Incesto. vol. II

Chapter 7 - Ingravido la moglie di mio fratello

Ma ho capito bene? Mi stai dicendo che io… Sì, hai capito bene...vorrei che tu e Pamela concepiste nostro figlio

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pennabianca

1 year ago

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Mi chiamo Adriano, ho 35 anni e sono un bel ragazzo moro, dagli occhi marroni, spalle larghe, fisico ben asciutto e tonico. Sono un single e vivo e lavoro in una grande città del nord. Sono un buon avvocato divorzista. Economicamente me la cavo abbastanza bene: essendo scapolo e con un buon reddito posso permettermi una vita alquanto agiata. Ho un grazioso appartamentino quasi in centro città e le occasioni di far sesso non mi mancano. Provengo da una famiglia non meno agiata. I miei genitori sono commercianti ed ho un fratello più giovane di nome Marco, che ha sposato Pamela tre anni fa. Vivono in un paese a circa venti minuti dalla città. Una settimana fa mi chiama mio fratello e mi invita a cena. La cosa mi ha un po' stupito, non che fra di noi le cose non vadano bene, ma era piuttosto insolito questo invito a metà settimana. L’ultima volta, l’avevo ho visto circa 15 giorni fa, a cena, in casa dei nostri genitori e, nell'occasione, ho potuto ammirare la bellezza di mia cognata Pamela. Alta, mora, occhi neri e grandi labbra carnose, un bel seno prosperoso ed un culo da sballo. Se non fosse la moglie di mio fratello, giuro che un bel pensierino lo avrei fatto. Mi son presentato da loro, come richiesto, verso le 19:00. Ad accogliermi c'era solo mio fratello, che mi ha chiesto di seguirlo nello studio, offrendomi qualcosa da bere. Ho capito subito che dietro quell'invito c'era un qualche motivo ben preciso, ma non potevo neppure immaginare quale fosse. Marco, dopo qualche convenevole, è andato dritto al punto. «Se sei qui stasera, è perché io e Pamela abbiamo bisogno del tuo aiuto. Se non te la senti, lo capiremo, ma ti prego di pensarci bene prima di dirci di no.» L’ho guardato interdetto. Per un attimo, ho ipotizzato le peggiori cose. Lui ha continuato a parlare. «Come sai, io e Pamela siamo sposati ormai da tre anni; abbiamo provato a lungo ad aver un figlio, ma, purtroppo, tutte le cure cui mi sono sottoposto, non son servite a nulla: non posso averne, sono sterile!» L’ho guardato davvero sorpreso e non capivo dove volesse andare a parare. Che aiuto, potevo dargli io? Lui ha continuato. «Il responso degli esami è stato chiaro: sono sterile! Non posso mai diventare biologicamente padre e, soprattutto, non posso regalare, alla donna che amo tanto, la gioia di diventar madre. O, almeno, non direttamente.» Ero senza parole e son solo riuscito a sussurrare un inutile "mi dispiace". Ancora non capivo però perché lo stava raccontando a me e cosa volesse. Marco si è reso conto che non avevo capito. Così ha ripreso il discorso.

