Chapter 9 - PADRE NOSTRO 9° CAPITOLO
Un prete 50 enne, molto porco e parroco di una chiesa in un piccolo paese sul mare, darà vita, con le sue voglie perverse, ad una catena di accadimenti che sconvolgeranno la vita di alcune famiglie, facendole cadere in un abisso di depravazione totale.
5 months ago
Era passata una settimana dall’incontro con Rosalba ed il marito Mario nello studio della canonica e la vita nella parrocchia di Padre Francesco trascorreva fra accoppiamenti, ammucchiate selvagge, incontri di tutti i tipi. Il parroco era riuscito a coinvolgere: le due suore, suor Anna e suor Angelica; Lucia, la moglie del professore, con la figlia Roberta; Danilo, l’amico della ragazza; ed infine Rosalba con il marito. Ma nella mente del prete mancava ancora qualcosa. Ma nel suo quadro immaginario i tasselli ancora non erano tutti al suo posto. Voleva ancora di più. Voleva aumentare la depravazione per portare “le sue pecorelle” al massimo della perversione. In quei giorni era riuscito a portare a letto spesso Roberta, facendola dormire con se, grazie al fatto che il padre era ad un corso di formazione fuori paese. E tenendola con se aveva scoperto che quella ragazza, appena diciottenne, era una ninfomane scatenate, senza limiti. Depravata, perversa, con una voglia di godere costante. Il prete aveva indagato nella sua mente, gli aveva fatto confessare i suoi desideri più inconfessabili, ed aveva scoperto il desiderio ossessivo da parte della ragazza di farsi possedere da suo padre, dal maestro integerrimo delle elementari. Voleva farsi scopare da lui, diventare sua. Padre Francesco durante le scopate la stuzzicava, la stimolava su questo argomento e lei non si tirava indietro, anzi, chiedeva al parroco di aiutarla a mettere in pratica il suo nascosto desiderio incestuoso. Il parroco nella sua mente perversa ripetutamente studiò il modo di soddisfare le voglie della ragazza e scoprì che spesso padre e figlia solevano andare al mare il tardo pomeriggio, in una spiaggetta isolata fra le tante che si alternavano lungo la costa. E allora decise che un giorno li avrebbe raggiunti in quella baia ed avrebbe attuato il suo piano.
Il tardo pomeriggio del martedì successivo arrivò in bici sulla provinciale, percorse qualche chilometro ed arrivato in una piazzola sulla strada, si inoltrò per un sentiero che scendeva verso il mare, fra gli alberi. Scese un centinaio di metri fra rovi e cespugli lasciando la bicicletta vicino ad una roccia nascosta dalla vegetazione. Percorse un’altra decina di metri e guardò verso il basso. Sotto di lui un mare cristallino ed una spiaggia incontaminata, deserta a quell’ora. Notò che sulla destra, attraverso il mare, si accedeva ad una spiaggetta, che però dalla sua posizione si poteva solamente intravedere. Le indicazioni della ragazza erano giuste. Si avviò verso la spiaggia ed iniziò a camminare sulla sabbia. Arrivato al limite delle rocce e sporgendosi intravide Roberta con il padre. La ragazza faceva il bagno, mentre il padre leggeva il giornale. Il prete mise i piedi nell’acqua e si avvicinò a loro. Roberta appena lo vide gli corse incontro, recitando il ruolo dell’ignara ragazzina e quasi gridando: “Padre Francesco ! padre Francesco…che bella sorpresa…papà hai visto chi c’è ? (rivolgendosi dall’acqua verso il papà). Il maestro padre di Roberta, alzò gli occhi dal giornale e vidi il prete camminare sulla battigia. Si alzò ed andò incontro all’uomo. Roberta era già vicino al prete e sorrise facendogli l’occhiolino. Il parroco mise una mano sulla ragazza e le accarezzò i capelli. Il papà di Roberta gli fu vicino e gli porse la mano.
Papà di Roberta (Guido): “ Padre Francesco…qual buon vento la porta per questi mari ?”
Padre Francesco: “Ciao Guido…che piacere vedervi…io solitamente vengo qualche volta che sono libero a camminare in queste spiaggette. In questa pace ritrovo Dio e la pace con me stesso.”
