Chapter 9 - Una scopata speciale.
madre e figlio travolti dalla lussuria
1 year ago
Mi chiamo Lorenzo, ho 21 anni e sono di media statura, biondo, occhi azzurri, e un fisico nella norma, né troppo grasso né troppo magro. Vivo con Silvia mia madre. Lei ha 42 anni, e da più di 10 anni è divorziata. Mio padre non me lo ricordo neanche troppo bene perché non era sua abitudine passare molto tempo a casa e un giorno ha detto semplicemente a mia madre: me ne vado. Da quel momento è sparito dalla nostra vita. Avevo appena una decina d'anni, e ricordo che non ho sofferto molto per la sua mancanza mentre invece col passare del tempo, ho continuato ad osservare mia madre e l'ho vista sempre più diventare triste. All'inizio ha cercato di rifarsi una vita, ma sembrava che tutte le sue storie, dopo un po' di tempo finivano senza una reale motivazione. Negli ultimi anni poi ha anche smesso di avere delle storie, e sono convinto che il massimo è qualche scopata occasionale, anche se ho come l'impressione che neanche questo riesca a farle superare la sua tristezza. Ultimamente ho visto che è uscita due o tre volte sempre vestendosi in maniera carina e alquanto elegante. Per un po' l'ho anche vista abbastanza tranquilla e serena ma sabato scorso, quando è uscita, ero convinto che finalmente avrebbe passato una bella serata in compagnia di qualcuno che sicuramente le avrebbe fatto tornare la serenità, invece, poco prima di mezzanotte è rientrata in casa e l'ho sentita subito chiudersi in camera sua e ascoltando da dietro la porta, ho avuto come l'impressione che stesse piangendo. Per tutto il resto della settimana, la sera è rimasta in casa sempre abbastanza triste. Le sue giornate hanno preso a scorrere in maniera talmente monotona da rasentare veramente una tristezza sconfinata. Lei si alza la mattina va al suo lavoro, è impiegata in una filiale della banca che ha sede nel nostro paese, e torna nel pomeriggio dopo le 17:00. Organizza la cena, e poi dopo aver sistemato la cucina si ritira in camera sua e non c'è modo di farle passare una serata diversa. Questo sabato mattina, è uscita per fare la spesa, e quando è tornata, io ero seduto in cucina a fare colazione quando l'ho vista arrivare le sono subito corso incontro ad aiutarla.
«Mamma, lascia che ti aiuti con le borse della spesa. Se me lo dicevi sarei venuto al super mercato con te.»
Lei mi ha sorriso, e poi mi ha ringraziato per l'aiuto che le prestavo.
«Grazie figlio mio! Stavi dormendo così bene che mi sembrava un peccato svegliarti per andare semplicemente a fare un po' di spesa. Purtroppo oggi al supermercato c'erano tante offerte ed era stracolmo di gente!»
L’ho seguita in cucina. Mentre camminava, i miei occhi hanno seguito la sua figura. Piuttosto alta e snella, con un seno ampio e un culetto davvero piccolo e carino. Mi piace fissarla, soprattutto da quel giorno in cui l’ho vista accidentalmente asciugarsi nella sua stanza. La porta della sua camera da letto era stata rimasta leggermente aperta e avevo intravisto il suo corpo perfetto. Da allora, avevo trascorso innumerevoli momenti nella mia stanza, a masturbarmi e pensando al corpo di mia madre. Ora, la osservavo mentre camminava, e la sua gonna ondeggiante era così sensuale e i miei occhi erano fissi sulla sua bellissima figura. Immediatamente, ho sentito il cazzo iniziare a sollevarsi, ma non me ne importava. Lei ha iniziato a tirare fuori le cose dalle borse. L’ho guardata come stordito. Le sono passato accanto, sfiorandole il sedere con il palmo della mano. Lei mi ha guardato ma non ha detto niente. Allora l’ho rifatto di nuovo e questa volta ho fatto più pressione. Questa volta, lei si è voltata per guardarmi con aria incredula.
«Lorenzo cosa stai facendo?»
Emozionato le ho risposto che non facevo nella, e che era colpa del posto troppo stretto.
«Probabilmente questo posto è troppo piccolo perché io possa passarci davanti, quindi...»
