Vita coniugale

Chapter 2 - Nuove complicità

altri elementi entrano in gioco

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pennabianca

1 year ago

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                             Nuove complicità

Il mattino mi sveglio prima di lei. Doccia, caffè e via, al lavoro. All’ora di pranzo, un sms di Silvia mi chiede se possiamo fare una pausa pranzo insieme, deve andare in banca e sarà dalle mie parti. Le rispondo che ho solo tempo per un tramezzino, lei accetta e, dopo dieci minuti, siamo assieme ad un tavolo del bar.

«Mi sento tutta rotta. Ho messo mezza confezione di crema sul culetto e ancora mi brucia un po', ma è stato così bello che lo rifarei anche qui, adesso.»

La guardo, rido e le chiedo che cosa ha in mente per risolvere il problema con Rita.

«Ci sto lavorando. Questa mattina l’ho chiamata; con la scusa del lavoro, le ho chiesto se potevamo parlare dei nostri dissapori. Mi ha risposto che ci avrebbe pensato. Direi che, come inizio, possa andar bene.»

La guardo stupito, non mi aspettavo un’azione così repentina, segno che la piccola desidera compiacermi quanto prima. Restiamo solo pochi altri minuti insieme, poi mi bacia e scappa. La sera a casa vedo Rita silenziosa e molto distratta. Appena cenato, la faccio sedere sul divano e le chiedo cosa la impensierisce così tanto.

«Oggi mi ha chiamato Silvia. Generalmente è Flavia, il suo capo, che mi chiama e la cosa mi ha stupito. Dopo aver parlato delle cose di lavoro, mi ha chiesto un incontro per cercare di porre rimedio ai nostri dissapori. Devo dire che fra quello che tu hai detto ieri sera ed oggi, direi che di tempo ne è passato ben poco: decisamente mi ha preso in contropiede, non sapevo cosa dirle. Da un lato ero curiosa di capire dove vuol arrivare e dall’altro mi ha fatto piacere sentirla: ora, però, non so cosa fare.”

«Perché non le offri una tregua. Invitala a cena da noi, una di queste sere, la mia presenza obbligherà entrambe a giocare pulito.»

Ci riflette un momento, mi butta le braccia al collo, mi bacia, e poi, senza esitare un attimo, prende il telefono e la chiama, fissando per il sabato il giorno del chiarimento. Quando si siede di nuovo vicino a me, è una donna diversa, si è tolta un bel pensiero e ora, dal suo sguardo, noto che ha voglia di parlare di altre cose, molto più eccitanti. Decidiamo di andare nel letto per esser più comodi. Distesa accanto a me, chiede di Silvia, le racconto tutto, ho il cazzo duro. Poi, tocca a lei parlare.

«Son arrivata a casa sua: era tutto perfettamente pronto, cena deliziosa, vino giusto, poi, dopo, ha messo una musica di sottofondo ed abbiamo cominciato a ballare; a quel punto è come impazzito, non ha saputo resistere ed ha cominciato a spogliarmi in fretta. Mi ha disteso sul divano, ma io ho preteso la camera. Mi ha preso in braccio e mi ha disteso sul letto. In un attimo era nudo, voleva scoparmi subito, ho dovuto faticare non poco per frenare la sua irruenza. L’ho costretto a leccarmi, anche se ero già più che bagnata, poi non ha resistito e mi ha infilato di colpo. Ben dotato, mi son sentita riempire tutta, fino in fondo. Mi pompava con forza.»

“Che bella porcella che sei! Senti come ti sfondo! Ti spacco tutta! No, cazzo, sborro…”

«Come era prevedibile è esploso, quasi subito. Per un momento ho creduto che la cosa finisse lì, invece ha continuato a scoparmi con il cazzo ancora duro. Mi ha fatto godere diverse volte, cambiando spesso posizione, fin quando son riuscita a metterlo sotto e lì mi son proprio divertita.»

«…Ora ti godo io! Dai …bel torello… Dai, fammi godere, altrimenti niente culo!»

«Dopo l’ennesimo orgasmo, mi ha rigirato e mi è entrato dietro, come un toro impazzito. Devo dire che mi ha limato il culo a dovere, facendomi godere diverse volte. Quando è stato sul punto di sborrare di nuovo, l’ha tolto da dietro e me lo ha piantato in gola.