«Avremmo potuto ricorrere alla fecondazione assistita, ma è un procedimento lungo, costoso e doloroso, così, confrontandomi con Pamela, abbiamo pensato ad un'alternativa più naturale, che ci permetterebbe finalmente di diventar genitori, e qui... entri in scena tu.» Lo guardo sbigottito e molto incredulo. «Ma ho capito bene? Mi stai dicendo che io…» «Sì, hai capito bene...vorrei che tu e Pamela concepiste nostro figlio.» Ha detto tutto di un fiato Marco. Dopo qualche secondo di shock, provai a rispondere. «Marco non puoi dir sul serio...come faccio? Sei mio fratello.» Lui mi ha sorriso ed ha ripreso a parlare sempre più convinto. «Proprio perché sei mio fratello ed hai il mio stesso sangue; fisicamente abbiamo anche una buona somiglianza. Inoltre ho notato come guardi mia moglie, convincendomi che non ti è indifferente, anzi. Ora hai l'opportunità di realizzare questo tuo desiderio con la mia approvazione.» Proprio in quel momento, abbiamo sentito bussare alla porta. Era la moglie, appena rientrata dal lavoro. Pamela è entrata nella stanza e si è avvicinata a me, salutandomi. Ero imbarazzato, mentre lei mi abbracciava affettuosamente. Il contatto col suo corpo, dopo la chiacchierata con mio fratello, mi ha provocato un'immediata erezione, che lei ha percepito subito, come mi ha fatto capire con un sorrisetto malizioso. «Amore, vado a farmi una doccia, mi cambio rapidamente e son da voi. Intanto ordinate le pizze.» E' quanto ha detto Pamela, rivolgendosi a mio fratello. Appena la moglie uscita dalla stanza, Marco si è rivolto di nuovo a me. «Valuta la mia proposta: se mi dici di sì, in un secondo tempo parleremo dei dettagli; capirai che si tratta di una cosa che posso chiedere solo a te. Ora, però, andiamo ad apparecchiare che ho una certa fame.» Pamela ci ha raggiunto in soggiorno, dopo una ventina di minuti. Indossava un mini abito nero a fascia, spalle scoperte, gambe abbronzate in bella vista e sandaletti con tacco. Non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso, cosa che entrambi hanno notato con reciproca soddisfazione. Probabilmente era proprio quello che speravano. Alla fine della cena, Marco è andato in cucina con la scusa di preparare un caffè e mi ha lasciato da solo, sul divano, con Pamela, per qualche minuto. «So che tuo fratello ti ha già esposto la nostra idea...» «Sì, mi ha detto.»

«Sappi che non è mia intenzione forzarti; capirei, se non te la sentissi... in fondo sono la moglie di tuo fratello e capisco l’imbarazzo morale di questa cosa, ma devi anche capire che, per noi, non è facile ed abbiamo accarezzato l'idea che solo tu potessi darci una mano. Ovvio che, se non ti piaccio, lo posso capire.» L’ho guardata un po’ in imbarazzo. «Ma che dici... anzi... non è quello. Penso che tu sappia che ti trovo molto bella ed attraente.» Lei ha sorriso e mi ha guardato con aria complice. «Ti ringrazio, sei molto gentile... comunque, sì, l'ho notato anche poco fa e anche io trovo che sei un bel ragazzo, altrimenti non riuscirei mai a fare ciò che abbiamo ipotizzato.» Marco tornò in soggiorno con i caffè ed io ero più eccitato che mai. La possibilità di poter scopare con Pamela, me lo aveva fatto diventare di marmo. Non avevo bisogno di pensarci oltre. A fine serata, mio fratello mi ha accompagnato alla porta e gli ho comunicato quella che era la mia decisione. «Ok, per me va bene! Mi sembra una pazzia, ma se è questo che volete, ok, facciamolo, ma che sia fatto bene, in ogni senso. Organizza e fammi sapere.» Marco mi abbracciò e mi diede una pacca sulle spalle. «Grazie, te ne sarò riconoscente a vita. Ci sentiremo a breve per i dettagli.» Una settimana dopo la cena, ho ricevuto un messaggio da mio fratello Marco. Per tutta la settimana ho faticato molto a concentrarmi sul lavoro. «Ti aspettiamo sabato mattina, alla baita in montagna. Cerca di esser puntuale.» Il momento era arrivato. Il solo pensiero di scopar sua moglie Pamela, mi turbava, ma, allo stesso tempo, mi eccitava, non potevo negarlo. Sono arrivato e ho visto la vettura di Marco già sul posto. La nostra baita di famiglia è un posto molto tranquillo ed ho capito che avevano scelto quel posto per stare in santa pace. Sulla soglia, ad accogliermi, c’era Marco. Sembrava tranquillo e cordiale come sempre. Mi ha offerto qualcosa da bere, probabilmente per rompere il ghiaccio. Quindi ci siamo accomodati in salone. Solo io e lui. «Volevo ancora ringraziarti per quello che hai deciso di fare per noi. Significa davvero tanto, credimi. Io e Pamela te ne saremo riconoscenti per sempre.» Mi ha parlato, guardandomi negli occhi. Mi sentivo quasi in colpa; stavo per scopargli la moglie e lui mi ringraziava... Ma, d'altronde, era stato lui a chiedermi di farlo. Son rimasto in silenzio, imbarazzato, quindi è stato ancora lui a spiegarmi come si sarebbe svolta la cosa.

