Chapter 2 - Primo bocchino e sverginamento della schiava
A questo punto mi sembra doveroso interrompere per dare una descrizione personale di noi protagonisti.
8 months ago
Alto 1,84 con un fisico non perfetto ma ben curato con una muscolatura che molti anni di nuoto e calcio hanno mantenuto sodi, capelli mori sopra le spalle che spesso serravo in una coda di cavallo, i miei occhi verdi un naso proporzionato al mio viso quasi tondo, quello che spesso mi imbarazza sono le labbra carnose ben delineate che spesso attirano l’attenzione indesiderata di uomini dallo sguardo lascivo.
Il corpo sempre depilato mostra un membro di 20 cm con una particolarità quando mi eccitavo la circonferenza dello stesso aumenta arrivando a misurare 14 cm. Cose che ho scoperto in età giovanile quando con gli altri compagni si giocava a chi lo aveva più lungo etc.
Angela mi fissa con un filo di voce -Ma lei padrone non ha goduto-
La afferro coricandola sulle gambe con il sedere in bella mostra, comincio a colpire le sue natiche sode rotonde sporgenti mentre con un gesto rapido le allargo le gambe posizionandole sopra il mio cazzo durissimo sotto i calzoni così ogni colpo la obbliga a strusciarsi la fica sopra la stoffa ruvida sopra la mia prepotente erezione.
Quella danza fatta di colpí feroci sulle natiche, seguito allo sfregamento della sua figa sul mio uccello lascia velocemente il posto alle urla di dolore ad un rantolo di misto piacere e dolore che lentamente diventa un urlo di gioia sentendo il suo corpo travolto da una serie di orgasmi ma li sentiva anche lei diversi dai precedenti. Questi sono più travolgenti inebrianti quasi elettrici rispetto ai primi facendole provare emozioni fortissime che le trapassano corpo e anima.
Persa in quegli orgasmi a fatica si accorge che ho smesso di colpire è fatta cadere a terra, ma appena mi guarda i suoi occhi rigati dal pianto non esprimono rabbia solo un malcelato desiderio di ringraziarmi.
- Bene ora devi andare a casa che si è fatto tardi- le dico mentre si riveste con un filo di voce sussurra
-Ha qualche ordine per la sua schiava padrone-
Quasi basito da quella domanda rimango silenzioso -Stasera avvisa i tuoi genitori che questo fine settimana sei da una amica per vedere la università che frequenterai mentre stanotte afferra tre mollette di legno e ne attacchi una per ogni capezzolo dopo averlo fatto indurire stringendolo con forza mentre il terzo lo fissi al clitoride anche esso dopo averlo indurito per bene. Fatto questo ti bagni bene il dito e lo fai scorrere e roteare tenendolo sempre bagnato intorno al tuo buchetto del culo ma senza mai penetrarti ne godere. Domani alle otto in punto ti voglio qui-
Incredula e convinta di non poter sopportare tale supplizio per non contrariarmi accetta le mie condizioni.
- Non cercare di barare con le mollette e il dito facendo finta di eseguire poi non lo fai perché io lo vengo a sapere la punizione che riceverai domani mattina non la dimenticherai mai-
La mattina seguente sento il campanello di casa suonare ma non ho voglia di alzarmi fino a secondo scampanellio che mi ricorda di aver dato il fine settimana alle servitù per rimanere solo co Angela e mi infilo una vestaglia addosso non ricordandomi che io dormo nudo.
Apro, il sole dietro di lei la fa sembrare un angelo -Sono in ritardo padrone- no le confermo che il mio ritardo nell’aprile la porta è dovuto alla mancanza di servitù dovuta andare nel loro paesino di origine per un funerale.
- Prima che tu entri devi sapere le regole principali della mia casa
1) quando siamo soli tu devi essere sempre nuda
2) desideri che tu mi dia del lei chiamandomi padrone
3) qualsiasi bisogno dal mangiare al bere e per ogni tuo bisogno corporale devi chiedermi il permesso
Queste poche regole devono essere per te un mantra ma sei ancora sulla porta quindi ultima possibilità per tornare sui tuoi passi-
Lei senza fiatare entra spedita fatti alcuni passi la vedo togliersi gli abiti mostrandomi il suo corpo in tutto il suo splendore e con sorpresa vedi le mollette ben strette fra seno e pube mentre le passo delicatamente le dita sul buchetto trovandolo bagnato.
Non mi accorgo che la mia erezione prepotente è fuori dalla vestaglia finché non noto i suoi occhi sgranati che mi fissano il cazzo con un misto di emozioni che vanno dal desiderio alla paura per le dimensioni della mia erezione (cosa facilmente immaginabile dato la sua scarsa conoscenza della virilità maschile).
Comincio a tirare le tre mollette facendola gemere di un misto di dolore/piacere.
