Mamma ti amo!

Chapter 5 - La mia mamma è una gran porca!

una madre un po' zoccola scopre il piacere dell'incesto.

P
pennabianca

1 year ago

288 views2,744 words

Mi chiamo Angelo, ho 25 anni. Sono alto un metro e ottanta, ho gli occhi marroni, capelli neri e spalle larghe su un fisico abbastanza snello e ben scolpito, perché pratico molti sport, tra cui il nuoto. Lavoro come ragioniere contabile in un'azienda con molti dipendenti, quasi tutti uomini; non ho una fidanzata fissa. Vivo con mia madre, che si chiama Pamela: è alta m. 1,70, ha il seno di una terza bella piena. Il suo fisico è snello e in esso risalta un bel culo alto e sodo. Non si è mai sposata ed ha sempre avuto una sua vita autonoma. È titolare di un negozio di parrucchiere ed ha molte amiche con le quali si diverte spesso. Come ho detto non si è mai sposata, perché ama molto la sua libertà, ed io rappresento per lei quello che definisce una sua soddisfazione, perché mi ha voluto e desiderato quando aveva appena vent'anni. Non ho mai conosciuto mio padre, ma, nonostante questo, son cresciuto con lei e l'amore che non mi ha mai lesinato: abbiamo instaurato un gran bel rapporto fra di noi. Ultimamente è cambiato anche il mio modo di guardarla, ma, soprattutto, ho preso a fare una specie di gioco, che mi piace tantissimo: annusare e usare le sue mutandine per farmi delle seghe. Capisco che la cosa è un po' strana, ma tutto questo mi ha eccita talmente tanto che, difficilmente, riesco a resistere. Un sabato pomeriggio, convinto di essere da solo in casa, son entrato in bagno ed ho visto, nel cesto della biancheria sporca, un suo perizoma nero. Lo prendo ed inizio a annusarlo. Porto quel pezzetto di stoffa alle narici e subito il mio cazzo si gonfia a dismisura. Sono abbastanza dotato, ho una mazza non troppo lunga, ma, sicuramente, di considerevole spessore ed ho preso a segarmi lentamente, mentre mi riempivo le narici con l'odore della sua fica. D'improvviso la porta si è aperta e mia madre è entrata in bagno. In fretta nascondo sia il mio cazzo, che era al massimo della sua erezione, che il tesoro che trovato, che era ben pregno dei suoi umori: lei si è insospettita. «Angelo che è successo? Mi sembri strano: che cosa stai facendo?» Ho cercato di minimizzare la cosa. «Non sto facendo niente, mamma, ho solo raccolto le tue mutandine che erano cadute di lato al cesto della biancheria sporca.» Ho visto che ha sorriso, fingendo di credere alle mie affermazioni e poi si è avvicinata e, vedendo il grosso bozzo che avevo sui pantaloncini, ha sorriso ed ironizzato un po'.

«Accidenti! Vedo che raccogliere delle mutandine ti fa un certo effetto! Guarda che mi puoi dire la verità. Tanto me ne sono accorta, che le usi per il tuo piacere!» Mi son fatto coraggio ed ho ammesso la verità, poi le ho chiesto perché usava quel tipo di mutande. «Scusami, mamma! Non so cosa mi sia preso, ma il tuo intimo mi fa proprio questo strano effetto! Intanto, posso chiederti perché usi questo tipo di mutandine così piccole, dove solo un esiguo pezzetto di stoffa si impregna dei tuoi umori?» Lei mi ha sorriso e con fare malizioso mi ha detto che trovava questo tipo di indumento molto comodo e, soprattutto quanto mai sexy. Poi, senza aggiungere altro, si è girata e, alzata la gonna, mi ha fatto vedere il mini filo interdentale che indossava. «Non trovi che sia tremendamente sexy?» Nel vedere quelle sue splendide chiappe, appena divise da quel sottile filo nero, il mio cazzo è subito tornato ad esser tremendamente duro. «Mamma, così non vale! Se non ti copri immediatamente, non rispondo più delle mie azioni!» Lei, vedendo che il mio cazzo spuntava da sopra l'elastico dei pantaloncini, lo ha guardato con occhi di ammirazione, per poi divertirsi a provocarmi un po'. «Amore, ma cosa vorresti fare? Ti sei dimenticato che sono tua madre?» «Sarai anche mia madre, ma sei anche una femmina stupenda! Come vedi riesci a farmi diventare pazzo!» Lei ha abbassato la gonna, ma non si è mossa, è rimasta li vicino a me.

