Chapter 9 - Un prete per amico.
Chi trova un amico trova un tesoro! Se è un prete vale di più!
1 year ago
Mi chiamo Gennaro, ho 55 anni, sono di media statura, capelli bianche e radi, un po’ in sovrappeso, già pensionato per motivi di salute. Sono sposato con Concetta, che ha 52 anni. Alta come me, ha avuto due gravidanze che le hanno ammorbidito le forme, rendendola ancora più bella a mio avviso e il seno è diventato una bella quarta molto abbondante. Il culo, poi si è plasmato in proporzione al resto del corpo. Fra di noi il sesso è quasi inesistente. Ho avuto un grave problema alla prostata e questo ha sancito la mia quasi totale impotenza, e per questo non abbiamo rapporti sessuali completi già da almeno un paio d’anni. La nostra vita sessuale è ridotta a dei rapporti orali. Io le lecco la fica di mia moglie e lei mi succhia l’uccello che nemmeno nella sua bocca riesce ad avere una erezione sufficiente per la penetrazione. E pensare che lei ha sempre amato succhiare il cazzo e anche farsi fare il culo, ma, succhiare un cazzo moscio non è il massimo per una donna. Poi una sera di capodanno di colpo le cose sono cambiate casualmente. Dopo le feste natalizie i nostri figli erano tutti impegnati con i loro amici e noi due eravamo rimasti come dire: da soli. Già mi pregustavo una serata in qualche ristorante e poi un po’ di musica per far divertire mia moglie quando lei se ne esce dicendo che all’ultima riunione della parrocchia ha invitato don Pietro il nuovo parroco che da un mese sostituisce l’altro defunto.
«Ma non potevi lasciar perdere? Io pensavo ad una serata con te da soli.»
Lei mi guarda con un’aria sarcastica.
«Ma che dici? Dove vuoi passare una serata da soli a fare che? Meglio ospitare questo nuovo prete che da quando è arrivato non ha conoscenti e questa sera si sarebbe sentito tanto solo. Tanto non dobbiamo andare da nessuna parte no?»
Parla con un tono fra il sarcastico e lo sconsolato e io mi domando quanto sia cambiata mia moglie in questi ultimi anni. Da quando io non la scopo più lei si dedica sempre più al volontariato e alla catechesi in parrocchia, cosi faccio buon viso a cattivo gioco e ho accettato. Tutto mi sarei aspettato che da quella cena la nostra vita sarebbe cambiata per sempre. Don Pietro si è dimostrato una persona cordiale e anche divertente. Fra una portata e l’altra abbiamo pure avuto una vivace ma bonaria discussione sulla fede e in definitiva posso dire che la serata stava procedendo magnificamente. Dopo i meravigliosi antipasti Concetta ha sfoderato il meglio della sua cucina portando a tavola la zuppiera con i suoi proverbiali cappelletti in brodo di gallina. Nell’istante in cui si avvicinava al tavolo con la zuppiera ha inciampato sul tappeto rovesciando la zuppiera con tutto il suo bollente contenuto in grembo al nostro ospite. Ovviamente il prete si è alzato di scatto urlando di dolore e noi siamo subito intervenuti aiutandolo a togliersi i pantaloni che si erano trasformati in uno strumento di tortura. In quei momenti di agitazione non ci siamo resi conto del fatto che dai suoi boxer sporgeva un lungo e grosso cazzo che arrivava quasi a metà coscia. Mentre noi due simo rimasti immobili, in totale imbarazzo lui ha continuato a lamentarsi per il dolore delle scottature. La prima a reagire è stata mia moglie che è corsa in bagno a prendere lo spray per le scottature mentre io facevo distendere l’infortunato sul divano. Appena tornata ha cominciato