Vita coniugale

Chapter 3 - Nuove scoperte e scottanti verità

sempre più intrigante la storia che si arricchisce di nuove scoperte

P
pennabianca

1 year ago

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Nuove scoperte e scottanti verità

Luca e Silvia non perdono tempo. Nei giorni successivi, lei si trasferisce a casa di lui, per il semplice motivo che la posizione di quell’abitazione era perfettamente a metà strada dai loro lavori e molto vicina a noi. Il sabato ci invitano a cena da loro. La serata scorre fra molte chiacchiere, tutte incentrate sui preparativi per l’imminente matrimonio, che vogliono celebrare appena possibile e le modifiche che intendono apportare all’appartamento. Osservo il loro entusiasmo e penso che nemmeno una settimana prima non si parlavano. Improvvisamente squilla il cellulare di Rita, lei legge il numero: è Matteo, nostro figlio, ci fa cenno di restare in assoluto silenzio. Mette il dispositivo in viva voce e risponde.

«Amore di mamma, come stai? Mi fa piacere sentirti, tanto più che sono sola.»

«Ciao mamma, sono contento di sentirti e sapere che sei sola. Io sono disteso sul letto e... mi manchi tanto.»

«Amore, dai, che fra due settimane torni.»

«Mamma, non ne posso più. Mi sto annoiando a morte.»

«Amore, mi vuoi far credere che un bel ragazzo come te, non trova compagnia femminile? Non avevi una giovane che da quanto mi avevi detto era una furia a letto?»

«No, sono solo lei è andata via la scorsa settimana per corso finito, ma io sono qui sul letto con il mio grosso problema fra le mani e tu... mi manchi.»

«Amore mio, lo so che hai un bel cazzone fra le mani; lo hai ereditato dal nonno. Mio padre era molto dotato, proprio come te. Credevo che, fra tante ragazze al corso, avessi trovato delle estimatrici di un tale prodigio.»

«Ma che dici, solo due lo hanno apprezzato ed una si è limitata solo a succhiarlo; lei mi ha detto che lo prendeva solo in culo e il mio era troppo esagerato.»

«Amore mio, chiudi gli occhi e immagina che ora io sono lì con te, nuda, distesa al tuo fianco, e che la mia bocca si sta posando sulla tua meravigliosa cappella: senti la mia lingua scorrere lungo l’asta ed ora te lo prendo in bocca? Adesso che l’ho succhiato a lungo, salirò su di te e mi infilo dentro quel tuo meraviglioso palo. Amore, mi senti su di te?»

«Mi sono ricoperto il petto di schizzi di crema, mamma, grazie, sei unica: ti amo.»

Si scambiano alcune coccole, poi la buona notte. Silvia guarda la madre con occhi di pura ammirazione, Luca resta in silenzio, ma anche lui aspetta una spiegazione.

«Sapevo che Matteo era ben dotato, ma non mi è ben chiara la storia dell’eredità del nonno.»

Rita mi guarda, io le do un bacio, poi spiego tutto.

«Devi sapere che quando ho conosciuto tua madre, lei aveva diciassette anni e, dalla morte della nonna, avvenuta l’anno prima, era diventata l’amante di tuo nonno, Matteo. Quando l’ho sposata, però ho fatto una scoperta interessante: lei era vergine. Tuo nonno si era limitato solo a godere delle labbra e del culo di tua madre. Ho sempre saputo che loro si divertivano insieme, ma non credevo che lui si limitasse solo a questo. La sera del cinquantacinquesimo compleanno di tuo nonno, lo abbiamo invitato a cena e poi anche nel nostro letto. Lui non sapeva che io ero al corrente di tutto. Dopo un attimo di esitazione, abbiamo passato una notte stupenda. Entrambi l’abbiamo posseduta in ogni buco, riempiendola di sborra. Mi è sempre stato grato per avergli permesso di assaporare anche la fica di tua madre. Quella notte, ma già dal mese prima, noi stavamo cercando di metter in cantiere un figlio e, quando il mese dopo. mi ha detto di esser incinta, io non mi son creato nessun problema: mio o suo non avrebbe fatto alcuna differenza. Purtroppo tuo nonno non ha mai avuto il piacere di vedere tuo fratello, o suo figlio: è deceduto di infarto otto mesi dopo, quella notte. Ecco perché, quando è nato tuo fratello, lei ha voluto imporgli il nome del nonno e sono particolarmente legati. Conoscendo il motivo del loro innato trasporto, io non ho mai cercato di farne un problema con tua madre.»

