Chapter 4 - La nipote puttanella.
Anna, fermati! Ho voglia di scoparti, ma, se continui così, tra poco ti riempirò la bocca di crema!
1 year ago
Mi chiamo Giampaolo, ho 48 anni, sono alto m. 1,80, spalle larghe, fisico asciutto e forte, tipico delle persone che vivono da sempre in campagna. Ho occhi scuri e capelli che iniziano ad incanutire, mani forti e braccia robuste. Da ventotto anni, sono sposato con Angela, una bella donna, anche lei nata e vissuta sempre in campagna, dal fisico leggermente arrotondato, ma non grasso, con un bel seno di una buona quarta misura ed un culone grosso, che a me piace da morire. Il destino non ha voluto regalarci la gioia di aver figli, in quanto, dopo lunghi ed accurati esami, siamo giunti alla conclusione che entrambi siamo sterili. All'inizio la cosa ci ha profondamente depresso, ma, con il tempo, ce ne siamo fatta una ragione, in quanto bisognava pur menare la vita con tutti i suoi alti e bassi. Sia io, che mia moglie, abbiamo un fratello ed una sorella. Mia cognata è sposata ed ha tre figli, due maschi ed una femmina di nome Anna. Mio fratello, invece, di figli ne ha solo due, un maschio ed una femmina, e tutti e cinque i nipoti, spesso e volentieri, vengono a trascorrere lunghi periodi nella nostra abitazione, in quanto la nostra proprietà è una grossa fattoria, di quasi un centinaio di ettari e ben tre unità immobiliari. Una è quella occupata da noi come abitazione, una splendida casa da colonica, perfettamente ristrutturata con annesso un b&b, ed anche le altre due sono state trasformati in b&b. Una delle frequentatrici più assidue di casa nostra è mia nipote Anna, che ama i cavalli. Infatti abbiamo una scuderia con 12 animali veramente belli, e la ragazza ci viene a trovare per far delle lunghe e rilassanti cavalcate. Di recente è venuta a trascorrere un intero weekend con noi e, poiché non vi erano ospiti nel nostro b&b, lei si è data da fare per far sgranchire le gambe ai nostri cavalli. Non avendo particolari impegni, ho deciso di assecondare questa sua disponibilità a far muovere i cavalli, in quanto avevo programmato di raggiungere la parte nord della nostra proprietà, che arriva sotto un altissimo costone roccioso, alla cui base è stata ricavata una piccola baita completamente in pietra. Una costruzione particolarmente spartana, ma di un certo fascino, che dista circa quattro ore di viaggio dalla nostra abitazione. Anna adesso ha diciotto anni ed è diventata proprio carina. Ha i capelli neri lunghi mossi, snella, un bel seno di una terza abbondante ed un culetto da sballo. Comincia ad esser molto provocante. Spesso, quando fa caldo, me la trovo in giro per casa con indosso le sue magliette corte e pantaloni aderenti che lasciano poco spazio all’immaginazione. Quel giorno indossava un paio di jeans aderentissimi da sembrare nuda ed il suo bel sedere si offriva alla vista di chiunque. Ho sempre avuto un debole per il culo, mia moglie lo sa, e quello di Anna era davvero invitante. «Ma come fai a indossare quei pantaloni senza mutande?» Si vedeva lontano un miglio che mia nipote non indossava mutandine, perché non vi era alcun segno che ne attestasse la presenza. Non ha risposto, ma si è limitata a sorridere. Abbiamo cavalcato a lungo, quasi ininterrottamente per due ore, poi, giunti in prossimità di un ruscello, ci siam fermati per far riposare i cavalli. Mi son ritrovato Anna sdraiata sul prato, al mio fianco e, d'un tratto, senza dir niente, mi ha baciato e mi ha incitato a toccarla dappertutto. «Zio, baciami! Finalmente ti sei accorto di me? Fammi sentire le tue mani sul mio corpo! Non stupirti, perché mi son accorta di come mi guardi e anch'io ho voglia di sentire come mi accarezzi ovunque.» Ammetto di esser rimasto spiazzato dalla sua schiettezza e sfrontata intraprendenza. Mi sono ritrovato tra le mani il corpo di una splendida Lolita. Sebbene la sua aria ingenua, Anna è una ragazza forte e determinata. Inoltre, in questo frangente, mi son accorto che ha l'istinto di un'adorabile puttanella. Mentre le palpavo le chiappe tonde e sode, mi chiedevo se fosse munita di pelo oppure no; lei sembrò leggermi nel pensiero e mi sorrise.
