Papà ti amo!

Chapter 6 - Papà ti voglio tanto bene!

Un momento di tenerezza, una carenza d’affetto li fa incontrare e da quel momento nulla è più come prima!

P
pennabianca

1 year ago

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Mi chiamo Letizia, ho 17 anni, sono di media statura, occhi azzurri, capelli biondi lunghi, un bel seno che si sta ancora sviluppando, fisico snello, amo il nuoto ed ho un bel culetto a mandolino. Di carattere, sono un po’ timida: in mezzo alla gente e solo con le persone con cui ho più confidenza, riesco a trovarmi a mio agio, tra cui c'è mio padre. Ricordo bene lo scorso inverno, quando, grazie a lui, son diventata donna. Non stavo attraversando un buon periodo. Non avevo un fidanzato e le mie due compagne di scuola, quelle con cui avevo legato molto, si erano trasferite e io mi sentivo sola. In aggiunta c’era anche il fatto che mio padre aveva accettato il divorzio da mamma, perché lei aveva deciso di inseguire la sua carriera e noi gli eravamo d’intralcio: in buona sostanza, papà era d’intralcio, perché lei, per quel suo scopo, aveva preso a scopare con il suo capo. Così, mi son ritrovata a vivere con mio padre. Lui, un bel maschio di 37 anni, alto, moro occhi chiari, con un bel fisico curato, è insegnate di educazione fisica ed allena la squadra di nuoto femminile. Ho avuto sempre un po’ di gelosia nei confronti di tutte quelle ragazzette di 16/17 anni, che se lo mangiano con gli occhi. Poi una sera, mentre stavamo cenando, lui si è accorto che ero più distaccata del solito. «Piccola che ti succede? Mi sembri giù di corda. Ci sono problemi? Hai delle difficoltà?» Io, per non farlo preoccupare, gli ho risposto che andava tutto bene. Dopo cena, mi son preparata per la notte, ma prima di andare a letto ho trascorso la solita oretta a chattare con le amiche lontane. Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con qualche amica ed amico, sono andata a letto e, qualche minuto dopo, è arrivato papà a darmi la buonanotte dalla soglia della camera, come tutte le sere. «Buona notte, piccola mia.» Io l’ho chiamato. «Papà aspetta! Vieni qui, vicino a me, che ho bisogno di un abbraccio. Resta qui a dormire con me, ti prego! Ho bisogno di affetto e coccole.» Onestamente mi aspettavo un rifiuto, ma non mi fu rivolto. «Ok, va bene, resto a dormire qui con te.» Gli ho fatto posto nel mio letto. Lui si è disteso accanto a me, io subito dopo l’ho abbracciato. Eravamo di fronte e mi sentivo bene, protetta, tranquilla! Ero al sicuro tra le braccia di mio padre e nessuno avrebbe potuto rubarmelo.