Senza quasi rendermene conto, mi son avvicinato a lei ed ho allungato le mani, sollevando di nuovo la gonna e così ho potuto di nuovo ammirare il suo splendido perizoma nero, molto sottile e decisamente provocante. Le ho fatto una domanda: «Mamma, vorrei proprio darti un bacio lì, sopra la tua ostica profumata! Posso, mamma?» Lei ha sorriso ed annuito. Mi sono inginocchiato davanti a lei ed ho appoggiato le labbra al sottile tessuto che copriva quella sua fica pazzesca; ho preso ad assaporare, attraverso la stoffa, quel miele di cui era intrisa. Lei ha appoggiato le mani sul mio capo e, muovendo leggermente il bacino su e giù, ha strofinato il suo clitoride sopra la mia faccia. Eccitato dal suo comportamento, ho scostato leggermente l'indumento, scoprendo il piccolo triangolino di peli presenti sul monte di Venere e lei, senza farselo chiedere, ha aperto leggermente le gambe e così ho potuto leccare le grandi labbra ed il clitoride che era ricoperto di nettare dolcissimo. Ero incredulo e, nello stesso tempo, tremendamente eccitato. Era da un po' che desideravo fare una cosa del genere, ma non mi sarei aspettato che mia madre, di sua iniziativa, mi offrisse la possibilità di leccar la sua fica. Ho preso a lappare tutto quel miele che sgorgava dal suo ventre e lei ha preso a gemere di piacere, schiacciando con entrambe le mani, la mia testa sul suo clitoride. «Sì, amore, continua così! Sei meraviglioso, amore! Ancora! Mi fai morire! Ancora! Dai, gioia, che vengo! Ora vengo!» Sono stato letteralmente sommerso da un'ondata di piacere, che ho raccolto tutto in bocca, assaporando quel nettare prelibato ed annusando l'odore di femmina in calore che emanava. Ho sollevato lo sguardo e ho guardato mia madre in viso: aveva gli occhi chiusi. Ho continuato per un po’ a leccarla, poi, dopo, mi son sollevato, l’ho guardata e l’ho pregata di farmi provare lo stesso piacere. «Ti prego, mamma, voglio sentire anch'io le tue calde labbra su di me!» Mi ha sorriso, poi si è inginocchiata davanti a me e, dopo aver abbassato i pantaloncini, ha guardato il mio membro e sollevato lo sguardo, ha fatto un gesto di puro compiacimento. «Amore, ammetto che è da un po' che non ti faccio il bagnetto, ma vedo che il mio bimbo è cresciuto ed anche molto bene! Lo sai che hai proprio un bel cazzone?»

Ha preso a leccarmelo ed ho sentito le sue calde labbra intorno alla mia cappella; poi è scesa giù, lungo l'asta, fino alle palle e, dopo averle accarezzate con una mano, me le ha prese una per volta in bocca, gustandosele e gemendo di piacere, mentre le stringeva fra le labbra. Poi è risalita verso l'alto e, prima di riprenderlo di nuovo in bocca, ha sollevato gli occhi, mostrando il suo viso ridotto ad una vera e propria maschera di voluttà. «…uhhmuum… Hai delle palle splendide! Son sicura che saranno piene di crema dolcissima, che adesso voglio tutta in gola! Dai, amor mio, fa bere la tua mamma; dissetami!» Ha preso a succhiarlo in punta, in quanto non riusciva a farne entrare di più in bocca e, per me, non c'è stato scampo. Ad un tratto ho sentito che stavo per esplodere ed le ho appoggiato una mano sul capo, avvertendola che le avrei riempito la bocca di sbroda. «Mamma! Mamma! Mamma sto… Mamma sto... sborrando!» Ha serrato le labbra intorno alla punta ed io sono esploso. Le ho scaricato in bocca alcuni schizzi di sperma, che lei ha raccolto in bocca, perché vedevo le sue guance gonfiarsi e poi deglutire. Vederla ingoiare la mia sbroda, mi ha eccitato ancor di più e lei, dopo avermelo leccato e ben ripulito, si è alzata e mi ha messo una mano dietro al capo: ha incollato la sua bocca alla mia. Per un attimo son rimasto un po' stupito, ma quando la sua lingua si è infilata nella mia bocca, ho preso a limonare con lei in maniera forte e passionale. Ero eccitato come un cavallo e così l'ho appoggiata al lavandino, spingendo il mio grosso cazzo contro il suo ventre. Lei mi ha sorriso, ma mi ha bloccato. Sono rimasto un attimo perplesso, perché avevo proprio voglia di chiavarla. Lei ha sorriso e, tenendomi abbracciato, mi ha suggerito di seguirla. «Dai, andiamo di là, in camera da letto, staremo più comodi: voglio godermi per bene il cazzo di mio figlio!» Non mi son certo fatto pregare; l'ho seguita e, mentre percorrevamo il breve tratto che separa il bagno dalla camera, lei ha fatto volar via sia la t-shirt, mettendo in mostra un seno stupendo e libero, ma anche la sottile minigonna, restando solo con il piccolo perizoma. Mi son sdraiato fra le sue cosce ed ho ripreso a leccarla, quasi non ci fosse un domani. Lei si è girata ed abbiamo iniziato un fantastico 69. Si infilava il mio grosso cazzo in gola, cercando di farne entrare il più possibile, poi se lo sfilava, lo bagnava con la saliva, e poi scendeva giù, fino a leccarmi le palle ed a sfiorarmi, con la punta di un dito il buco del culo.

