Chapter 6 - Inversione di ruoli tra troie
Per essere più chiari sui ruoli nel proseguire il racconto: la schiava è Angela, la serva Paola. Buona lettura.
8 months ago
Lei piange e mi supplica di lasciarla andare, ma la spingo con forza sulla sedia in modo che i due fallí mostruosi si infilano completamente dentro il suo corpo. Urla, piange, supplica ma chiudo la porta che non fa uscire nessun rumore.
Verso sera mi ricordo della serva chiusa da ore nella stanza dei sotterranei. Mi avvio con la schiava di fianco a gattoni ed apro la porta, non sono preparato alla scena che appare: la serva addormentata fra le braccia tese con un vero lago sulla sedia e sul pavimento; non si può raccontare quanto aveva goduto... la mia schiava si sorprende tanto da lasciarela a bocca aperta.
Libero la serva che si sveglia, ma non proferisce parola mentre ordino alla mia schiava di bere e leccare ogni goccia di piacere (lei capisce che la sua punizione è iniziata) prontamente immerge la sua bocca succhiando il piacere della serva che ora in ginocchio ai miei piedi non osa guardarmi. Mi slaccio i pantaloni infilando in un sol colpo il mio cazzo nella sua bocca che si apre con una velocità impressionante, la mia schiava osserva mentre beve la bocca della serva salire e scendere vorace, ma quando sento il mio orgasmo arrivare mi ritraggo e prendo i capelli della schiava per riempirla di intensi fiotti di sborra.
-Grazie padrone per la fantastica esperienza che mi ha fatto vivere non solo ho goduto come una pazza, ma voglio essere sempre la sua serva fedele-. Sento la sua voce mentre mi scarico nella bocca della mia schiava e il mio sangue ribollire nelle vene
-Ma come ti permetti di parlare senza permesso e non contenta suggerirmi qualcosa piccola troia- con una spinta la faccio cadere a terra, lei nel perdere l’equilibrio rimane con le gambe spalancate che io, tolta la scarpa le colpisco col il piede la fica ancora aperta dai falli che hanno allargato il suo sesso; dopo i primi colpi durante i quali non emise alcun suono voglio farla urlare di dolore misurando dei fendenti con il piede dritti sul suo clitoride, ma la vedo sollevare il bacino per offrirsi meglio e sento il suo respiro aumentare fino a sentire il piede sempre più bagnato dai suoi orgasmi. La mia schiava spalanca gli occhi sconvolta nell’osservare quella scena, ma solo ora mi sono accorto di aver messo a nudo la vera essenza della serva, le ho strappato la maschera che ha indossato fino a ieri senza che nemmeno lei ne fosse consapevole, per farle conoscere la sua vera identità: è una masochista come raramente ho incontrato, la sua anima anela il dolore per poter godere e la serva scopre oggi quanto i colpi che le impartisco le diano non solo non dolore, ma un piacere che cresce all’aumentare della violenta pedata.
Dopo questa scoperta voglio essere sicuro di avere inquadrato bene la situazione -Serva ora puoi parlare fino a nuovo ordine- le dico e dopo aver serrato capezzoli e clitoride con delle pinze che oltre a poter regolare la forza con cui si attaccano alla carne hanno 5 velocità di movimento e rotazione in grado di poterle guidare da una applicazione sul cellulare con la quale posso regolare la stretta e le vibrazioni. Comincio a stringere e aumento la forza con cui le mordono le varie parti sensibili
-Si padrone più forte la prego, le stringa di più- e nel dire quelle parole il suo corpo viene travolto da una tempesta di piacere inaudita non la lascio respirare afferro una frusta colpendo il suo corpo senza pietà. Ora urla di piacere riempiono la stanza mentre gode implorando di non smettere. La mia schiava capisce cosa voglio che faccia così scivola sotto i colpi bevendo gli orgasmi irrefrenabili della serva.
Questa scoperta stravolge in modo radicale il rapporto con la serva ora che trascinata in quel mondo (da molti ritenuto perverso, ma non da me) nel quale il dolore scatena in modo incontrollabile e profondo la sua sessualità.
