INCESTO. vol.1

Chapter 2 - Sedotto da due lolite.

Giù gli occhi da lui, puttanella! Lui è mio!

P
pennabianca

1 year ago

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Mi chiamo Mario, ho 39 anni, sono alto m. 1,85, capelli neri, occhi scuri, spalle larghe, un fisico ben modellato dal mio lavoro di pompiere sommozzatore. Da tre anni son vedovo. Carla, mia moglie, è morta a causa di una leucemia fulminante. Il dolore è stato tantissimo e consolato dal solo fatto che avevamo avuto una figlia, Anna, che è l'esatta copia di sua madre. Oggi Anna ha 18 anni e, da quando è morta la madre, si è sempre più attaccata a me, quasi in maniera morbosa. Da quando, poi, ci siamo trasferiti nella casa che era dei genitori di Carla, una villetta con piscina, ha preteso di dormire in camera con me. Avere il suo corpo, di notte, nel letto, mi ha sconvolto. La sua innocenza è disarmante. Vederla girare per casa in abiti succinti, quasi al limite della decenza, all’inizio mi ha infastidito, poi, però, si è insinuato in me un morboso desiderio per lei. Di recente, Anna, nel fine settimana, ha portato a casa un'amica, di nome Silvia, che è un pezzo di figliola quanto mai carina. È alta m. 1,70, come Anna, ha capelli biondi con grandi occhi verdi e una bella bocca ampia, il ventre piatto, con delle belle tette, una terza piena, come mia figlia ed un piccolo culo tondo e sodo, che mi ha fatto completamente impazzire. A motivo di questa intrusione in casa mia, era il fatto di studiare insieme, perché il lunedì, a scuola, avrebbero avuto un'interrogazione. Quando è arrivata, me la son trovata davanti con indosso un paio di jeans blu attillati, a vita bassa, che lasciavano scoperto il pancino e le tette alte e gonfie, appena ricoperte da una minuscola maglietta bianca attillata, che lasciava intravedere dei piccoli capezzoli, che sembravano voler bucare il tessuto. L'ho invitata ad entrare ed Anna è arrivata di corsa, per vedere Silvia. «Buon giorno, signor Mario.» Il suo sguardo malizioso ha indugiato sul mio torace nudo, dal momento che indossavo solo dei pantaloncini. Anna mi è arrivata da dietro ed ha scherzato un po’ con lei, ponendo me al centro del loro buonumore. «Giù gli occhi da lui, puttanella! Lui è mio!» Silvia gli ha fatto la linguaccia e poi, insieme, si son rintanate nella camera di mia figlia. Io ho deciso di mettermi sotto il portico a leggere, non senza passare prima dal frigo dove ho preso una birra bella fredda. Nel tornare dalla cucina, per uscire sul portico posto sul retro della casa, dove c'è un bel giardino con piscina, ho notato la porta della camera aperta a metà e ho dato una fugace occhiata dentro. Voltate di spalle, vi erano le due ragazze, completamente nude. Ho avuto una immediata erezione e son rimasto ad osservarle mentre indossavano dei costumi molto succinti.