“Succhiami… voglio sborrare nella tua bocca, cosa che avrei voluto fare oggi!”

«Un fiume in piena. Mi ha schizzato una quantità enorme di sborra in gola, ed ho faticato ad ingoiarla tutta. Quando si è calmato, abbiamo parlato un poco; conosce Silvia, gli piace, ma ora che abbiamo scopato, non so se sia stato uno sbaglio andarci a letto.»

La guardo perplesso, ci rifletto, mentre lei, parlando ha proseguito a segare lentamente il mio cazzo, che si è indurito notevolmente. La trascino su di me e lei, già bagnata, s’infila il palo dentro, ondeggiando come piace a lei.

«Niente da fare! Solo tu mi sai far godere da morire. Luca mi ha scopato bene, inculato meglio, ma con te è vero amore, non sesso. Dai, amore, fammi godere.»

Incomincia a muoversi a suo piacimento. Gode con più calma, con tempi più lunghi e intensi, l’orgasmo la sconvolge. Poi vengo assieme a lei e le riverso dentro anche il mio piacere. Sfinita, si accascia sul mio petto.

«Dimmi: quanto ti ha fatto godere tua figlia ieri sera? Sicuramente più di me. Lei è giovane, il suo culetto vergine poi deve esser stato sublime sfondarlo.»

Noto ancora una vena di gelosia nelle sue parole.

«Con lei è stato bello, non lo nego, ma io sono abituato al piacere che provo nel sentirti godere, come hai fatto ora su di me. Impazzisco quando il tuo corpo freme sul mio. Per quanto riguarda Luca credo che dovremmo sapere se fosse veramente interessato a Silvia, in quel caso, potremmo creare qualche occasione per coinvolgerlo fra noi.»

Si stacca da me e mi guarda stupita.

«Credi che lei accetti di dividere lui con me?»

«Certo! Tu non mi hai diviso con lei? E poi, se glielo chiedo io, accetterà di sicuro, a patto che sabato tu e lei facciate pace.»

Il giorno successivo sento Silvia, riusciamo a prendere un caffè insieme.

«Papà, sono tesa, non ho idea di come andrà a finire domani sera. Che consiglio mi dai nel vestirmi? Devo esser sexy o sobria, tutta grinta o sottomessa, ti prego aiutami.»

«Direi che un abbigliamento sobrio, ma elegante, può esser un buon inizio, poi cerca di esser te stessa. Ho una domanda da farti, ma non chiedermi spiegazioni, se mai, quelle, dovrai chiederle a Rita. Che rapporto hai con un ragazzo che lavora in banca di nome Luca?»

Mi guarda stupita, cerca di capire ma non ha elementi a sufficienza.

«Luca è più di un buon amico, ci frequentiamo da un po’ di tempo, credo che nutri interesse per me, ma non sa di te. In ogni caso, con lui ho un buon rapporto.»

«Domani sera ne parliamo.»

La lascio piena di dubbi. La sera dopo arriva puntuale alle otto. Quando le apro la porta, la vedo tesa. Indossa dei pantaloni e camicetta bianca trasparenti, che evidenziano l’intimo sempre bianco che indossa sotto. Rita l’osserva e, per un momento, restano in silenzio, l’una davanti all’altra.

«Ti trovo bene, accomodati, che ceniamo.»

Rita l’invita a sedersi, anche se sembra che non hanno molti argomenti su cui discutere. Credo sia mio compito aprire una qualsivoglia conversazione che possa coinvolgerle entrambe.

«Ti ringrazio per aver accettato. Io e Rita siamo convinti che fra persone della stessa famiglia i dissapori vadano diradati quanto più possibile. Semmai in maniera semplice e pacata, magari ammettendo anche qualche lieve colpa. Ovviamente fra voi le cose hanno preso una piega un po' difficile da appianare, ma, se ci proviamo e, soprattutto, se lo vogliamo, credo che possiamo trovare un’intesa che soddisfi noi tutti.»

Si osservano, mangiano restando quasi in silenzio; è ovvio che nessuna vuole offrire all’altra lo spunto per una discussione, quindi continuo io e decido di esser provocante.