Ordino di andare a lavarsi ed allungo alla serva una striglia dentellata usata per spazzolare i cavalli -serva pulisci a fondo con questa ogni parte del tuo corpo spazzolando con cura maniacale i tuoi orifizi, le mollette le togli e le lavi durante la doccia poi li riattacchi e li tieni sempre addosso (sono così sottili che può indossarli anche sotto il vestito). Le vedo salire e dopo circa mezz’ora le chiamo in sala da pranzo perché ho fame e la sera oramai bussa alle finestre; entrambe nude vedo il corpo della mia schiava liscia, morbida mentre la spazzola che ho dato alla serva ha arrossato la pelle soprattutto fra le gambe e le mammelle con i morsetti già ben fissati; ordino loro di preparare la cena mentre io vado in camera mi do una rinfrescante doccia, ma nell’uscire afferro dall’armadio un fallo con ventosa fatto a forma di mano imponente con un braccio molto grande e lungo.
Intanto che le due finiscono di preparare la cena fisso il fallo al centro del tavolo poi mi siedo. Entrano mi servono il mangiare vedendo come entrambi fissano il tavolo; si accovacciano ai miei lati mentre attendono l’ordine per mangiare, ma dal cellulare avvio una stretta, continua sui morsetti della serva osservo le sue reazioni che nel giro di pochi minuti diventano sempre più scomposte.
-Serva salì sul tavolo e scopati il tuo nuovo amico- Lei si alza a fatica per l’intenso dolore/piacere che le stavo procurando aumentando la tensione dei morsetti, si arrampica a fatica sulla tavola con lo sguardo basso. Basta un mio cenno per far capire alla serva cosa deve fare, così avvicina la sua fica all’ingresso del fallo, la scuoto aumentando la presa dei morsetti che la spingono piano piano a scendere per infilarsi il fallo dentro che data la sua dimensione fatica non poco ad entrare. Resta immobile incapace di fare nulla per cui tiro fuori la frusta e la colpisco fra le cosce, sul petto, sui polpacci con veemenza sempre maggiore; lei inizia ad urlare per i colpi che la colpiscono la carne lasciando bellissime striature rosse, ma di nuovo incapace di reagire al fuoco che le sale sempre più intenso, scivola lentamente senza fermarsi sopra il dildo che cm dopo cm si fa strada dentro di lei, la mia schiava osserva stralunata quella scena ed emette un leggero rumore quando la vede prendere tutto il fallo che cavalca prima piano, poi sempre più rapidamente con interminabili gemiti di piacere, continuo a colpire la sua carne mentre capezzoli e clitoride sono in una morsa dolorosissima. La mia schiava è sul punto di intervenire per cercare di farmi smettere quando i gemiti si trasformano in urla animalesche e vedo piccole gocce scivolare sulle sue cosce con il viso stravolto. Un colpo che fa uscire il fallo seguito da una fontana di piacere che bagna tutta la tavola, guardo la mia schiava che sale svelta sul tavolo per succhiare ogni goccia e fissa la fica spalancata della serva - la mano schiava infila la tua mano tutta dentro alla sua fica, e tu serva prendi tutto il cazzo nel culo- ordino perentorio. La schiava le infila con facilità tutta la mano dentro quando vedo il culo dilatarsi aprendo la strada al mostro che la penetra sempre più a fondo, le frustate continuano e qualche colpo colpisce la schiava che non si ferma per il dolore ma le danno più energia per scopare con forza la fica sempre più fradicia della serva, ma noto anche come la mia schiava cerca di essere colpita segno evidente che non disdegna un po’ di dolore. Mi alzo afferro i fianchi della schiava che sollevo per poterla inculare meglio fino a che uno sciame di piacere ci trascina verso un piacere infinito. Gli orgasmi delle due troie sembra non avere confini oramai perse in quella devastante situazione mentre io sborro sul tavolo immediatamente pulito dalla mia schiava.
- Andate a lavarvi e andiamo a dormire-.