Luca mi osserva ammirato, Silvia abbraccia la madre e poi me.

«Siete fantastici: e tu, papà, sei unico. Non immaginavo che vi fosse tutto questo dietro l’esser tanto uniti. Ho invidiato spesso Matteo, per il bellissimo legame che ha con te, mamma. Luca, amore, credi che noi potremo mai raggiungere un tale livello d’intesa e complicità?»

«Amore, non lo so, ma stai certa che faremo di tutto per riuscirci e, con due maestri come loro, credo che impareremo molto.»

Ci abbracciamo e incominciamo a baciarci. Silvia però si limita a succhiarmi il cazzo: ha il ciclo e ritiene sconveniente andar oltre.

«Mamma, ti prego, pensaci tu; io ho un fiume di sangue che mi viene giù.»

«Piccola mia, non deve esser un obbligo scopare, ogni volta che stiamo insieme; se poi tu non puoi divertiti come me, nemmeno io me la sento di andar oltre. Se poi vogliamo svuotare un po' questi piselloni, che già scalpitano, potremmo divertirci insieme con la bocca: sarebbe divertente e per loro dovrebbe bastare così.»

Basta loro un cenno d’intesa e noi due ci ritroviamo seduti sul divano, con esse che ci succhiano a loro piacimento. Si divertono a scambiarsi il cazzo di bocca, fin quando, dopo un interminabile lasso di tempo che ci torturano e dietro nostre specifiche suppliche, decidono che ci faranno venire insieme nella bocca di una, per poi scambiarsi il tutto con un bacio appassionato. Spetta a Luca, schizzare per primo in bocca a Silvia, poi è il mio turno e le riempio ancor di più la bocca. All'istante lei fa distendere la madre sotto e le fa colare in bocca il nostro nettare. Poi si uniscono in un bacio assolutamente unico e libidinoso. A letto, dopo che siam tornati a casa, lei mi chiede se mi son eccitato, ma non attende una risposta; impugna il mio cazzo durissimo e ci si pianta sopra, godendo molto. Il giovedì sera torna Matteo. Alle venti siamo in aeroporto ad attendere il volo. Rita è molto eccitata, indossa una comoda gonna larga, sotto non ha alcun intimo e la camicia che indossa, a mala pena riesce a contenere il suo magnifico seno, ovviamente anch'esso nudo. Appena esce, lei gli corre incontro, lo abbraccia e gli stampa un bacio in bocca, da lasciarlo senza fiato. Matteo saluta anche me con un abbraccio: lo vedo teso, non ha capito che la mia presenza andrà a suo vantaggio. Rita ha molto insistito che vi fossi pure io, vuole subito far capite al figlio che, con me non ci saranno problemi e che lei potrà farlo godere a suo piacimento. Al parcheggio, lei sale dietro con lui, io guido. La sera è già scesa, lei abbraccia Matteo e lui mi guarda attraverso lo specchietto. Io gli faccio un cenno d’assenso, lei si scatena. Gli apre i pantaloni e se lo prende in bocca, lui mi guarda e poi geme. Giro lo specchio e vedo lei che riesce appena a infilarselo in bocca: è decisamente ben messo il ragazzo. Poi si stacca e gli sale sopra, infilandoselo tutto dentro. La gonna copre la visuale, ma dai suoi gemiti si sente che sta faticando ad accoglierlo dentro di sé. Rimane immobile, poi comincia ad ondeggiare, emettendo un vero delirio di piacere. Lui inarca il corpo e le assesta dei colpi dal basso, fin quando esplode in lei. Sfinita Rita si adagia su di lui, poi, lentamente, scende e lo riprende in bocca, lo sega e lo pulisce, anche se lui non sembra esserne appagato: è ancora visibilmente duro. Rosso in viso, mi guarda nello specchio, è esausto ma, felice. Poco dopo mi fermo all’autogrill, lei va in bagno e noi due andiamo al bar.