Così abbiamo iniziato a parlare dei miei crucci. «Piccola, che ti succede?» «Sto passando un brutto momento: mi sento sola. Sai, fra i casini della mamma, le mie amiche che si sono trasferite; mi sento abbandonata. Tu non mi lasci, vero?» Lui mi ha sorriso e mi ha abbracciato, ma vedevo che stava cedendo al sonno, avevo il suo respiro sul collo. Gli ho preso il braccio e l’ho spostato su di me, poggiandolo un po’ più sopra del mio culetto. Lui mi ha sorriso e mi ha abbracciato, molto stretta a lui. Ho sentito il suo pacco strofinarsi su di me ed io, con la mano sotto la canottiera aderente, gli ho toccato il petto. Nel mentre ho iniziato lentamente a dargli dei bacini sul collo e sulla guancia. Lui mi ha sorriso e mi ha dato un bacio sulla guancia, poi ha allungato le sue braccia e le ha poggiate in basso, sul mio culetto! Sentirle addosso mi ha eccitato tantissimo e, infatti, poco dopo, con una mano è risalito e si è reso conto dei miei capezzoli eccitati! Avvertivo il suo membro duro che strusciava e così sono scesa con la mano ed ho iniziato a toccarlo dall'esterno del pantalone del pigiama. Mi ha fissato con occhi carichi di desiderio, io l’ho abbracciato e lui, a questo punto, mi ha preso e mi ha sollevato alla sua altezza, prendendo a baciarmi. È stato il bacio più passionale e bello della mia vita, ho provato qualcosa di indescrivibile. Abbiamo continuato a baciarci e, nel frattempo, lui mi ha massaggiato le tette, giocando con i miei capezzoli ormai durissimi. Poi è sceso giù con la mano ed ha cominciato a giocherellare con la mia lumachina, che già schiumava. Me la massaggiava e provavo piacere. Era tremando! Prima muoveva le dita piano e poi di colpo aumentava la velocità, fin quando gli ho stretto le cosce intorno, imprigionando quella mano che tanto piacere mi donava. Lui si è fermato e poi, mi ha infilato due dita dentro. Ho goduto all’istante! «Sì…ummhhmmu! Vengo! Mi fai venire!» Godevo, ma non mi bastava! Lui ha intuito il mio desiderio e, subito dopo, ha preso a scivolare giù e, in pochi secondi, era lì con la testa in mezzo alle mie cosce a leccarmi tutta. Con la lingua giocherellava sul clitoride. Mi eccitava da matti! Poi ha iniziato a far dentro e fuori con la lingua e così, per la seconda volta nella serata, son venuta. «Mi uccidi! Mi fai venire! Non ti fermare! Non ti fermare! Ancora! Vengo!»

Un orgasmo devastante, mi ha fatto tremare tutta. Ha leccato tutto il miele che era sgorgato copioso dalla mia passera, poi si è alzato, mi ha preso la mano e l’ha appoggiata suo bel cazzo duro, come non mai. Ho preso a segarlo piano e lui si contorceva per il piacere, che gli facevo provare. «Sì, piccola, così…continua! Dai, che vengo!» Sentire che era prossimo al piacere, mi ha fatto abbassare e, di colpo, l’ho preso in bocca. Lui mi ha appoggiato una mano sul capo ed ha iniziato a dettare il ritmo della pompa. Lo prendevo quasi tutto in bocca, ma, essendo abbastanza grosso, dovevo combattere con i conati di vomito che andavano e venivano. «Sì, piccola, ingoialo tutto! Sei meravigliosa! Hai una bocca incandescente! Amore, vengo! Sfilati, che sto per venire!» Sfilarmi? Nemmeno per sogno! Volevo bere il seme che mi aveva generato! Ho serrato la bocca ed ho atteso l’arrivo della prima bordata. Mi ha inondato la bocca e l’ho ingoiato tutto, per poi riceverne dell’altra ancora più buona! Era dolcissimo! Ne ho ricevute tre razioni abbondanti, che ho gustato ed ingoiato con immenso piacere. Ho continuato a succhiarlo, perché era rimasto ben duro. Mi son distesa supina e lui si è posto fra le mie gambe; ha appoggiato la sua bella verga fra le pieghe della mia ostrica, che era ormai ridotta ad un lago di umori. Ho sollevato le braccia abbracciandolo fortissimo a me. Lui ha fatto lo stesso, tenendo le sue mani sul mio culetto! L’ho baciato e lui ha limonato con me, assaporando il suo stesso piacere. Poi l’ho guardato e gli ho fatto una precisa richiesta. «Papà, voglio che sia tu a farmi diventar donna! Dai, fallo per me! Finora, non ho voluto nessun altro che te!» Lui mi ha guardato, mi ha sorriso. «Va bene, piccola mia. Quello che mi chiedi non è una cosa semplice, te la ricorderai per tutta la vita, quindi cercherò di esser quanto più delicato e dolce possibile. Rilassati, così sarà bellissimo, e poi ti farò godere tanto. Ti ricorderai di questa sera per sempre, come la più bella della tua vita.» Dopo queste dolci parole, piano piano, con una mano ha preso il cazzo durissimo ed ha iniziato a farlo entrare dentro di me. Lo spingeva piano, ma senza farlo entrare ancora. Lo appoggiava e faceva movimenti circolari, poi ha iniziato a spingerlo dentro e poi fuori, poco per volta, per poi rientrare, andando sempre più in fondo. Ad un tratto, ho sentito la punta forzare e lui mi ha sorriso e tranquillizzato. «Amore, ci siamo. Sono al punto in cui dovrò farti male, ma durerà solo un attimo: dopo, sarà solo piacere. Rilassati, fai un bel respiro.»