Lei mi ha guardato dall'alto in basso, poi è tornata a mettere a posto la spesa. Ho deciso di azzardare e così, mi sono fermato dietro di lei e passando le mani sotto le ascelle, l'ho abbracciata facendo premere il mio corpo contro il suo splendido culetto. Lei è rimasta un attimo immobile, poi con un tono un po’ stizzito mi ha chiesto di nuovo cosa stessi facendo.
«Lorenzo che cosa ti sta prendendo? Ti rendi conto che stai abbracciando tua madre? Ti sembra una cosa da fare? Quello che sento premere dietro di me non è una cosa che una madre dovrebbe sentire aderire al proprio corpo. Per cortesia staccati da me! Che follia Ti è presa?»
L’ho stretta ancora più forte. Non potevo lasciarla andare, il suo culo era così bello.
«Non posso, mamma! È vero quello che dici, e sentire quello che preme dietro di te, è esattamente quello di cui hai bisogno da quando non c'è più papà. Lo so che ti manca, e sono anche consapevole che hai cercato di sostituirlo con altre persone, ma vederti tornare e Sentirti piangere l'ultima volta mi ha spinto ad offrirti il mio amore. Ora se vuoi non hai bisogno di cercare oltre. Sono qui per te. Ti voglio bene e ti amo mamma!»
Lei è rimasta Immobile, io ho allungato giù le mani fino ad arrivare all'inguine e continuando a stringerla a me, ho preso ad accarezzare la sua intimità da sopra il vestito. Lei è rimasta un attimo immobile, ferma, indecisa se reagire o meno alle mie carezze poi all'improvviso hai messo un lungo sospiro, e inconsciamente ha leggermente aperto le gambe così la mia mano ha potuto scivolare fra di esse, e ho sentito il profilo della sua fica sotto la stoffa e ho preso da accarezzarla fin quando lei ad un tratto mi ha bloccato la mano stringendomi con forza a sé. Ho sentito il suo corpo tremare andare e un lungo gemito è uscito dalla sua bocca. Le mie carezze l'avevano fatta venire. Ho preso a baciarla sul collo mentre continuavo con entrambe le mani ad accarezzare il seno e a strizzare i capezzoli sotto il tessuto della maglietta. Lei è rimasta in silenzio, e non ha fatto nessun gesto per uscire dal mio braccio, anzi il suo fondoschiena è venuto a premere contro il mio pacco sempre più gonfio. Ho infilato le mani sotto la maglietta, e senza che lei opponesse alcuna resistenza l'ho sfilata verso l'alto e ad un tratto lei si è trovata ancora voltata di spalle a me, ma con addosso solo il reggiseno. Ormai in preda al desiderio, ho sganciato da dietro il reggiseno, e lei ha agevolato il gesto e ad un tratto mi sono ritrovato con i suoi splendidi seni in mano. Ho continuato a baciarle il collo, mentre con entrambe le mani a coppa, le stringevo e splendidi seni e con le dita le torturavano i capezzoli stringendoli e tirandoli facendola ancora mugolare di piacere. Ero come impazzito. La volevo con tutto me stesso. Lei, ha sollevato le braccia e in qualche modo ha raggiunto la mia testa e mi ha trascinato davanti a lei. I suoi occhi hanno incrociato i miei, e per un lungo istante, ho visto una profonda incertezza nel suo viso e un misto di paura e desiderio.
«Pazzo amore mio! Che cosa stiamo facendo? Ti rendi conto di quale pazzia mi stai proponendo? Sono tua madre! Queste cose una madre non dovrebbe permetterle al proprio figlio! Mi stai facendo dannare l'anima! Fermati amore fino a che siamo ancora in tempo! Fermati oppure non sarò più in grado di oppormi al tuo volere.»
Non le ho dato il tempo di aggiungere altro e ho incollato la mia bocca sulla sua, e la mia lingua è entrata prepotentemente all'interno ed è andata a cercare la sua con la quale ha iniziato una danza erotica sconvolgente. All'inizio ho posto un po' di resistenza, poi si è lasciata andare e mi ha abbracciato e ha risposto al mio bacio con impeto e passione. Ho continuato a limonare con lei, e lentamente ci siamo avviati verso la camera da letto continuando a divorarci di baci. mi copriva il volto con i suoi baci, mordeva il mio mento, e le mie labbra sembrava affamata! Appena giunti in camera da letto, mi ha guardato e per l'ultima volta ha opposto una inutile quanto strenua resistenza.