«Grazie, papà, non mi aspettavo tanto; mamma mi ha detto che c’erano delle novità, ma non credevo così eclatanti.»

«Matteo, dovrai abituarti a vivere una condizione diversa: mamma ha fatto la pace con Silvia e lei ha deciso di sposarsi con Luca, un bravo ragazzo che, sia io che tua madre, apprezziamo molto. Per quello che è successo ora, non ti devi crearti dubbi o porre domande; abbiamo allargato la nostra famiglia anche a te, tua sorella ed al suo futuro marito. Regna l’armonia e vorrei che tu prendessi atto che questo porta solo tanti benefici.»

La voce di Rita ci costringe a girarci; si porta in mezzo a noi, suscitando lo sguardo malizioso di altri uomini, che la vedono vestita abbastanza sommariamente. Nei giorni a seguire anche Matteo si adegua ai ritmi di vita della casa. Silvia non ha avuto modo di parlare molto con lui: impegnata com'è nel lavoro, ha potuto solo scambiare un breve saluto con lui, ma si è fatta promettere che passeranno una sera insieme. Il venerdì, andiamo a teatro. Il direttore del teatro è un cliente di Rita e le ha regalato due biglietti per un palco, in seconda fila, per la prima di un nuovo spettacolo molto divertente. Quando siamo nel nostro palco, scopriamo che la platea e la prima fila di palchi sono occupati, mentre al secondo ci siamo solo noi ed una coppia che occupa il palco, esattamente prospiciente al nostro, ma dall’altro lato del teatro. Rita indossa un lungo abito nero, con un abbondante spacco laterale, ed ha le braccia nude, mentre, sul davanti, un leggero scollo fa risaltare il seno. Spente le luci e incominciato lo spettacolo, io comincio a stimolare lei, infilandole due dita fra le cosce e lei, senza perder tempo, estrae il mio membro e lo sega lentamente. Anche la coppia dall’altro lato sta facendo la stessa cosa e lo faccio notare a lei, che si eccita ancor più. Noto che la dama spesso si abbassa e scompare alla nostra vista. Rita continua a segarmi, poi, insieme, notiamo il fatto che loro si sono allontanati dal bordo e di nuovo seduti, la dama si posiziona su di lui, voltandogli le spalle. Si muove lentamente, con costante ed esasperante dolcezza, poi, improvvisamente si solleva e si abbassa velocemente. Vediamo che s’infila il sesso di lui in bocca per qualche momento, segno inequivocabile che lui ha sborrato e che lei lo ha ingoiato. Solo noi, dalla nostra posizione, abbiamo potuto godere dello spettacolo e ci siamo anche resi conto che loro ci hanno guardati sempre. Finito il gioco, riprendono i loro naturali posti; ma, a quel punto, Rita si abbassa improvvisamente e, con poche, ma devastanti succhiate, fa schizzare anche me. Finito tutto ci osserviamo a distanza, loro ci fanno un lieve inchino, segno di gradimento e noi ricambiamo. Soddisfatti sia dello spettacolo che del nostro divertimento, altamente erotico, ci avviamo verso l’uscita e casualmente incontriamo la coppia dell’altro palco.

