Chapter 4 - La mia amante segreta.
il giorno delle nozze molte cose vengono scoperte e nulla sarà più come prima!
1 year ago
Mi chiamo Fabio, ho 23 anni, sono di media statura, occhi e capelli neri, fisico nella media, non grasso né magro. Sono figlio unico e di madre single. Loredana, mia madre, rimase incinta del suo datore di lavoro, di cui era diventata l’amante e, per sei anni, lui mi ha cresciuto assieme a lei che, però, lui non ha mai sposato, in quanto aveva già una moglie e due figlie femmine, anch'esse in tenera età. Lui, all’epoca, era titolare di uno studio di consulenza fiscale, che poi, alla sua morte, avvenuta quando avevo solo sette anni, ha lasciato a mia madre. Dubito che la moglie avesse capito che fra mia madre ed il marito ci fosse una storia, perché mia madre non ha mai conosciuto sua moglie. Così sono stato cresciuto da lei con l’aiuto di mia nonna, che era a conoscenza di tutta la verità. Oggi, dopo vent'anni, mi accingo a sposarmi con una ragazza che, all’inizio, non piaceva a mia madre, ma non mi ha detto mai perché non voleva che mi fidanzassi con Maria, fin quando, un giorno, mi ha raccontato la storia di lei e del padre di Maria, che era stato il suo amante, ma anche quello che mi aveva generato. Il punto, però, è che, se questo era incesto, in quanto Maria altri non era se non mia sorella da parte di padre, anche fra mia madre e me, le cose non erano da meno. Fra noi, in tutti questi anni, si era sviluppato un forte legame che, se ancora non ci ha portato a scopare assieme, ci è mancato poco. Infatti, il giorno del mio matrimonio ho coronato anche questo desiderio. Quella mattina era tutto pronto. Gli invitati erano già arrivati, li sentivo dalle voci che provenivano da giù mentre mi stavo vestendo, poi, son sceso per salutarli e tutti gli invitati son venuti a farmi gli auguri. Era tutto bellissimo. Ero un po' emozionato ed era normale: mica ci si sposa ogni giorno; inoltre ero teso, perché con mia madre c’era un discorso lasciato a metà qualche giorno prima, legato proprio alla nostra forte relazione. Fra noi era stato chiarito che, il fatto di sposare Maria non avrebbe cambiato nulla nel nostro rapporto, mentre, per la madre di Maria, scoprire che io ero il figlio di Loredana, la titolare dello studio del suo defunto marito, aveva, in qualche modo, fatto molto piacere. Mentre facevo un brindisi e mi gustavo un bignè, inavvertitamente un po’ di crema mi era caduta sulla giacca ed io, quasi stizzito per l’increscioso contrattempo, son corso di sopra. Mia madre si accorse di quanto accaduto e mi raggiunse immediatamente, entrò nella mia stanza e chiuse la porta dietro di sé. «Amore, che cosa è successo?» «Mi si è macchiata la giacca con un po’ di crema.»
«Tranquillo, piccolo mio! Sta calmo, che non è niente: tutto si aggiusta. Ora mamma ti pulisce il vestito e non si vedrà più nulla!» L’ho guardata e mi son stupito per la sua calma. Davanti a me avevo una donna molto conturbante, bellissima, di 44 anni suonati, con occhi grandi e marroni, capelli neri lunghi oltre le spalle, delle tette bellissime (una quarta misura perfetta), un bel culo tondo e alto quale parte finale di cosce lunghe fasciate da calze velate color carne, tacchi alti ed un vestitino color salmone, corto al ginocchio, che metteva in risalto i suoi capelli neri. Mi son sfilato la giacca e lei subito si è adoperata per pulirla. L’ho guardata e poi, in quel momento, l’ho desiderata. Non mi spiego il motivo di questa improvvisa voglia di averla, ma la volevo e basta! Ho chiuso la porta a chiave, mi son avvicinato a lei e l’ho abbracciata da dietro. Lei mi ha guardato un po’ stupita, io le ho sollevato il vestito e poi ho abbassato il perizoma; l’ho fatata appoggiare al letto in ginocchio. Lei ha lasciato la giacca e mi ha guardato incredula. «Amore mio, che fai? Che ti prende adesso?» Io le ho sorriso e riposto con la calma più assoluta. «Nulla, mamma, voglio un regalo da te: voglio scoparti adesso, in questo istante, prima che un’altra diventi mia moglie.» Ho estratto il cazzo bello duro e gonfio e l’ho bagnato con un po’ di saliva; poi l’ho appoggiato allo spacco della sua fica, l’ho spennellato su è giù un po’ di volte. Lei ha cercato di dissuadermi. «Ma, amore, ti sembra questo il momento ed il luogo per farlo? Fra poco ti sposi! Dai, lo faremo quando tornerai dal viaggio di nozze.» Non le ho dato ascolto. Ho spinto la mia verga dentro di lei che sentivo già bagnata, ma anche tanto stretta. «Amore, fa piano! Tu hai un bel cazzone grosso e io è tanto che non lo faccio! Ti prego: fa piano!» In effetti ho una bella verga, ben sopra la media, sia in lunghezza (intorno ai venti cm.), ma in particolare in circonferenza. Ho iniziato a scoparla con lei che era immobile, sembrava paralizzata. La tenevo per i fianchi e la pompavo sempre più forte. Ad un tratto ha avuto un orgasmo e, allora, sì che si è sciolta. «Mi fai venire! Amore, non ti fermare! Ancora!» La pompavo e la baciavo sul collo: ero pazzo di lei.
