Padre nostro

Chapter 7 - PADRE NOSTRO 7° CAPITOLO

Un prete 50 enne, molto porco e parroco di una chiesa in un piccolo paese sul mare, darà vita, con le sue voglie perverse, ad una catena di accadimenti che sconvolgeranno la vita di alcune famiglie, facendole cadere in un abisso di depravazione totale.

S7
scrittore 71

5 months ago

223 views1,044 words

 

Il sole iniziava a riscaldare l’aria in quella mattina di primavera inoltrata. La luce penetrava oltre le ante semi aperte della stanza di suor Anna. La giovane donna si svegliò e la sua attenzione fu subito attirata da qualcosa di appiccicoso sul fondoschiena.  Si mise di traverso per cercare di guardare poi allungò una mano e con le dita andò a toccare quella strana sostanza che dal culetto la impastricciava  fino in mezzo alle gambe. Ne raccolse in po’ e portò le dita al naso. Riconobbe subito, anche se erano passati degli anni, che si trattava di liquido seminale. Era sborra, sborra di un uomo. La odorò ancora e poi capendo che l’unica persona di sesso maschile, in quel palazzetto di fianco alla chiesa, fosse il parroco, padre Francesco, sorrise compiaciuta. Quell’uomo, quel prete la sconvolgeva. Era stato capace, la notte, di venire fin nella sua stanza. Era stato capace di abbassare le mutandine. Di masturbarsi sul suo corpo. Di sborrare sul suo corpo. Di possederla anche non toccandola e stando a pochi centimetri da lei. Suor Anna ne fu turbata ma affascinata, rapita da tanta sfacciataggine di quell’uomo che avrebbe potuto essere suo padre. Era il diavolo, satana ? La tentazione del peccato ? O era il paradiso, il piacere assoluto ? L’esaltazione dei sensi ? Pensando a tutto questo non resistette ed iniziò leccarsi tutte le dita. Lecco e ne provò piacere. Lecco e si sentì avvolgere da un calore forte, fortissimo, che la fecero bagnare subito fra le gambe. Si stese meglio sul letto, a pancia in su, e con una mano raccoglieva lo sperma sul culo e lo portava alla bocca, al naso, con l’altra mano invece si accarezzava la giovane fica. Iniziò a godere e godere ancora. Ma tutto ciò non gli bastava più. Non gli bastava più, voleva molto di più. Voleva farsi possedere da quell’uomo. Voleva sentire il suo cazzo dentro di se. Voleva essere deflorata, sverginata da quel prete. Voleva essere completamente sua. E non gli fregava niente delle conseguenze. Avrebbe fatto quello che l’istinto le suggeriva. Avrebbe fatto di tutto, in modo sfacciato, impudente, provocatorio, l’avrebbe fatto a modo suo, senza più remore a rivelarsi a quell’uomo che ormai era dentro di lei, la possedeva anche se senza contatto carnale.

Si tolse tutto quello che aveva addosso. Si spogliò nuda e presa da una frenesia irrefrenabile uscì dalla sua stanza. Sapeva dove andare. Voleva raggiungerlo. Voleva donarsi a lui. E mentre faceva i pochi passi che la dividevano dalla porta della camera dell’uomo s’imbattè, all’improvviso in suor Angelica che svoltò all’angolo del corridoio.

Suor Angelica: “ma suor Anna ! Dove va senza nulla addosso ?”

La suora più anziana si avvicinò strattonandola e si accorse che la giovane suora non rispondeva. La guardava con occhi spiritati e rapita da chissà che cosa.

Suor Angelica: “ma suor Anna !”…che fa ? vada in camera sua a vestirsi !” strattonandola.

Suor Anna continuava a guardarla e poi all’improvviso fu attratta dalla bocca di suor Angelica. Vedeva le labbra muoversi ma non sentiva il suono delle parole. Vedeva le labbra muoversi ed una forza più forte di lei, della sua volontà la spinsero ad avvicinarsi ancora di più e baciare quelle labbra. Aveva bisogno di sentire il calore umano. Aveva bisogno di sentire la forza di un bacio, di altre labbra, di un altro corpo. E non gli importava nulla che fosse di una donna, di una femmina. Aveva voglia di qualunque cosa che le facesse provare piacere. E la bacio, insinuando la lingua fra quelle labbra, fra le labbra della sue consorella.

Suor Angelica fu sorpresa e tentò di reagire. Ma la giovane fu più veloce e determinata. Le insinuò dentro la bocca la sua lingua, impedendogli qualsiasi reazione o parola. E allora baciò anche lei, baciò con la lingua. L’attirò a se e la strinse, baciandola ancora e cercando il contatto con l’altro corpo. Si abbracciarono entrambi, ed entrambi si baciarono. E poi, nel corridoio semibuio si toccarono, si abbrancarono, si strusciarono una sull’altra e si ritrovarono sul pavimento freddo. Suor Anna come una furia iniziò a spogliare l’altra donna e si ritrovarono nude e avvinghiate, baciandosi e toccandosi in tutte le parti del corpo. Non dissero una parola ma godettero entrambe, con le mani che accarezzavano la figa dell’altra. Fu un piacere immenso, un godimento unico. Poi dopo l’orgasmo ancora in preda al piacere suor Anna si rivolse all’altra suora.

Suor Anna: “portami da lui ! Portami da lui, adesso ! Voglio essere sua ! Lui è il mio padrone assoluto ! Lui deve prendere la mia verginità !”

Suor Angelica la baciò ancora sulla bocca, interrompendo quel flusso di parole e la fece alzare. L’abbracciò ancora e gli disse: “Allora sei pronta ! E’ arrivato anche per te il momento di godere della carne e del piacere eterno !”

E così dicendo, prendendola per mano, la portò nella stanza del prete. L’uomo era ormai sveglio perché il sonno era stato interrotto da quei rumori nel corridoio. Era sul letto e vide la porta aprirsi ed apparire suor Anna nuda,  in tutta la sua adolescenziale bellezza. Dietro di lei suor Angelica, anche lei nuda, con il viso stravolto e tutti i capelli fuori posto. Le due donne entrarono e si posero al capo del letto guardando il prete.

Suor Angelica: “padre…suor Anna è pronta ! pronta ad aprirsi a tutti i piaceri che lei gli vorrà dare !

Padre Francesco: “sei pronta suor Anna ? sei pronta ?”

Suor Anna: “si…sono pronta !”

E fu così che il prete la prese. La prese selvaggiamente a novanta gradi sul letto. La prese in modo animalesco, strappandole la verginità, introducendola nel mondo del piacere assoluto. La prese facendola godere una, due, tre volte in un orgasmo senza fine. La fece godere davanti a suor Angelica che si masturbava e si toccava davanti a quella scena di una bellezza infinitamente depravata. Il prete godette nella bocca della giovane costringendola a bere tutta la sua sborra. Costringendola a ubriacarsi del suo seme. Godettero insieme, tutti e tre, sapendo benissimo che da quel momento nulla sarebbe mai più stato come prima.

(fine 7° puntata, continua)

Si accettano commenti

o scrivetemi: eroticoscrittoreerotico@gmail.com

 

Comments (0)

Please log in to leave a comment.

No comments yet. Be the first to comment!