Volutamente, noi maschi ci facciamo precedere dalle dame che avanzano davanti a noi; nessuno dice nulla, ma ciascuno osserva il culo dell’altra. Alta come Rita, l'altra indossa una gonna corta, gambe lunghe e affusolate, bionda, capelli lunghi che le arrivano alle spalle: nell’insieme, è una bella donna. Lui invece è un po' più alto di me, fisico asciutto, leggermente brizzolato. All’uscita facciamo passar le donne, poi ognuno va per la sua strada. A casa mia moglie, mi scopa con rinnovata libidine, al pensiero della tensione erotica provocataci da quanto avevamo visto, ma a nessuno di noi due è venuto in mente di cercar di avere un contatto con loro: abbiamo vissuto il classico attimo fuggente e via.

Nei giorni seguenti il lavoro assorbe molto del nostro tempo. Ho una nuova tirocinante. Augusto, l’Amministratore della clinica, me l’ha presentata, dicendomi che Eva, questo è il suo nome, è una persona molto brava e a cui tiene molto. Considerando che per lui, una che gli fa un bocchino è brava, per esser molto brava deve esserci finita a letto. Invece scopro che la ragazza è la sua unica nipote, figlia di sua sorella. Da quel momento la ragazza diventa la mia ombra. Molto bella, sfoggia il suo fascino con me, che la ignoro, mentre tutti le sbavano dietro; non si mostra molto attenta e concentrata sul lavoro e la cosa non mi fa piacere. Inoltre noto che spesso, quando non la guardo, è lei che mi osserva in silenzio. Il martedì sera viene a trovarci Silvia, che ha invitato, la sera prima, Matteo a cena, nella sua nuova casa, dove hanno finito per andarci a letto insieme a Luca, con reciproco piacere di ciascuno. Per compilare la lista degli invitati è tutto un togliere e mettere, poi, alla fine, dopo aver limato in maniera soddisfacente, Rita le chiede della serata con il fratello, dal momento che lui non ha fatto parola di quanto avvenuto fra loro.

«Devo dire che ho un fratello veramente fantastico, intelligente e, soprattutto, disponibile. Subito in piena sintonia con Luca, si son addirittura alleati, quando, dopo cena, seduti sul divano non hanno esitato a spogliarmi e, fattami eccitare, mi hanno portato di peso sul letto, dove mi hanno devastato ogni buco. Mamma, tuo figlio, è un grande porco e, assieme a Luca, diventano due veri sadici. Ti rendi conto che mi hanno preso in doppia e, quando, con Luca nel culo, Matteo ha desiderato entrarmi davanti, mi hanno letteralmente sventrato. Mi hanno farcito ogni buco di sborra, facendomi godere in maniera sconvolgente; comunque lo rifarei anche adesso.»

Dopo questo, le chiedo cosa ne pensano i genitori di Luca. Lei, solo allora, si rende conto che ancora non li conosciamo. Sono persone fantastiche che stravedono per il loro unico figlio.

Anche lei li ha conosciuti da poco e l’hanno trovata molto adatta al ruolo di moglie. Si son mostrati entusiasti del prossimo matrimonio ed hanno dato al figlio carta bianca. Lei mi chiede se, appena possibile, li può invitare qui per farceli conoscere e, insieme, definire gli ultimi dettagli. Il resto della settimana ci vede impegnati con il lavoro: Silvia ci chiede se per noi va bene invitare i genitori di Luca per sabato venturo. Accettiamo con entusiasmo. Quel sabato, in tarda mattinata, ricevo una chiamata dalla clinica: è Eva, ha ricoverato sua nonna Flavia, di sessant'anni, che è scivolata nel bagno e si sospetta una frattura del bacino. Ho provveduto a riunire il mio team, persone che operano con me e di cui io ho la massima fiducia, mi reco in clinica e trovo tutto pronto per operare. La cosa si rivela più difficile del previsto; la signora, una donna molto forte e dal fisico ben curato, ha riportato la frattura di un pezzo d'osso del bacino e, rimetterlo a posto, richiede tutta la mia esperienza, ma, alla fine, l'esito finale è perfetto. Alle sei della sera, mentre la signora è in camera, attorniata dai parenti, fra cui il figlio Augusto, eseguo un rapido giro degli altri pazienti ricoverati e da me operati nei giorni passati. Mi ritrovo insolitamente Eva al mio fianco, la quale vede, osserva e mi asseconda nel dialogo con la gente, poi, quando siamo alla fine del giro, mi prende in disparte e mi fissa dritto negli occhi.