«Tua madre mi ha chiesto se mi son divertito l’altra sera da te. Tu che dici? Sono stato all’altezza della situazione?»

La domanda, com’era ovvio, le lascia tutte e due a bocca aperta. Silvia, dopo aver ripreso fiato, risponde a Rita guardandola negli occhi. Per un momento mi aspetto un vulcano che esplode, invece la risposta stupisce un poco anche me.

«Certo, tu sei stato magnifico, ma forse sono io che, presa dall’emozione, non sono stata perfetta: in fondo era la prima volta. Sono sicura che con lei provi più divertimento. Ho sperato di poter fare un po’ di esperienza, ma non avevo capito che tu, prima di tutto, sei suo.»

Rita la guarda veramente stupita, riflette un momento, poi le risponde.

«Tuo padre non è un oggetto, quindi non è mio o tuo o di chiunque altra, ma, se mai, possiamo dire che ama dedicare le sue attenzioni a noi. Certo, io e lui scopiamo da molto tempo e, quindi, vi è una buona intesa: credo che si sia divertito abbastanza anche con te. Questa sera vorrei smettere di esser gelosa di te, ma tu mi devi capire, non è facile, ci vuole fiducia reciproca e dopo, quello che mi hai detto, fidarmi non sarà facile, ma voglio rischiare. Se hai un’idea migliore buttala fuori subito.»

Silvia resta un momento in silenzio, poi si alza da tavola, ci prende per mano ed insieme entriamo nella nostra camera da letto.

«Direi che i fatti possono esser più eloquenti di qualunque spiegazione.»

Detto questo s’inginocchia davanti a Rita e, sollevandole la gonna, le sfila le mutandine, poi la gonna e la fa sedere sul letto, le apre le cosce e tuffa la sua lingua nello spacco rosa della fica della madre. Presi alla sprovvista siamo rimasti per un momento passivi. Mi spoglio velocemente e comincio, non senza qualche difficoltà, a spogliare Silvia che si sta scatenando a succhiare Rita. che comincia a gemere di piacere. Rita, mentre gode, si denuda completamente. Ignorandomi, trascina la figlia sotto di sé e cominciano a leccarsi in un sessantanove tremendo. Gemiti ed orgasmi cominciano a riempire l’aria, ho il cazzo durissimo, ma non interrompo quel gioco che mi sta eccitando da morire. Osservo la scena da dietro il culo di Rita e incrocio lo sguardo soddisfatto di Silvia: è raggiante! Ha decisamente trovato il sistema migliore per pareggiare i conti con la madre, che ora gode fra le sue cosce. Dopo l’ennesimo orgasmo, si staccano e, giratesi, mi trascinano in mezzo a loro. Disteso supino, aspetto in silenzio l’evolvere della situazione.

«Adesso occupiamoci del nocciolo della questione.»

Esclama Rita guardando me e Silvia.

«Direi che più che un nocciolo, qui abbiamo un bel randello con cui divertirci. Dai, mamma, fammi vedere come impazzisce fra le tue labbra.»

Rita afferra il palo svettante e lo incomincia a leccare, lungo l'intera asta, lentamente, risucchiando il glande, quando arriva in cima. Silvia osserva mentre io gemo di piacere.

«…ehi... Un momento…mi volete uccidere questa sera?»

Rita gira lo sguardo verso Silvia e, con un gesto del capo l’invita a unirsi a lei nel gioco. Io impazzisco nel sentire due lingue scatenate succhiare e leccarmi anche l’anima. Giocano con il mio cazzo tranquillamente, senza problemi, né gelosie. Io godo. Sento il piacere che mi fa tremare e loro se la ridono di gusto.

«…siete due troie! Mi state facendo sborrare!»

Ma Rita stringe il cazzo con forza alla base e questo blocca immediatamente il mio orgasmo.

«No bello! Questa sera devi accontentarci entrambe, quindi non ti sognare di schizzare subito. Dai, piccola mettiti sopra e goditelo.»

Silvia s’impala su di me. Incomincia ad ondeggiare godendo, mentre Rita le accarezza i seni, la bacia in bocca e riceve due dita della figlia dentro la fica, che produce il classico rumore liquido di chi sta godendo. Trema scossa da scariche di piacere. Lentamente si distende assaporando l’orgasmo su di me, poi scende e lascia il posto alla madre, che però si distende inginocchiandosi e mi prega di possederla da dietro.