L’alba ci sveglia, le due figure sono già in ginocchio, mi alzo con un cenno la mia schiava afferra il mio cazzo stringendo prima di infilarselo in bocca succhiando con veemenza fino a sentire la mia urina in gola che beve golosamente; poi comando la colazione che si affrettano a preparare, a tavola c’è ancora il fallo in bella mostra. Arriva la colazione con le due inginocchiate ai miei lati che attendono l’ordine per mangiare. Mentre mangio penso a come passare la domenica visto che domani mattina la mia sciava tornerà a casa. -Serva coricati sul tavolo dí schiena e apri bene le gambe tu schiava sali sopra di lei e fate un bel 69 voglio vedere le vostre lingue che si leccano a vicenda la fica- In attimo le vedo lanciare le lingue fra le cosce dell’altra divorando contemporaneamente con intensa energia la fica una dell’altra, ma non soddisfatto ordino di colpire le natiche con forza senza sosta. Lo spettacolo è incredibile entrambe su succhiano, mordono, sculacciano posso seguire attimo dopo attimo come i loro corpi cominciano a tremare per il piacere, vedo le mani sollevarsi quasi all’unisono permettendo loro di godere e subito i loro orgasmi esplodono; le vedo bere mai sazie gli schizzi riempire la bocca poi ordino di fermarsi mentre mi alzo estraendo il pene turgido. Le vedo scattare insieme come lupi famelici verso la mia verga che la schiava più veloce infila tutta in gola mentre la serva mi afferra fra le labbra i testicoli succhiandoli con grande attenzione, ma lo spettacolo precedente e l’assalto appassionato mi fanno impazzire e godere in modo fantastico.
Dopo una sana e tonificante doccia ordino alle due puttane di andare in camera mia ed aspettare il mio arrivo. -Allora ho pensato di ingaggiare una sfida fra la schiava contro la serva, chi vince la battaglia avrà un premio, allora coricatevi una in fianco all’altra davanti allo specchio, aprite bene le gambe fissando la vostra immagine. Voglio che per 1 ora vi masturbiate solo con le mani senza usare nulla contando gli orgasmi che vi procurerete dopo un bel Grazie padrone chi alla fine del tempo ha avuto più orgasmi riceverà un premio.- Misi un orologio a dondolo dietro di loro dando il via alla sfida. Vedo le mani correre verso il ventre aprire rapidamente le labbra delle loro fiche e cominciano a farle frullare sul clitoride sfregando con abile tocchi per poi stringere le dita serrando con forza mentre l’altra mano ben insalivata la fanno scorrere dentro e fuori dalla fica che si apre sotto le loro spinte. La schiava urla 1 Grazie padrone seguita a ruota dalla serva, il tempo scorre quello che vedo mi fa indurire brutalmente il cazzo, lo specchio imbrattato dai loro schizzi di piacere; mancano 10 minuti quando sento la schiava 19 Grazie padrone distaccando di 4 orgasmi la serva 15 Grazie padrone. Allo scadere del tempo ordino loro di fermarsi, ma prima di dichiarare la vincitrice e il premio mi distendo sul corpo della mia schiava spingendo il mio cazzo nella sua gola che si scioglie nel sentirlo affondare nella gola e non resisto più così mi scarico le palle riempiendola di sborra.
- Bene la vincitrice per 22 orgasmi contro i 20 e’ la mia schiava che come premio ho deciso che per 1,30 Angela potrà fare tutto quello che vuole senza dover chiedere il mio permesso alla serva Paola. Tradotto per voi troie la schiava diventa mistress per 1,30 e la serva deve eseguire, obbedire ad ogni ordine che lei le impartirà- . Vedo l’espressione esterrefatta della schiava che al mio ordine può essere la padrona della serva. -Allora comincia, il tempo parte ora-
(Ora sarà Angela a prendere la raccontare la sua esperienza anche perché nessun uomo può sapere cosa può provare una donna soprattutto schiava in un repentino cambiamento)
Nella mia testa esplode una confusione indescrivibile con una serie infinita di domande a cui non riesco a rispondere in quel caos sento l’ordine di cominciare che il tempo è partito. Mi muovo verso la serva che appena mi arriva vicina mi fa scattare un fulmine che mi trapassa il corpo che di scatto mi fa eccitare così di impulso la colpisco subito in faccia con una serie infinita di schiaffi
-Mettiti coricata sul pavimento da ora le sole parole che voglio sentire da te serva sono sì padrona- Penso velocemente a quanto dolore posso infliggerle quando una vocina nella mia testa mi dice qualcosa di importante “guarda che lei gode moltissimo nel soffrire” allora mi siedo sulla sua faccia spalancata. Sento la sua lingua leccare con intensità e la sensazione di piacere che provo e’ totalmente diversa dalle altre volte perché mi piace molto il potere ricevuto dal mio padrone, lascio che la sua lingua continui poi le afferro i capezzoli stringendoli, ma non con molta forza per non infliggerle quel dolore che si aspetta. Mi alzo prendo un frustino posizionandomi fra le sue gambe che le ordino di tenerle aperte afferrandole con le mani, ho il piacere che mi brucia dentro salire impetuoso, ma ho imparato a gestire quelle emozioni così colpisco la fica spalancata della serva senza forza ma appoggio la pelle del frustino dando leggeri colpi, lei cerca la forza ma il mio piacere cresce quando la vedo eccitata desiderosa di godere e lasciarla in bilico.
