πŸ”΄ Esibizione a cena – Parte 3

Lei esibizionista a cena.

M
Marshmellow

11 months ago

224 views

La cena proseguì, o almeno, così sembrava per chiunque ci osservasse. Lei mangiava con tranquillità, ogni suo movimento studiato con una leggerezza quasi naturale. Ma io sapevo che ogni piccolo gesto aveva un preciso scopo.

Ogni volta che portava il bicchiere alle labbra, il suo polso faceva un piccolo movimento, aprendo leggermente di piΓΉ la giacca. Ogni volta che prendeva una forchettata, inclinava il busto in avanti quel tanto che bastava a far intravedere ancora di piΓΉ la pelle nuda sotto il tessuto.

Io non riuscivo a concentrarmi su nulla. Il cibo era l’ultimo dei miei pensieri. La guardavo, osservavo ogni sua mossa, il modo in cui la sua lingua sfiorava il bordo del bicchiere, il modo in cui giocherellava con il tovagliolo tra le dita, come se fosse perfettamente consapevole dell’effetto che aveva su di me.

E poi, c’era lui.

Il cameriere continuava a passare accanto al nostro tavolo con una frequenza sospetta. Ogni volta con una scusa diversa: controllare se tutto fosse di nostro gradimento, riempire il bicchiere d’acqua, ritirare un piatto vuoto. Ma il suo sguardo lo tradiva sempre.

Lei lo vedeva. E lo lasciava fare.

Ad un certo punto, mentre finiva l’ultimo boccone, si voltΓ² verso di me con un sorriso soddisfatto.

Β«Oggi sono stata davvero bene,Β» sussurrΓ², abbassando la voce quel tanto che bastava a farmi rabbrividire.

«Sì, sono stato davvero bene anche io,»

Β«Ti Γ¨ piaciuto?Β» rispose lei con un tono che sembrava essere ambiguo.

Deglutii a fatica. Β«Penso che dovremmo chiedere il conto.Β»

Lei ridacchiΓ² piano, compiaciuta. Β«Forse hai ragione.Β»

SollevΓ² la mano, richiamando l’attenzione del cameriere. Lui si avvicinΓ² quasi subito, cercando di mantenere la compostezza, ma io notai il lieve tremolio delle sue dita mentre estraeva il blocchetto.

Β«Posso portarvi il conto?Β» chiese, la voce leggermente incerta.

«Sì, grazie,» rispose lei con dolcezza.

Mentre il cameriere annotava qualcosa sul blocchetto, lei si sporse leggermente in avanti, come per prendere un ultimo sorso dal bicchiere. Un piccolo movimento, appena accennato. Eppure, bastΓ².

Vidi il ragazzo abbassare lo sguardo per un istante, poi distoglierlo di scatto, tornando a concentrarsi sulla ricevuta.

Lei si ritrasse con calma, come se nulla fosse, e mi guardΓ² con un sorrisetto.

CosΓ¬ esclamai: Β«Penso che se lo ricorderΓ  per un bel po’.Β»

Lei ridacchiΓ² piano, giocando con il bordo del tovagliolo.

Il cameriere tornΓ² poco dopo con il conto e lo posΓ² sul tavolo con un cenno rapido. Non disse nulla, ma il rossore sulle sue guance diceva abbastanza.

Io presi il portafoglio, mentre lei rimaneva a fissarmi, divertita.

Consegnai i contanti, e il cameriere li prese con una certa fretta, come se volesse uscire il prima possibile da quella situazione.

Β«Grazie, buona serata,Β» disse, abbassando lo sguardo.

Lui si allontanΓ², e lei si alzΓ² con calma, sistemando la giacca sulle spalle ma senza abbottonarla. Mi lanciΓ² un’occhiata, il suo sguardo acceso di malizia.

Β«Andiamo?Β»

Annuii, cercando di ignorare la tensione nel mio corpo. Sapevo che la serata non era ancora finita.

Comments (0)

Please log in to leave a comment.

No comments yet. Be the first to comment!