L'ultimo incontro per la Milf

Chapter 2 - Passioni dal passato

Sembrava impossibile riempire il mio vuoto erotico... il web (e i maschioni) non sono più quelli di una volta.

GE
Giovanna Esse

1 year ago

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Passioni del passato

Il sito Meetale, esisteva ancora, ora si chiamava “Meetale Town”. Era diventato una specie di città virtuale, dove gli iscritti avevano a disposizione uno strumento, il Tales Creator, per dettare a voce le loro fantasie; intanto, il programma, raccogliendo immagini dai miliardi di file sparsi nel WEB, costruiva scene tridimensionali, spesso caleidoscopiche, in molti casi sfogliabili o scomponibili. che, Alla fine, con un veloce sguardo d’insieme, si riusciva a trasmettere all’osservatore, una sintesi di emozioni e piacere, che si basava su luoghi comuni, ormai acquisiti in maniera ancestrale, innata.
Naturalmente questi assemblaggi di pensieri potevano avere pure una colonna sonora; essa si creava sul momento, era inedita e del tutto esclusiva.
I più fortunati, insomma chi se lo poteva permettere, avevano in casa l’Opale: quell’ovulo tecnologico, adesso tanto in voga, dove ci si rinchiude, per avere esperienze “full immersion”: giochi; guidi; passi del tempo con “amici virtuali”, ricevendo un’esperienza totale... anche se illusoria e totalmente virtuale. Col tuo corpo, te ne stavi a casa tua, rinchiuso nell’Opale, senza fare neppure un passo... all’occorrenza, una flebo laser, ti inoculava un liquido speciale che ti alimentava e ti teneva in vita. Infatti, nel modulo, ci potevi restare anche qualche giorno, senza mai uscirne.
L’avevo provato, c’erano le sale apposite, avevano preso il posto dei cinema, ma l’esperienza era troppo “estrema” per me e poi, l’ovulo, puzzava.
Il mio amato PC tridimensionale e touch screen, bastava e avanzava. Me lo avevano regalato i ragazzi per il Natale del 2018 e me lo tenevo caro caro.

Mi collegai una sera, mio marito era già a letto, mentre io fremevo, e una voglia matta mi pervadeva tutte le membra. Ero calda!
Il bisogno... la lunga astinenza, mi rendevano folle e disposta a rischiare. Spulciai tra i nomignoli nelle mie cerchie: Emma, la dolce, Skank, con la sua lucida follia... Tony... ah, il vecchio Tony, sempre gentile, sempre disponibile... lui ne sapeva tante di cose, forse... forse?
No, mi vergognavo troppo per rivolgermi a lui; dopotutto per me era stato una specie di maestro, un paterno punto di riferimento. Ricordo che sopportava pazientemente il mio “stile” anche se, in cuor suo, di certo non approvava. In questa occasione, forse, avrebbe potuto anche capire ma, niente: non sarei mai riuscita a chiedere a lui, nonostante fosse stato un uomo di mondo.
Alla fine scelsi uno giovane, pressoché sconosciuto; ci accomunava l’amore per la produzione erotica, visto che anche lui, sebbene con i nuovi sistemi, narrava di Eros. Infine, dalla sua scheda, si leggeva che era della Campania... essendo relativamente vicini, forse tutto sarebbe stato più facile.
Gli scrissi una mail, fui abbastanza diretta, gli chiesi ciò che volevo e se poteva aiutarmi.
Il giorno dopo arrivò la prima risposta... ridicolo: il mio “amico” non aveva capito niente! Si offriva lui, proprio lui, in prima persona, per accontentarmi. Follia pura! “Vecchio mio, pensai, allora non hai capito... di scrittori ne trovo quanti ne voglio...”
Risposi immediatamente. Mi scusai falsamente per il “malinteso”, poi gli spiegai chiaramente il mio punto di vista: di uno come lui, proprio non sapevo cosa farne.
“Sei stato gentile” scrissi “ma proprio non ci siamo. Vedi mio caro, io desidero provare emozioni vere, profonde. Qualcuno che lo desideri veramente... nonostante l’età, nonostante l’epoca e la mentalità, così diversa. Ormai è una febbre che mi brucia dentro: io ne voglio uno... ma che sia giovane, vero e sincero, almeno per quella mezz’ora, neanche tanto di più. Te lo dico come una persona di famiglia, una vecchia zia, capiscimi: cercarne uno su internet, freddamente, come una ninfomane cerca l’amante occasionale... io proprio non ce la faccio.”
Precisai, però, che ero disposta ad offrire un compenso ma... per vie traverse, tutto doveva sembrare naturale; volevo sentire tutta la forza del suo desiderio... ecco.
Ero stata una bella donna e una prolifica scrittrice, soprattutto erotica, non potevo proprio, adesso, passata la cinquantina, cercarmi uno per strada, una specie di gigolò, da sola... come i maschi cercano le puttane!
Forse il giovane ci rimase male, forse capì.
Chiusi la comunicazione e mi arresi all’inevitabile: sarei morta senza provare più il vero piacere, quella trepidazione che solo un vero uomo, adulto e consapevole, ti può donare... donne non ne cercavo. Non so, non mi era mai capitato... almeno con me, quasi nessuna aveva ammesso di averlo fatto... né si era confessata apertamente.

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