La mia eccitazione mi guida nel punirla cosi’ mi succhio due dita e continuo a colpire con più precisione sento le mie dita entrare con facilità nel suo culo muovendole dentro. La sento che sta nonostante tutto per godere, la blocco e di nuovo il potere di possedere non solo il corpo ma soprattutto la testa mi scatena una ondata tremenda che mi indurisce capezzoli e clitoride fino a aprirmi la fica sulla sua faccia che inondo con il mio piacere attenta a non far entrare una goccia nella sua bocca spalancata, le inondo il viso, i seni non dandole il piacere di bere.
Sento il mio corpo sudare mentre la testa esplode nel profondo nel provare quelle sensazioni, ma ora ogni dubbio scompare; la immobilizzo comincio dai piedi colpisco le piante con un legno di bambù per salire ai polpacci cosce fica ventre seni
-Non ti azzardare a godere senza il mio consenso- Si padrona sussurra. Ora afferro dall’armadio due falli che infilo bruscamente nei suoi orifizi mentre di istinto mi volto e le ordino di leccarmi bene il mio culo che apro contro la sua faccia allargandomi le natiche per far aderire meglio il mio buco contro la lingua della serva che si muove come un serpente. Le afferro i capezzoli tirandoli sempre più forte perché sento crescere in me una forte passione per il mio ruolo, sono invasa da sensazioni che non ho mai provato prima, ma quella più inebriante che mi inebria mi folgora è il potere che ho su quella serva il potere di fare tutto quello che voglio su di lei mi travolge tutto il mio corpo.
(Sento però che questa mia passione per il mio nuovo ruolo non posso non pensare che il merito di questo dono è del mio padrone che ha sempre ragione e trova sempre nuovi modi per farmi sentire totalmente sua anche quando non è lui il protagonista capace di frugare nella mia mente ed accendere sensazioni ignote che lui mi fa scoprire).
Ora posseduta inizio a stringere con veemenza i suoi capezzoli schiaffeggio con forza i seni e allungandomi su di lei arrivo al suo clitoride scoperto è durissimo tenuto aperto dal vibratore che le spalanca la fica, lo afferro con i denti mordendolo brutalmente il mio corpo reagisce in maniera inaspettata infatti mentre la torturo in pochi secondi un mio intenso orgasmo allaga il corpo della serva un piacere nuovo ma intenso ma che non parte dal mio corpo ma dalla mente e le devastanti emozioni che mi travolgono sono indescrivibili mentre sento la serva che mi implora di godere. Mi alzo di scatto come guidata da una forza nuova- No puttana non ancora.-
Guardo l’orologio e capisco che il mio tempo sta per scadere, ma prima voglio vedere come gode la serva solo per me, quindi mi accanisco sul suo corpo la frusto senza esitare colpendola in ogni centimetro della sua pelle che ora si dimena come una pazza -Grazie padrona, Grazie padrona può darmi il permesso di godere-
-Si ora fammi vedere come godi- Dal mio permesso non impiega molto tempo prima di godere ad ogni fendente che le infliggo ed io dí rimando mi sento un vulcano che erutta senza sosta.
-Ora basta- urla il padrone ed io mi blocco lasciando cadere la frusta, libera la serva a cui ordina di bere tutto il nostro piacere mentre mi afferra con forza i capelli mettendomi a carponi con il suo cazzo talmente duro da sembrare più grande di prima che mi lo infila tutto dentro nel culo da farmi sobbalzare nel sentirlo entrare tutto dentro.
