Chapter 5 - Un trio speciale.
Giusy sei sempre bella, ma questa sera sei davvero bellissima! Buon compleanno!
1 year ago
Mi chiamo Giusy, ho 25 anni, bionda naturale, capelli a caschetto, occhi chiari, a mio avviso sono un po’ bassa, appena 1,65, ma, in compenso, ho delle belle tette, una 4a abbondante, un bel culo, una bocca ampia e labbra carnose. Sono sposata con Marco e sono casalinga. Prima lavoravo come impiegata in una azienda, ma poi il titolare l’ha delocalizzata in un altro stato e quindi son rimasta senza lavoro. Marco è un bel ragazzo, più alto di me, moro occhi scuri ed un bel fisico modellato da anni di duro lavoro. Ha una piccola ditta che si occupa di impianti idraulici e guadagna bene. Io, da casa, curo tutta la sua contabilità. Stiamo insieme da sei anni e da tre siamo sposati. A letto mi ha sempre soddisfatto, anche perché è munito di una buona dotazione associata ad una certa esperienza, acquisita nel tempo in cui ha avuto una relazione con una donna più grande e prima di me. Non ho mai indagato a fondo su questa storia, perché fino ad ora non avevo mai avuto motivo per esser gelosa. Ultimamente però ho notato, sulla sua agenda di lavoro, che si reca spesso presso l’abitazione di una troietta ninfomane di un piccolo paese vicino al nostro. Una di quelle donne che si danno l'aria di santarelline, ma che nella realtà sono porche come poche. Come già detto, non mi reputo una gran figa, ma nemmeno una da buttare, anzi, devo riconoscere che spesso gli sguardi degli uomini sembrano dirmi che vorrebbero scoparmi all’istante e la cosa suscita la sua gelosia, quindi è ovvio che, a mia volta, sia altrettanto gelosa di lui. Un anno fa è deceduta mia suocera, una persona cui Marco era molto legato e, di conseguenza, noi due ci siam presi cura di suo padre. Una volta alla settimana, gli eseguo il cambio della biancheria, lavo e stiro ogni cosa, ed ogni giorno si ferma a pranzo da noi. Angelo, mio suocero, è una brava persona. Mite, tranquillo, sempre calmo e, nei miei riguardi, sempre molto gentile e rispettoso. Mi dice che gli ricordo sua moglie e, in effetti, un poco gli somiglio, quindi nutre per me tanto affetto. Circa un mese fa, io e Marco abbiamo avuto l’ennesimo e furioso litigio.
«Sei un porco! Mi trascuri per quella zoccola! È inutile che mi dici che ci vai per lavoro! Certo, te lo dico io che lavoro fai a quella puttana: le sturi il culo! Sei un porco!»
«Sei la solita gelosa! Io lavoro per mantenerti e tu mi rinfacci cose inesistenti! Adesso basta, me ne vado!»
Marco se n’era andato sbattendo la porta, proprio mentre entrava mio suocero che mi ha visto sconvolta.
«Dai, calmati, che non serve a nulla adirarsi. Adesso ci parlo io con Marco e vedrai che tutto si aggiusta.»
L’ho guardato ancora sconsolata.
«Ma che si aggiusta! Lui è sempre a casa di quella vacca! Io per lui non ci sono più! Nemmeno mi vede! Gli servo solo per pulire e metter tutto in ordine»
Lui mi ha abbracciato con molta tenerezza e mi ha promesso che lo avrebbe riportato sulla retta via. Abbiamo pranzato in silenzio, con lui che mi dava delle strane occhiate. Era come se stesse riflettendo su una certa idea, ma sembrava indeciso se rendermene partecipe o no. Dopo quel giorno, le cose son cambiate radicalmente. Marco era tornato ad esser attento e premuroso nei miei confronti. Mi chiamava molte volte al giorno e, fra una cosa e l’altra, mi diceva sempre parole dolci e tutte le sere tornava presto a casa. È cambiato anche il sesso fra noi. Le nostre scopate erano diventate selvagge, intense, molto appaganti, come se lui avesse ritrovato un ardore che sembrava sopito e mi scopava quasi ogni sera. Per il mio compleanno, ha voluto regalarmi un bel vestito molto sexy. Un bel tubino nero, elasticizzato, che modella le mie curve in maniera davvero molto sexy e provocante. Calze nere velatissime con la riga e, ai piedi, delle scarpe nere tacco 12. Mi sentivo molto bella e anche mio suocero l’ha notato, quando ci ha raggiunto a casa nostra per andare insieme a cena in un ristorante molto rinomato.
«Giusy sei sempre bella, ma questa sera sei davvero bellissima! Buon compleanno!»
A tavola sono stati due commensali molto carini con me e mi hanno coperto di complimenti e coccole, in maniera davvero speciale. Ho sentito uno strano languore nel notare che Marco era molto contento quando suo padre mi faceva dei complimenti, anche un po’ spinti. Dopo cena ci siamo spostati nell’altra parte del locale, dove una simpatica orchestrina suonava musica molto piacevole e loro si sono alternati a ballare con me. Fra il vino bevuto a cena e i drink al tavolo da ballo, mi sentivo un po’ brilla, ma, nonostante questo, più di una volta ho avvertito una potente erezione da parte di mio suocero premere contro il mio ventre. Tutto questo mi ha insolitamente eccitato e, alla fine, siam tornati a casa un po’ brilli. Una volta sotto casa, Marco ha invitato suo padre a bere il bicchiere della staffa.
«Dai, sali un momento che ho una bottiglia di whisky che mi ha regalato un cliente e che conservo da parte per le serate speciali.»
