Chapter 8 - PADRE NOSTRO 8° CAPITOLO
Un prete 50 enne, molto porco e parroco di una chiesa in un piccolo paese sul mare, darà vita, con le sue voglie perverse, ad una catena di accadimenti che sconvolgeranno la vita di alcune famiglie, facendole cadere in un abisso di depravazione totale.
5 months ago
Dopo che Padre Francesco ebbe preso e fatta sua suor Anna, insieme a suor Angelica, i tre passarono l’intera giornata a fare sesso selvaggio, in tutte le posizioni, in ogni modo, abbattendo qualsiasi muro di pudore, cercando il piacere assoluto che potesse soddisfare ogni voglia anche la più depravata. Suor Anna in un impeto di follia si era fatta sborrare nella fica dal prete, incurante delle conseguenze, anzi, mentre venina animalescamente scopata incitava l’uomo di chiesa a metterla incinta, ad avere un figlio suo, ad avere un figlio del signore, un figlio del peccato. Una follia, il massimo della follia che portò la suora al massimo del piacere facendola svenire nella braccia del parroco. Ormai dopo ore ed ore a fare sesso, la stanza del parroco, avvolta dal silenzio, puzzava di umori femminile, di sborra maschile, di sudore umano. Padre Francesco aprì gli occhi e con suo immenso piacere, da maschio dominante, vide le due suore aggrovigliate vicino a lui. Le guardò, sorrise compiaciuto e dopo averle schiaffeggiate sul culo, le ordinò di alzarsi e di rimettere a posto la stanza. Le ordinò anche di non lavarsi, di rimanere con il loro odori ed i loro umori addosso, perché chiunque si fosse avvicinato avesse sentito il richiamo del sesso inebriante. Le due donne abbassarono la testa ed ubbidienti al dettame dell’uomo iniziarono a rimettere a posto il letto. Il prete invece appena vestito si allontanò dalla stanza, lasciandole nude e con i loro pensieri peccaminosi.
Padre Francesco arrivò nel suo studio, di fianco alla sacrestia e si mise a sedere alla scrivania. Prese il telefono e compose il numero della signora Rosalba. La signora, di sessantacinque anni che aveva confessato che il marito voleva ad ogni costo farle fare del sesso con un terzo uomo. Il telefono squillò diverse volte.
Rosalba: “pronto…pronto chi è ?”
Padre Francesco: “sono Padre Francesco…”
Rosalba: “ah padre…mi dica…”
Padre Francesco: “ cara Rosalba, non mi dimentico delle mie pecorelle, volevo sapere come era andata a finire con tuo marito. Hai fatto quello che ti chiedeva ? “
Rosalba: “Padre…padre si…l’abbiamo fatto…, l’abbiamo fatto ieri in quella spiaggetta che le dicevo si trova a pochi chilometri dal nostro paese, sulla provinciale.”
Padre Francesco: “bene Rosalba e come ti senti ? Dimmi quello che provi…anzi facciamo una cosa, tuo marito è in casa ?”
Rosalba: “Si…padre mio marito è in casa.”
Padre Francesco: “e allora venite subito in chiesa, vi aspetto, così vi confesserete entrambi e potrò assolvervi dai vostri peccati.”
Rosalba:” ma padre…io…mio marito…”
Padre Francesco: “Si Rosalba con tuo marito, insieme, vi aspetto.”
Rosalba: “va bene padre, il tempo di sistemarmi e veniamo da lei.”
Padre Francesco: “Benissimo a tra poco allora.”
Il prete mise giù la cornetta e si accarezzo il suo cazzo. I suoi pensieri malsani di traviare tutte le persone che avessero avuto a che fare con lui non lo lasciavano un attimo. Ormai era in preda ad una libidine profonda. Era sempre pronto a fare sesso, a sfogare i suoi istinti più malsani. E sarebbe andato avanti, nulla lo avrebbe fermato. Si passò ancora la mano sul cazzo e guardò fuori dalla finestra. Il sole stava tramontando ma la giornata per lui non era ancora finita.