Afferro le sue mani morbide mettendole sul mio cazzo facendole afferrare con delicatezza la pelle tesa le vene bluastre e la durezza del mio attrezzo. Il suo corpo si muove lentamente verso di me per afferrare meglio il mio cazzo sentendola tremare percorsa da infiniti brividi che la scuotevano tutta, per l’insieme delle cose le mollette che ora non le danno più dolore anzi il mio uccello fra le mani vedo lungo le cosce che si erano aperte inconsciamente scendere umori di piacere sempre più copiosi fino a sentirla fremere di piacere per l’orgasmo che stava eruttando in lei. Si ferma un attimo prima di godere -posso godere mio padrone-
Era stata brava meritando un premio così le permetto di godere guardando il suo corpo inarcarsi tremare fremere fino ad emettere un urlo di piacere che riempie la stanza con una mano corse a stringere più forte la molletta sul suo clitoride stringendo con più forza la morsa che le serrava il piccolo cazzo ricominciando ad urlare per il piacere che sgorga a fiotti dalla sua vagina. L’orgasmo le piega le gambe rimane in quella posizione che mi fa scattare un pensiero - Ora pulisci il pavimento con la lingua e bevi il tuo piacere- Non sembra attendere quell’ordine che la sua lingua si muove fra gli umori leccando e succhiando ogni goccia di piacere bevendo con avidità il suo nettare. Quando il pavimento lucente alza la testa trovandosi all’altezza con il viso di fronte a pochi cm il mio cazzo che fissa in modo avido-Posso padrone avere l’onore di avere il suo cazzo in bocca-
Certo che puoi ma rispondi ad una domanda -Quante volte hai fatto un pompino ad un uomo? - Arrossando - mai mio padrone-
Allora come pensi di potermi soddisfare le chiedo senza nessuna esitazione -Sono certa mio padrone che lei è in grado di insegnare a questa schiava come fare di me una brava troia in grado di soddisfarla in ogni modo possibile e quando non sono all’altezza di punirmi per la mia incapacità-
Quella risposta porta il mio corpo ad una eccitazione tremenda sento il mio cazzo se possibile ancora più duro.
-E sia come mi supplichi, ma prima di tutto devi leggere questo contratto che ho preparato, leggilo con calma e quando lo leggerai devi firmare per accettazione di tutti gli obblighi che devi rispettare.
Le allungo la pergamena attendo che lo legga in ogni suo aspetto per capire se vuole firmare o scappare.
In breve quella pergamena le toglie ogni diritto donando tutto di lei a me e a mia discrezione accettando di sua volontà di donarsi a me senza alcuna data di scadenza.
Il tempo passa quasi impercettibile ma io impassibile attendo senza in alcun modo veicolare la sua scelta.
La fisso mentre legge e rilegge ogni singola parola vedendo ogni tanto una leggera esitazione che la fa deglutire con forza la poca saliva che ha. Capisce che il momento è quello definitivo una linea ben definita che delimita la vita di tutti i giorni che conosce bene da una terra ignota dalla quale una volta entrata non può uscirne ma che non ne sa nulla. Allora perché la sua mente il suo corpo la sua anima stessa non solo esitano ma la portano ad accettare l’ignoto ( buona parte della sua indecisione è figlia della giornata passata ieri e ancor più forte la notte durante la quale il suo cuore, il suo corpo, la sua mente e anima non hanno mai smesso di respirare all’unisono con il desiderio di tornare dal suo padrone.
La tensione che vibra in quella stanza sembra viva.
Poi una serie di movimenti scomposti derivanti più dalla scomoda posizione la obbligano a muoversi spostandosi a destra e a sinistra, ma quel movimento fanno penzolare le mollette riciclando il dolore/piacere che data la situazione crede siano state tolte. Il corpo trascinato dal vigore di quelle sensazioni si riaccende accelerando i battiti del cuore che come una eco esplode o all’infinito nella sua mente, non riusciva a gestire il rigagnolo di piacerebbe che scende lungo le gambe, ma cerca respirando a fondo dí ricacciare quelle sensazioni per non essere capace eventualmente rifiutare la propria firma. Anche il silenzio faceva la sua parte, ma Angela e’ consapevole che dal momento in cui si è presentata alla sua porta la decisione era stata già presa.
Si china sulla pergamena afferrando la stilografica che intinge prima di firmare la sua nuova identità e vita. La consegna al suo padrone senza proferire parola anche se io la obbligo alla consegna alla conferma verbale della sua accettazione fatta leggere a voce alta ogni riga le chiedo-E’ una tua decisione schiava - Lei sopraffatta da miriade di sensazioni- Si mio padrone e’ una mia totale senza obblighi né ricatti decisione- Aggiunge alla pergamena le ultime parole dette consegnandole nelle mie mani.
-Mettiti a 4 zampe e porta la tua bocca più vicino a me aprendola il più possibile- Lei esegue rapida mentre afferrando i suoi capelli comincio prima con un dito a farglielo scivolare in bocca ordinando che lo succhi con dolcezza ma anche con un forte risucchio ad ogni mio entrare e uscire mentre esegue un po’ goffa le infilo prima un secondo poi un terzo dito in bocca facendo aprire di più la bocca obbligandola ad aumentare il ritmo della bocca mentre altre due dita le forzano la bocca che prima cerca di evitare fino a sentire i capelli torcersi dolorosamente per obbligare la bocca a succhiare tutte le dita. La sua bocca si scioglie come neve al sole e con mia piacevole sorpresa mi sorprende quando la mia mano le scivola dentro la bocca leccando e succhiando con una voracità elettrizzante.