«Prendimi da dietro, mentre lecco mia figlia.»

Mi metto in posizione e la penetro da dietro. I colpi che le do la spingono sempre più in profondità fra le cosce della figlia, che gode e mi incita a sfondare la madre, sempre più. Godono e pure io sono al limite.

«Ora voglio sborrare anch’io, avanti: unite le guance ed aprite la bocca, che vi sborro in faccia.»

Si distendono immediatamente vicine, a bocca aperta. Mi sego ancora un po' e vengo. Schizzi di seme si spargono sui due visi. Mi succhiano e leccano per ripulirlo bene, poi si dedicano a raccogliere la sborra che si è riversata fuori dalle labbra. Meravigliosamente troie, madre e figlia mi fanno impazzire. Sento il cazzo ancora durissimo come se non avessi nemmeno cominciato. Lo notano anche loro e mi fanno distendere di nuovo. Le bocche riprendono il gioco di suzione e leccate, fin quando Silvia invita la madre a farselo piantare nel culo. Rita, però, vuole veder prima la figlia a prenderlo nel culo. Così mi posiziono dietro di lei e appoggio il cazzo sulla rondella, che Rita sta leccando e insalivando.

«Dai, amore, incula nostra figlia. Lo deve sentire tutto dentro, dai, con un colpo secco; le farà un po’ male, ma godrà di più.»

Silvia si gira, mi guarda, trattiene il fiato. Entro deciso con un colpo solo, sento subito l’ano cedere e m’infilo tutto dentro, mentre Rita si è distesa sotto la figlia e le sta leccando il clito. Lei urla di dolore/piacere. Dopo un po', le afferro i fianchi e le pompo il culo senza pietà. Gode e urla di sfondarla di più. La scopo nel culo fin quando, sfinita dal piacere, si accascia e chiede a Rita di fare il cambio. Stessa scena, con la differenza che lei ama molto esser presa nel culo, ma impazzisce per la figlia, che le ricambia il piacere, leccandole la fica. Sento l’ennesimo orgasmo arrivare e decido che devo sborrare pure io. Le invito a bere di nuovo la mia sborra, cosa che fanno avidamente. Sfinito mi distendo sul letto, mentre loro continuano a leccarsi e baciarsi, scambiandosi coccole come due amanti.

«Piccola mia, sono stata una stupida. Dovevo capire che la gelosia era la strada sbagliata: spero che vorrai perdonarmi.»

«No, sono io che ho sbagliato tutto. Tu non hai colpe, ma, se vorrai, da questa sera io vorrei che tu mi insegnassi tante cose, che ancora non conosco. Vi ho spiato tante volte, ma non avevo capito che voi due non siete solo coniugi, ma anche amici, amanti, complici. La fiducia e il dialogo sono la vostra forza. Ti prego, mamma, perdonami!»

Si baciano, continuando a rimanere abbracciate, poi di colpo si rendono conto di avermi tagliato fuori e, insieme, mi coccolano. Silvia, dopo un po' le chiede di Luca. Rita mi guarda, poi, con lo sguardo basso, le confessa di averci scopato, non sapendo quanto stretto fosse il suo legame con lui. Silvia l’abbraccia, poi si spiega.

«Abbiamo un bel rapporto, abbiamo scopato alcune volte, poi una mattina, in un bar, tu sei entrata e non ci hai visto. Lui ha notato il mio gesto di disappunto e mi ha chiesto delle spiegazioni. Quando ha saputo che eri mia madre, ha detto che eri molto bella e che ti avrebbe scopato volentieri. Gli ho risposto che, se voleva, poteva accomodarsi: io non avrei di certo ostacolato il suo progetto, anzi, pensavo che mi sarebbe tornato utile per avere papà. Che stupida, non avevo capito che voi due non avete segreti, quindi, è stato inutile. Ti sei almeno divertita con lui? Con me scopa sempre bene.»

Si scambiano osservazioni che soddisfano entrambe. Non avrei certo sperato in un epilogo migliore della serata e, a quel punto, sono io a far una domanda a Silvia.

