Desiderio animale

Chapter 7 - Un cane come amico.

Patrizia da quanto tempo godi del piacere che da Toby?

P
pennabianca

1 year ago

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Mi chiamo Laura, ho ventotto anni e lavoro come impiegata alla nella sezione amministrativa di un grande ospedale. Ho da tempo tagliato il mio legame con un fidanzato che mi cercava solo una volta alla settimana per scopare. Sono una ragazza normale, fisicamente ho le curve morbide, ma non grassa. Ho un bel culo e una terza abbondante di seno, ma per il resto sono una che se non la guardi di proposito quando passa non ti fa sbagliare strada. Lo scorso anno ho avuto in casa Toby il cane della mia amica Patrizia che si doveva operare e per tre settimane lei ha avuto problemi a gestirlo e quindi mi ha pregato di occuparmene. Non avevo mai avuto un cane e in principio ho avuto qualche difficoltà ad intendermi con lui. Ero confusa dal fatto che quando uno splendido animale, rifiuta la compagnia della sua specie per rivolgere l’attenzione a me e solo a me è chiaro che ho avuto dei sospetti. Per capirlo ho dovuto osservarlo davvero bene. Poi ho capito cosa voleva. Voleva scopare. La mia amica evidentemente se lo scopava tutti i giorni e lui era diventato dipendente dal fatto che una femmina al giorno era di suo diritto. Sembra impossibile, ma anche i cani finiscono per stupire per quanto riguarda i sentimenti, le attenzioni che ti riservano quando sei diventata la loro cagna. Toby voleva quello che riteneva giusto. Mi sentivo in forte imbarazzo, non potevo certo dire alla mia amica che avevo capito che si scopava il suo cane. Era solo il terzo giorno che stava con me vedendolo inquieto gli ho messo il collare per portarlo a fare una passeggiata nel parco vicino a casa mia. Pensavo che una bella corsetta gli avrebbe calmato i suoi bollenti spiriti e scacciato i strani pensieri che stavano affollando la mia mente. Toby però sembrava quasi infastidito dal fatto che eravamo usciti. Per fargli fare appena qualche centinaio di metri ho quasi dovuto trascinarlo. Alla fine sconsolata mi sono seduta su di una panchina e lui si è accucciato ai miei piedi e mi guardava con occhi davvero languidi. Dopo un po’ che eravamo lì si è messa seduta vicino a me una signora con un passeggino con dento una bimba che dormiva. Assieme a lei vi era uno splendido dalmata. Ha sorriso e poi ha fatto accucciare il suo cane che ha quasi ignorato il mio. Credevo che la vicinanza di un altro cane lo avrebbe in qualche modo smosso, ma lui era immobile quasi apatico.

«Buon giorno, signorina, che bel cane.»

Le ho sorriso.

«Buon giorno anche a lei. Grazie, ma non è mio, lo tengo per una amica che si è operata e non lo può gestire. Anche il suo è molto bello e mansueto. Il mio fatico a farlo giocare, è così apatico e svogliato. Potrei azzardare l’ipotesi che si è infastidito perché l’ho portato fuori.»

Lei mi ha dato una occhiata quasi stupita.

«Gli animali vanno soggetti ad alti e bassi come noi. A volte sono vivaci, altre mosci e, dipende da come si sentono amati.»

Dopo aver detto questo la signora si è abbassata per dare uno sguardo alla bimba che dormiva. Immediatamente il suo cane le ha dato una veloce lappata sul pantalone proprio in mezzo al solco del culo. Leccava in modo inequivocabile e la signora è arrossita tutta. Ha allontanato con difficoltà il cane che manifestava segni di nervosismo. Cercò di giustificarlo.

«Dik che ti prende? Vuoi lasciarmi in pace o ti riporto a casa?»

Cercai di alleggerire la situazione.

«Signora, non si preoccupi, i cani talvolta hanno di questi segni di tenerezza.»

Lei parve intendere il significato delle mie parole e per un attimo mi guardò stupita.

«Ma cosa dice?»

Io ho rincarato la dose.

«Lo so bene, da quando ho lui ogni mattina, quando esco dalla mia stanza, lo trovo in attesa di una carezza, di un complimento.»

Da parte sua espresse una finta meraviglia.

«Queste bestie, definite, amiche dell’uomo, finiscono per essere amiche per tutti i componenti di una famiglia.»