Il seno di Silvia, un po’ più grosso di quello di Anna, era mal contenuto dentro l’esigua stoffa del pezzo di sopra del bikini e, quando si sono girate, per prendere gli slip, poggiati sul letto, i loro visi si son trovati a pochissima distanza e, per un attimo, sono rimaste immobili; a quel punto Silvia ha messo una mano dietro la nuca di mia figlia e l’ha baciata. Lei ha risposto al bacio, abbracciando l’amica e limonando con lei. Ero davvero sconvolto dalla lussuria esternata da quelle due giovani ragazze, per cui ho preferito andarmene. Avevo il cazzo che mi faceva male dentro i pantaloncini. Sono andato sotto il portico ed ho bevuto la mia birra. Dopo circa una quindicina di minuti, ho sentito la zanzariera aprirsi e mia figlia e Silvia sono uscivate per far una nuotata in piscina. Silvia indossava quel piccolo bikini nero attillato, che non riusciva a nascondeva le sue tette ed il suo splendido sedere a mandolino; a quella vista, ho sentito il mio cazzo gonfiarsi di nuovo con prepotenza. Ero ancora intrigato dalla visione di Silvia ed Anna, praticamente nude, che nuotavano e scherzare nell’acqua, mentre cercavo di mascherare la mia erezione. Dopo essersi alquanto rinfrescate, mia figlia è rientrata in casa per recuperare i libri su cui studiare, mentre Silvia è rimasta in piscina qualche minuto in più, mentre io seguitavo a guardarla. Quando Anna è sparita, lei, con fare molto plateale, è uscita dalla piscina, si è avviata verso il lettino per sdraiarsi e mi osservava con una malizia incredibile. Mi si è avvicinata e, di proposito, piegata, volgendomi le spalle. Il mio cazzo era duro come la roccia. I miei occhi erano incollati al suo culetto perfetto, mentre si piegava per stendere il telo; poi si è girata, mi ha sorriso e si è avvicinata. Senza dire una parola, si è seduta sulle mie ginocchia, mi ha preso la birra dalla mano ed ha portato la bottiglia alla bocca. Ha indugiato con le labbra sul collo della bottiglia, per poi infilarlo piano in bocca, simulando l'ingoio di un cazzo. Deve aver percepito il fremito che quel gioco mi ha provocato, ben consapevole che non potevo reagire a quella sua provocazione e, intanto, si divertiva a farmi impazzire a suo piacimento. Ha sorseggiato un po’ di birra e, quando stava per dir qualcosa, è arrivata Anna. «Scendi da lì, puttanella! Ti ho detto che lui è mio!» Io l’ho guardata e mi è apparsa molto decisa in quella sua affermazione; deve averlo pensato anche Silvia, che si è sollevata all’istante. Mi rende la bottiglia e, in silenzio, a testa bassa, si va a distendere sul lettino. Anna si avvicina e mi guarda un po’ accigliata. «Quella puttanella si è messa in testa di scoparti! Ma, che diamine: perché non va a scoparsi il suo, di padre?» Io son rimasto basito. Si allontana e si mettono a studiare per circa un’ora.

Fa caldo e decido che un tuffo in piscina è quello che mi ci vuole. Vado in camera, indosso il costume e, quando esco, vedo le due che mi osservano incuriosite. Nonostante cerchi di apparire indifferente, il bozzo davanti è notevole e si vede. Faccio finta di nulla e mi tuffo. Loro mi osservano, poi Silvia dice qualcosa ad Anna e, in un attimo, me le ritrovo in piscina, che nuotano con me. Giocano a strusciarsi sul mio corpo, io fingo di evitarle, ma sono di nuovo eccitato. Ad un tratto, Anna mi si attacca da dietro e sento il suo seno premere conto le mie spalle; Silvia fa lo stesso davanti, mi abbraccia, stringendosi a me. Sento premere il suo ventre contro il mio cazzo e la sua istintiva esclamazione sancisce l’inizio del loro gioco. «ohhhh, Mario, ...com’è duro?» Senza aggiungere altro, si abbassa sotto il pelo dell’acqua e, con un gesto repentino, mi porta il costume ai piedi. Mentre riemerge, guarda Anna che, adesso, si scioglie dalle mie spalle e si immerge sotto di me. Cerco di divincolarmi, ma Silvia mi ha letteralmente messo il seno in faccia. Sento mia figlia che, nuotando sotto di me, mi afferra il cazzo e lo prende in bocca. Io mi divincolo e riesco ad uscire dalla piscina, inseguito da loro due che scattano fuori e mi si parano davanti. Silvia sembra quella più decisa. «Ti piace il mio giovane sedere, non è vero, Mario?» La guardo, sono nudo con il cazzo durissimo e loro due che si sono messe davanti a me con un chiaro scopo: quello di giocare con me. Io mi copro per un minimo di pudore, ma Silvia non demorde. «Eccolo davanti a te! Non devi più immaginarlo: adesso ce l'hai davanti alla faccia!» Poi, toltisi gli slip del bikini, me li sbatte in faccia. Resto immobile e questo agevola Anna, che si inginocchia davanti a me e lo prende in mano. Sono come irretito da queste due puttanelle, che giocano con il mio cazzo a colpi di lingua. «Papà, sei davvero super! Che ti avevo detto? Trovi che ha un cazzo da favola?» Silvia non risponde, perché ha ingoiato quasi la metà della mia verga; sono basito da come si giocano il mio cazzo in bocca, lo fanno con una bravura stupefacente. Poi reagisco. Mi distendo sul lettino e permetto che Silvia mi ponga la fica sulla bocca: gliela divoro. Lei si sistema girata di spalle a me e, così, si può abbassare e leccarmi il cazzo, assieme ad Anna. Ora lecco la sua fica e loro due mi lavorano il cazzo, che è durissimo.