«Pamela ti aspetta in camera. Abbiamo calcolato che, oggi e domani, è nei giorni più fecondi, quindi dovrai scoparla il più possibile. Io aspetterò qui, in salotto. Quello che succederà in quella stanza resterà tra te e lei. Sarà mia premura prepararvi dei pasti e tutto quello di cui potreste aver bisogno, ma, nelle prossime 48 ore, tu sarai il suo toro da monta. Scopala come vuoi, ma, l'unica cosa che ti chiedo, è di farmi diventar padre!» Io l’ho guardato davvero ammirato. Mi offriva per due giorni sua moglie che lo avrebbe cornificato con me in maniera permanente e lo faceva con una calma sconcertante. «Ce la metterò tutta, te lo prometto. Farò in modo che tu sia padre.» «Padre e cornuto! Ma questo aspetto non ti riguarda. Ora vai, ti sta aspettando.» L’ho guardato e gli ho chiesto se non ritenesse fosse meglio partecipare anche lui. «Potremmo scoparla insieme e cosi non ti sentiresti un cornuto. Ovvio che sarò io a sborrarle dentro, ma tu puoi sempre divertirti.» Lui mi ha rivolto un ironico sorriso. «Sì, abbiamo anche valutato questa possibilità, ma lei mi ha chiesto di farlo prima da sola con te, poi, se vorrà, entrerò anch’io. Adesso vai.» Mi son recato in camera ed ho trovato Pamela seduta sul letto: bellissima, come sempre. La luce era soffusa in quanto, le persiane socchiuse, permettevano ai raggi di sole di illuminare leggermente la stanza. Indossava una vestaglia cortissima, che lasciava completamente scoperte quelle gambe cui avevo dedicato parecchie seghe. Piedi scalzi, unghie laccate di rosso, come quelle delle mani. Quando mi ha visto, ha sorriso leggermente imbarazzata, quindi si è alzata e si è avvicinata a me; ha lasciato scivolare a terra la vestaglia, restando coperta da un completino intimo di pizzo nero, reggiseno e perizoma. L’ho stretta in un abbraccio colmo di passione e la sua voce mi ha tremendamente eccitato. «Tranquillo, lascia fare a me. Mi sto masturbando da tempo, pensandoti. Quanto Marco mi ha proposto, suggerendomela, questa soluzione, mi son bagnata all’istante. Non fraintendermi, amo tuo fratello e non lo tradirei mai, ma tu sei speciale ed un figlio, in alternativa a lui, potevo farlo solo con te. Desidero che lui assista alle nostre copule, ma, come prima volta, ho preferito esser sola con te. Lo amo credimi, ma in questo momento non sono proiettata allo scopo: desidero esser la tua troia, che si fa scopare da te. Poi, quando entrerà anche lui, sarò la moglie che tu dovrai ingravidare, se non lo avrai già fatto.