Finsi spudoratamente di non capire

«Ma come è possibile? Per quanto pulito come viene tenuto in una casa, è sempre una bestia!»

Mi diede una bella occhiata e poi con un sorrisetto compiaciuto mi fece intendere che anche lei ne sapeva tanto di più di questo universo. Dopo un momento di silenzio, le sue parole sono diventate più esplicite.

«Mia cara ragazza, vanno ben oltre! Chi pratica questo posto ne vede delle belle. Ci sono bestie che manifestano la loro effusione in ben altro modo»

L’ho guardata fingendo di non capire anche se dentro di me si andava delineando la certezza che lei era molto più informata di me. Azzardai una domanda.

«Cioè?» «Vede quella signora, lì sulla panchina di fronte, è la proprietaria di quel dalmata molto bello e curato. Poi che abbiamo lo stesso animale mi ha raccontato dopo la separazione e il divorzio non ha voluto incontrare nessun uomo. Nella sua vita è maturato un rapporto con il suo cane che è risultato appagante e molto soddisfacente.»

Il mio sguardo stupito le ha fatto continuare il discorso.

«E questo significa che lei ci si accoppia?»

«Perché vergognarsene, ebbene sì, io spesso mi diletto con il mio caro Dik. Riesco ad ottenere tanto di quel piacere che mio marito nemmeno se lo sogna. Lui stesso mi assiste quando è in casa alla mia monta e le assicuro che è una vera goduria. Mi spieghi cosa fa di strano il suo bel pastore.»

Le ho elencato le cose che mi sembravano starne e lei ha sorriso e mi ha detto che era assolutamente certa che l’animale sentiva la mancanza di una monta giornaliera alla quale sicuramente la mia amica lo aveva abituato. Incuriosita le ho chiesto se veramente era una cosa molto difficile da fare e lei è stata subito ben felice di darmi tutte le spiegazioni che volevo.

«La monta è una esperienza molto soddisfacente. La devi organizzare molto bene e devi avere tempo e desiderio di volerlo. La prima volta è preferibile avere la presenza di una persona esperta o in ogni caso disponibile a farti provare un momento indimenticabile. Osservando il tuo cane direi che lui ne ha molto bisogno. Dovresti farlo accoppiare il prima possibile altrimenti diventa più irrequieto. Se non hai impegni io ho tempo e ti posso aiutare.»

Presa dalla curiosità decido di saperne un po’ di più con domande particolarmente ardite. Scorgo Toby accovacciato ai miei piedi con il suo bel pisellone parzialmente fuori.

«Ma, come può essere possibile tale accoppiamento. Vedi, il mio cane sembra avere un membro grosso da far paura. Non sono certo una verginella, ma a me sembra che sentirlo dentro sia un po’ azzardato.»

Lei sorride divertita.

«Certo, sembra impossibile, ma ti assicura che si può fare e se la cosa ti sta incuriosendolo possiamo fare anche adesso io sono sola e libera. Vieni a pranzo a casa mia e poi ti faccio vedere ciò che per te sembra impossibile.»

Ho accettato e siamo andate a casa sua che era poco distante. Carmen questo il suo nome mi ha mostrato la sua casa, molto bella e ben pulita. Si trattava di una bella casetta singola con un po’ di giardino e con aiuole ove, ben curate, vi erano varie qualità di fiori. Gentilissima, si prodigò per mettermi a mio agio. Anche il suo cane viveva interno alla casa anche se nel giardino vi era una bella e grande cuccia. In cucina, mentre si mise a preparare quanto sarebbe stato da noi consumato, ad un tratto mi abbracciò e mi strinse a sé fortemente. Sentii nell’abbraccio il duro delle sue tette. Aveva una dotazione di tutto rispetto. Trentaquattro anni, un bel corpo e allora mi diede uno sguardo complice.

«Laura non vorrei turbare il tuo equilibrio per quanto ti ho detto e per quello che stai per vedere, ma io e mio marito siamo una coppia molto affiatata e a volte e ci piace anche giocare con persone del nostro stesso sesso. Ripeto non ti voglio mettere in difficoltà, ma se dovesse succedere che le mie labbra dovessero in contrare il tuo corpo vorrei essere sicura che non ti darò un dispiacere, ma un momento di puro erotismo.»

Senza che lei aggiungesse altro la mia bocca si è unita alla sua in bacio carico di tante aspettative.