a spruzzare lo spray su quelle gambe ed io la guardavo mentre con le sue mani “spostava” quel grosso affare per meglio spalmare la schiuma. Ero in totale confusione per tutta una serie di cose che mi lasciano sconvolto. Mi domandavo se era il caso che fossi io a soccorrere, il prete, che a seguito di questo continui spostamenti stava per avere una erezione. Il tocco delle mani di mia moglie forse gli aveva fatto dimenticare il voto di castità, a vantaggio di una erezione da primato. Mia moglie guardava stupita quell’enorme cazzone che ormai volendosi erigere in tutta la sua virile potenza, tendeva e gonfiava la tela dei boxer. Lui, guardando me e mia moglie con un largo sorriso, si è tolto i boxer anch’essi bagnati lasciando che il suo pene si levasse dal suo inguine come una enorme colonna di carne che sovrastava due testicoli grossi come patate. Concetta mi ha guardato, e io ho guardato lei e ho letto nei suoi occhi una eccitazione potente. Le ho fatto un cenno con il capo ormai convinto che nulla l’avrebbe fermata e lei si è subito lanciata con la bocca aperta a prendere quella cappella ciclopica. Solo la cappella riusciva a tenere in bocca ma già solo questo la ricompensava un po’ di anni di astinenza. Lui mi ha guardato con un sorriso un po’ fra lo stupito e il compiaciuto. Poi quando ha visto che io ho solo allargato le spalle in segno di resa mi ha fatto cenno di avvicinarmi.
«Concetta mi ha detto della tua menomazione e allora visto che è andata così renditi utile: togli le mutande a tua moglie che me la voglio chiavare.»
L’ho guardato per un attimo quasi stupito dal tono deciso e dominate e alla fine mi sono abbassato e le ho tolto le mutande e lui l’ha fatta distendere sul divano appoggiando la testa alla spalliera, con le cosce divaricate al massimo. Si è inginocchiato e poi ha iniziato a leccarla facendola godere subito molto forte.
«Si dai mi fa impazzire sentirmi leccare! Dai che vengo! Accidenti ti voglio dentro! Dai scopami che son anni che non lo faccio!»
Lui si è sollevato e ha appoggiato la grossa cappella allo spacco della fica di Concetta, poi ha iniziato con un po’ di fatica a penetrarla. Il cazzo era davvero grosso e la fica di mia moglie stretta per lo scarso utilizzo, ma lui con un po’ di pazienza, una spinta dopo l’altra gli è entrato tutto dentro. È rimasto immobile poi ne ha sfilato un poco e poi lo ha spinto dentro ripetendo più volte e questo movimento fin quando ha cominciato a darle potenti e veloci colpi nel ventre di mia moglie. In quel momento ho avvertito un misto di gelosia ma anche eccitazione e così ho fatto l’unica cosa che potevo fare: mi sono abbassato le mutande e ho preso in mano il mio cazzo sempre moscio e ho cominciato a farmi una sega. Lei era in preda al delirio e lui la scopava e il rumore dei loro corpi era ritmico, continuo mentre lei lo incitava e si stupiva di quanto grosso fosse la mazza che la sfondava mentre il divano si bagnava di liquido vaginale che colava dalla fica.
«Che spettacolo! Che cazzo! Mi spacca! Mi riempie così tanto che me lo sento nel ventre! Accidenti mi arriva in corpo! Che toro! Dai scopami forte che sono anni che non godo! Dai più forte! Ancora!»
Lui sorrideva compiaciuto e la sfondava con colpi sempre più forti e lei dopo l’ennesimo orgasmo lei ha continuata ad incitarlo.
«Si sfondami tutta! Sfondami più forte! Lo voglio anche in culo un cazzo così potente! Mai preso un cazzo come il tuo! Ancora più forte!»