Mentre golosamente continua a spingerei la mano dentro la sua bocca le due mani afferrano il mio polso continuando ad ingoiare mimando con le mani una sega che la obbliga ad ingoiare con gran piacere la mia mano nella sua bocca.
Il magico momento è arrivato sfilando la mano dalla bocca le accosto la mia cappella turgida guidandola verso la punta gocciolante di umori. Angela si avventa sul mio cazzo che nonostante i suoi sforzi riesce ad ingoiare cm dopo cm fino a sentire la sua lingua accarezzare i miei coglioni mentre la sua voracità mi lascia quasi senza parole. Insiste senza mai un attimo di tregua mentre sento il mio piacere salire prepotente fino a scaricarsi sulla sua bocca che non ne lascia cadere una goccia ingiotte fino all’ultimo orgasmo fissandomi con suoi occhi pieni di lacrime per lo sforzo e la sborra che continua a deglutire mi manda in estasi
Il momento è magico la piccola dolce bellissima Angela è perdutamente mia ogni fibra del del suo corpo ogni sinapsi del suo cervello sono per sempre miei e la colgo spesso anticipare i miei desideri.
Se non l’ho ancora scritto voglio che sappiate che per me il Bdsm non è quella umiliazione continua o insistenti momenti di sofferenza fatta da fruste o da tutti gli strumenti che spesso sono presenti nei film o in narrazioni che io non disprezzo ma che per me la sudditanza della mia schiava può avere risvolti dolorosi ma sempre per uno scopo un fine il dolore fine a sé stesso non mi appartiene.
Scusate divagazione.
Il momento è magico leggo nei suoi occhi una profonda gratitudine ma scorgo anche un certa inquietudine che mi fa pensare- Cosa stai pensando schiava - come colta in fallo abbassa la testa con voce appena percettibile - La verità è che non mi ritengo abbastanza per lei padrone la mia inesperienza mi fa temere che potrò deluderla e che lei mi mandi via-
La afferrò per i capelli due schiaffi sul suo viso mentre le ordino di spalancare la bocca per infilarle il mio cazzo ancora flaccido in bocca lo spingo fino alla radice mentre la obbligo a succhiare con forza il mio cazzo che velocemente riprende vigore si inturgidisce con rapidità riempiendo la sua bocca ora spalancata che sale e scende fino in gola.
La guardò negli occhi mentre mi pompa con sempre maggior vigore noto come il suo viso e il suo corpo si trasformano in corde tese dal piacere che le sale nel eseguire il mio desiderio.
-Tu mia piccola schiava non devi pensare ma solo ubbidire al tuo padrone ed ora fammi sborrare Troia.- Alle mie parole si scatena in pompino esagerato per essere la seconda volta che lo pratica ma come una furia succhia lecca ingoia fino alla gola muove le mani sul cazzo rapida e sento salirmi l’orgasmo. Le lascio i capelli afferro i capezzoli stringendoli e tirandoli avanti e indietro per accompagnare la sua bocca.
Ecco la magia del bdsm la schiava che mentre ingoia ogni goccia di sperma gode inaffiando il pavimento con il suo getto di piacere che sprizza dalla fica a fiotti allagando le piastrelle a terra.
La riafferro i capelli infilando la cappella lucidata a dovere di forza ancora tra le labbra che anche se sorpresa spalanca lasciando che il mio cazzo scivoli dentro e fuori sentendo che nel crescere scivola con maggiore facilità nella sua bocca. Le stavo scopando con voracità la gola e la prendo e le spalanco le gambe mentre continua a pompare scendo fino a tuffare la mia lingua sulla sua fica che sento fradicia di piacere e le lecco mordicchiò ogni parte del suo sesso.
Il suo pompare aumenta in maniera esponenziale mentre la mia faccia è immersa nella leccata di fica più intensa più vorace mai provata in vita mia. Pompa e succhio fino all’orgasmo dí entrambi come uno tsunami devastante.
- Pulisci e lavati poi prepara da mangiare che ho fame schiava- Lei mi guarda un attimo poi dopo aver lucidato i suoi umori dal pavimento si alza e va nuda in bagno poi in cucina per la cena.
Nemmeno mi sono accorto del tempo passato tanto è la sensazione di puro piacere che mi scorre dentro.
Porta il mangiare per me mentre la vedo al lato del tavolo inginocchiata pronta a mangiare da una ciotola ma immobile. Rimango senza parole a quella vista anche perché io non ho mai dato ordine di quel che vedo.
- Brava schiava hai fatto tutto senza alcun ordine- Si padrone non ritengo giusto che la sua schiava possa mangiare accanto a lei - Comincio a mangiare ma vedo Angela ferma immobile davanti alla sua ciotola. Ubbidienza incondizionata attende il permesso per poter mangiare- Mangia schiava-
La scena risulta essere molto eccitante dalla vista datami dagli specchi di casa e sento di nuovo il mio corpo affamato di lei. -Hai comunicato ai tuoi genitori che dormi fuori il fine settimana schiava-
-Si mio padrone-
-Vieni seguimi in camera da letto- Lei senza esitare mi segue camminando a 4 zampe fino in camera mettendosi accanto al letto accucciata.