«… hhhoooo…mia cara…che piacere averti incontrato.»

Abbiamo consumammo un pranzo veloce e gustoso. La stessa cosa per i nostri due cani che si sono gustati delle prelibatissime scatolette. Entrambe eravamo già col pensiero al dopo, a quello che ci aspettavamo da ognuno dei nostri animali. Ci portammo nel suo salottino, il suo animale le faceva moine mentre Toby aveva capito già tutto. Sazio per l’abbondante pranzo, ci scodinzolava attorno. Quando vide la padrona di casa coperta solo da uno slip e da una sottile maglietta che faceva scorgere tutto, immediatamente le andò vicino. Lei mi guardò immediatamente incredula. Aveva forse capito tutto? Toby cercò subito di saltarle sopra con il cazzo già abbondantemente fuori. Riuscì a calmare l’animale prendendo tra le mani il grosso cazzone che dopo qualche lieve massaggio cominciò ad emettere un sottile filo del suo liquido. Si mise a terra, quasi sdraiata e alzando la testa all’altezza del membro del cane iniziò a leccarlo, poi lo prese tutto in bocca. Immediatamente ho avvertito il forte desiderio di essere partecipe del gioco. Mi slacciai i pantaloncini, li calai giù insieme al minuscolo perizoma che serviva a coprire la mia fica e lavorando con le mani cercai di soddisfare il mio intenso e improvviso desiderio. Ero così concentrata su di loro che non mi ero resa conto che Dik il cane di Carmen se era avvicinato e ha infilato il suo muso fra le mie gambe. Con la sua rugosa lingua comincia a darmi un piacevole godimento. Intanto Carmen stava già godendo e pronunciava parole di compiacimento nei confronti di Toby.

«Dai bello, sborrami in bocca, fammi sentire il tuo sapore.»

Poi improvvisamente ha raggiunto il primo orgasmo.

«…Vengo, si, ancora, adesso in bocca e poi in nella fica…»

Un fiotto di liquido le inondò la bocca che non riuscì a contenere tutto lo sperma del cane. Ai lati di essa due rivoli di sborra scendevano e andava a depositarsi sulle tette. Esausta si distesa sul divano.

«Laura hai uno vero stallone in casa. Sono sicura che non è nuovo a queste prestazioni. Manifesta di essere molto navigato. Sicuramente la tua amica lo soddisfa giornalmente da quanta me ne ha riversato in bocca. Dovresti provarlo anche tu. Dai lasciati andare e il mio Dik ti farà godere tantissimo.»

Poi senza nessun preavviso mi prese la mano, mi avvicinò a se e improvvisamente mi baciò sulla bocca. Ho sentito ancora il sapore della sborra del cane, un sapore intenso e molto buono. Ho risposto al suo invito e le nostre lingue si avvilupparono provocando ad ambedue un’ondata di piacere.

«Laura, anche a me piace fare l’amore con un uomo, o un cane, ma a volte preferisco le tenerezze che sappiamo scambiarci noi donne.»

Le risposi con un sorriso.

«Ti confesso che sei la prima donna che bacio con passione. Sei molto dolce, in parte arrendevole e con la capacità di mettere una persona a suo agio.»

Mi tirò a sé a baciandomi ovunque. Entrambe nude la nostra situazione attizzò di nuovo il desiderio dei due cani che si avvicinarono a noi con la manifesta voglia di montarci entrambe. Spinsi Toby verso di lei che si era posta con le ginocchia a terra di schiena e sostenendosi con le palme delle mani mostrava all’amante a quattro zampe tutta la sua bella fica pelosa pronta alla monta. Toby le saltò sopra, il cazzo grossissimo, le diede due colpi sulle chiappe e lei con la mano lo indirizzò precisa dentro il taglio della fica già fradicia. Non impiegò molto ad entrare tutto dentro. Un urlo uscì dalla bocca della donna. Poi cominciò a fare movimenti corrisposti dal cane che andava col cazzo dentro e fuori. Incominciò ad elogiare il mio cane mentre godeva senza ritegno.

«Forza, dacci dentro. Sei eccezionale, sto godendo… schiaccia il tuo cazzo dentro la mia fica. Sono una porca, una troia, ma non mi importa di nulla. Mi piaci…ecco vengo! Si… che bello! mi sfonda ma è bellissimo!»