Aveva ragione! Io ho un cazzo di nemmeno 15 centimetri, ma in quel momento un affare grosso quanto un braccio le stava, forse, arrivando fino allo stomaco. Io dopo nemmeno un minuto sono venuto nella mia mano e sono rimasto a guardare lui che l’ha scopata per circa una ventina di minuti facendola godere in continuazione. Poi dopo l’ennesimo orgasmo lui ha iniziato a scoparla con colpi sempre più potenti, e ha sborrato dentro mia moglie. Lei ha stretto i suoi polpacci dietro la schiena del prete per stringerlo a sé e lasciare che lui le sborrasse quando più in fondo possibile. Nel sentirlo è venuta di nuovo mentre lui lanciava un grugnito feroce e lei, a bocca aperta, si godeva nella pancia la bollente lava di quel vulcano.
«Sborro vacca! Guarda come sborro la fica di tua moglie! Cornuto! Guarda bene come ha goduto con me!»
Ho guardato rapito da quella scena così forte, erotica e sconvolgente e nello stesso tempo. Poi lei si è alzata e lo ha portato in camera da letto. Sono rimasto sul divano a contemplare la grossa chiazza che si era formata dove fino a quel momento lui la scopava. Li ho seguiti fin dentro la camera e guardati scopare in seduto su di una poltroncina per buona parte della notte. Dopo la prima sborrata lui le ha aperto il culo. Si lo ha di nuovo, anzi, sverginato se vogliamo essere più precisi, con quella mazza superba e lei dopo un iniziale momento di dolore si è concessa a lui con tutta sé stessa e le è piaciuto molto. Non sono rimasto a guardarla. Dopo la sfondata di culo me ne sono andato a dormire in una delle camere che era dei miei figli. Al mattino, dopo la colazione che credo mia moglie gli ha preparato abbondante, lui è andato via. Ho sentito che lei stava facendo una doccia e sono andato in camera nostra. Il letto era ancora sfatto. È uscita dal bagno ed è venuta a distendersi sul letto al mio fianco. Mi ha guardato, con l’aria un po’ rammaricata.
«Ti chiedo perdono! Ero così piena che non ce la facevo più! Avevo un bisogno irresistibile di fare sesso.»
Mentre parlava mi ha segato il cazzo sempre molto moscio, forse voleva consolarmi per le corna appena fatte. Ho avuto un gesto di rabbia, e l’ho allontanata da me. Lei mi ha guardato con occhi carichi di lacrime nel sentirsi rifiutata da me e io non ho resistito, le ho aperto le gambe e lei allora mi ha sorriso e le ha allargate di più mostrandomi ed offrendomi la sua fica ancora dilatata.
«Se mi ami leccami e fammi sentire che non sei in collera con me!»
L’ho guardata e le ho detto che l’amavo più della mia vita e allora ho cominciato a leccargliela furiosamente. Dai suoi orifizi colavano ancora umori e ho sentito in bocca il sapore dello sperma. Le ho leccato anche il buco del culo per rilassarlo. Era un anello di carne infiammata ma pulsava ancora di piacere. Lei in cambio me lo ha preso in bocca sempre moscio, ma forse per la forte eccitazione o non so per quale motivo è riuscita a farmi sborrare nella sua bocca in quel momento non mi ha importato nulla di quanto sperma avesse inghiottito quella notte. Da allora don Pietro viene ogni tanto a farci visita e tutte le volte va via al mattino ma ora almeno per un po’ partecipo anche io. Mia moglie, infatti, mentre lui la chiava a pecorina mi gratifica di un meraviglioso pompino, poi io li lascio soli per il resto della notte. A volte lui mi fa restare con loro e allora partecipo alla monta e dopo che lo ho ben lubrificato sia il cazzo che il culo di Concetta, lo imbocco e lui ne è contento.
«Bravo cornuto! Devi sentirti onorato che ti sfondo la vacca di tua moglie! Per premio te la farcisco bene così poi la lecchi e godi anche tu seppur senza erezione.»
Mi piace molto questo nuovo ruolo e mia moglie è felice, io mi sento meno in colpa a causa dei miei problemi e tutto sommato la vita scorre felice.
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