«Ti interessa continuare la storia con Luca? Credi che potremmo coinvolgerlo nelle nostre serate?»

Lei ci riflette un po' su, poi ammette che con lui si trova bene. Spesso lui la presenta ai suoi amici, dicendo che lei è la sua fidanzata. Hanno un buon dialogo fra loro e, se convinto con un minimo di malizia, credo che lui non dovrebbe aver remore nell’accettare a giocar con noi. Due sere dopo, passa Silvia e ci ragguaglia sul progetto Luca.

«Ieri pomeriggio siamo andati al lago. Mentre passeggiavamo, io gli ho detto che, se la sua proposta era ancora valida, io avevo ben riflettuto ed ero pronta a far diventare il nostro rapporto una cosa veramente seria. Lui aveva un’aria moscia, da cane bastonato e, quando gli ho chiesto il motivo, mi ha detto che aveva fatto una vera cazzata ad andare a letto con Rita.»

"Se, un domani, vengo a casa tua e mi presenti tuo padre, io cosa gli dico? Piacere sono Luca, quello che si è scopato sua moglie?"

«In quel momento ho riso dentro di me, pensando che tu, papà, gli avresti risposto che ne eri a conoscenza e che ti saresti complimentato per il bel lavoro fatto a tua moglie, ma questo non l’ho detto. Ho incentrato il discorso solo su noi due.

“Tu potresti scoparti Rita tutte le volte che vuoi, tanto mio padre divorzia, quindi non m'importa, ma io lo voglio sapere. Ogni volta che ti scopi un’altra, io voglio saperlo e lo stesso farò io se dovesse capitare a me. Se sentiamo il bisogno di andare con altri partner, significa che, forse, manca qualcosa nella coppia, quindi, condividere le nostre esperienze potrà solo migliorarci, mentre, al contrario, i tradimenti porterebbero solo alla rovina.”

Mi ha abbracciato ed ha detto che, finalmente, aveva trovato quella che doveva esser la donna della sua vita.»

L’indomani Rita tempesta Luca di sms focosi e provocanti, Silvia lo informa che mercoledì sera sarà a una cena con delle amiche di corso, mentre Rita lo invita a casa nostra, dicendo che io son via per la partita della mia squadra e non sarò di ritorno fino al giorno successivo. Preso così fra due fuochi, Luca informa Silvia che passerà la serata con Rita. Lei non si oppone, anzi lo esorta a sfondar bene quella zoccola della madre. La sera dopo, si presenta puntuale: noi ci siamo nascosti nella camera da letto. Rita lo accoglie indossando una gonna corta a portafoglio nera, una camicia bianca, chiusa da un solo bottone, niente intimo. Appena entrato lo fa sedere sul divano e subito si siede sulle sue ginocchia, facendo aderire la fica al vistoso bozzo del ragazzo. Lo abbraccia, schiaccia il viso di lui fra i seni completamente liberi, e lui, così preso, non si rende conto del nostro arrivo.

«Buona sera, tu devi esser Luca.»

Rita si solleva e lui diventa tutto rosso. Silvia gli si avvicina, lo abbraccia e bacia.

«Amore, tranquillo; è tutto a posto: la nostra è solo una piccola sorpresa. Ti ho teso questa specie di tranello, per farti conoscere loro, i miei genitori, una coppia che condivide tutto, non hanno segreti ed io voglio vivere come fanno loro. A questo punto decidi, se ti va questo modo di vivere, puoi restar con me, altrimenti vattene.»

Luca sta lentamente riprendendo fiato, la guarda. La tiene stretta a sé.

«Come ho già avuto modo di dirti, desidero vivere la mia vita con te; se tu ritieni che loro possano esser di buon esempio, io di certo non me ne vado. Ti amo troppo per perderti.»