«Anch'io muoio dalla curiosità di vedere ciò che sospetto possa trovarsi all'interno dei tuoi pantaloni: una bella mazza grossa e dura e son sicura che anche a te piacerebbe giocare con la mia farfallina, ma abbiamo ancora molta strada da fare, quindi, se non ti dispiace, lasciami giocare solo un po' con te.» Senza aggiungere altro, ha slacciato i miei pantaloni, ha aperto la cerniera ed ha infilato la sua splendida manina all'interno delle mie mutande; ho visto lo stupore disegnarsi sul suo viso, quando ha stretto il pugno intorno alla mia grossa mazza, senza riuscire a congiungere le dita. «Accidenti! Hai questo bel cazzone, zio?» L’ho aiutata a tirarlo fuori e lei lo ha subito impugnato con entrambe le mani e, senza nessuna esitazione, ha avvicinato la bocca alla cappella e, con la sua vogliosa linguetta, ha preso a lambire il prepuzio: come una gattina che ha trovato il suo pasto, ha preso a lappare con gusto il mio cazzo. Fin da subito, mi son reso conto che la piccola sapeva già il fatto suo. Ha sputato e bagnato con la saliva tutta l'asta, spalmandola con le mani, affinché risultasse esser ben lubrificata e poi, sollevato lo sguardo verso di me, ho visto che i suoi occhi brillavano di gioia; allora, senza nessuna difficoltà, ha spalancato la bocca e, un po' alla volta, si è spinta l'intera asta fin giù alla gola, fermandosi solo quando ha toccato, con la punta del naso, contro il mio inguine: se lo era infilato tutto in gola. Non che io sia uno molto dotato, in lunghezza arrivo quasi ad una ventina di centimetri e mia moglie stessa ha qualche difficoltà ad ingoiarlo tutto, mentre Anna l'ha fatto con una facilità impressionante. Ha trattenuto la mia verga in bocca, per un lungo, interminabile momento, poi lo ha sfilato ed ha iniziato a pompare, dentro/fuori, insistendo a risucchiare la punta tutte le volte che le riusciva di farlo. Sconvolgente! Mai provato un bocchino così intenso. Non nascondo che fremevo dalla voglia di scoparla e non mi vergogno di confessarlo. «Anna, fermati! Ho voglia di scoparti, ma, se continui così, tra poco ti riempirò la bocca di crema!» Lei se lo è sfilato per un attimo dalla bocca, mi ha sorriso e poi è rimasta un attimo titubante. «Zio, sono molto tentata di bere la tua crema, ma ammetto che anche tu hai diritto a divertirti con me, quindi, proseguiamo il nostro cammino.» Siamo risaliti a cavallo e, dopo circa un'altra ora, eravamo a destinazione.