Incuriosito ho fatto la stessa cosa a lei e, quando le ho infilato un dito dentro, l'ho sentita gemere di piacere. Mi son staccato e girato e, guardandola, le ho chiesto se le piaceva prenderlo nel culo. «Oh sì amor mio! Nel culo mi piace da impazzire! Quando trovo un cazzo come il tuo, mi faccio sempre slargare il culo! Se vuoi, puoi infilarmelo proprio lì dentro!» Mi son abbassato dietro di lei ed ho preso a lubrificare quel meraviglioso forellino, che, ritmicamente, si apriva e chiudeva ad ogni stimolazione. Lei, un po' impaziente, mi ha chiesto di prenderla senza esitazione. «Dai, mettimelo dentro! Lo voglio tutto nel culo! Solo l'idea mi sta già facendo bagnare da morire!» L'ho appoggiato al buchetto e poi, con una spinta decisa, le son entrato tutto dentro. Ha inarcato leggermente la schiena e poi ha cominciato a spingere il suo corpo indietro, venendo incontro ai miei colpi. La tenevo per i fianchi e la pompavo come un pazzo scatenato, con lei che ha preso a godere come una baccante. «Sì, che bello! Ancora più forte! Amore! Amore, mi stai riempiendo il culo in una maniera bellissima! Che pazza sono stata a non immaginare che, un bel maschio come te, potesse farmi impazzire così forte! Dai, sfonda la tua mamma! Sfondale il culo, senza nessun ritegno!» Ero troppo eccitato e, dopo averla sentita godere, mi son svuotato dentro di lei, che, sentendo il mio orgasmo, ha preso a masturbarsi con un ritmo più veloce fino a che non è venuta insieme a me, nello stesso istante in cui io le inondavo il retto con tutta la mia sbroda. Appena le son venuto dentro, lei si è sfilata e mi ha spinto di nuovo a sdraiarmi supino; poi è salita su di me e mi ha incollato il suo buchetto, da cui scaturiva ancora la mia crema, sulla bocca e mi ha chiesto di leccarglielo per farla godere ancor di più. La sua bocca si è impossessata del mio membro ed ha preso a leccarlo e pulirlo, raccogliendo ogni singola goccia del mio piacere. Stranamente la cosa mi ha eccitato in una maniera così forte, che il mio membro è rimasto durissimo e lei, soddisfatta, si è rigirata e, dopo averlo appoggiato alle labbra della sua vulva, si è lasciata cadere, impalandosi su di me. Ho visto la sua bocca spalancarsi, ma nessun suono è uscito dalle sue labbra; allora ho sollevato le mani ed ho afferrato i suoi capezzoli duri; ho preso a titillarglieli vigorosamente.