Non smette di incularmi mentre le sue mani mi colpiscono con un forza incredibile le mie natiche, ma quello che mi stordisce è la durata infinita e del ritmo tambureggiante dei suoi affondi, ma non ho il tempo per pensare perché mi esplode dentro un orgasmo che non solo non rallenta il ritmo del mio padrone anzi lo intensifica e ora mi colpisce anche il clitoride furiosamente lasciandomi a bocca aperta per il susseguirsi infinito di orgasmi che mi stravolgono tutta al punto che, anche se so già cosa mi aspetta,
-Grazie padrone Grazie padrone continui così la prego la sua troia sta godendo come una bestia in calore non si fermi la supplico- A quelle mie parole afferra un dildo che e’ sul pavimento spingendolo violentemente dentro il mio culo che già saturo del suo cazzo mi fa urlare dal dolore mentre continua a spingere fino a quando i muscoli si dilatano al punto di far entrare il fallo nel culo. A quel punto sento il pompare dei due cazzi che mi aprono il culo come mai avrei immaginato così nel sentirli muoversi all’interno contemporaneamente, ma i colpi su natica e clitoride non sono cessati ed ora sono come una nave senza pilota che fluttua tra le onde senza freni-Godi troia guarda quanto sei puttana- dicendo questo mi gira la testa perché mi veda nello specchio; l’immagine che vedo è di un culo aperto come il tunnel sotto la manica con i miei umori che fuoriescono bagnando tutto lo specchio.
Godo senza sosta il mio corpo si scioglie fra le sue mani che non smettono di flagellarmi ed di incularmi non so più quanto tempo è passato, ma mi trovo a pregare che non finisca mai e come sempre il mio padrone mi legge nella mia testa e mi infila un dildo enorme tutto ricoperto di spilli di plastica dura nella figa ordina alla serva di scoparmi che afferra il fallo spingendolo dentro fino in fondo per poi tornare indietro per poi ritornare dentro e sento non solo la enorme dimensione ma quei spilli dí plastica graffiare tutte le pareti interne, ma insiste mi scopa con abilità e forza. Quella ulteriore invasione dolorosa mi spezza il cervello dando al mio corpo scosse terrificanti che non solo non accennano a diminuire ma crescono in fretta in modo esponenziale portando il mio piacere a vivere minuti indimenticabili. Sono persa in quel oblio quando il mio padrone mi afferra per la testa per farmi prendere il suo cazzo in bocca io lo fisso come fosse un dio, il mio dio sento la sua cappella entrare nella mia bocca e lo accolgo con tutta l’anima mentre il mio corpo continua a tremare per il piacere che non posso fermare ma che aumenta nel sentire il cazzo entrare tutto fino in a sentire le sue palle sbattermi sul viso godo come una cagna in calore, ma continuo a succhiare con grande piacere fino a sentire il seme del mio padrone riempire la mia gola. Io ingoio tutto e sento un piacere infinito che mi salda indissolubilmente al mio padrone.
Mi riprendo sento del liquido colare nella mia gola tenuta spalancata da un attrezzo che sinceramente non conosco il nome, ma mi obbliga a tenere la bocca spalancata che continua ad essere riempita da getti di pipì del mio padrone, ma alzo lo sguardo e la serva costretta a gambe aperte si unisce nel riempire la gola con il suo piacere infatti il mio padrone le tiene la mano stretta al collo stringendolo con forza fino a toglierle il respiro per qualche minuto per lasciare la presa per poi serrare di nuovo la gola mentre con uno stimolatore elettrico che lo passa su tutto il corpo della serva aumentando progressivamente la scarica elettrica, la sua espressione persa nel vuoto inconsciamente mi eccita da morire fino a sentire il mio piacere esplodere. Questi miei orgasmi non passano inosservati al padrone che non perdona la mia disubbidienza e appoggia anche suoi miei capezzoli lo stimolatore elettrico procurandomi un dolore disumano, ma non posso urlare ingabbiata in quella morsa fissata alla bocca, ma provo a spostarmi per evitare il pungolo peggiorando la situazione -Prima godi senza permesso ed ora cerchi di evitare la tua punizione- Mi urla aumentando i colpi elettrici percorrendo tutto il mio corpo senza pietà -Pensi che averti donato la mia serva ti puoi permettere di