi sollevΓ² lo sguardo verso il bancone del ristorante. Non so cosa vide, ma il suo sorriso si allargΓ² leggermente.
Β«Sta cercando di non farlo,Β» sussurrΓ².
Unβondata di calore mi attraversΓ². Lei era spudorata, ed era proprio questo che mi stava facendo impazzire.
Senza dire altro, tornΓ² a mangiare, tranquilla, come se tutto fosse normale.
Io?
Io non riuscivo piΓΉ a pensare a nientβaltro se non a cosa sarebbe successo dopo.
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