«Grazie per esser intervenuto: non avrei affidato la vita di mia nonna nelle mani di nessun altro. Adoro quella donna perché mi ha cresciuto lei e fra noi c’è un’intesa unica.»

Mi guarda, è a pochi centimetri dal mio viso, le sue labbra sono vicinissime invitanti. Per un attimo vorrei baciarla, ma poi non lo faccio.

«Tua nonna è una donna molto forte fisicamente e dal carattere deciso, vedrai che si rimetterà presto.»

Detto questo mi giro e non la bacio. Noto che ha un gesto di disappunto, sicuramente è delusa, si morde il labbro, credo che ci avesse sperato; effettivamente voglio averla, ma deve esser lei a far il primo passo, non io.

Mi reco in camera della signora dove trovo tutti, li prego di uscire un momento per parlare un po’ con lei. Le spiego tutto quello che le ho fatto, della convalescenza e lei mi ascolta molto attentamente. Fisicamente ha un bel corpo, snello, lineamenti molto curati, seno un po' cadente; da giovane quel seno doveva esser almeno una quarta. Mi prende le mani e mi guarda sorridendo.

«Giovanotto, Eva dice che lei ha le mani d’oro; sono certa che abbia fatto un buon lavoro, per cui seguirò tutto quello che lei mi consiglia. Ma mi dica una cosa: per operarmi mi ha denudato tutta, sotto?»

Annuisco, perché inevitabile e mi ricordo di aver notato un piccolo cespuglio di rari peli sul monte di venere.

«Allora lei è quello che mi ha visto nuda sotto, negli ultimi vent’anni: spero che sarà riservato; come mi trova? Sono ridotta proprio male?»

Mi chiede sorridendo.

«Se lei non fosse una mia paziente, le farei una corte spietata per entrare nel suo letto; non è affatto cadente, anzi mi son un po' eccitato.»

Le rispondo avvicinandomi al suo viso.

«Appena mi sarò ristabilita, ne riparleremo.»

Risponde ridendo, divertita.

Eva entra e si porta dietro tutti gli altri. Me ne vado, ma, nel corridoio, incontro Augusto. Mi chiede della madre. Lo rassicuro, mi ringrazia e mi chiede come procede il tirocinio della nipote. Gli rispondo che non è il massimo: poco attenta e scrupolosa. Lui mi guarda cercando di capire se vi sia anche dell’altro, ma io me ne vado, senza dir nulla. Torno a casa che son passate le sette. Rita sta uscendo dalla doccia, io sono nudo e l’abbraccio baciandola sul collo; mi chiede del lavoro, le rispondo che non ci son problemi. La stringo a me, le suggerisco una cosetta rapida fra noi, lei si scioglie e mi dice che non ne abbiamo il tempo. Alle venti, puntualissimi, arrivano i nostri ospiti. Silvia va loro incontro e, quando ci troviamo davanti i genitori di Luca, Rita ed io ci diamo una rapida occhiata, che non sfugge a nostra figlia. Davanti a noi c’è la coppia del teatro. Carlo e Luisa ci tendono la mano senza batter ciglio, cosa che facciamo anche noi. Per tutta la sera è un continuo parlare del matrimonio e di tutto ciò che comporta un tale progetto. Matteo, Silvia e Luca ci lasciano, hanno ricevuto un sms da parte di alcuni amici, che li vogliono con loro per festeggiare l’imminente matrimonio. Io e Carlo ci ritroviamo soli, mentre Luisa e Rita preparano il caffè. Lui si complimenta per la splendida vista che si gode dal terrazzo di casa ed io gli confermo che, quando si ha la possibilità di godere di una bella vista, bisogna sempre approfittarne. Lui ride, ha capito il doppio senso. Sono il primo a far domande.