Conosco una signora di nome Lucrezia, che ha avuto il piacere di scopare con te; mi ha informato che sei ben fornito e che lo sai usar molto bene, oltre ad eiaculare tantissimo! Perciò, adesso fammi impazzire!» Quindi si è inginocchiata, mi ha slacciato la cintura e sbottonato i pantaloni, abbassandoli fino ai piedi. L'erezione dentro gli slip era evidente. Pamela ha incrociato il mio sguardo ed ha sorriso compiaciuta. Poi mi ha sbottonato e tolto anche la camicia. Ero completamente nudo; ha iniziato a masturbarmi per qualche secondo; ero già nel pieno della mia vigoria. «È proprio un bel cazzone, grosso e lungo, un po’ più di quello di tuo fratello.» A quel punto si è sdraiata supina sul letto e si è tolta il reggiseno, poi ha sfilato il perizoma ed ha allargato le gambe, offrendosi a me. «Vieni a leccarmela, dai, fammi godere!» Mi sono inginocchiato fra le sue cosce, ho ammirato la bellezza della sua ostrica rilucente, profumata, che emetteva miele dolcissimo. L’ho guardata negli occhi per un attimo e poi ho affondato la bocca in quello scrigno di nettare. Stavo leccando la fica della moglie di mio fratello! Aveva un buon odore ed anche il sapore mi piaceva. Pamela gradiva, mi guidava leggermente con le mani sulla nuca e poi ha reclinato la testa all'indietro. Ha goduto. Ha iniziato a gemere sommessamente. «Sì, dai…vengo! Dai, che godo! Sei meraviglioso! Vengo!» Ha goduto urlando a bassa voce, forse per non umiliare lui che, sicuramente stava origliando dietro la porta. Dopo aver goduto, mi ha reclamato dentro di sé. «Son pronta! Dai, scopami e mettimi incinta!» Il momento era arrivato. Mi son allungato su di lei ed ho appoggiato la mia verga fra le labbra della sua fica grondante; poi, son scivolato tutto dentro quella fica così accogliente. Pamela non è riuscita a trattenere un urlo. Mi son fermato. «No, che fai! Continua! Scopami e fammi impazzire. Cazzo come ti volevo! Mi sei entrato nel sangue come una droga! Scopami, ti prego, e fallo a lungo e forte!» Ho iniziato a scoparla. All'inizio piano, poi a ritmo sempre più accelerato. Pamela mugolava sotto di me a occhi chiusi

«Sì, così, non ti fermare dai... fammi godere e vienimi dentro!» Più mi incitava e più io la scopavo. Nel mentre le palpavo il culo, le succhiavo i capezzoli. Pamela ha aperto gli occhi. Era sudata, stravolta dal piacere. Mi ha guardato con occhi carichi di lussuria e, improvvisamente, ha incollato le sue labbra sulle mie. Ci siamo scambiati un bacio da veri assatanati. «Sei bravissimo! Mi fai impazzire! Scopami come una vacca! Dai, scopami forte e, ti prego, sborrami dentro, fammi diventar madre!» Ho preso a sbatterla come un pazzo scatenato. Lo ero, di fatto. Ero un toro da monta furioso e, alla fine, le ho riversato dentro il mio seme. «Sborro! Ti riempio la fica, Pamela! Ti ingravido!» Son venuto copiosamente dentro la moglie di mio fratello, che mi abbracciava da dietro, spingendomi il più possibile contro e dentro di lei. Restammo una decina di minuti distesi sul letto per riprender le forze. Quindi, stavo per alzarmi quando Pamela mi ha sorpreso ancora. «Aspetta, adesso facciamo entrare anche lui.» Si è alzata di scatto dal letto ed ha aperto la porta: lui era lì che ci osservava. Lei lo ha fatto entrare ed abbiamo iniziato a scoparla insieme. Per due giorni le abbiamo riversato in corpo non so quanta sborra. Prima di venir via, lei, dopo averci distrutto, mi ha fatto una sorpresa davanti a lui. «Questa sarà l’ultima volta che stiamo insieme. Mi sei sempre venuto dentro e di questo ti ringrazio. Mi hai fatto un grosso regalo, lascia che ti ricambi.» La mano di Pamela è scesa sul mio cazzo ed ha iniziato a segarmi lentamente, senza mai staccare i suoi occhi dai miei, poi ha abbassato la testa e le sue labbra si son adagiate sulla cappella. Mi ha guardato con la maggior provocazione possibile. Pochi istanti dopo, il mio cazzo era sparito dentro la sua bocca. Pamela mi stava facendo un pompino ed era davvero bravissima. Marco mi guardava in silenzio, mentre lei mi faceva impazzire con la bocca. Ho chiuso gli occhi e le ho messo una mano sulla nuca, imprimendo il ritmo. Nonostante fossi venuto tanto, non ho resistito molto. Ho sborrato tra le sue labbra e, quando la moglie di mio fratello ha lasciato la presa, mi son accorto che aveva ingoiato tutto! Marco ha sorriso e l’ha baciata in bocca. Me ne sono andato. Ho passato tre settimane, senza saper nulla. Poi, un pomeriggio, mi ha chiamato: «Pronto, sono Marco. Puoi passar da noi, più tardi?» Marco non mi ha anticipato nulla: Pamela era già incinta o il primo tentativo era fallito? Quando mio fratello ha aperto la porta, non ha fatto trasparire alcuna emozione. Raggiunto il salotto, ho visto sua moglie seduta sul divano, col volto serio: sul tavolino, di lato, c'era una bottiglia di spumante con due calici.

