Chapter 8 - Mia madre è la mia donna.
un matrimonio fallito porta un giovane cornuto a rifugiarsi tra le braccia di sua madre.
1 year ago
Mi chiamo Paolo, ho 32 anni, sono di media statura, occhi scuri e capelli neri, con un fisico abbastanza normale. Fino a sei mesi fa, ero sposato con Francesca, una bella donna, mia coetanea, con cui avevo una relazione che durava, tra fidanzamento e matrimonio, da oltre 12 anni. Ci eravamo conosciuti alle superiori e, dopo un breve fidanzamento, ci eravamo sposati. Non erano venuti figli, per una sua malformazione all'utero, ma, nonostante questo, il nostro rapporto mi era sembrato scorrere sempre entro canoni abbastanza tranquilli e soddisfacenti. Entrambi con due buoni lavori, belle amicizie e, soprattutto, anche una discreta vita sessuale. In effetti non mi è mai sembrata molto propensa al sesso, fin quando, sei mesi fa, a causa di un banale contrattempo, son rientrato dal lavoro tre ore prima. Appena giunto in casa, ho sentito dei gemiti provenire dalla nostra camera da letto e, quando ho aperto la porta, l'ho vista sdraiata sul letto, a cosce aperte, che si stava facendo tranquillamente ingroppare da un maschio, sicuramente più giovane di lei. Ovviamente è scoppiato un gran casino. Son rimasto profondamente colpito da questo avvenimento e così, potendo usufruire di un trasferimento, ho deciso di tornare a vivere insieme a mia madre in un'altra città, cercando di dimenticare il torto ricevuto da Francesca. Distrutto da questa storia finita così male, son precipitato in una forte depressione con mia madre che ha cercato di farmi in qualche modo reagire. Mi ha presentato anche delle ragazze abbastanza giovani, figlie di sue amiche, con le quali sperava che io potessi legare e vivere una vita più serena, mentre io, dentro di me, speravo ancora in un ripensamento di Francesca e, dopo più di sei mesi, nulla era cambiato. Un giorno, Giulia, mia madre, ha inveito contro di me, con tutta la sua ira. «Ma vuoi darti una scossa? Smettila di pensare a lei! E' solo una puttana che non ha pensato ad altro che cornificarti! Ricordi quando siamo andati in vacanza insieme al mare? È stato circa due anni fa e mi ricordo che, in un paio di occasioni, si è appartata sia con il bagnino che con il giovane barista dell'hotel. Non si è mai trattenuta dal farti le corna: sei un cornuto ed è ora che smetti di vivere questa situazione e reagire. Riprendi in mano la tua vita e smetti di pensar a lei!» Mia madre Giulia è una donna dal carattere molto deciso e forte. Ha appena compiuto cinquant'anni e, da oltre dodici, è vedova. Nonostante l'età, il suo corpo è rimasto assolutamente tonico e ben fatto. È alta quasi m. 1.70, occhi e capelli neri, un bel seno di una terza piena ed un bel culetto a mandolino, che sovrasta delle cosce lunghe e ben tornite. A vederla vestita, è difficile attribuirle l'età che ha, in quanto sembra aver dieci anni di meno. La cosa però che la caratterizza è il suo carattere duro e forte, molto autoritario. Un giorno, mia madre si è sentita male e le sono state prescritte delle iniezioni che, fortunatamente, so eseguire benissimo. La prima sera, quando si è sdraiata sul letto e ha scoperto il suo splendido culetto bianco, ammetto di esser rimasto veramente ammaliato da quello spettacolo. Era la prima volta che ammiravo il fondoschiena nudo di mia madre e, immediatamente, ho avuto nei pantaloni una violenta erezione. Fortunatamente lei era voltata di spalle e non si è accorta di niente, mentre io, dopo averle praticato l'iniezione, ho continuato a massaggiare, parecchio oltre il dovuto, la sua splendida natica. Finito