«Uuuummhh, che buono! Lo vedi che avevo ragione io? Mio padre è un vero cazzuto!» Sono quasi al limite e, in qualche modo, le fermo. Mi sollevo, ma non ho il tempo di spostarmi che Silvia mi sale sopra e, in un attimo se lo pianta tutto dentro. Impalata sulla mia verga, la vedo spalancare gli occhi. «Oooh! Sì, dai che lo volevo! Mi devasta! Cazzo, è enorme!» Anna la guarda ed io ne approfitto per metterle due dita in fica e la masturbo. Silvia si muove piano, cercando di abituarsi alle dimensioni, poi, stimolata anche delle mani di Anna, che la tocca e le succhia il seno, ha un primo orgasmo. «Sì, dai, ora! Vengo! È bellissimo, vengo!» La vedo tremare, poi si distende sfinita sul mio petto. Resto immobile e lei mi guarda con il viso sfatto dal piacere. «È stato bellissimo! lo volevo davvero tanto! Adesso fa godere un po’ anche lei.»

Silvia si solleva e Anna prende il suo posto. Si impala, ma sento che è più stretta. Resta sospesa un attimo e poi si lascia andare di colpo, infilandoselo completamente dentro. Vedo una smorfia di dolore dipingersi sul suo viso. Ho un sospetto, che diventa subito realtà: era vergine! Lei mi guarda, i suoi occhi sono colmi di lacrime ed io mi sollevo e l’abbraccio e bacio. Lei si stringe a me. «Oh, papà, lo desideravo tanto e temevo che tu non volessi, quindi non ti ho detto nulla. Volevo che fossi tu il mio primo uomo a farmi donna.» La stringo a me e mi sollevo, mi giro e la metto sotto sul lettino. Lei solleva le gambe e le incrocia dietro la mia schiena. Aspetto un po', per poi iniziare a muovermi piano: comincio a pomparla di gusto. Ha subito un orgasmo che la scuote tutta. «Sì, dai! Dai! Adesso godo! Papà, vengo! Vengo!» Trema e si dimena sotto di me, mentre il suo corpo è scosso da brividi di piacere. La pompo con vigore e lei ha altri due orgasmi. Sono al limite e cerco di sottrarmi all’abbraccio, ma lei serra le gambe e mi immobilizza dentro di lei. Non ho possibilità di uscire, mentre le riverso in grembo un fiume di sborra. La guardo un po’ impaurito, me lei mi sorride con gli occhi bagnati da lacrime di gioia. «Sta tranquillo: sono protetta. Da due mesi assumo la pillola e mi è piaciuto tantissimo sentirti esplodere dentro. Dai, ti voglio ancora, ma adesso fa godere un po’ anche Silvia, che ti desidera da tanto tempo.» Mi sfilo da lei e vedo il pene ricoperto del mio seme, dall'insolito colore rosa. Mi abbasso e guardo la fica di mia figlia aperta: non noto anomalie, tranne il mio seme che scivola fuori e che Silvia si appresta a leccare con avidità. Anna me lo prende in bocca e lo succhia con vigore, facendolo restare duro. Poi mi fa cenno di infilarlo da dietro, dentro Silvia, che ancora la lecca. Affondo in quel giovane corpo che sussulta quando arrivo a toccare il fondo. La tengo per i fianchi e pompo con vigore; gode e mia figlia mi incita a sfondarla. «Dai, papà, sfondala tutta! Si è fatta sverginare da un coglione, che appena le è entrato dentro, è subito venuto. Le avevo detto che era meglio farlo con te, ma non mi ha dato ascolto; ora, però, capisce la grossa differenza che c’è fra te e lui.» La scopo bene ed a lungo. Gode diverse volte e, quando, alla fine, son prossimo a venire, mi sfilo ed entrambe me lo prendono in bocca e me lo succhiano a due bocche. Ben presto le ricopro ancora di crema. Me lo puliscono perfettamente e poi insieme ci tuffiamo in piscina. Da quel giorno è passato un anno ed esse, adesso, hanno dei fidanzati, ma, di tanto in tanto, vengono a casa mia per farsi una bella scopata, perché, a detta di Silvia, ancora non ha trovato un cazzo che la fa godere quanto il mio.

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