-Distenditi sul tappeto apri bene le gambe masturbati e godi più che puoi, alla fine di ogni orgasmo strizzati i capezzoli conta fino a 30 stringendo forte poi ricomincia tieni il buco del culo sempre bagnato e accarezzalo girando intorno senza infilarti né davanti né dietro le dita dentro-
Rimase calma senza obiettare nulla e distesa sul tappeto vedo la sua mano scivolare fra le sue cosce cominciando a muoversi. Le allungo la mano e sento la sua bocca afferrarla facendola scivolare dentro succhiando avidamente poi con l’altra mano le affero i capezzoli torcendoli prima di spegnere le luci lasciando solo una piccola lampadina accesa che riflette il suo corpo sopra gli specchi rimandando la sua figura che ora si contorce credo prossima al piacere.
Le prime luci dell’alba mi svegliano, guardo subito Angela la visione della mia schiava stravolta dal piacere mi esplode in testa come un proiettile.
Il suo corpo è madido di sudore la mano continua a muoversi fra le sue gambe mentre raggiunge un altro orgasmo non sa che la sto guardando poi le dita affondano sui capezzoli con forza incredibile e mi meraviglio per l’orgasmo che la travolge di nuovo.
Il Baccello è quasi una perfetta farfalla nel vedermi la vedo saltare dí fianco a me afferra il mio cazzo, lo sento scivolare dentro la sua calda e umida bocca con una facilità impensabile fino al giorno prima. Mentre succhia vorace la sua mano afferra il clitoride serrandolo fortissimo fra le dita aumenta il ritmo del pompino regalandomi un orgasmo tremendo mentre ingoia il mio sperma schizzi di piacere bagnano il tappeto. Dovrei punirla per la sua iniziativa ma non ho voglia di farlo perché è arrivato il momento di fare di lei oltre la mia sciava anche donna in tutto.
La trascino sul letto senza parlare le distendo e mi metto sopra di lei che spalanca le gambe senza esitare.
Affondo la mia bocca fra le sue gambe trovo una vagina fradicia e quel’odore
di piacere mi invita a leccarla con voracità. Le labbra della sua fica aperte mi portano a affondare la lingua dentro la sua fica. Indurisco la lingua penetrando dentro di lei fino a sentire la barriera che ancora protegge la sua verginità.
- Si padrone mi infili il suo cazzo tutto dentro desidero che lei mi apra la fica per la prima volta la supplico padrone.-
Afferrò il cazzo cosi duro da farmi quasi male. Appoggio la cappella all’ingresso della sua fica e comincio con leggere spinte ad entrare sempre più dentro fino a sentire la barriera a pochi centimetri dal mio cazzo. Spingo con più forza ritraendo e entrando sempre più in profondità. La sua fica si dilata sempre più velocemente pregna come è di umori. La resistenza notevole mi obbliga ad aumentare la forza delle mie spinte finché sento entrare il mio cazzo dentro di lei che guaisce forte per il dolore che prova nel sentire le pareti interne spalancarsi sempre più al passaggio dí attimo in attimo aumentare il ritmo la velocità con cui mi infilo in lei. Qualche lacrima le solca il viso mentre sento il suo respiro aumentare crescere ad ogni affondo.
La sto scopando con ritmo crescente affondando tutto il mio cazzo dentro di lei che ora segue con il bacino il ritmo del su e giù sorpreso dalla velocità nel imparare. Cambio varie volte la posizione del corpo per fotterla in ogni modo quando sento il cazzo fradicio bagnato dal suo orgasmo.
Mi anticipa -Scusi padrone se ho goduto senza il suo permesso merito una solenne punizione che se posso permettermi di suggerire e’ rompermi il culo con forza-
Rimango stupito da quelle parole ma la mia schiava so essere furba il suggerimento è pro domo sua desiderando di darmi tutto con suo piacere.
-Si hai ragione meriti una bella punizione che ricorderai prima troia fammi finire di scoparti poi - E lascio cadere la voce ricominciando a pomparla ora sia per la sua insolenza sia perché le ho concesso troppa libertà con forza veemenza tremenda che la fa sobbalzare ad ogni affondo che col passare dei minuti aumento la velocità ma il mio furioso scoparla le procura una serie interminabile di orgasmi che inzuppano le lenzuola del suo piacere.
Resto un po’ turbato per la sua insaziabile voglia di godere, ma pensandoci bene volevo che la sua sete fosse insaziabile anche perché farla godere tutta notte sperando in un risultato come questo.
Sfilo il cazzo dalla sua fica subito la sua bocca afferra il membro imbrattato dai suoi umori succhiando con forza infilandosi tutto fino in gola noto come ora la sua bocca prenda con facilità tutto il mio cazzo che fino al giorno prima non era in grado nemmeno di afferrarlo per meno della metà. Me lo lecca lo pompa aspirando ad ogni colpo mentre le sue mani passano sapientemente a stringermi le palle aumentando il mio piacere fino farlo esplodere in un orgasmo incredibile di una intensità sia fisica che mentale indescrivibile. Fiotti intensi di sborra le inondano la gola ma lei ingoia tutto vorace senza far cadere una goccia.
