I RACCONTI DEL PECCATO

Chapter 2 - Il toro perfetto!

Un marito scopre quanto sia perfetto un prete per essere cornuto!

P
pennabianca

1 year ago

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Mi chiamo Angelo, ho 31 anni, sono di media statura, moro, occhi scuri, fisico ben scolpito da anni di nuoto e, fra le gambe, una buona dotazione, che tanto piace ad Anna, la ragazza di 30 anni con cui sono sposato da sei anni. Lei è una bella donna, non troppo alta, bionda, occhi chiari, una quinta di seno stupenda, bocca carnosa perfetta per i bocchini che le vengono divinamente, ed ha anche un bel culetto, che ho provveduto a sfondare per bene. Ci siamo conosciuti all’università, dove frequentavamo la facoltà di architettura. Ci siamo piaciuti subito. Lei era già aperta davanti e succhiava il cazzo molto bene, frutto di belle esperienze con diversi cazzi presi e succhiati in passato, ma, dal momento che ci siam messi assieme, è scattato un tacito accordo che ci ha portato ad esser fedeli l’un l’altro. Dopo tre anni di fidanzamento, ci siamo sposati. L’intesa sessuale è stata fin da subito bellissima. Gran troia a letto, non mi ha negato nulla; io la scopo sempre con molto piacere e lei gode così tanto che, quando viene, squirta. Da circa sei mesi mi è presa una fantasia, che vorrei realizzare e lei, per vero, si è detta subito disponibile: vederla scopare con un maschio maturo. Facile a dirsi, ma difficilmente a realizzarsi, perché abitiamo in un paesino dove ci si conosce un po’ tutti e lei poi, non era d'accordo a farlo con elementi del nostro luogo di lavoro, né tantomeno con uno sconosciuto occasionale. No, niente di tutto questo. Ci voleva la persona giusta, ma dove trovarla? Poi la fortuna ci viene in aiuto. Una domenica mattina veniamo invitati al matrimonio di mio cugino, a cui devo far da testimone, mentre mia moglie Anna fa da testimone alla sposa. È durante la cerimonia che vedo il parroco, Don Pietro, guardare, con occhi alquanto interessati, i seni di mia moglie e, a quel punto, mi scatta l'ispirazione: il prete! Ma certo! Lui non andrà in giro a raccontare che si scopa una donna! Ne parlo con Anna, che, in un primo momento mi guarda come se fossi pazzo. «Il prete? Ma sei fuori?» Durante il rinfresco ne parliamo con calma e le spiego che ho sentito molte chiacchiere su Don Pietro e, sicuramente, potrebbe esser la nostra soluzione, discreta, riservata e soprattutto, da quello che si dice in giro, anche ben messo fra le gambe. Decido di studiare una strategia per riuscire a capire se la cosa può andare in porto. Raccolgo velocemente quante più informazioni possibili su di lui. Scopro che ha 55 anni e da 20 circa è parroco nella nostra parrocchia.

Ci sono molte chiacchiere in giro su di lui, ma nessuna certezza, così decido di verificare se lui è il toro giusto per mia moglie! Un pomeriggio mi presento in chiesa e vedo che sta confessando una signora. Il confessionale ha solo un inginocchiatoio ai lati e, fra il prete ed il fedele, solo una tendina che lui tiene aperta. Aspetto e, quando lei se ne va, mi inginocchio e chiedo di confessarmi. «Padre, non mi confesso da molti anni.» «Ora sei qui Angelo e mi ricordo di averti confessato prima del tuo matrimonio. Parlami dei tuoi peccati. Cosa ti affligge, figliolo?» Lo guardo ed azzardo. «Non penso di esser né un buon cristiano, ma nemmeno un gran peccatore. Fra tutti, però, c’è un peccato in particolare che, nel corso del tempo è diventato molto ricorrente nella mia vita: la lussuria!» Lui si gira, mi guarda e mi parla con voce sommessa. «I piaceri della carne sono tra i più difficili da saper gestire, specie per voi giovani e, specie, ai nostri giorni. Non credere che sia facile, anche per uno come me; nel corso della mia vita, sono stato tentato molte volte. Sei fedele a tua moglie?» Sento una vena di curiosità nel tono della sua voce e lo accontento. «Ho avuto moltissime esperienze prima di impegnarmi con lei, però, da quando siamo sposati non l’ho mai tradita, non ne ho mai avuto bisogno e lo stesso lei non ha mai cornificato me. Ma il problema è un altro: è che, insieme, siamo due porci! Ho da poco scoperto che anche a lei farebbe impazzire metter in pratica qualche mia perversione, che lei accetta di buon grado, ed è il vero motivo per cui io mi trovo qui, oggi.» Si gira di scatto e mi fissa. Sembrava sorpreso. «Angelo, cosa vuol dire?» «Mi eccito da morire all’idea di vederla scopata davanti a me da un maschio maturo e molto dotato. Le confesso che lei, don Pietro, è una di quelle persone che ha tutti i requisiti giusti per realizzare questo mio desiderio.» Ero agitatissimo, ma allo stesso tempo eccitato da morire. Non sapevo come l’avrebbe presa il don, ma se quello che si diceva in giro era vero, allora sarei riuscito a combinare un incontro, senza troppi intoppi. Ovvio lui ha recitato la sua parte. «Angelo, sono senza parole! Come puoi pensare a me? Io sono un uomo di chiesa!»