Guido: “E’ proprio vero padre. Siamo fortunati ad avere questi posti sotto casa. Ance noi veniamo spesso qui. Si sta bene, non c’è gente, e passiamo qualche pomeriggio….ma venga…venga dove abbiamo gli asciugamani…si accomodi…”
Padre Francesco: “grazie…Guido non vorrei disturbarvi…”
Guido: “ma sta scherzando ? che disturbo ? si sieda qui…stia con noi…”
Padre Francesco: “grazie…”
I due si sedettero sull’asciugamano e si scambiarono qualche battuta.
Roberta: “allora io vi lascio a discorsi da adulti…continuo a fare il bagno…” e si avviò verso l’acqua.
La ragazza indossava un bikini strettissimo e striminzito che esaltava il suo culo perfetto, piccolo ma sodo. Maliziosamente mentre si avvia nell’acqua inarcò la schiena sculettando.
Padre Francesco: “tua figlia ogni giorno diventa sempre più bella…”
Guido: “grazie padre…si effettivamente è bellissima…ed in verità sono un po’ preoccupato…”
Padre Francesco: “come mai Guido ? Cos’è che ti preoccupa ?”
Guido: “Roberta è ormai una donna, e sicuramente avrà qualcuno che gli ronza intorno…non vorrei che si concedesse facilmente…non vorrei che combinasse qualche guaio…deve studiare…andare all’università…”
Padre Francesco: “Guido secondo me non devi preoccuparti più di tanto. Tua figlia è una brava, bravissima ragazza, con la testa a posto…vedrai che ti darà tantissime soddisfazioni…in te adesso è scattata quella forma di gelosia che si instaura fra padre e figlia…è normale…ma vedrai che tua figlia saprà darti tante e tante gioie !” (sottolineando queste ultime parole).
Guido: “ha ragione padre…forse la mia è stupida gelosia paterna…ma saperlo non risolve la mia preoccupazione…comunque è bella, bellissima, una brava ragazza…solo forse un po’ troppo esuberante, maliziosa…”
Padre Francesco intuì il turbamento di Guido subito affondò il dito nella piaga: “in che senso maliziosa ed esuberante ?”
Guido: “la vede padre…la vede…indossa quei costumini che quasi sembrano sparire fra la sua pelle, il suo corpo….tutto da fuori…ed anche a casa…sa sempre mezza nuda…per non dire nuda…perizoma, tanga…lascia tutto in giro…”
Padre Francesco: “capisco…capisco…ma è giovane…non si renderà neanche conto di quello che fa…”
Guido: “e no padre…si rende conto eccome…spesso sta a letto nuda…quando siamo in casa io e lei…si mette distesa e lascia anche la porta aperta sapendo che posso vederla, guardarla…ho cercato di spiegarle che dovrebbe stare più vestita ma nulla…non mi sente…”
Padre Francesco: “Guido, da uomo di chiesa ti debbo dire che fai bene a redarguirla ma ti dico anche che le cose belle, se Dio le ha create, vuol dire che vanno guardate. Le cose belle ci riempiono gli occhi e l’anima.”
Guido: “ma padre io sono anche un uomo…e guardando le cose belle potrei anche far cattivi pensieri…”
Padre Francesco: “Guido…che significa cattivi pensieri ? Chi può giudicare i cattivi pensieri ? E’ normale…Guido…la storia ci insegna che i padri guardano come padri ma anche come maschi le figlie…ma secondo te dopo che Adamo ed Eva diedero al mondo dei figli cosa fecero ? Quello che noi oggi reputiamo sbagliato all’inizio della vita sulla terra fu normale…non credi ? “ e così dicendo osservò l’uomo e la sua reazione.
Guido: “padre mi sta dicendo che fare pensieri, sulla propria figlia è normale ? Mica mi vorrà dire che l’incesto è alla pietra fondante dell’umanità ?”
Padre Francesco:” pensaci Guido…pensaci bene…”
Guido stette per quasi un minuto in silenzio, poi disse: “mi sa che ha ragione padre, non ci avevo mai pensato…e le faccio una domanda: perché oggi tutti lo condannano ?”
Padre Francesco: “perché viviamo in una società fatta da falsi moralismi, da restrizioni che servono solo, secondo me, a rendere i peccati più desiderabili, anzi più ci sono restrizioni più l’essere umano è spinto a farlo.”
Guido: “padre sono sconvolto…per le cose che mi sta dicendo…mi sta aprendo gli occhi…”
Padre Francesco: “Guido siamo di carne umana…siamo fatti di carne…se Dio ci ha dato gli organi sessuali vorrà dire che c’è li ha dati per usarli, no ?”