Stava per ricominciare a succhiare quando con un ceffone la blocco.
-Non dimentichi qualcosa puttana disubbidiente?- - Mi dispiace padrone la sua puttana deve essere punita la supplico-.
Tempo prima ho avuto una idea che feci realizzare da un professionista del settore che realizzava qualunque progetto che tu proponessi.
In fibra di carbonio un letto che tiene la schiena dritta una volta distesa la persona con due appendici sopra alla altezza dei seni e due sotto proprio a poca distanza dal sedere per finire una puleggia regolabile in velocità che andava avanti e indietro permettendo di aggiungere un dildo di ogni forma e dimensioni. Ma la vera magia consiste nella capacità della macchina di capire quando la persona coricata sta per godere analizzando quanto era bagnata la persona e fermarsi di colpo.
Come effettivamente si fermava prima dell’orgasmo non lo so descrivere essendo poi diventato un brevetto del suo realizzatore.
Coricati sul letto che ho di fianco le ordino che raggiunge con uno scatto felino. Una volta distesa le appendici sopra (due mollette) le applico attaccate ai capezzoli mentre le appendici sotto (2 palette in legno ruvido) le posiziono a circa 20 centimetri dalle sue natiche mentre prendo il fallo più piccolo inserendolo nel suo aggancio a brugola posizionato a pochi centimetri dalla sua fessura bagnata.
-Sono le 7 del mattino starai fino alle 13 distesa sul letto ma prima ti fisso mani piedi e ventre al letto. Ecco la punizione che spero ti possa aiutare a capire la ubbidienza-
Accesi la macchina programmando un cambio automatico di ritmo ogni 30 minuti.
Le pinzette cominciano a stringere i capezzoli mentre il legno colpisce i glutei ora in modo leggero e il piccolissimo dildo scivola dentro, ho detto piccolissimo non corto anzi la sua lunghezza supera i 40 centimetri.
Tutto si avvia anche le varie telecamere disposte nella stanza che riprendono in ogni angolo e direzione mentre uno specchio ricopre tutto il soffitto permettendo a Angela di ammirare il suo corpo mentre viene punita.
Il tempo passa dagli schermi nel mio studio osservo Angela la mia schiava che passata circa 1 ora sente crescere il desiderio di avere un orgasmo mentre il sedere e i capezzoli sembra avere l’effetto contrario invece di dare dolore moltiplicano esponenzialmente il suo desiderio. Vedeva il suo corpo nello specchio contorcersi ad ogni interruzione.
Dopo 3 ore sento la sua voce implorare di poter godere mentre i capezzoli induriti e dritti vengono stretti con maggior forza le sue natiche rosse sente in entrambe le parti un dolore crescente ma anche lei guardando il suo corpo non riesce a capire perché quel dolore sempre più intenso diminuisce il tempo fra una interruzione e l’altra.
Mancano meno di 10 minuti alla fine della lezione ed ora i mugugni sono vere implorazioni verso di me per farla finalmente uscire da quel tunnel sconosciuto e sconvolgente in cui si trovava. I colpi ora molto forti le rendono le natiche violacee ed i capezzoli preda delle pinzette sono di una dimensione innaturale ma la maggior disperazione quel piccolo dildo oramai piantato in tutta la sua lunghezza non solo si rende hconto di avere dentro di sé 40 cm di plastica che la martellava ora ad una velocità impressionante ma che lo odia perché si ferma da ore lasciando il suo corpo in uno stato dannatamente disperato, ma ad ogni orgasmo interrotto ed oramai sono incalcolabili la sua mente desidera essere aperta come quando scopa con me non la sfondava né sente le pareti aprirsi al suo martellare con un urlo feroce. -Padrone la supplico voglio il suo cazzo sfondarmi aprire la mia fica la imploro- Altri orgasmi interrotti si moltiplicano in uno stop end go senza pause guarda il suo corpo madido di sudore distrutto dalla sessione punitiva che le urla il bisogno del suo padrone e che certamente non avrebbe mai più disubbidire ai suoi obblighi.
Sono le 13 la punizione dovrebbe essere terminata, entro nella stanza ed ammiro quel capolavoro che Dio o chi per lui ha mandato sulla terra. Lei mi guarda -Grazie padrone per la punizione mi ha insegnato molto- -Penso ti abbia insegnato qualcosa puttana ma non a parlare senza il mio permesso- La vedo mordersi le labbra con disappunto ancora una volta ha sbagliato e lo sa bene anche se non sa ora come rimediare.
- Tu vuoi essere degna di essere la mia schiava o devo cacciarti dalla mia casa? - Chiedo a lei con tono crudele.
Il suo sguardo perso fra l’oblio degli infiniti orgasmi interrotti e un senso nuovo che la travolge ogni fibra del suo corpo per il puro terrore di essere cacciata via la lascia inebetita mentre colava lungo le sue gambe un liquido di piacere inespresso.
-Ha ragione padrone devo e desidero che lei mi punisca. Con tutta me stessa desidero solo essere la sua schiava la imploro mi dia l’ultima possibilità per dimostraglielo-
La guardo penso che può essere perfetta ma non trovo l’ultima chiave di volta. Poi una illuminazione decido che fino ad ora non sono stato un buon maestro fino in fondo per lei perché la sua bellezza unita alla mia inconscia paura di perderla per un mio errore di valutazione mi hanno frenato.