disubbidire senza essere punita- Non ho il tempo di rispondere perché il pungolo elettrico fermo sul mio clitoride manda scosse a raffica, sento che il devastante dolore mi sta facendo perdere i sensi, non riesco più neanche a chiedere aiuto, ma quando ho quasi perso i sensi sentila sua mano infilarsi delicatamente dentro la mia fica muovendola con una leggerezza che mi sorprende quanto le scosse di prima, ma metti scopa con la mano dentro di me le frustate elettriche non si placano anzi se possibile ( per quanto scoperto dopo e’ possibile dato che quel pungolo ha intensità variabili) aumentano di intensità e rapidità di colpire il mio sesso. Come una magia mi offre il suo cazzo durissimo che affonda nella mia bocca aperta lasciando che mi entri in gola (anche perché con la gabbia che mi obbliga a tenere la bocca aperta non posso fare altro) sento il suo pene ora enorme ai miei occhi spingere con veemenza anche se le scosse elettriche non diminuiscono anche se non sono in grado di spiegare in quella valle di dolore tremendo il mio cervello in procinto di spegnersi di colpo si illumina come un albero di Natale e manda indecenti reazioni a quel trattamento, più i colpi si accaniscono contro la mia vulva meno il dolore prende il sopravvento trasforma il mio corpo in un ricettacolo di emozioni come non mai nella mia vita. Succhio avida il cazzo del mio padrone che non smette di colpire il mio clitoride, ma ora il dolore indescrivibile sembra portarmi via dalla realtà che mi circonda sento solo il bisogno di essere la sua schiava che soffre per lui ma che mi porta lentamente in affranti di piacere ignoti che non solo mi fanno sentire viva mentre lo succhio con ogni forza, ma devasta il mio corpo con orgasmi multicolore inarrestabili, continui, tremendi che non ho mai creduto di poter conoscere. So di essere una schiava, di appartenere totalmente al mio padrone, questa situazione che ha preso forma in poco tempo mi ha trasformata in una persona nuova che plasmata da quel uomo che trova facilmente la mia vera identità mi scuote, lui mi conosce molto meglio di me stessa ed ogni nostro incontro mi dona una gioia infinita, ha letto ogni volta desideri, pensieri, emozioni che nemmeno io conoscevo, ma devo ammettere che questa nuova vita con lui non la cambierei per nessuno, niente, mi piace molto come sono i miei desideri ero solo una ragazza impertinente, sempre al primo posto prima di conoscerlo, oggi ogni mio pensiero appena sveglia per tutta la giornata e prima di andare a letto e’ come posso soddisfare meglio e di più il mio padrone ma questi pensieri non mi lasciano mai e ogni fibra del mio cuore del mio corpo e della mia mente non rimpiange chi è stata Angela prima di conoscerlo, ma sento immediatamente il mio sesso bagnarsi al solo pensiero. La Angela dí poco tempo prima era snob, ridicolizzava i suoi spasimanti umiliandoli, il suo fidanzato un accessorio non meno importante di una collana, rispondeva con sufficienza ai suoi genitori che definiva dei dinosauri ora la stessa identica Angela prona ai piedi del mio padrone non si capacita nel vedere quanto aneli il suo essere.
Siamo giunti alla mattina che dopo aver asciugato dal piscio il mio padrone mi preparo per tornare a casa, ma un pensiero mi rode che il mio partire non prevede la stessa sorte per la serva che rimane accanto per tutti quei giorni al mio padrone. -Non devi preoccuparti della serva ma quanto dovrai essere punita per la tua disubbidienza. La serva terrà’ le distanze tranne per il mio diletto di accendere i suoi morsetti nei momenti più imbarazzanti per te schiava non ho ordini per la tua punizione, ma sarai tu ogni giorno inventare qualcosa che mi farà venire voglia di riceverti la settimana prossima-
A quelle parole il mio stomaco si chiude dal terrore di essere scaricata dal padrone poi cosa intende quando senza ordini mi invita e creare ogni giorno uno spettacolo all’altezza delle sue aspettative, dimentico la serva persa in una trappola che di nuovo il mio padrone mi ha lasciata senza fiato.
Esco dalla porta con il cuore che batte forte per la paura di non poter tornare da lui.
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