Lo guardò e noto che è molto interessato, anche se finge di non esserlo. «È proprio questo il motivo per cui la scelta ricade su di lei! Con lei sicuramente avremo la massima discrezione, perché è molto importante, anche per noi, che questa storia non si venga a sapere. Forse mostrandole la foto di mia moglie, le farò rinfrescare la memoria e cambierebbe idea.» Ho estratto dalla tasca lo smartphone e gli ho mostrato una foto di Anna. Lui per un attimo è rimasto sorpreso. «Angelo, cosa stai facendo? Sei pazzo? Potrebbe vederti qualcuno!» L’ho tranquillizzato. «Ho controllato, padre, la chiesa è vuota. Non c’è nessuno. Guardi questa foto.» La foto in costume da bagno di Anna era mozzafiato! La quinta di seno in bella mostra, i capelli biondi lunghi, gli occhi azzurri ed un culo da favola. Lui le ha dato una occhiata sbalordita e subito ho notato la tonaca che si è gonfiata davanti. Un attimo dopo Don Pietro cambiò subito atteggiamento. «Vieni subito nel mio ufficio, che ci dobbiamo organizzare il prima possibile!» Lasciata la chiesa, ci siamo ritrovati nel suo ufficio, in sacrestia, e lì mi ha fatto un sacco di domande; nello stesso tempo ho scoperto, con sommo piacere, che tutte le storie su don Pietro erano vere. Il don era da molti anni un puttaniere, donnaiolo incallito. «Fammi vedere ancora la foto di tua moglie!» Mi rendo conto che ormai quella foto ha catturato tutto il suo interesse e così decido di giocare pesante. Sfoglio nella galleria del cellulare e cerco alcune foto un po' più audaci di Anna. Una in cui lei è distesa sul letto, nuda, con il suo splendido culetto in bella mostra. Un'altra, lei inginocchiata, presa dall'alto, dove, in primo piano, c'è la sua splendida quinta di seno. Ma la terza è quella più oscena. Anna è seduta, con i talloni appoggiati sul divano, e mostra la fica aperta e bagnata. Gli brillano gli occhi, li vedo carichi di lussuria, mentre osserva quelle immagini così intensamente erotiche. Poi chiede: «È brava a fare i bocchini? Le piace ingoiare lo sperma? Il culo è già aperto? Le piace fare delle “spagnole“ con i seni?» Fissa in maniera ipnotica le immagini sul cellulare, poi mi guarda e mi chiede quando saremmo disponibili ad un incontro. Io, però, sono anche un po' bastardo e così lo stuzzico cercando di provocarlo.