-Sarà l’ultima occasione per dimostrarmi di essere all’altezza del tuo ruolo di schiava- Così sfilai il piccolo dildo dal letto a cui la lascio legata sostituisco le due palette di legno con due mani di ferro con miriadi di puntine che le ricoprono i palmi poi cambio i morsetti inserendo delle pinzette elettrificate. Fissai il tutto -Ora hai circa due ore per dimostrare la tua obbedienza sei libera di usare la parola di salvataggio fermo tutto aprendo la porta per la tua uscita-
La macchina comincia colpisce le sue natiche lasciando piccoli segni sui glutei mentre i morsetti cominciano a serrarsi lasciando scorrere una leggera scossa.
La sento urlare per l’intenso dolore che il suo corpo sta provando, le urla crescono e mi aspetto che mi dia la parola per farmi finire il suo percorso. La guardo dai monitor pronto per intervenire quando non so come ne’ quando le sue urla si spengono lasciando il posto ad un respiro profondo che cresce fino diventare gemiti di piacere, anche lei sorpresa quanto me vede il suo corpo nello specchio che si dimena aumentare i gemiti e sente un’orgasmo incredibile salire fino al cervello per esplodere in una serie infinita di schizzi di piacere che di nuovo innaffiano il pavimento. Ma quel piacere che le inonda il corpo sente avere una forza diversa meno intensa forse del piacere che prova masturbandosi o durante la scopata con me, ma altrettanto intenso travolgente. Poi la sua mente coglie un aspetto che non ha considerato fino a quel momento: i suoi ininterrotti orgasmi sono solo ed unicamente scatenati dal dolore che la macchina le infligge e rimane inebetita dal capire come il suo corpo reagisce. E’ in grado di godere per e nel dolore come mai pensava potesse accadere qualcosa di così inimmaginabile per la Angela che entra un giorno prima.
- La ringrazio padrone ora mi sento più libera di essere come lei mi vuole ma che mai avrei pensato di poter essere. - Mentre grida quelle parole gli orgasmi continuano ad attraversare il suo corpo. La vedo godere mi alzo nudo con il cazzo duro la raggiungo in camera da letto. Appena entro vedo i suoi occhi illuminarsi fissando il mio membro che senza parlare le spingo con forza contro la bocca che si apre lasciando che il turgido membro si infili tutto dentro con irruenza. La macchina continua a martoriare il suo corpo, ma ingoia fino alle palle spompina con una dolce decisione, lo sento entrare dentro e uscire con una nuova e meravigliosa facilità. Succhia lecca lo fa salire e scendere dentro la sua bocca come se fosse la sua fica.
Gode in continuazione mentre la sua bocca aspira lecca succhia finché non resisto e godo nella sua bocca che si riempie di sperma. La trattiene in gola come per assaporare meglio il gusto della mia sborra facendola scivolare dentro di lei con rinnovato piacere.
Fermo la macchina -Alzati fa una bella doccia puttana poi prepara la colazione- Lei senza una parola esegue preparando dopo una lunga doccia la colazione mettendo a terra la sua ciotola accovacciata. -Puoi mangiare troia- Esegue finito di mangiare la guardo -Allora schiava cosa hai imparato dalla punizione che hai subito-
-Una cosa che non pensavo possibile essere la sua schiava nel piacere e nel dolore e’ diventata la mia ragione di vita. Ubbidire ai suoi desideri è diventato un bisogno insaziabile e se penso a come ero prima di conoscerla non immaginavo di poter essere così felice nell’ubbidire. Ma la cosa più importante è che con tutta me stessa desidero solo il suo piacere padrone. -
La fisso con insistenza, la sua bellezza mi eccita sempre così le afferro i capelli sollevandola la faccio salire sulla sedia tenendo le gambe aperte, la sostengo con la fica aperta a pochi centimetri dal mio cazzo puntato sulla sua fessura. La lascio cadere penetrandola brutalmente scendendo di colpo dentro di lei che ha un momento di tensione e stupore nel sentire tutta la mia verga piantata dentro di lei. -Dai puttana scopati da sola non ho voglia di fare fatica- Lei comincia a cavalcare prima lentamente poi sotto gli schiaffi che la colpiscono le natiche aumenta il ritmo la sento bagnarsi lasciando scorrere più velocemente il mio cazzo dentro di lei, le pareti della sua fica si dilatano sento il suo culo sbattere sulle mie cosce scopandosi ora voracemente. La danza del suo corpo sopra di me si fa furiosa mentre le afferro i capezzoli fra le dita che se serrano con forza, questo non me lo aspettavo invece dì urlare per il dolore la sua velocità aumenta sentendo la sua voce urlare di piacere-Posso godere padrone- Chiede implorante.