«Amore mio fermati! Per l'ultima volta ti chiedo di ragionare perché se andremo oltre nulla sarà più come prima! Ti amo troppo vita mia per non desiderare il tuo corpo ma quello che stiamo facendo è pura follia! Tu sei mio figlio, e io sono tua madre e non dovrei desiderare così tanto il tuo corpo!»
Non le ho dato ascolto. L'ho stretta forte a me e con le mani dietro ho slacciato il bottone che teneva chiusa alla sua gonna, e un attimo dopo mi sono leggermente scostato e l'indumento è caduto ai suoi piedi. Ora avevo mia madre davanti a me, praticamente nuda con indosso solo un paio di sandali a zeppa, e un piccolo perizoma bianco che a malapena copriva la sua intimità. Lei si è seduta sul letto, e mi ha attirato a sé e immediatamente ha infilato le mani sotto i miei pantaloncini, e abbassandoli si è trovata davanti alla faccia il mio cazzo che svettando verso l'alto è apparso in tutta la sua splendida potenza.
«Amore mio! Che meraviglia mi trovo davanti alla faccia! io sarò dannata, ma in questo momento Voglio godermi questa meraviglia della natura. Ti prego amore sì dolce con me, e fammi impazzire!»
Poi senza aggiungere una parola, lo ha impugnato e lo ha avvicinato alla bocca, e ha cominciato a dare dei colpi di lingua lungo l'asta, quasi per assaporarlo, per sentirne l'odore e il sapore, poi lentamente ma con decisione ha preso ad infilarlo tutto in bocca. L'ho sentito scivolare lungo la sua gola, e lei con forte determinazione lo ha spinto tutto giù fin quando la punta del suo naso non è venuta a sbattere contro il mio inguine. L'ho sentita sussultare, probabilmente in preda conati di vomito che lei ha represso. Poi lentamente lo ha sfilato dalla bocca, e ha preso a leccare e a raccogliere la saliva di cui lui era bagnato per poi usarla con le mani mentre me lo segava stringendolo con entrambe le mani. Era una sensazione bellissima, e dopo averla assaporata per un po', mi sono spostato di lato e l'ho fatta sdraiare e girandomi a testa in giù, ho infilato la mia testa fra le sue cosce e mi sono trovato davanti la sua ostrica completamente inzuppata appena nascosta sotto il sottile indumento bianco. Le ho sfilato le mutandine e poi mi sono riempito le narici del suo odore di femmina in calore, e poi ho affondato la mia lingua in quella fonte da cui sgorgava miele dolcissimo. Quando la mia lingua ha colpito il suo corpo, lei ha avuto uno scatto e istintivamente ha chiuso le cosce serrandole intorno alla mia testa.
«Amore sì! Così! Mi fai impazzire! Amore ti amo! Continua ti prego! Non ti fermare ti prego continua!»
Ho incollato la mia bocca e mi sono dissetato a quella fonte del piacere. Ho trovato il suo bottoncino, e l’ho stretto fra le labbra e ho preso a succhiarlo facendola urlare ancora di più di piacere. Ad un tratto il suo corpo è stato scosso da un orgasmo, e lei ha bloccato la mia testa stringendola con forza fra le cosce.
«Sì amore sì! Sì ancora! Mi fai venire! Amore vengo! Ti prego! Ti prego ancora! Ora vieni anche tu nella mia bocca! Voglio bere il tuo nettare!»
Non so nemmeno io come avevo fatto a resistere fino a quel momento, ma sentire che voleva la mia crema, mi ha spinto a continuare a leccarla più forte e nello stesso tempo mi sono lasciata andare nella sua bocca. Il primo schizzo deve averla quasi sorpresa perché Ha quasi avuto un colpo di tosse ma ha continuato a tenere serrate le labbra intorno alla punta, e i successivi a schizzi sono stati ricevuti e ingoiati rapidamente. Lo ha leccato e spremuto fino all'ultima goccia, e poi ha continuato a succhiarlo mentre io con le mani adesso la masturbavo con due dita piantate dentro la sua fica. Ero talmente eccitato che ad un tratto io l'ho sfilato dalla bocca, e dopo averla distesa sotto di me, Mi sono messo tra le sue cosce e lei lo ha impugnato con entrambe le mani e poi lo ha guidato alla sua apertura, e guardandomi ancora dritto negli occhi ancora per l'ultima volta ha cercato di dissuadermi.