Angelo non ci pensò due volte ad accettare l’invito! Si misero comodi sul divano a bere e discutere di motori, mentre io me ne stavo accanto a Marco impaziente di finire quella benedetta serata per poter fare una bella scopata! Ad un tratto Angelo, con una scusa, si avvicinò a me ed iniziò a dire a suo figlio che era stato un uomo davvero fortunato a sposarmi.
«Davvero fortunato a sposare una bella ragazza come Giusy. Assomiglia così tanto a tua madre, che mi vien voglia di…»
Forse fu complice l’alcol bevuto da tutti e tre che ci ha fatto perdere lucidità, ma hanno iniziato a palparmi. Mentre Angelo mi accarezzava le braccia, per poi passare ai miei capezzoli già turgidi, Marco era già fra le mie cosce dove ha trovato la fica che, nel frattempo, si era bagnata notevolmente. Ho sentito le loro bocche sul collo, uno per parte, e allora ho allargato le gambe come una vera troia perversa, per permetter loro di toccarmi, mentre le loro lingue continuavano a leccarmi il collo. Mi son sollevata dal divano, ho allungato le mani verso entrambi e poi mi sono diretta verso al camera da letto. Mentre mi avvicinavo al letto, mi son spogliata restando con il completo di pizzo nero che mi aveva regalato lui e le calze autoreggenti. Mi son inginocchiata sul letto e, giratami, li ho visti entrambi nudi. Mi son ritrovata davanti, in bella mostra, i loro cazzi in tiro che sembravano gemelli per lunghezza e spessore.
«Dai, papà, facciamola impazzire!»
I due maiali si alternavano a vicenda. Mentre Marco mi infilava in bocca il suo enorme cazzo, Angelo mi masturbava e viceversa.
«Dai, godi, puttanella! Questa sera ti facciamo la festa!»
Ero un lago. Godevo come una puttana e ne ero felice. Mi ero ripromessa una serata di sesso con mio marito, mentre ora ero alle prese con due cazzi stupendi, che mi avrebbero scopato fino allo sfinimento e questo mi eccitava da morire. Mi hanno portato ad un primo orgasmo che ho urlato a bocca piena. Dopo avermi fatto godere, Marco si è sdraiato sotto di me, mi ha fatto salire su di sé, facendomi impalare sul suo palo durissimo. Poi ho sentito Angelo dietro, che stava preparando il mio buchetto per incularmi! L’ho guardato un po’ stupita, ma lui mi ha sorriso e tranquillizzato.
«Rilassati, che ti porteremo al settimo cielo! Sarà un piacere sconvolgente! Rilassati e godi!»
Ho sentito colare un po’ di saliva lungo il solco delle natiche, dopo di che ha lubrificato il suo cazzo con altra saliva e, infine, mi ha mi infilato l’uccello tutto nel buco del culo. In un primo momento ho avuto la sensazione di esser infilata allo spiedo! Mi sentivo sfondare e, nello stesso tempo, piena.
«Piano, mi sfondi tutta! Oddio, come vi sento?! Vi sento entrambi! È… è bellissimo!»
Lentamente ho iniziato a godere come una vera e propria cagna in calore. Lo sentivo che entrava e usciva con i suoi movimenti lenti ma decisi.
Quando il suo cazzo fu totalmente dentro il mio culo, ben piantato fino in fondo, i due iniziarono ad alternarsi: dentro uno e fuori l’altro! Mi pompavano con un sincronismo perfetto! Sembrava che lo avessero fatto da sempre. Ho preso a godere ed urlare di piacere come una vera troia, tanto che, per la prima volta in vita mia, ho avuto un orgasmo vaginale ed anale.
«Vengo! Vengo! Ancora! Ancora più forte! Ancora! Ora vengo!»
Mi sentivo sfondata, godevo di un orgasmo dopo l’altro, senza soluzione di continuità, come una maiala spaccata in due, ma, allo stesso tempo, appagata da tanta abbondanza di cazzo! Son quasi svenuta dal piacere provato. Marco mi ha strizzato i capezzoli e il dolore mi ha destato di nuovo i sensi, proprio mentre entrambi mi inondavano i buchi nello stesso istante di crema bollente, che è poi colata fuori dai buchi spanati. Ansimavo sfinita dalla moltitudine di orgasmi provati, mentre loro si son dati una bella occhiata ed hanno sorriso compiaciuti.
«Benissimo! Finalmente abbiamo riscostruito il mitico trio! Lei non è tua madre, ma è sicuramente troia come lei e poi la faremo diventar ancora più puttana!»
Li ho guardati senza capire e Angelo mi ha abbracciato e, tenendomi stretta assieme a Marco, mi ha spiegato cosa intendessero dire.
«Prima di te, Marco e io ci scopavamo mia moglie, non che sua madre. Lui ti ha detto di aver avuto una relazione con una donna più grande, ma in realtà è stata sua madre a sverginarlo ed a fargli provare il piacere di scopare e godere con una donna. Con la zoccola che frequentava, cercava di crear di nuovo il piacere di scopare come faceva prima, ma, in realtà, non riusciva a trovare il modo per dirti che ci sarebbe piaciuto far quello che abbiamo fatto questa sera. Se lo vorrai, da oggi diventi la nostra donna e ti tratteremo da regina, ma, a letto, sarai la nostra puttana!»
Ero incantata e, nello stesso tempo, un po’ adirata per esser stata tenuta all’oscuro di tutto questo, ma, senza aggiunger altro, ho guardato Marco, che mi ha sorriso, in attesa della mia risposta.
Non ci ho messo molto a riflettere su quanto propostomi; in fondo, quando mi sarebbe ricapitato di godere con due maiali cosi ben dotati?! Mi son abbassata ed ho ripreso i loro cazzi, ancora turgidi, in bocca e sorridendo, ho esordito:
«Allora, adesso, chi me lo mette nel culo?»
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