«Non ci son problemi: possiamo fissare un incontro quando vorremo. Per ora mi piacerebbe sapere se mia moglie suscita davvero il tuo interesse.» Lui sorride un po' tra il divertito e l’ironico, poi finisce di slacciare gli ultimi bottoni del suo abito talare e, spostate le mutande, mette in mostra una mazza molto lunga e notevolmente grossa. «Questo rende l'idea di quanto tua moglie susciti il mio desiderio? Sono 23 cm di lunghezza, per oltre 14 di circonferenza. Pensi che la tua puttanella sia in grado di accoglierlo tutto dentro di sé?» Gli scatto una foto e lui sorride quando gli dico che la mostrerò a mia moglie. «Aggiungi che la foto non rende giustizia! Quando lo vedrà dal vivo, allora sì che potrà rendersi conto di cosa l'aspetta!» Me ne vado e restiamo d'accordo per vederci sabato sera verso le 20:00, a casa mia. Puntualissimo si presenta all’ora stabilita, esattamente tre giorni dopo la mia visita in chiesa; quell'attesa mi era servita a far eccitare mia moglie che, alla vista della foto, aveva mostrato qualche tentennamento. Ora Anna stava finendo di prepararsi nel bagno del piano di sopra, mentre io e il don parlavamo, seduti sul divano in sala. All’improvviso è comparsa Anna e lui le ha dato uno sguardo carico di desiderio. Subito ci siamo seduti a tavola, consumando un’ottima cena e bevendo del buon vino. Il vino era stata una mia idea per aiutare a sciogliere un po’ la tensione, in virtù del fatto che lei era ancora un po’ in apprensione, al solo pensare di dover prendere in corpo quella notevole verga. Finita la cena, annaffiata dal buon vinello, don Pietro era alquanto rosso in viso per tutto il vino bevuto, quando, senza troppi indugi, ha esordito: «Un’ottima cena ragazzi miei, però, manca qualcosa…» Io ho sorriso e guardato Anna. «Certo, don, manca il piatto forte: il dolce con la ciliegina!» Lei mi ha rivolto uno sguardo da perfetta eccitata. «Sei pronto, amor mio? Perché io muoio dalla voglia di vivere questa avventura, anche se qualche dubbio circa le sue… dimensioni, ancora non mi ha abbandonato. Sono misure cui non sono abituata.» Ho sorriso e le ho risposto che entrambi eravamo impazienti di vederla all'opera. «Bene, allora...don Pietro questa sera io sarò la sua serva. Potrà dirmi o farmi fare tutto quello che vorrà, perché da adesso sono sua. Lei è il mio padrone e signore: sarò la sua perpetua, schiava o quello che vorrà!» Il don si è alzato dal tavolo, evidentemente infoiato. Anche Anna si è alzata e si è messa di fronte a lui. Un gigante ed una bambina.

L’altezza del prete e la sua notevole mole rispetto a lei, era impressionante. Subito le ha impartito un ordine. «Fammi vedere la lingua, bambina mia: tirala fuori.» Anna ha obbedito ed il prete ha preso a succhiargliela lentamente. Stavano limonando alla grande. Io ero già super eccitato. Mi son avvicinato. «Don Pietro, mi permetta di offrirle le tettone di mia moglie.» Mi son messo dietro di lei e le ho chiesto di tenere le braccia alzate, così, con un movimento deciso, ho fatto scivolare il suo vestito fino all’ombelico. Poi le son girato intorno, fino a mettermi a fianco del prete. Era uno spettacolo! Il don era estasiato. «Che tette meravigliose, enormi, piene, con dei bei capezzoli da perfetta vacca!» L’ho invitato a gustarle. «Non perda tempo don, sono sue adesso!» Il don ha cominciato a palparle, leccarle e succhiarle. Era sconvolto, non capiva più nulla! Dopo aver lasciato che lui si divertisse con quelle due bocce di carne, mi son inserito tra loro ed li ho invitati entrambi ad aspettare un attimo. Ho fatto metter mia moglie sul divano, sdraiata sulla schiena, facendole tenere una gamba giù dalla seduta ed una alzata in alto, appoggiata sulla spalliera, in modo da aver la fica, ben stretta e depilata, completamente aperta e a disposizione del don. L’ho invitato a gustarsi quella delizia, così ben offerta. «Padrone mio, la prego, benedica questa mia fica peccaminosa con la sua lingua, per poi spruzzarla con l’Acqua Santa, a mezzo del suo sperma, fino a riempirla. Solo la sua divina bontà, potrà mondare questa peccatrice dalle sue colpe.» Ero eccitatissimo. Mi son subito messo a masturbarmi, mentre lui si è precipitato a bere il nettare che colava dalla fica di Anna, ormai fradicia di umori. «Troia immonda e peccaminosa, adesso ti laverò i peccati con la mia lingua!» Ha infilato la sua lingua spessa, dentro la fessura di mia moglie, iniziando una leccata meravigliosa, spingendola a fondo dentro la sua vagina. L’ha fatta godere così tanto, che lei, ad un tratto, gli ha urlato di allontanarsi perché stava per squirtare. «Vengo... o Signore Santo... squirto... squirto... si tolga, padrone..., si tolga! Vengo!»