«Amore ti prego fermati! Se entrerai dentro di me Io non potrò più farmi meno! Pensaci, io non sono una femmina come tutte le altre, Io sono tua madre! Sono quella che ti ha generato, quella che ti ha cullato nel suo ventre per nove mesi, lo stesso ventre dove tu ora stai per entrare. Pensaci un attimo amore mio perché se entrerai dove sei cresciuto e da cui sei uscito, allora il nostro legame diventerà qualcosa che va oltre ciò che si lega e diventerà per sempre indissolubile!»
Non le ho dato ascolto. Ho spinto con vigore il mio membro dentro di lei e ho visto la sua bocca spalancarsi mentre sentivo la sua vagina molto stretta che cercava di dilatarsi al passaggio del mio cazzo così grosso e duro. Inarrestabilmente le sono arrivato in fondo e quando ho sbattuto sul fondo ho sentito il suo corpo vibrare mentre io lo sfilavo ancora un po' e lo riaffondavo con ancora più forza. Sembrava quasi che volessi per forza entrare con tutto me stesso dentro di lei. Dopo il secondo affondo, sono rimasto immobile e lei mi ha stretto forte ed abbracciato mentre il suo corpo tremava scosse da brividi di piacere.
«Ti amo amore mio! Ormai io sarò dannata ma adesso fammi impazzire! Ti sento dentro di me con tutto il tuo vigore e la tua passione, e voglio godere tantissimo. Chiudi gli occhi amore mio, e non pensare a me come tua madre ma come alla tua femmina che devi fare impazzire che devi scopare nel modo più completo e totale trattandomi non come tua madre, ma come la tua donna, la tua femmina, la tua puttana!»
Ho preso a sbatterla come se non ci fosse un domani. ho devastato il suo corpo con colpi durissimi, e lei non si è sottratta, al contrario ha preso a spingere il suo addome contro di me ad ogni affondo facendo in modo che il mio membro le arrivasse con più forza dentro di sé. abbiamo cambiato diverse posizioni, e l’ho scopata, di lato, e anche stando sdraiato sotto con lei imparata su di me e alla fine, quando stremata dal piacere si è sdraiata sul mio petto e la sua bocca è venuta a cercare la mia prima di baciarmi con voce languida mi ha pregato di inondare il suo ventre.
«Pazzo amore mio! Sei un vero toro da monta! Non ricordo i tempi in cui godevo così tanto! Sono folle di te e del tuo cazzo che mi ha fatto impazzire! Dio mi perdoni se non ne potrò più fare a meno! Adesso completa l'opera e in onda il mio ventre con il tuo seme. Bagna l'utero che ti ha generato, e fammi sentire ancora il calore del seme di un uomo che mi riempie il ventre!»
L'ho fatta scivolare di lato, e dopo averle sollevato una gamba portandola sopra di me, ho preso a sbatterla con colpi durissimi, fin quando dopo il suo ennesimo orgasmo sono rimasto piantato dentro di lei e le ho riversato dentro tutto il mio piacere. Lei ha serrato le gambe e le braccia intorno al mio corpo per impedire semmai ne avessi avuto il desiderio di uscire da lei. Da quel momento la nostra vita è cambiata. Lei ha smesso di andare a cercare fuori ciò che aveva direttamente in casa, ed io ho preso a soddisfare tutti i suoi desideri, soprattutto quelli sessuali.
Con lei ho anche sperimentato il piacere del rapporto anale cosa che lei non aveva mai provato. Per circa sei anni sono stato il suo uomo, poi ha preteso che mi trovassi una donna, ed io ho accettato solo ad una condizione: che il nostro rapporto non sarebbe in nessun modo cambiato. In effetti è rimasto in quel modo, anche se oggi sono felicemente sposato ogni tanto, almeno una volta a settimana, passo come minimo due ore nel letto con mia madre la quale, appena entro nel suo letto, mi dice di dimenticarmi che sia mia madre, è di pensare a lei come una fedifraga che mi spinge a tradire mia moglie. È vero, è tradimento, ma scopare con mia madre nonostante con mia moglie sia molto felice, è qualcosa che non si può descrivere.
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