Passò una mezz’ora poi senti la voce di Rosalba chiamarlo e cercarlo.
Padre Francesco: “sono qui Rosalba, nello studio…vieni, venite…”
Rosalba fece capolino sulla porta ed entrò seguita dal marito, un uomo mingherlino, magro, con i capelli corti bianchi. I due entrarono e si accomodarono.
Rosalba: “Padre siamo qua. Aveva detto che voleva confessarci ? Allora mentre confessa me lui potrà aspettare fuori.”
Padre Francesco: “No Rosalba vi confesserò insieme…insieme avete peccato ed insieme vi confesserò.”
Rosalba: “ma padre ?...
Padre Francesco: “ho deciso così, sarà meglio per voi. Siete una coppia e non dovete nascondervi nulla.”
Rosalba: “ma…”
Padre Francesco:” niente ma…adesso ditemi com’è va fra di voi…e tu Mario sai che tua moglie mi ha confessato delle tue voglie ?”
Mario: “si padre…me lo ha detto…mi ha detto che sentiva il bisogno di parlare con qualcuno e di questo fatto devo ringraziarla perché perché poi lei ha consentito a soddisfare le mie richiesta.”
Padre Francesco: “bene…sono contento per voi. Dimmi Rosalba come ti senti adesso ?”
Rosalba: “padre…padre all’inizio mi sentivo forzata ma dopo quando quello sconosciuto mi ha preso davanti a mio marito sulla spiaggia sono stata bene…mi sono sentita donna, femmina…e vedevo che mio marito era impazzito di gioia e di godimento.”
Padre Francesco:” bene…la punizione sarà dura, la penitenza durissima….perchè avete peccato ed io devo salvare le vostre anime. Volete essere salvati ? Ditemi volete che vi assolva dai vostri peccati ?
Rosalba guardando il marito e poi il prete disse: “Si padre vogliamo salvare le nostre anime davanti a Dio.”
Padre Francesco:” E tu Mario sei disposto a subire la mia penitenza ?”
Mario: “Si padre…sono pronto.”
Padre Francesco si alzò da dietro la scrivanie ed arrivò alle spalle dei due, mise una mano sulle loro rispettive spalle ed abbassandosi un pò per essere sentito sussurrò: “ora farete tutto quello vi dico, senza dire una parola. Vi alzerete in piedi e vi spoglierete: nudi ! Ora ! Adesso !” ed alzando piano piano la voce fino quasi a gridare: “Perché io vi punirò ! Vi darò la mia penitenza ! Offrirò a Dio le vostre carni, i vostri corpi e poi vi assolverò da tutti i peccati !”
Rosalba e Mario si guardarono. Si presero per mano. La loro faccia erano sbiancate, diventate pallide. Rosalba quasi tremava. Mario era con il capo abbassato.
Rosalba: “Mario…Mario dobbiamo farlo…facciamolo…lo hai sentito…dobbiamo redimerci davanti a Dio.”
E così dicendo iniziò a sbottonarsi la camicetta che indossava. Rimase in reggiseno. Sbottonò il gangetto e lo sfilò. Poi passò alla gonna, alle calze, alle mutande. Rimase li nuda, mentre anche il marito si svestiva ed anche lui rimase nudo. Entrambi senza nulla addosso tremavano impazienti alla prossima mossa del prete. L’uomo gli si pose davanti e li guardò dall’alto in basso. Poi toccò un seno di Rosalba.
Padre Francesco: “ vedo che nonostante l’età hai un seno bellissimo…cara Rosalba”
Lo toccò, tintillò il capezzolo, poi lo strinse forte.
Padre Francesco: “soffri…devi soffrire…devi pentirti Rosalba…”
Rosalba: “padreeee….mmmmm….ahhhh !”
E mentre diceva e faceva questo mise di scatto una mano in mezzo alle gambe della donna che per il gesto si ritrasse su se stessa. Le dita del prete affondarono nelle carni della donna, si fecero spazio fra le labbra della figa e la trovarono umida, bagnata.