Ho spalancato la bocca per respirare e lui, in quell’istante, lo ha spinto di colpo tutto dentro di me. Per un attimo ho avuto la sensazione come se qualche cosa mi si lacerasse dentro. Subito dopo l’ho sentito affondare dentro, fino a sbattere sul fondo. Mi ha provocato una scarica elettrica, che ha fuso la mia mente e io ho urlato un orgasmo sconvolgente. «ODDIO VENGO! VENGO! VENGO! MI FAI IMPAZZIRE!» Sentire quel bellissimo cazzo tutto dentro era sconvolgente! Lui ha preso a pomparmi con un ritmo pazzesco. Alternava movimenti veloci ad altri lenti. Entrambi stavamo godendo ed io sono arrivata ad un nuovo orgasmo. «Papà sto per venire! Papà vengo! Adesso, vengo!» Lui ha di colpo aumentato la velocità per farmi godere ancora di più e anche lui è venuto dentro di me. «Amore mio, vengo! Ti vengo dentro! Godi, mia dolcissima principessa!» Ho sentito una ondata di calore invadermi il ventre e scaldarmi la vagina, ben protetta dalla pillola. Ero molto felice, perché stavo provando delle emozioni spettacolari, indescrivibili. Siamo rimasti immobili ed ho sentito che ancora non si era ammosciato. L’ho fatto sdraiare supino, gli ho preso il suo scettro in bocca e ho assaporato il piacere che mi aveva riversato dentro per la prima volta! Non sazia, gli son salita sopra e mi son impalata su di lui. Ho iniziato ad andare su e giù, sentendo il suo cazzo sempre più dentro il ventre. Lui ha sollevato le mani e mi ha torturato i capezzoli. Ha inarcato le gambe e ha preso a scoparmi dal basso. Mi dava dei colpi così forti da farmi saltellare su di lui. Ho avuto un altro orgasmo, poi mi ha messo di lato e mi ha scopato sempre molto forte, fin quando l’ho sentito godere ancora dentro di me. Eravamo esausti ma felici: io, infinitamente contenta. «Papà, è stata l’esperienza più bella di tutta la mia vita. È stato bellissimo esser fra le tue braccia. Sono stata benissimo, grazie infinite e, quando ne avrò bisogno, saprò a chi rivolgermi. Ti voglio tanto bene, papà!» Lui era emozionato. «Piccola mia, è stato un piacere per me. Stare con te mi ha fatto sentire al settimo cielo! Grazie, amore mio! Ti giuro che potrai contare sempre su di me; io, per te, ci sarò sempre!» Dopo queste parole ci siamo abbracciati e addormentati restando nudi e liberi! Quando l’indomani mattina mi sono svegliata, l’ho trovato lì accanto a me, che dormiva: era bellissimo! Vedendolo non sono riuscita a resistere alla tentazione di prendergli il membro in mano e così, presa dal desiderio, ho cominciato a prenderlo in bocca. Lui si è svegliato e mi ha sorriso.

«Che bel risveglio, amore! Oggi inizia davvero bene la mia giornata!» Mi son tolta lo scettro dalla bocca e poi l’ho baciato, intensamente. Bellissimo! Ho cercato la sua lingua e ci ho limonato un poco. Lui mi ha sorriso e poi mi ha detto che era tardi e che dovevamo andare, lui al lavoro ed io al liceo. Mi sono abbassata e gli ho preso ancora per un attimo il suo meraviglioso membro fra le labbra, gli ho dato un bacio e poi l’ho ringraziato. «Grazie ancora, mio principe, non smetterò mai di ringraziarti per tutto il piacere e l’amore che mi dai. Ti voglio bene, papà!» Ora sono passati sei anni bellissimi, in cui sono stata, a tutti gli effetti, la sua donna. Mi ha insegnato tutto e mi son anche fatta aprire il culetto, ma, adesso, lui pretende che io mi sposi: vuole un nipotino! E se smettessi di prendere la pillola?

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