Ci mettiamo a cena, conversando amabilmente. Mi complimento per aver fatto godere Rita e lui rivela di esser rimasto piacevolmente colpito dalla carica erotica di lei. Quando siamo arrivati al dolce, io mi alzo ed accendo il mio vecchio impianto stero Akai, aziono il giradischi e metto su un vecchio disco in vinile, di musica lenta e melodiosa. Le due donne incominciano a ballare, strusciandosi voluttuosamente; si baciano, si toccano eccitandosi ed eccitando anche noi che, immobili, le osserviamo. Si spogliano a vicenda, subito imitate da noi che ci sediamo sul divano, dove esse ci raggiungono. Rita si inginocchia davanti a Luca e prende a succhiargli il cazzo teso e duro, mentre Silvia riserva a me lo stesso trattamento. Poi, quasi nello stesso tempo, si alzano e s’impalano su di noi. Immediatamente la stanza si riempie di gemiti di piacere ed un marcato odore di sesso si diffonde nell’aria. Godono molto, poi Rita si gira e bacia la figlia, la quale risponde al focoso bacio, toccando il seno della madre, infilandole un dito in bocca. Immediatamente mi viene un’idea, avvicino la bocca all’orecchio di Silvia e lei subito scende, sfilandosi da me; io mi inginocchio dietro Rita e l’inculo di colpo. Presa alla sprovvista, aveva gli occhi chiusi, si gira e, gemendo di piacere, ci esorta a sfondarla tutta. Guardo Silvia e le faccio cenno di mettersi davanti a lei, per farsi leccare la fica. Luca scivola di lato sul divano e facilita questa operazione, con il vantaggio di trovarsi sul viso il meraviglioso culo di mia figlia. Godiamo molto, tutti. Luca, più comodo di me, raggiunge prima l’orgasmo, urlando. Resto immobile piantato dentro di lei, mentre lui gode. Afferro Rita al petto e la trascino su di me, che ora mi distendo sul divano. Rita si ritrova su di me a cosce aperte; invito Silvia a leccar la fica grondante della madre. Inginocchiata, carponi, le succhia la sborra che sta colando, io guardo Luca e lo invito a farsi succhiare il cazzo da mia moglie, cosa che lei fa e lo riporta subito a una notevole durezza. Poi lo invito a inculare Silvia, mentre Rita scende da me e mi invita a far godere anche la figlia con due cazzi.

«Amore, scopa nostra figlia, dai, che lui la sta già inculando; sfondale la fica e fatela godere. Silvia, amore di mamma, devi godere: sentirai come ti sfonderanno questi due porci.»

Infilo, non senza difficoltà, la fica di Silvia, che impazzisce di piacere, amplificato anche dal fatto che Rita le tortura il clito con una mano e con l’altra le accarezza il seno. Si baciano in maniera decisamente passionale. La pompo come un ossesso. Lei è sconvolta dal piacere, gode e trema senza sosta, ma io sono al culmine, sto per venire. Rita lo intuisce e mi incita a schizzare dentro mia figlia.

«Amore mio, riempi tua figlia, dai schizzale dentro, che poi mi distendo a terra e la faccio venire sopra, così le potrò aspirare la tua sborra mentre cola.»

Vengo dentro di lei, svuotandomi completamente. Resto un momento immobile, poi, con l’aiuto di Luca, riusciamo a farla distendere su Rita, che le succhia la fica piena della mia sborra. Luca le pompa il culo come un pazzo. Lei gode e lo incita a farle il culo. Le lima il culo per un po', poi anche lui esplode dentro di lei. Sfinito si distende a terra con la testa appoggiata al divano. Le donne, invece, continuano ancora a leccarsi i buchi. Mi alzo, vado al tavolo e riempio quattro calici di prosecco, ancora fresco e li offro a tutti, per un brindisi a questa nuova coppia che spero voglia ancora condividere altri indimenticabili momenti con noi. Più tardi Silvia e Luca si rivestono. Ci salutano contenti e se ne vanno facendo interessanti progetti per l’immediato futuro. Rita mi trascina in camera, mi fa distendere sul letto e, con incredibile maestria orale, riesce a far tornare il mio cazzo abbastanza duro: ci sale sopra, impalandosi. Si muove a suo piacimento fino a godere come ama fare lei. Poi si distende su di me.

«Ho già goduto tanto, ma provar piacere così, è per me unico: ecco, la serata sarebbe perfetta se ora tu riuscissi a venir dentro di me.»

La metto di lato, la scopo con incredibile vigore, velocissimo, nemmeno mi rendo conto di quanto gode, voglio solo sborrare e ci riesco senza sapere come: le schizzo dentro e poi ci lasciamo prendere dal sonno.

 

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