"le Confidenze": mezza donna, mezza puttana

Chapter 7 - Sono stata sul casino.

Conclude le sue confidenze la cara Anna del Mar documentandoci con precisione su gioie e dolori della sua attività di troia part time.

GE
Giovanna Esse

1 year ago

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Per  rispondere alle tue domande devo prima puntualizzare qualcosa: ho cominciato a "esercitare"  soprattutto per curiosità: non sapevo che farmene delle serate in giro per Roma, andare in giro con le colleghe e qualche collega mi seccava, non hai idea di quanto possono essere pallosi. Non lo feci per i soldi, avevo solo voglia di trasgredire, oltretutto quelle settimane di corso capitarono in un periodo nel quale avevo grosse incomprensioni con mio marito, mi sarebbe piaciuto divertirmi un po', magari mettergli qualche altro cpaio di corna. L’incontro con quella che sarebbe diventata mia amica, nella trattoria fu un caso fortuito, di quelli che capitano chissà perché. Allora avevo già 41 anni, avevo avuto tre figli, avevo  ed ho una bella pancetta. Poiché ho le tette molto grosse  (VIII) e avevo allattato, le avevo già abbastanza cascanti; avevo ed ho un bel  culone, avevo ed ho una fessa slabbrata dai parti tutti naturali, e non certo la fichetta stretta e piccola di una ventenne. Quindi già non avevo le caratteristiche più richieste per la escort d'alto bordo, probabilmente la mia amica scelse perché avevano bisogno di qualcuna che coprisse la richiesta di MILF. Per quel settore andavo più che bene… perché voglio chiarire che non ero e non  sono un cesso anzi,.ancora adesso sono un ottimo richiamo per… uccelli. Inoltre ho capito che a moltissimi giovani piace fare sesso con qualcuna che ha l'età e le caratteristiche di una mamma; il culone e le tette grosse poi mi facevano richiedere dai neri che amavano che gli facessi una spagnola per poi sborrarmi in faccia o in bocca o farmi la "collana di perle" sul petto e sul collo. Non credere che le prime sere furono facili, anche se una è prostituta, stare in una stanza ad aspettare qualcuno, uno sconosciuto,  al quale dovrai fare prima il bidet, uno che poi, senza ritegno te lo infilerà intimamente in corpo. Avevo un poco paura e vergogna mentre aspettavo i primi clienti, la voglia di scappar via era incalzante, ma poi, una volta che una ci ha fatto la faccia  , come diceva mammà “a’ faccia d’a’ zoccola”, diventa tutto più facile.

Le mia paura maggiore, prima di salire su quella casa, era di restare invischiata in una retata della buoncostume, non solo ero funzionaria ministeriale ma poi anche i figli e i paesani avrebbero gridato allo scandalo. Ma mi spiegarono che, data la clientela, la' nessuno sarebbe venuto a mettere il naso, l'organizzazione aveva buoni agganci. Comunque la mia amica sveglia era un po’ il mio “magnaccia”, la mia protettrice nell’ambiente così alieno dal mio…, lei sapeva che ero novizia: le prime volte mi mandò in camera solo giovani bianchi ed uno alla volta, se mi avesse mandato dentro tre neri insieme sarei scappata certamente via.

So che sei sempre assetata di notizie, allora devo dirti che esiste  razzismo anche sui casini. I neri ci schifano, a noi bianche ci considerano tutte un po' "trash"  ma però ci vogliono e gli piace fotterci e soprattutto in culo; i bianchi invece  se vedono che dalla tua camera esce un nero si rifiutano di fare sesso con te, quindi bisognava gestire gli accessi con attenzione. Questo sarebbe bello dirlo alle radical chic  e agli alfieri della integrazione: integrazione un cazzo, né negli USA né in Italia! Comunque io  e quelle altre che lavoravano la' non eravamo di "alto bordo", più che altro eravamo un paio di gradini un po' più su delle zoccole sulla strada, fortunatamente avevamo una clientela "selezionata" ma da noi venivano solo militari di truppa e sottufficiali, e alcuni italiani della piccola borghesia, insospettabili.. Avevamo camere pulite e potevamo fare un bidet e lavarci dopo aver fatto sesso, e la doccia a fine servizio. Riguardo alle tariffe, si partiva da 70 euro per la marchetta semplice, e poi ogni prestazione extra si pagava a parte. Io incassavo, e annotavo, sulla marchetta le eventuali prestazioni non concordate prima. Quando le prestazioni si diversificavano, pagavano prima, all’ingresso: diversificarono pagavano prima di salire salvo conguagliare alla uscita per le richieste in corso d'opera. Era una gestione economica molto precisa. Si poteva arrivare anche a 300 - 500 euro per sesso a quattro, con collana di perle con ingoio, sesso a spiedo cioè uno in bocca e uno in figa, doppia penetrazione e inculate. A me toccava il 50% di base più un bonus per gli extra, le inculate erano le più richieste e mi rendevano circa 50 euro in più, oltre la marchetta. Però, come ti ho detto io non lo facevo per soldi, anche se dopo un po' i soldi cominciarono a farmi comodo. Riguardo al sesso con donne…. no, sulla casa non erano ammesse donne single, e là nessuno veniva con la moglie o l'amante. Nella vita è capitato, alcune volte una donna me l'ha leccata e si è fatta leccare, avevo 18 anni e lei era una suora "spogliata"  notoriamente lesbica che mi aiutò anzi mi "raccomandò"  per superare un concorso e dovetti ripagarla anche con la lingua. Forse non mi tirerei  indietro con una donna se capiasse  ma non mi appassiona davvero anche se , in definitiva, può essere piacevole, non sono bisex anche se molte mie amiche lo sono

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