«Lo fate spesso quel gioco?»

«No, era la prima volta. Abbiamo tante fantasie, ma quella è stata, in assoluto, la prima volta che ne realizzavamo una, anzi, ci è venuta spontanea al momento. E voi?»

Gli rispondo che noi, quando capita l’occasione, amiamo divertirci senza troppi scrupoli. Si compiace con noi per la disinvoltura dimostrata, Luisa era tesa come una corda di violino. Gli faccio scherzosamente notare che lui l’ha suonato proprio bene quel violino.

Ridiamo di gusto e così ci trovano le donne al ritorno, al punto da chiedercene il motivo. Spiego loro che stavamo ricordando lo spettacolo al teatro. Rita guarda Luisa, le prende le mani e la porta dentro.

«Mia cara, se vuoi metter in pratica quello che mi hai detto prima, perché aspettare e sprecare una bella serata? Son sicura che loro non si tireranno indietro.»

Senza aggiungere altro, l’abbraccia e bacia in bocca. Carlo mi guarda e spiega che, fra le più ricorrenti fantasie della moglie, vi è quella di giocare con una donna. E, infatti, si baciano, toccano e accarezzano, scordandosi della nostra presenza. Lentamente si avviano verso la nostra camera da letto e, spogliatesi reciprocamente, si distendono, avvinghiandosi in un sessantanove infuocato. Luisa geme, mentre Rita le tortura il clito. Le succhia e lecca la fica, le infila due dita nel culo. Osservo estasiato il gioco di mia moglie, la sta facendo impazzire, i gemiti di Luisa sono sempre più intensi. Carlo mi guarda, si sta già segando; lo invito a spogliarsi e lui esegue all'istante. Ha un bel fisico, muscoloso, completamente depilato. Luisa gode e cerca di rendere il piacere a Rita, ma è lei a travolgerla. Dopo l’ennesimo orgasmo, lei si scioglie dal suo abbraccio e guarda in direzione di Carlo. Eccitato lui le si avvicina, io osservo Rita che non si allontana da lei, continuando ad accarezzarla lentamente. Luisa guarda suo marito e lo invita a partecipare.

«Adesso tocca a te, ora devi realizzare anche tu il tuo desiderio segreto.»

Lui rimane un attimo perplesso, poi si gira, mi guarda e, con un filo di voce, mi fa un’esplicita richiesta:

«Sarebbe un problema per te, se ti succhiassi il cazzo?»

Lo guardo, non mi aspettavo una simile richiesta, ma scuoto il capo e glielo offro bello pronto. Si inginocchia, avvicina la bocca al mio glande, lo osserva un momento, esita, lei appoggia la mano destra dietro la sua nuca e lo spinge a prenderlo in bocca. Incomincia a succhiarmi e leccare divinamente. Sento il piacere invadere il mio corpo: è la prima volta che un maschio mi fa un bocchino e lo trovo particolarmente eccitante. Rita riprende a leccare Luisa fra le gambe, la stanza si riempie dei nostri gemiti. Dopo essersi alquanto divertito, lui smette, si avvicina alla moglie, la mette carponi e le infila il suo cazzo durissimo, direttamente nel culo.

«Porco! Ti…sei…eccitato ed ora mi vuoi spaccare il culo? Mi fa impazzire… sbattimi… che poi ti faccio sfondare il tuo…»

Luisa continua a leccare Rita, che ora tiene in bocca il mio cazzo. Carlo però la solleva e la trascina su di sé, aprendole le gambe.

«Dai, scopala davanti, facciamola morire, è tanto che vorrebbe due cazzi.»