- Non ancora porca stai già per godere- detto questo le serro con maggiore vigore i capezzoli obbligandola tirandoli con forza su e giù ad aumentare il ritmo della cavalcata. La sento gemere sempre più forte. Il trattenere l’orgasmo la fa impazzire il volto paonazzo gli occhi spalancati e la travolgente quantità di liquido che scivola fuori imbrattando il pavimento-Ora godi fammi vedere quanto sei puttana godi troia fissa i miei occhi mentre godi fammi capire quanto sei troia- Dopo pochi minuti il suo corpo viene colpito come da un fulmine. -Si mio padrone guardi la sua troia godere fissi la sua puttana mentre schizza piacere come una porca da bordello grazie padrone- Gode ma non le permetto di fermarsi tirando su e giù i capezzoli le faccio capire di non rallentare continuando a cavalcarmi schizzando ininterrottamente il suo piacere. La disarciono prendo la testa spingendola verso il mio cazzo, ma non c’è bisogno di spingere si tuffa ingoiando tutta lasta impregnata dai suoi umori. Sento la sua lingua pulire bene per poi ingoiarlo in tutta la sua lunghezza e larghezza. Sembra che la scopata non sia nemmeno finita perché la sua bocca mi pompa senza sosta mentre la sua mano mi sfiora i coglioni per poi stringere lentamente ma con maggiore forza. Le riempio la bocca con tanta energia che fatica a respirare e trattenere il liquido in bocca. La lascio scivolare sul pavimento che immediatamente pulisce completamente con la sua lingua per poi china la testa fra le mie gambe.
Lascio passare un paio d’ore durante questo tempo di piccoli ordini alla mia schiava sappiamo entrambi che non sarà una serata qualsiasi.
Domani torna a casa lasciando la mia casa e resta una cosa ancora in sospeso il suo culo ancora vergine.
-schiava presentati davanti al tuo padrone di corsa- . Non aspetto a lungo che trafelata la vedo ai miei piede . - Sono le 16 indossa queste mollette che ti fisserai ben strette ai capezzoli mentre questa la fissi al clitoride bello duro. Non devi toglierle per nessun motivo né godere- Con la mano allungo le tre mollette che prontamente si attacca alle parti indicate. Comincia a pulire tutta la casa poi il ma passa poco tempo quando la vedo ferma contro il muro che si contorce come un serpente, capisco che sta resistendo all’orgasmo che sale feroce -Dai schiava pulisci tutti i vetri dentro e fuori- La mia intenzione è quella di farla muovere più possibile per aumentare il suo piacere. La mia voce la richiama alla realtà e accorta che sta per godere senza permesso si sente male ma trova la forza per continuare.
Finito di mangiare la conduco in camera da letto. La sua bellezza travolge ogni volta il mio corpo, ma ora la sua sottomissione la rende ancora più irresistibile.
Le lecco vigorosamente la fica penetrandola con la lingua mantre un dito si appoggia al suo buchetto ancora vergine ben lubrificato con maestria le appoggio il dito spingendo piano lasciando che lentamente si allarghi un po’.
Lei capisce il mio intento e mi sorprende quando sento i muscoli rettali sciogliersi facilitando l’ingresso del primo dito. Continuo passo a due muovendo in lungo ed in tondo le dita dentro il suo orifizio che lentamente si dilata un po’ alla volta sempre di più.
A quel punto le sollevo le gambe appoggio la cappella al suo buco e con piccole ma incessanti spinte lascio entrare la cappella. Attendo sentendo le sue urla di dolore poi decido di mettere fine alla sua agonia. Afferro la bottiglietta di lubrificante che cospargo abbondante dentro di lei ungendo tutto il mio cazzo duro come acciaio.
Mi accosto al suo buco infilo ancora la cappella dentro poi senza attendere affondo con forza tutto il mio cazzo spalancando il buco. L’urlo le esce dalla bocca per il fortissimo dolore dal’inatteso affondo. Lacrime le percorrono il viso e un po’ di sangue e esce dal retto, ma non le lascio il tempo di respirare affondo estraggo sempre più velocemente. Le pareti cedono aprendosi al passaggio del cazzo che ora la incula senza sosta aumentano i colpi affondo fino ai ciglioni dentro di lei mentre 3 dita si fanno strada tra le sue gambe infilandosi nella sua fica spalancata e bagnatissima.
Non so quanto tempo ci metto per sentire le sue urla in gemiti di piacere crescere. Mentre la inculo scopandola con le dita vedo le mani afferrare prima i capezzoli stringendo le pinzette più volte passa dai capezzoli al clitoride ripetendo la stessa cosa-Si mio padrone rompi il culo della tua troia spacca tutto alla tua puttana la supplico-.
A quelle parole come i tori nella arena vedo rosso la inculo con brutale violenza infilando tutta la mia mano dentro la sua fica. Cazzo e mano la sfondano all’unisono fino a sentirla godere come una bestia per la doppia invasione ed accresciuta dall’intenso dolore delle mollette. Appena si accorge di essere venuta senza chiedere il permesso si dispera-La sua puttana merita di essere punita padrone ha goduto senza permesso-.
In quel momento non mi interessa punirla ma stravolgerla di piacere fino a farla diventare una ninfomane. Continuo a cavalcarla in entrambi i buchi lasciando che il piacere non smetta di essere continuo incessante gestibile solo da me.