di compiere l'operazione, sono andato in bagno e mi son masturbato da matti, schizzando una notevole quantità di sbroda, che è finita nella tazza del water. Mi son un po' vergognato di me stesso, perché, per la prima volta, avevo visto mia madre non come la mia genitrice, ma come una donna, e questo mi stava eccitando oltre il dovuto. Nelle sere seguenti, non vedevo l’ora di farle l’iniezione per poter ammirare il culo bianco e tonico, ed in più cercar di toccarglielo oltre il dovuto, per poi correre subito in bagno a tirarmi una sega da sballo, pensando alle sue chiappe. Dopo averle fatto circa una scatola di iniezioni, mi son reso conto che le sue splendide natiche erano segnate, in qualche modo, dalle continue punture e, così, mi son fornito di una crema per eliminare i vari piccoli ematomi. Quando gliel'ho detto mi aspettavo un netto rifiuto, invece lei, dopo aver riflettuto un attimo, ha trovato la cosa giusta e necessaria. «Hai ragione, amore mio! Ormai il mio culetto è diventato un puntaspilli!» La prima sera ho cercato di far il bravo, anche se il cazzo mi scoppiava nei pantaloni, ma, la seconda sera, nel massaggiarla, sono arrivato a sfiorare i peli della fica di mia madre. Mi aspettavo che mi bloccasse con le solite urla, invece ho notato che lei ha alzato il bacino, lasciandomi più spazio per accarezzarla. Incoraggiato dal suo gesto, ho indugiato un po' con il mio dito, fin quando non gliel'ho infilato tra le labbra della sua ostrica e, lentamente, trattenendo il fiato, in attesa di una sua sicura reazione, ho preso a masturbarla lentamente. Dopo un lungo momento di incertezza, lei ha divaricato ancora di più le cosce ed ha spinto più in alto il suo splendido culetto. Ho intensificato il movimento del dito, aggiungendone un altro e, ben presto, lei ha preso ad assecondare il ritmo con cui la stavo masturbando, fin quando il suo corpo si è teso di colpo ed ha avuto un orgasmo. «Sì, amore! Ancora, amore! Mi fai godere! Amore, vengo!» Son rimasto piacevolmente stupito dal fatto di averle provocato un orgasmo così forte ed intenso, e lei, dopo che il suo corpo ha smesso di fremere, si è girata verso di me ed ho potuto ammirare la sua fica pelosa. «Lo so che è una pazzia, ma, ormai, son certa che ti stai eccitando ad accarezzarmi il culetto e, forse, in questo modo, riesci a toglierti dalla testa quella troia di Francesca.» Ha allungato la mano e mi ha aperto i pantaloni, impugnando la mia verga già dura. «Vediamo se mi ricordo ancora come si fa. Così spero che mio figlio non dovrà più andare in bagno a tirarsi le seghe, dopo che mi ha accarezzato a lungo e bene il culo!» Ha appoggiato la sua bocca sulla punta del mio cazzo e, dopo avergli dato una bella leccata, ha spalancato le labbra e se lo è infilato tutto in gola. Ha preso a ciucciare la mia verga, facendola scivolare lungo la sua gola e, poi, se lo sfilava lentamente, gustandosi con le labbra la consistenza del mio membro. Ero sconvolto dal piacere e, ad un tratto, ho cercato di fermarla, perché stavo per riversarle in gola tutta la mia sbroda. «Mamma, fermati! Se non ti fermi, sborro!» Lei si è sfilata un attimo il mio cazzone dalla bocca e, con un sorriso ironico, ha stretto le palle. «E TU SBORRA!» Ha infilato di nuovo il cazzo in gola ed ha continuato a succhiarmi, fin quando non le son venuto in gola. «Mamma, vengo! Mamma, sto sborrando!» Ha serrato le labbra e non ne ha perso neanche una goccia. Poi, mi ha invitato a spogliarmi e giacere con lei. «Adesso, amore mio, fa godere la tua mamma!» Mi son spogliato in un attimo e subito ho infilato la testa fra le sue cosce; la mia bocca è andata