«Quelli sono per noi! Pamela è meglio che eviti gli alcolici per i prossimi nove mesi!» Ha annunciato raggiante Marco. Mi ha abbracciato forte. «Grazie, grazie davvero, fratello! Ci hai fatto il più grande regalo che potessimo ricevere. Non lo dimenticheremo mai!» Ho guardato Pamela che mi ha sorriso e si è alzata dal divano, avvicinandosi a noi. Ho abbracciato anche lei. Era bellissima, più radiosa che mai. Quindi ci siamo accomodati. Marco voleva definire i dettagli del nostro accordo. Mio fratello aveva preparato tutto. «A partire da questo momento, tu non sei più mio fratello, ma il toro di mia moglie!» L’ho guardato sbalordito. «Ma che stai dicendo? Io…» Lei ha sorriso ed ha proseguito il discorso. «Sta dicendo che, se lo vorrai, mi potrai ingravidare ogni volta che vuoi!» Basito mi son girato verso mio fratello. Lui ha sorriso e, stretta la mano a lei, ha continuato ad elencare i termini dell’accordo. «Ti dovrai impegnare a rinunciare per sempre a ogni diritto sul nascituro o eventuali altri figli e, nello stesso tempo, noi ci impegniamo a non richiederti mai nulla, per il sostentamento del bambino o altri figli che, a tutti gli effetti, sarebbero divenuti figlio/i miei e di mia moglie Pamela, per sempre. In cambio potrai ingravidarla a suo e tuo piacimento!» «Ok, accetto! Avrai tutti i figli che lei vorrà da me. In cambio, però, una settimana all’anno lei sarà solo mia, la porterò dove voglio, e tu non dovrai mai aver nulla in contrario.» Marco mi ha guardato ed ha tirato un sospiro di sollievo. «Lo immaginavo, anzi lo immaginavamo: io e Pamela ne avevamo già parlato.» A quel punto Pamela lo ha interrotto. «Marco mi ama profondamente, come io amo lui. E secondo noi, l'amore consiste nella totale libertà.» Sono stato un po' disorientato da quella risposta: ho ritenuto di non aver capito bene. «Ma vi è chiaro cosa sto chiedendo?» Mio fratello mi ha risposto all’istante. «Assolutamente sì! Pamela verrà con te una settimana all’anno, ma, in ogni caso, sarà mia moglie, la madre di mio figlio o di altri: è la donna che amo al di sopra di ogni altra cosa. Se lei è d'accordo, lo sono anch'io.» In sei anni, son diventato padre tre volte.

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