Per molto tempo la penetro sento il suo ininterrotto orgasmo innaffiare abbondantemente le lenzuola poi il mio orgasmo esplode lasciando che la sborra mi copra il ventre.
Lei si lancia letteralmente fra le mie gambe succhiando ogni goccia da mio corpo per poi afferrare il mio membro in bocca continuando a leccare succhiare pulendo ogni millimetro di pelle.
- No troia da bordello per stasera puoi godere quanto vuoi anche senza permesso poi la punizione la sconterai durante la settimana che ci divide fino a venerdì prossimo. Ora succhiami il cazzo fallo diventare duro che ho voglia di romperti per bene il tuo culo.
-Si padrone- Comincia a lavorarmi il cazzo con innata bravura facendolo diventare duro in pochi minuti. La corico sulla schiena alzo le gambe sollevando il bacino poi senza attendere le penetro il culo violentemente sento emettere un grido di dolore, ma non me ne curo continuò furiosamente a sfondare con colpi tremendi il suo buco che non ancora ben dilatato oppone una esigua resistenza non potendo resistere al mio cazzo che spinge violentemente contro il culo fino a sentirlo entrare tutto. Inizio una cavalcata selvaggia fermandomi per ammirare il suo buco sempre più aperto prima di ricominciare. Non passano più di qualche minuto prima di sentire la sua voce cambiare urlare implorare- La prego padrone più forte spacchi il culo della sua puttana con la sua verga- .
Accontento la sua richiesta inculandola furiosamente e sento il suo liquido schizzare prima lentamente poi in un crescendo incredibile sembra una fontana che ad ogni affondo si apre. Le divarico bene le natiche osservo quel buco chiuso fino a poche ore prima aperto in modo incredibile. Lì mi sento inebriato da tale visione con la certezza che quella donna è mia per sempre pronta ad esaudire ogni mio desiderio. Mi ungo bene la mano penetrandola dito dopo dito poi con la mano chiusa davanti al suo culo comincio a spingere vedo che ad ogni colpo si dilata aprendosi lascia che ad ogni colpo entrare di centimetro in centimetro.
Poi una mossa inaspettata la mia troia da un poderoso colpo all’indietro poi un altro ancora facendo entrare tutta la mano nel suo orifizio comincia a cavalcare con irruenza la mano che entra ed esce dal suo culo, ma spinge ancora di più per essere trapanata più a fondo con più forza. Lei detta i tempi aumentano le sue spinte ruota il bacino per farsi inculare meglio fino a sentire le sue urla di gioia squarciare il silenzio. Mi afferra l’altra mano che dirige verso la sua fica spinge fino a sentire entrare nel suo corpo la seconda mano. Ora lascia a me la palla (per modo di dire).
Sopraffatto da questa situazione muovo entrambe le mani dentro di lei che comincia a godere ad ogni affondo e cresce all’aumentare la velocità con cui la penetro.
Ogni volta che penso a quel fine settimana mi sorprendo io stesso di come Angela vergine ignara del piacere e’ diventata la schiava che si fa rompere il culo e la fica godendo nel dolore, ma non ho modificato una parola dalla realtà che ho vissuto con lei.
L’alba mi sorprende ancora impegnato nel farla godere in ogni istante. - Ora schiava va a farti una bella doccia calda poi prepara la colazione che fra poco i servitori rientrano e tu devi andare a casa-.
La schiava gronda di piacere a fatica esegue il mio ordine. La trovo in cucina tutta ben vestita preparando la colazione che appena in tempo pone sul tavolo dato il rientro della servitù. Ovviamente in presenza di estranei lei mi mangia a tavola dandomi del lei.
Prima che esca -Troia non dimentichi qualcosa- lei mi guarda poi-Scusi padrone ha ragione deve impartire la punizione per la sua puttana-.
-La mia schiava deve imparare ad essere più rispettosa e ubbidiente. Da oggi fino al prossimo incontro ti infili alternando mattina e pomeriggio questo ovetto culo fica allungandole il telecomando azionandolo ogni due ore fino a godere. Al tuo ritorno a casa attendi che tutti siano a letto ti spogli infilando i due vibratori che ti do davanti e dietro a massima velocità fino alle 3 del mattino lasciando scorrere il piacere senza mai interrompere la azione dei due falli. Prima allungando tre mollette di ferro le sistemi sui capezzoli e sul clitoride. Chiaramente devi fare una video chiamata al tuo padrone che vuole vedere la sua puttana come si comporta.
-Certo padrone la sua schiava non la deluderà eseguendo ogni desiderio da lei espresso.-
Fa per uscire dalla camera da letto ma prima la afferro per i fianchi sollevo la tunica apro le natiche inculandola di sorpresa. La pompo con forza trovando la strada quasi del tutto aperta fino a sborrare dente di lei che nel frattempo schizza i suoi liquidi lungo le gambe.
- Ora vai schiava- . Lei mi guarda -Padrone deve punire la sua troia perché ho goduto senza il suo permesso- .
- No non ti punisco perché è un mio regalo per la tua partenza ma sono certo che la sborra che in culo finisca fra le tue labbra prima di arrivare a casa tua-
-Certo padrone e grazie per il suo dono- infila la porta e con passo veloce esce dalla mia casa.
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