Rosalba:”padreee….ahhhh…mmmmm”
Padre Francesco rivolgendosi a Mario che guardava esterrefatto: “Lo sai che la tua mogliettina in mezzo alle gambe è tutta bagnata ? Lo immaginavi ? Rispondi !”
Mario: “No…padre…”
E mentre Mario sentiva quelle parole il suo cazzo iniziò ad indurirsi.
Padre Francesco, sempre tenendo le sue dita nella figa di Rosalba: “caro Mario vedo che la cosa piace anche a te. Ti stai eccitando ? Bene perché io ho bisogno di un vostro aiuto…”
Si alzò la tonaca e mostrò ai due il suo notevolissimo cazzo eretto, scappellato.
Padre Francesco: “Abbassatevi, inginocchiatevi, toccatelo…baciatelo…espiate i vostri peccati…questo sarà lo strumento della vostra redenzione !”
I due si accasciarono per terra ed avvicinarono il loro viso al cazzo del prete. Il parroco prese le loro teste e li costrinse ad avvicinare le loro bocche al suo membro. Rosalba era affascinata, eccitata da quel cazzo. Era eccitata anche per la situazione, li vicino al marito. Lei aprì la bocca ed ingoiò il cazzo iniziandolo a spompinare. Poi lo fece uscire ed anche il marito, ormai sottomesso alla volontà del prete, iniziò a prenderlo in bocca.
Padre Francesco: “Bravi…braviii…continuateeee…tutto in bocca…tuttooo…!”
Poi quando il suo cazzo fu durissimo li fece smettere e mise Rosalba a novanta gradi sulla scrivania e senza preparazione, a secco, iniziò ad incularla davanti al marito che si spugnettava il cazzo.
Padre Francesco: ahhh…prendilo tutto….che culo che hai Rosalba….pentiti…questo cazzo ti darà l’assoluzione…tieeeè….ahhh”
Rosalba: “Si padre..aahhahaha…..mmmmm…si…siii mi punisca…sono una troia…una lurida troia…una cagna in caloreee…e lui mio marito è un porco, un cornuto….un cornuto che gode a vedere me presa da un altro cazzoooo…ahhhh….siiiii”
Mario: “si padreee…la inculiii..le sborri dentro…mi faccia cornuto…sono il vostro cornutooo..siiii…”
Padre Francesco: “siete due porci…siete i miei porciiii…e vi farò fare cose che neanche pensate…vaiiiii…
…vaiii apri il culo lurida troia peccatriceeee….aahahaha…”
Poi estrasse il cazzo dal culo e costrinse il marito a leccarle il buco.
Padre Francesco: “lecca cornuto…lecca il suo culo…guarda come l’ho allargato…guarda…guarda com’è troia tua moglie…che vaccaaaa…leccaaaa….e ora mettiglielo dentro…inculala anche tu….vai…vaiiii….”
Mario si alzò dopo averla leccata ed appoggiò il cazzo sullo sfintere della moglie. Era larghissimo ed il suo cazzo affondava nel burro. Iniziò ad incularla e la moglie godeva chiamandolo cornuto e con ogni parola offensiva. Il prete allora visto che i due erano infoiati al punto giusto si mise dietro Mario ed appoggiò il suo cazzo sul culo dell’uomo, e lo inculò.
Mario: ma padreeee….che faaaaa…mi sta inculandooooo….ahhhhh”
Padre Francesco: “siii…ti inculo vecchio porco….ti inculo e ti sborrerò dentro…mentre inculi tua moglieeee….aahhhha…prendi”
I tre ormai erano in preda un una libidine pazzesca, animalesca, senza freni. Una lussuria che non si poteva spiegare. E godettero tutti e tre. Rosalba inculata dal marito e il prete mentre inculava Mario. La chiesa deserta era percorsa dai loro lamenti e dal loro piacere. Ormai era diventato un luogo di perdizione, senza limiti e senza freni. E mentre godevano, suor Anna e suor Angelica, ancora nude, si toccavano reciprocamente. E reciprocamente e godevano, spiando il prete e la coppia, sull’uscio dello studio.
(fine 8° puntata, continua)
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