Lui, estasiato, le ha ordinato di lavare il suo viso. «Squirtami in faccia, lurida cagna! È il tuo padrone che te lo ordina!» Subito dopo ha infilato due dita della sua grossa mano nella fica ed ha preso a masturbarla all’impazzata! Lei è venuta squirtando in un modo fuori dal comune. È stato un orgasmo tremendo che l’ha costretta ad alzare la schiena, come per sedersi e spinger fuori le dita del don, mentre il suo succo caldo schizzava ovunque. Lui è rimasto affascinato da un simile orgasmo. Poi si è posizionato fra le sue gambe, pronto a montarla. «Cagna, ora che sei venuta, mostrando quanto sai esser puttana, ti infilo dentro il mio cazzone, così da farti squirtare ancora: adesso ti sfondo! Cornuto, guarda come te la apro in due!» Lei, stravolta dalle sensazioni che si avvicendavano nel suo corpo, avrebbe sperato in un attimo di tregua, che, né io né il don, le abbiamo concesso. «No, la prego, padrone, mi dia qualche attimo di tregua. Sono ancora sconvolta da un orgasmo così intenso.» Io, travolto dal mio lato porco e perverso, mi son precipitato sul divano e le ho aperto le gambe, per offrire a lui la sua fica fradicia. «Troia, apri subito queste cosce e fatti scopare; la sua verga possente ti deve sfondare tutta!» Lui mi ha sorriso compiaciuto. «Sì... bravo figliolo! Tieni le gambe di questa puttana ben aperte, così che io possa scoparla e sfondarla tutta!» Lui ha appoggiato la cappella sullo spacco della fica ed ha spinto con decisione. Poco per volta ho visto sparire dentro mia moglie quel palo di carne, possente ed imponente. Una volta arrivato fin in fondo, lei ha inarcato la schiena, lui se ne è sfilato per un tratto e poi, con una spinta più forte, è affondato ancora dentro di lei. Ad ogni spinta, ne entrava sempre un po’ di più, facendole dilatare la vagina, finché lo ha accolto tutto in corpo. Ero sconvolto e, in preda ad un vero e proprio delirio erotico, l’ho incitato a chiavarla per bene ed a lungo. «Sì, don, scopi mia moglie! La chiavi come merita! La sfondi tutta! Le apra la fica in modo da ridurla ad una caverna! La prego... la supplico... le venga dentro.... voglio che la inondi! Sarebbe bello che me la ingravidasse!» Anche Anna era sconvolta dal piacere e lo esortava. «Oh, padrone, sì... mi riempia tutta! Voglio sentire la sua sbroda arrivarmi fino allo stomaco!» Intanto, lui la pompava e godeva.

«Sarai presto accontentata, cagna! Prima però, voglio sentirti gemere di piacere! E tu, Angelo, stai tranquillo... vedrai la sborra colarle da questa splendida fica cosi slabbrata, che le arriverà fino al buco del culo, quando avrò finito con lei! È così piacevolmente stretta, che la riempirò subito con il primo fiotto di sborra!» Subito dopo ha messo una manona sulla tetta destra, palpandogliela mentre la pompava in fica con il suo cazzone! Era una scena mozzafiato! La mia bellissima Anna posseduta in quel modo da don Pietro... quell'enorme corpo di prete che la sovrastava era uno spettacolo fantastico. Anna, ben presto, ha di nuovo squirtato così forte che quasi è svenuta. Dopo averla fatta godere, il don si è sfilato dalla fica di Anna e, con tono autoritario, le ha impartito un nuovo ordine. «Troia, ora girati. Mettiti a 90: voglio schizzarti per bene dentro la fica. Voglio inondartela e riempire tutta!» Ho aiutato mia moglie a posizionarsi. «Don Pietro, va bene così? Desidero che se la goda perfettamente come vuole lei; deve sfondarmela, fino a venirle dentro. Me la deve sborrare tutta!» Il don si è inginocchiato dietro di lei, l’ha afferrata per i fianchi e poi mi ha chiesto di imboccare il cazzo sulla fica di mia moglie. «Dai, cornuto, devi esser tu ad infilarlo dentro! Imbocca il cazzo nella fica di questa vacca, che la sborrerò tutta!» Senza pensarci, ho preso in mano il suo uccello ed ho fatto scivolare la cappella su e giù lungo la fessura della mia donna, che aveva ripreso a mugolare di piacere. Poi lui, con sol colpo, ha spinto quell’uccellone dentro la vagina di Anna, ormai completamente dilatata dopo la precedente chiavata. Il don ha preso a pomparla con foga e, dopo alcuni minuti, giusto il tempo di sentir gridare Anna, ho visto che stava squirtando per la terza volta. «Oh no! Mi fai venire e squirtare di nuovo! Pazzesco, mai successo per tre volte! Vengo! Dai, sborra anche tu! Voglio che mi vieni dentro, adessooo!» Lui le ha stretto le mani sui fianchi ed è rimasto fermo tutto dentro, mentre ha preso a scaricare nel grembo di Anna un'ingente quantità di crema. Era immobile, mentre la farciva, poi si è sfilato ed ha subito presentato la verga gocciolante alla bocca di Anna, affinché gliela pulisse. Io guardavo sbalordito: Anna aveva la fica ridotta ad una voragine, da cui colava un rivolo di crema densa e bianca. Lui mi ha fulminato con uno sguardo.