Appena ho capito che il suo orgasmo era scemato, l’ho girata, le ho tirato su il vestito e le ho allargato dolcemente le gambe ed ho avvicinato il cazzo alla sua fica. Mi ha sorriso, mentre avevo le mani fra le sue cosce. Erano lisce e morbide, sembravano di velluto: l’ho baciata in bocca; era tutto bellissimo! «Ti amo, mamma! Ti ho sempre amato e sempre ti amerò!» Lei ha sorriso e scosso il capo. «Ma, figlio mio, oggi ti devi sposare! È verso tua moglie che devi indirizzare il tuo amore.» Ho scosso il capo e le ho sorriso di nuovo. «Lo so, mamma, ma dovevo farlo con te e lo dovevo fare oggi! Ti voglio!» Ho sollevato le cosce e le ho messe sulle mie spalle, ho avvicinato il cazzo all'apertura della sua fica bagnata ed ho iniziato a penetrarla. Lentamente sono entrato in lei. Ha sussultato quando le sono arrivato in fondo. Godeva da quanto le piaceva, ma era ancora consapevole che eravamo in un momento particolare. «Amore, mi fai godere! Dai, ancora, ma sbrigati: non vuoi sposarti?» Ero al settimo cielo. «Mamma, non vorrei! Adesso che posso avere te, ne farei volentieri a meno!» Lei mi ha accarezzato il viso e mi ha parlato seriamente. «No, tesoro mio, così non va bene! Tu devi sposare Maria, lei è una bella e brava ragazza. Io, da questo momento, sarò sempre tua! Lo sono adesso, lo sarò domani e sempre! Quando vorrai sarò qui ad aspettarti.» L’ho chiavata con furore e poi le son venuto dentro! «Mamma, vengo! Ti sborro dentro, mamma!» Mi son scaricato dentro di lei che ha solo rimesso il perizoma. Mi ha sorriso ed io mi son rivestito; insieme siamo andati al matrimonio. Mentre mi accompagnava all’altare, mi ha stretto il braccio e mi ha sussurrato che sentiva il seme colare, perché il perizoma, da fradicio quale era, non riusciva a trattenere la sbroda che le avevo inoculato all'interno. Le ho sorriso, poi mi son avvicinato alla mia sposa, mentre mamma si posizionava vicino a mia suocera. Lei, in assenza del padre, è stata accompagnata all’altare dallo zio, fratello della madre. È stata una bella cerimonia. Tutto è andato per il meglio. Al ristorante, mentre tutti festeggiavano, io avevo ancora voglia di scopare con mia madre. Nella confusione, l’ho presa per una mano e l’ho trascinata al piano di sopra, dove vi erano delle camere ed una, in particolare, era riservata a noi sposi. Sono entrato in una e ho chiuso la porta a chiave. Le ho alzato il vestito e lei si è subito prestata.
Le ho abbassato il perizoma fradicio e l’ho presa in piedi, appoggiata al muro. Ho infilato il cazzo dentro la sua fica ancora bagnata del mio seme ed ho spinto a fondo. Mi ha baciato e, in quell’istante, abbiamo sentito come un gemito provenire dalla stanza accanto. Lei mi ha messo una mano sulla bocca e mi ha fatto cenno di restare in silenzio; poi, ci siamo sciolti e, silenziosamente, siamo usciti sul terrazzino, che era comunicante con l’altra camera e, sbirciando dalla finestra, ho visto mia moglie Maria che scopava con Sandro, suo zio. Senza dir nulla, mamma mi ha riportato in camera, ha allargato le cosce e mi ha detto di scoparla. Le sono entrato dentro come un ariete: in fondo le corna le avevo già. Lei si è stretta a me, mentre io la scopavo: ha avuto due orgasmi consecutivi. «Sì, amor mio, ancora! Godo con te! Dai, ancora! Amor mio, sono...sono tua...per sempre! Sì, sempre tua! Ogni volta che mi vorrai, io ci sarò!» L’ho baciata, scopandola sempre più forte; la penetravo sempre più a fondo, finché non ho scaricato tutto il mio seme nel suo utero. «Sì, amore! Sì, tutto dentro! Mi fa impazzire sentirti venire dentro di me!» Poi ci siamo rivestiti, ma lei mi ha suggerito di aspettare che Maria uscisse dalla camera con suo zio, mentre mamma è sgattaiolata fuori ed è tornata alla festa. Quando ho sentito aprirsi la porta dell’altra camera, sono uscito e li ho beccati assieme. Maria ha abbassato lo sguardo e lui mi ha guardato molto imbarazzato. Io non ho detto nulla e lui è quasi fuggito via. In viaggio di nozze, mi ha confessato che lo zio l’aveva sverginata e che quella era la seconda volta che scopavano ed anche l’ultima. Sicuramente non ci ha più scopato con lui, mentre io e mamma scopiamo ancora, ovviamente all'insaputa di mia moglie.
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