Raggiunta la baita e, messi in libertà i cavalli, ci siamo spogliati nudi, perché, adiacente alla radura, c'è un piccolo ruscello, dove in un determinato punto si è formata una piccola vasca e, entrambi, abbiamo fatto un bagno rinfrescante. Non è possibile rimanere molto all'interno di quella vasca, perché l'acqua è particolarmente fredda, così ci siamo distesi al sole nudi. Appena riscaldati, Anna non vedeva l’ora di riprendere a fare la sporcacciona con suo zio, il “preferito”, come dice lei. «Finalmente, zio! Adesso posso averti tutto per me. Ho proprio voglia di far la porcellina con te! Dai, fammi impazzire!» Subito le ho messo due dita in fica ed ho scoperto che è depilata e bella larga, almeno quanto la sua bocca! «Accidenti, come sei aperta! Ho la netta sensazione che, nonostante tu abbia appena 18 anni, questo bel nido sia stato visitato da diversi uccelli!» Lei non ha risposto, però ha sorriso in maniera maliziosa e, subito dopo, ha ripreso il bocchino che aveva interrotto prima; mi è salito il sangue al cervello. Mentre si lasciava masturbare e sorrideva come un angioletto ribelle e smaliziato, sbavava sull’asta con fare esperto. Mi ha pregato di leccarle la fica e mi son immerso in quel suo adolescente paradiso. «Leccami, zio! Fammi sentire la tua lingua dappertutto! Casualmente ho scoperto che sei un vero porco a letto! Una sera ti ho visto, mentre ti divertivi con la zia ed ho sentito con quanto piacere lei ti invitava a continuare a leccarla, perché prossima all'orgasmo. Ho sempre desiderato sentir la tua lingua sulla mia lumachina e, adesso, voglio che tu mi faccia impazzire.» Ho affondato la lingua fra le valve della sua ostrica completamente fradicia ed ho gustato il sapore di cui era intrisa, gustandolo con immenso piacere e questo ha reso ancor più duro il mio cazzo; lei, compiaciuta, lo ha voluto dentro di sé. «Dai, zio, prendimi! Mettimelo tutto dentro! Brucio dal desiderio di sentirlo fin in fondo! Scopami tutta, zio! Dai, sfonda questa puttanella di tua nipote!» Ho affondato il cazzo dentro di lei e l’ho chiavata con impeto, stendendola sul prato sotto di me. Era munita di un buchetto profondo, palpitante, che mi avviluppava il cazzo e, più di una volta, me lo risucchiava con lunghe e continue contrazioni dei suoi muscoli vaginali, fino a che ha avuto un orgasmo. «Vengo, zio, vengo! Godo! Mi fai godere! Ancora più forte! Sei fantastico!»
Quel giovane corpo è stato scosso da lunghi brividi di piacere e poi, dopo che se lo era gustato per bene, l'ho abbracciata e mi son rigirato, sdraiandomi sotto di lei, che si è ritrovata impalata sopra di me. Ho visto lo stupore disegnato nei suoi occhi, quando si è trovata impalata sopra la mia verga, sentendola tutta fino in fondo, perché la sua bocca si è spalancata senza emettere alcun suono, mentre la sua testa si è reclinata indietro, costringendomi ad afferrarla, per mantener il suo corpo in verticale sul mio. Ha avuto un orgasmo istantaneo, aveva gli occhi rovesciati, evidentemente l'orgasmo doveva averla stravolta. Per qualche istante è rimasta immobile, poi ha appoggiato le sue mani sul mio petto ed ha iniziato a muoversi su/giù sulla mia asta e, ogni volta che si lasciava ricadere, vedevo la sua bocca spalancarsi, perché, evidentemente, il mio membro giungeva a sbatter fino in fondo, provocandole un dolore/piacere particolare. Ha goduto altre due volte, e poi, sfinita, si è adagiata sul mio petto. «Che toro! Che toro magnifico! Mai nessuno, finora, mi ha scopato come te! Ad averlo saputo, sarei venuta a cercarti molto prima! Dai, continua, fammi impazzire ancora!» Dopo l’ennesimo orgasmo, mi son alzato in piedi, l’ho appoggiata ad un piccolo masso posto lì vicino e, in piedi, l’ho sbattuta con affondi duri. Anna ha sollevato le gambe e le ha annodate ai miei fianchi, appoggiandosi alla roccia con il culetto. Ha avuto un altro orgasmo e, dopo averlo urlato, mi ha baciato infilando la sua lingua nella mia bocca. «Vengo! Cazzo, vengo! Mi fai godere ancora! Sei sconvolgente! Un toro da monta! Uno stupendo toro da monta!» Ero stupito dalla facilità con cui riuscivo a farla godere, mentre sentivo che avrei potuto resistere ancora per molto, perché non ero ancora sazio del suo corpicino; allora son tornato ad affondare nel suo pancino, mentre la inchiodavo alla roccia. È venuta ancora ed ha abbassato le gambe, sembrava stremata. Mi sono tolto, l'ho girata, facendola appoggiare con le mani alla roccia ed ho preso a possederla da dietro. La tenevo stretta per i fianchi, pompandola con un ritmo notevole e, ad ogni spinta, quando il mio corpo sbatteva contro il suo, la sollevavo da terra, anche se solo per alcuni centimetri. Sfinita, si è arresa a gambe larghe davanti al mio nerbo, accogliendolo in quella sua fica fradicia e bollente.