»Che aspetti a leccare la fica di tua moglie? Devi ripulirla di tutta la crema che sgorga, fino all’ultima goccia: è il dono che le ha fatto il mio cazzo!» Ho ubbidito, mentre il don se la rideva e gemeva dal piacere, nel sentirsi succhiare il cazzo da lei, con me che le ripulivo la fica oscenamente dilatata. «Piccola troietta, voglio che mi guardi negli occhi, mentre mi succhi la cappella. Così, da brava bambina, sei proprio una cagnetta ben istruita.» Ci siamo riposati un po', mentre lui non smetteva di complimentarsi con noi, promettendoci un’altra serata davvero speciale. Dopo quella prima volta, lui è venuto altre volte a scopare Anna. Alla seconda volta, le ha fatto anche il culo. «Dai, cornuto, preparalo per bene che glielo voglio aprire in due, tipo cozza!» Mentre lei si dedicava a leccare e bagnare la grossa mazza, io ho provveduto a leccare, ammorbidire e lubrificare il buchetto di Anna; poi l’ho riempito di Luan, una crema con effetto analgesico, al fine di farle provare quanto meno dolore possibile. Una volta pronta, lui l’ha messa a pecora e poi mi ha intimato di imboccare la cappella al culo di mia moglie e di pregarlo di sfondarglielo. «Dai, cornuto, poggialo su questo delizioso buchetto e implorami di romperglielo tutto!» Ero sconvolto per quanto ero eccitato. Ho impugnato la grossa verga, ne ho appoggiato la cappella, che, di diametro, era il doppio del buchetto da penetrare. Lui ha preso a spingere, ma è scivolato giù, sul davanti. Allora mi ha chiesto di tenerglielo ben fermo, e così ho fatto. Lui ha spinto e, di colpo, è entrato per quasi la metà. Anna ha inarcato la schiena e si è lamentata. «Aaahii, piano, sei grosso, me lo laceri! Fa piano che mi piace, ma fa piano!» A quel punto è scivolato tutto dentro il suo culo; io ne ero eccitato al massimo. «Sì, don, spaccale il culo! Aprilo tutto! Questa troia adora sentirlo nel culo!» Lui ha sorriso e poi ha preso a limare il forellino, che si andava sempre più allargando. «Sì, glielo sfondo tutto questo culo a questa puttana! Immagina quando sarà anche rotta in culo! Ma rotta per davvero!» Ha preso a chiavarlo con colpi sempre più forti, che facevano sobbalzare Anna. Lei ha goduto tantissimo e, alla fine, ha squitato. «Oddio, vengo! Mi fai venire anche di culo! Vengo!» Ha iniziato a schizzare fortissimo. Poi, dopo un po', lui le è venuto in culo con un grugnito da vero porco. Dopo questa ulteriore esperienza, lui è diventato il nostro bull di fiducia. Attraverso lui, ho scoperto il piacere di veder mia moglie sfondata da un vero maschio e l’anno successivo me l’ha anche ingravidata. Ogni giorno che vedo suo figlio per casa, mi sento sempre più orgoglioso di esser un vero cuckold.

 

 

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