Guido mentre il prete parlava si stava eccitando a quelle parole. Padre Francesco con quelle sue allusioni, con quelle sue verità stava intaccando il muro della sua integerrima fermezza. E mentre pensava questo vide la ragazza uscire dall’acqua, fermarsi e scuotere i capelli bagnati, sul bagno asciuga.
Padre Francesco: “ E’ proprio bellissima…tua figlia… ha un corpo meraviglioso…”
Guido: “si padre…è meravigliosa…”
La ragazza si avvicinò ed a pochi centimentri dai loro volti disse: “dall’acqua vi vedevo parlare fitti fitti. Che avevate da dirvi di così importante ? “
Guido: “nulla…nulla…”
Roberta: “aaahaha…nulla…cosa da grandi ? aahaah…e non potevate parlare anche con me ? Io non sono grande abbastanza, aahaha ? “ e così dicendo si mise a girare su se stessa mostrandosi in tutta la sua bellezza e facendo ciance con la bocca e la lingua.
Guido: “ma Roberta, smettila …non siamo da soli…”
Padre Francesco: “ma lasciala fare Guido…lasciala fare…”
La ragazza si distesa fra loro due e si mise a pancia sotto. Si slacciò le stringhe del pezzo di sopra e si mise a prendere il sole. I due uomini come ebeti si girarono contemporaneamente a guardare la sua schiena e sorrisero, ormai complici dopo quella lunga conversazione.
Roberta: “Papà mi spalmi un po’ di crema…il sole scotta…e lei Padre Francesco non sente caldo con quella tonaca…perché non si mette a prendere un po di sole anche lei…”
Padre Francesco: “…va bene…Roberta…va bene…”
E allora il prete si levò la tonaca e rimase con un costume nero vecchia maniera, sfoggiando il suo fisico robusto ed in forma. Guido non poté non notare l’evidente bozzo sotto il costume, immaginando l’enorme grandezza del sesso del prete. Poi si concentrò a spargere sul corpo della figlia l’olio proteggente. Passava su e giù la mano, facendo pressione, cercando di non scendere troppo verso i glutei della figlia.
Roberta: “papà…spargimi l’olio anche più giù…ti prego…se no mi arrostisco…”
Il padre prima guardò il prete affianco a se, che osservava la scena, e vide che Padre Francesco lo stava guardando negli occhi così intensamente che sentì una vampata di calore. Lo vide fare cenno di consenso, come per dire vai avanti, osa di più. Era tutto strano, pensò, ma la sua mano iniziò a scivolare più in basso, verso i glutei della figlia. Roberta sentendo le mani del padre massaggiarla allungò la mano e scostò il lembo piccolissimo del costume inserendolo fra le chiappe. Il culo della giovane ormai era in bella evidenza sotto gli occhi dei due uomini. Ad un certo punto Guido fu sconvolto. Fu sconvolto perché apparve sulla schiena di Roberta anche un’altra mano. Era quella del prete che iniziò a massaggiare la schiena anche lui. La ragazza sentì la terza mano e facendo la parte della ragazza meravigliata: “padre anche lei mi massaggia la schiena ? grazie come siete carini e gentiliiii…ehehhee”.
In pochi attimi quattro mani massaggiavano ed accarezzavano la schiena, ma non solo quella, di Roberta. In pochi attimi le mani divennero dei tentacoli che perlustravano il corpo, che lo toccavano, tastavano, palpavano. Non una parola, non un cenno, solo mani adulte sul corpo della ragazzina. E quelle mano in pochi attimi furono sostituite da due bocche che baciavano, leccavano la schiena, il fondoschiena, il culo della ragazza. In pochi attimi quattro mani e due bocche coprirono interamente il corpo della ragazza. In pochi attimi le mani e le bocche si insinuarono in mezzo alle gambe e fra le chiappe della ragazza. In pochi attimi fu il delirio: la ragazza si girò e bacio prima il padre e poi il prete. Si fece baciare e li toccò fra le gambe. Non una parola, neanche un cenno ed i loro corpi si aggrovigliarono in una immagine sfocata di lussuria e perversione. In pochi attimi su quella spiaggia isolata si consumò un incesto fra padre e figlia, si praticò la perversione più nascosta dagli uomini, si praticò il delirio dei sensi, senza limiti e senza più tabù davanti ad un prete, un uomo che stava realizzando i suoi desideri più peccaminosi.
(fine 9° capitolo- continua)
Si accettano commenti e suggerimenti, grazie.
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