Lei è rimasta immobile per un po' di tempo, come se stesse cercando di abituarsi ad avere il mio cazzo dentro di lei. «Amore mio! Mi stai sventando! Ne ho presi di cazzi, ma grossi come il tuo non ne ricordo proprio! Adesso fammi godere ancora, perché la tua mamma vuole solo sentire la sua fica sfondata dal tuo cazzo meraviglioso!» Ha preso a cavalcarmi con un ritmo lento e profondo; era stupendo vedere come si godeva quella chiavata; le piaceva sentirsi riempita da me ed ha cominciato a godere ininterrottamente, un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità, fin quando, sfinita, si è adagiata sul mio petto. «Amor mio, mi hai sfinito! Ti prego, vieni! Riversa dentro di me il tuo piacere!» Sentire che potevo inondare il suo ventre con il mio piacere, mi ha eccitato ancor di più e, dopo averla messa di lato, ho preso a chiavarla con un ritmo fortissimo e, dopo un ennesimo suo orgasmo, ho riversato dentro di lei ciò che rimaneva della mia sbroda. «Mamma, vengo! Mamma, sto sborrando!» La sensazione che provavo nel venire nel ventre di mia madre era qualcosa di assolutamente unico ed indescrivibile. Pensare che stavo riversando il mio seme nel ventre che mi aveva generato, mi ha eccitato ancor di più e lei, nel sentire i miei schizzi caldi, ha preso a godere ancor più forte. «Amore mio! Ti sento! Sento il tuo seme che mi sta riempiendo il ventre! Oddio è bellissimo! È una cosa incredibile!» Siamo rimasti abbracciati, uniti e, mentre le facevo le coccole, lei mi ha sorriso e, solo allora, le ho chiesto se avesse gradito la mia prestazione. «Non sei niente male! Diciamo che molte cose le puoi migliorare, ma ammetto che aveva ragione la mia amica: scopare con te, ha qualcosa che toglie il fiato! Posso chiederti da quanto tempo e perché ti diverti con le mie mutandine?» Ammetto di esser arrossito fino alla punta dei capelli e poi, tenendo lo sguardo basso, le ho risposto che avevo cominciato da quando mi ero accorto che lei indossava perizomi. Mi ha guardato un po' stupita e mi ha chiesto per quale motivo questa cosa mi eccitasse molto, ed io le ho risposto che consideravo quell'indumento tremendamente eccitante e che, indosso a lei, la rendeva infinitamente porcella!

A seguire, sono stato io a farle una domanda in base a quello che mi aveva appena detto. «Scusa, mamma, non ho capito bene quando hai detto che la tua amica ti aveva detto che era qualcosa di sconvolgente scopare con me. Puoi esser più precisa?» Lei mi ha sorriso e mi ha dato un bacio in bocca; poi mi ha fatto capire come mai, tutto d'un tratto, si era concessa a me. «Tu conosci una ragazza di nome Elisa. Lei ha un fratello che si chiama Piero che ha più o meno la tua stessa età. Sua madre, Giulia, è una mia cliente e mi ha detto che tu sei andato a letto con la figlia, lasciandola immensamente appagata, ma, soprattutto, mi ha riferito che lei si era goduta suo figlio Piero e, sentirlo entrare dentro di lei, è stato qualcosa di sconvolgente. Quindi ero a conoscenza che eri un buon amante, perché anche Elisa mi aveva detto quanto eri bravo a letto, ma soprattutto ero incuriosita da quanto mi aveva detto Giulia sulla bellissima sensazione che si prova nel farlo con il proprio figlio, da lei definito come qualcosa di assolutamente sconvolgente! Ora ne ho la prova! Sei davvero un amante stupendo! Soprattutto sai usare il tuo cazzo per far godere una donna fino allo sfinimento! Se non ti chiedo troppo, nei giorni a venire vorrei ancora provare il piacere di sentirmi inondare il ventre dal tuo seme e, soprattutto, di sentirmi slargare il culo dal tuo cazzo enorme.» Naturalmente le ho assicurato che avrebbe potuto godersi il mio cazzo ogni qualvolta ne avesse voglia. Le cose, però, hanno preso una piega più interessante, perché mia madre e la signora Giulia, un pomeriggio, si son trovate a casa nostra, dove c'era anche il mio amico Piero, ed entrambi ci siamo scopate le nostre madri, scambiandocele con molto piacere, perché, se la mia è una bella porcellona, la sua è una troia spettacolare! Le due porche, hanno voluto anche esser prese in doppia e noi abbiamo fatto del nostro meglio per farle impazzire di piacere. Ora, da tre mesi, son fidanzato con Elisa, che, a volte, quando viene a casa mia, entra nel letto insieme con mia madre e, fra le due donne, vi è molta complicità. Un desiderio segreto di Elisa è quello di scopare con suo fratello ed io, non solo non ho nulla in contrario, ma aspetto il momento giusto per poterlo fare insieme a lui, così da regalare, anche a questa donna, che sto iniziando ad amare sempre più profondamente, una bellissima doppia penetrazione, che, certamente la farà godere moltissimo. L’amo molto, ma scopare con mia madre rimane sempre la cosa più bella del mondo.

Comments (0)

Please log in to leave a comment.

No comments yet. Be the first to comment!