Senza aspettare un attimo, mi infilo dentro la sua strettissima fica, dilatandola. La pompo e lei ne gode. Rita ci osserva masturbandosi. Carlo la sbatte da sotto con colpi devastanti, Luisa si lascia fare urlando, poi lui viene e, sfilatosi, le schizza sul viso. Rita si precipita a raccogliere la sborra che lei non riesce a prendere in bocca. La bacia, la stringe a sé e la distende sotto, facendosi leccare ancora, mentre io la inculo con un colpo secco. Sento la bocca di Luisa succhiarmi anche le palle, mentre Carlo lo fa succhiare a Rita, che lo ripulisce per bene facendolo restar duro. Lo guardo e lui intuisce tutto. Sollevo Rita e gli offro l’opportunità di penetrarla davanti, cosa che lui fa senza indugi.

È bellissimo! Luisa, dammi la tua fica da leccare!»

Lei, con un movimento alquanto acrobatico, appoggia la propria fica sulla bocca di Rita. Io, intanto la pompo, sento l’orgasmo vicino e faccio in maniera che Rita mi possa ricevere in bocca. Mi sposto e scarico tre schizzi di crema su bocca e viso. Luisa si avvicina e, insieme al marito, mi leccano tutto il cazzo, fino ad una completa pulizia. Poi I due si baciano ed abbracciano con enfasi.

«Amore, abbiamo proprio trovato una coppia fantastica; credo che con loro, se vorranno, potremmo vivere intense emozioni.»

Ci abbracciano, ringraziandoci della nostra disponibilità. Lei si inginocchia e riprende a succhiarmi, mentre lui si dedica a Rita, che lo ospita fra le gambe ampiamente divaricate. Mentre Rita raggiunge un nuovo orgasmo, Luisa ha rimesso ben in tiro il mio cazzo, mi fa distendere e ci si impala sopra, ondeggiando avanti e indietro. Ben presto anche lei ha un nuovo orgasmo. Carlo sta scopando mia moglie e lei sta godendo alla grande. Gli vedo aumentare il ritmo e Rita lo esorta a sborrarle in bocca. Lui non si fa pregare. Le schizza in viso tutto quanto aveva ancora dentro. Rita aspetta che lui abbia finito, poi lo attira a sé e gli fa leccare la sborra che non le era riuscito di accogliere in bocca. La scena non sfugge ai nostri sguardi, Luisa lo incita a leccare tutto, poi gli farà bere anche la mia.

«Lecca tutto che poi ti faccio bere anche questa sua, la leccheremo insieme. Se sarai bravo, forse un giorno, questo maschio ti romperà anche il culo.»

Lui esegue con molta cura. Mi guarda in attesa, ma io mi sto godendo la scopata con Luisa, che dimostra d'esser una vera cultrice del sesso. Si muove con calma, assapora il piacere che riceve, e poi esplode, in maniera irruenta, in un orgasmo squassante.

Carlo si inginocchia davanti a me. Lei gli è vicina e Rita osserva tutto, masturbandosi. Mi sego velocemente. Avidamente, entrambi mi leccano e puliscono perfettamente il mio cazzo. Sfiniti, ma felici, ci distendiamo tutti e quattro sul letto. La prima a dir qualcosa è Luisa, che abbraccia e bacia Rita, chiedendole di diventar sua amica e maestra, per far sì che lei possa realizzare molte fantasie. Carlo si complimenta con me, sia per il piacere dato a sua moglie sia per quello ricevuto da me.

Rita, quanto mai incuriosita, chiede a Luisa quale fosse la sua fantasia più ricorrente, quella che non penserebbe mai di poter realizzare.

Lei ci riflette un po' su, poi, con una certa reticenza e a stento, riesce a farci capire che le piacerebbe tanto fare sesso con Luca.

Rita sorride, mi guarda, poi abbraccia l’amica.

«Vedrai, amore mio, che la cosa sarà più facile di quanto tu possa credere. Con un po' di pazienza, ti ritroverai fra le cosce tuo figlio, il mio e, forse, anche la lingua di tua nuora.»

Lei la guarda allibita, cerca di capire e poi guarda Carlo, che ha gli occhi che già brillano.

 

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