Godeva così tanto che dalla fica uscivano rivoli abbondanti di sperma. Poi lui rimase bloccato in lei e vidi che aveva gonfiato il nodo dentro la sua fica sigillandola. Lei ebbe l’ennesimo orgasmo.

«...si…così...dai … inondami l’utero!... cazzo quanta ne pompa! si sente che era in astinenza!... dai bravo…»

Poi rimase immobile dentro di lei. Ci volle un quarto d’ora perché il cazzo di Toby potesse uscire dalla fica. Carmen stava distesa e sfinita quando Dik che fino a quel momento era rimasto tranquillo decise che era giunto il suo turno di montarmi.

«Rilassati lascia che entri dentro di te. Ti scoperà velocemente, poi sentirai che si gonfia il nodo dentro e allora sarai in paradiso. Dai non temere lui è bravissimo.»

Lo prendo in bocca, avverto un sapore diverso, forte, aspro, ma proseguo, tre o quattro colpi e mi ritrovo a fare un bel bocchino. Lo sento che sta per godere, ma io lo voglio dentro. Mi giro e lui non si fa pregare. Sale possente sopra di me, le sue zampe anteriori sui lati del mio collo, il suo poderoso cazzo che si muove, striscia tutto dietro il mio culo alla ricerca della fica. Carmen allunga una mano e lo aiuta centrare la mia fica in un sol colpo lo affonda fino in fondo. E’ tutto dentro. Una verga possente, va su e giù a ritmo vertiginoso, esplode in me il piacere, non so quante volte ho goduto.

«… si mi scopa! oddio! è possente! mi sventra ma è bellissimo…lo sento tutto!... vengo… vengo…ancora…»

Il suo cazzo era tutto in me, non ho capito più nulla. Non avevo mai goduto tanto. Travolgente la passione, intenso il piacere. Quel membro poderoso che sentivo solcarmi dentro, mi faceva provare un piacere mai provato. La cosa incredibile era che un cane mi aveva consentito di provare un simile piacere bellissimo. Un piacere mai raggiunto con gli uomini. Era per me la prima volta, ma era stato favoloso. Sentivo scorrere sulle gambe tanto liquido, era la mia e la sua sborra. Sfinita mi sono distesa in attesa che si sciogliesse il nodo, cosa che è avvenuta dopo circa dieci minuti in cui io ho continuata a sentire le pulsazioni del suo cazzo che mi hanno provocato ondate di piacere unico e irripetibile. Dopo con calma ci siamo ricomposte e io me ne sono tornata a casa mia e ho chiamato la mia amica al telefono e gli ho chiesto del comportamento anomalo del cane. Lei ha cercato di glissare le risposte alla mie sempre più pressanti domande.

«Scusami ma io gli lascio fare sempre quello che vuole e allora lui se ne approfitta un poco.»

Ho sorriso e gli ho chiesto una cosa molto esplicitamente.

«Patrizia da quanto tempo godi del piacere che da Toby?»

 È rimasta senza parole. Ha cercato di negare, ma io l’ho incalzata.

«No, ma, sai…che vai pensando. Toby è il mio migliore amico.»

«Non negare nulla, siamo troppo amiche. Si vede molto bene l’attenzione che Toby ha nei riguardi delle femmine. Sembrava quasi esistano solo le donne per lui. Quindi ti ripeto la domanda da quanto te lo scopi?»

Lei è capitolata.

È inutile dire che dopo la prima esperienza con Toby tutto è diventato sempre più completo e ripetitivo. Per lui è diventata una esigenza continua. Talvolta, quando ritornando dal lavoro, l’ho trovato ad attendermi sull’uscio di casa. Quando mi vede fa una quantità di cerimonie e scodinzolii con una proiezione ossessiva verso la mia fica. Adesso capisci perché lo amo e mi dispiace se ti sei trovata in difficoltà.»

 Le racconto tutto anche della monta con l’altro cane, e lei ne è così entusiasta che mi promette che alla prima occasione lo faremo insieme. Intanto io per i restanti giorni che mi sono tenuta Toby mi sono fatta scopare ogni sera, poi lo ho restituito a lei e adesso ho un dalmata tutto mio e spesso e volentieri ci organizziamo per passare delle meravigliose serate con lei, e Carmen e suo marito degno complice delle nostre monte che lui si gode e poi ci sborra in bocca dopo che i nostri amici animali ci hanno inondato tutti i buchi.

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