alla ricerca di quello splendido triangolo di peli, tra i quali si nascondeva la sua ostrica già fradicia ed ho preso a leccare il miele che ne sgorgava, assaporando con vero piacere quel nettare prelibato. Mi ha poggiato entrambe le mani sulla testa e, ad un tratto, ha cominciato a gemere e godere sotto i colpi della mia lingua. «Sì, amore! Amore, sì! Dai, ancora! Fa godere la tua mamma! Vengo! Amor mio, vengo!» Un'ingente quantità di crema è sgorgata da quella vulva fradicia ed io l'ho raccolta e assaporata fino all'ultima stilla. Quando il suo corpo ha smesso di tremare, lei, sempre tenendomi la testa fra le mani, mi ha trascinato su di sé fino a farmi appoggiar la punta della mia verga durissima tra le pieghe e lungo lo spacco della sua fica e, lentamente, son penetrato dentro di lei. «Sì, amor mio! Spingimelo tutto dentro! Fammelo sentire fino in fondo! Però fa piano, è da tanto tempo che non ne prendo uno.» Son affondato in quella fica calda e umida ed ho riscoperto il piacere di far l’amore con una donna, dimenticando, però che, nel caso di specie, si trattava di mia madre. L’ho scopata con colpi decisi e, ad ogni affondo, lei spingeva il suo corpo verso l'alto, venendo incontro al mio, per sentire il mio membro ancora più in profondità. Ha avuto un orgasmo devastante, che ha urlato con tutto il fiato che aveva in corpo. «Amore, vengo! Amore, vengo! Amore, vengo! Vengo!» Un orgasmo devastante ha squassato il suo corpo ed ho sentito i suoi muscoli vaginali contrarsi ritmicamente e mungere il mio cazzo, che non ha potuto resistere oltre e, così, l'ho guardata dritta negli occhi e lei ha capito cosa volevo sapere: in un attimo ha serrato le sue gambe intorno alla mia schiena e mi ha esortato a venirle dentro. «Amore, vieni! Amore, vieni dentro di me! Riempi con il tuo seme il ventre che ti ha generato! Fammi sentire il calore della tua sbroda, mentre riempie la vagina di tua madre!» Ancora pochi colpi e poi, con un orgasmo da sballo, ho scaricato fiotti di sborra dentro quella vagina, riempendola tutta. Siamo rimasti abbracciati e ancora uniti, con me dentro di lei, poi ci siamo addormentati. All'alba ho sentito la sua bocca che copriva il mio viso di baci e, quando ho aperto gli occhi, ho visto lei sorridere. «Buongiorno, amore! Mi rendo conto che quello che abbiamo fatto, forse, non rientra nel normale rapporto tra madre e figlio, ma spero che questo abbia almeno un po' alleviato la tua malinconia per la perdita di quella grande troia di tua moglie. Scusami se ho voluto far sesso con te, ma se dovessi averne ancora voglia, io sarò sempre qui a tua disposizione.»
Non le ho dato il tempo di finir di parlare, che avevo già il cazzo ben duro e, così, gliel'ho spinto di nuovo dentro, trovandola ancora impiastricciata del mio seme e dei suoi umori, ed ho preso a sbatterla come se non ci fosse un domani. «Non ti devi scusare di nulla. Hai perfettamente ragione: bisogna voltare pagina ed io, con te, voglio voltarla, fin quando lo vorrai. Non voglio andar a cercare altre donne, perché preferisco aver te nel letto, che non solo mi ami, ma mi fai anche godere con il tuo corpo stupendo.» L'ha fatta godere ancora e, da quel giorno, la mia vita è diventata più bella e serena; anche la sua è diventata più allegra e solare. Non m'importa del futuro, per ora preferisco aver mia madre come mia amante, una donna di cui sono profondamente innamorato, che mi ha fatto dimenticare la tristezza di una separazione e mi ha fatto riscoprire il piacere di sentirmi un uomo amato e desiderato, capace di far godere una donna.
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