«Mi distruggi! Mi sfondi! Nessun maschio mi ha mai chiavato come te! Sono tua! Il mio corpo è tuo! Fa di me quello che vuoi, ma continua a farmi godere sempre e ancora di più!» Mentre la pompavo da dietro, vedevo il suo forellino anale aprirsi e chiudersi ritmicamente e, così, ho avvertito forte il desiderio di penetrare anche quel buco. «Ti voglio prendere anche nel culo: te lo voglio aprire tutto!» Nel sentir quelle mie parole, si è girata ed ho notato una certa preoccupazione sul suo viso. «Ecco zio…Vedi, io… cioè, voglio dire… forse il tuo è un po' troppo grosso… Diciamo che, solo una volta, ho permesso che mi facessero il culo!» Ho fatto colare un po' di saliva lungo lo spacco delle sue natiche e, con il dito pollice ho preso a lubrificare quella rosetta grinzosa. L'ho sentita fremere un po', allora l'ho invitata a rilassarsi. «Rilassati! Cercherò di esser quanto più delicato possibile: te lo aprirò molto lentamente e con assoluta delicatezza.» Ho iniziato a premere con la cappella sul suo forellino e, muovendomi lentamente, un po' alla volta, son riuscito a scivolar dentro di lei. Aveva portato una mano dietro e, quando spingevo un po' di più, mi bloccava; quando però ha sentito che le mie palle andavano a sbattere contro la sua fighetta, ha esultato per la gioia. «Accidenti, zio! Me lo hai messo tutto nel culo! Ma sei davvero fantastico! Non ho sentito dolore, solo un po' di fastidio che, sicuramente, tra poco passerà. Dai, fottimi il culetto, fammi sentire come si gode anche con quello.» Ho preso a limare quel foro, che avvolgeva tutta l'asta, fasciandola come un guanto e, aumentando con una certa gradualità le escursioni dentro/fuori, son arrivato al punto che lo estraevo quasi tutto, per poi riaffondarlo con forza, facendola balzare su e godere di un piacere infinito. «Oddio, che bello! Continua, è bellissimo! Mi stai sfondando il culo! Più forte! Sfondamelo più forte! Sei fantastico!» Pomparle il culetto in quel modo, mi ha procurato molto piacere e, ad un tratto, ho sentito d'esser prossimo all'orgasmo, così ho preso a sbatterla più forte e, quando lei ha urlato ancora per un ennesimo orgasmo, ho iniziato a svuotarmi dentro di lei. «Piccola! Adesso, sto sborrando! Senti come te lo inondo questo culetto? Te lo riempio tutto!»
Lo ha percepito tutto e ne ha goduto ancora di più. «Oddio, lo sento! È bellissimo! Mi stai facendo un vero clistere bollente!» Ha lasciato che mi svuotassi dentro di lei, poi si è girata e si è inginocchiata davanti a me, ha afferrato ancora la mia mazza gocciolante dei suoi umori e del mio piacere e, senza nessuna esitazione, lo ha preso in bocca ed ha iniziato a ripulirlo in maniera incredibile. Ero basito dalla lussuria che riusciva ad esprimere questa giovane ragazza. «Cazzo, figlia mia! Ma quanti ne hai ciucciati per esser così brava?» Lei ha continuato ancora un po', poi si è alzata in piedi e, guardandomi dritto negli occhi, mi ha sorriso. «Ammetto di averne succhiati parecchi, ma presi dentro e, soprattutto, essermeli goduti come ho fatto con te oggi, posso dire che avanzano le dita d'una sola mano! Il piacere che ho provato con te oggi, per me è stata la più bella scoperta! Adesso so a chi rivolgermi, quando avrò voglia di godermi una chiavata che possa effettivamente dirsi tale.» L’ho abbracciata e tenuta stretta a lungo. Lei, da quel giorno, ha cominciato regolarmente a venire, una o due volte a settimana, a trovarmi, per farsi montare da me. Oggi è fidanzata, ma, malgrado questo, non disdegna di farsi una cavalcata con me, fino alla baita in montagna.
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