Desiderio animale

Chapter 8 - Sono una cagna.

Si è resa cento che ti stavo sverginando e quasi mi obbliga a fare piano! Le devi essere sicuramente simpatica

P
pennabianca

1 year ago

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Mi chiamo Adele, ho quaranta sono sposata da venti, e sono diventata una vera cagna. Tutto ebbe inizio quando avevo diciotto anni. All’epoca abitavo con i miei genitori nel podere di famiglia, dieci ettari di ottima terra di mezza collina. La nostra casa era un poco fuori mano, lontano dal paese.  Mio padre, e mia madre lavorano la terra, anche se mamma per un certo periodo ha lavorato come operaia presso una ditta di confezioni, ma alla morte della proprietaria a deciso di dedicarsi a me. Come coppia sono stupendi. Mai una lite, mai una volta che perdano la pazienza o si alterino anche con me. Sono quanto di meglio si possa desiderare come genitori. Sempre insieme, sempre presenti nei momenti importanti della mia vita. A quel tempo frequentavo l’ultimo anno di liceo. Di chiacchiere sul sesso se ne facevano tante, le più informate raccontavano di pompini, inculate e scopate con estrema facilità, ma poi quando si chiedeva la fonte di tutto questo sapere, la risposta era semplice: ho spiato i miei, la sera quando scopano. Io non commentavo mai ciò che dicevano. Avevo sperimentato solo qualche palpata con qualche ragazzo ma sempre cose molto fugaci e con molta inesperienza mentre io ne volevo sapere di più, essere informata e possibilmente sperimentare qualche emozione così mi decisi che dovevo saperne di più, spiando pure io i miei. Per mesi tutte sere ho atteso che i miei genitori facessero sesso, ma loro niente. Eppure vedevo mia madre sempre allegra, serena, e papà dolce affettuoso con lei, eppure la sera loro si coricavano presto stanchi e dormivano. Delusa, e sfiduciata, stavo per abbandonare tutto quando il destino mi diede una mano. Era la sera della festa del patrono, poco dopo Pasqua. L’aria si era riscaldata e noi, eravamo scesi in paese. Ci siamo divertiti tantissimo, con canti balli e mangiare. I miei avevano ballato e si erano divertiti con i loro amici tutta la sera, poi dopo i fuochi d’artificio eravamo tornati stanchi a casa che era tardissimo. Quella sera dormivo nella camera adiacente a quella dei miei, per il semplice motivo che mio padre aveva tinteggiato la mia. Stanca sono crollata sul divano letto usato per dormire. Non so bene a che ora mi sono svegliata. Mi sono ritrovata spogliata e messa a letto in mutandine e una larga t-shit che uso per dormire. Insonnolita ho sentito dei rumori provenire dall’altra camera, e ci ho messo un poco per svegliarmi e rendermi conto che dall’altra parte del muro si scopava. In assoluto silenzio mi sono portata vicino alla loro porta, mezza aperta, mi permetteva attraverso lo stipite di avere una perfetta visuale della stanza. Sul letto, disteso supino c’era mio padre. Il suo fisico era stupendo, muscoloso, ma non grasso, gambe robuste e braccia forti, enormi mani, callose, ma capaci di regalarti la più dolce delle carezze. Il cazzo poi, un bel palo lungo e nodoso, con una bella cappella color rosso vivo. Mamma inginocchiata in mezzo alle sue gambe lo leccava e adorava. Lo impugnava con tutte due le mani alla base, e poi infilava almeno la metà in gola. Anche lei nuda era uno spettacolo. Nonostante la vita dura della campagna curavano molto il loro corpo. Le sue splendide mammelle, una quarta piena, che io ammiravo da quando mi si erano gonfiati i seni, arrivavo appena colmare una seconda erano in bella mostra. Lei ogni tanto le usava per stringervi in mezzo il cazzo di papà e lo succhiava con estremo piacere di lui. Mi infilo una mano nelle mutandine e incomincio a toccarmi il bottoncino procurandomi un meraviglioso piacere. Chiudo per un attimo gli occhi assaporando il gusto di toccarmi che quando li riapro non li vedo più sul letto. Papà è chiaramente in ginocchio dall’altro lato del letto, si muove come se stesse scopando mamma che però e distesa, il suo mezzo busto sporge dal letto e appoggiata sui gomiti ha reclinato il capo all’indietro e gode. Quello che non mi convince è la distanza fra loro. Poi le parole di papà complicano ancora di più la cosa.

«….uuuhhmmmm…si...brave le mie cagnette…si leccatevi che io intanto ti scopo …come sei stretta…si…sborro!»

Si muove rapidamente, poi resta immobile. Un guaito mi lascia basita. Mamma si solleva va verso papà.

«…si brave le mie cagne...leccatemi… così…brava anche tu mia cagna preferita…leccami che ti monto…uuuuhhmmmmmm…ooohhh… si!»

Poco dopo vedo mamma muoversi a quattro zampe verso la piccola poltrona che hanno in camera, seguita da mio padre e da Lilly, la nostra cagna! Papà, sempre inginocchiato dietro di lei la prende con impeto, mentre lei con una mano invita l’animale e leccarle il viso, e poi giù lentamente anche le mammelle. Ho la sensazione che la cagna le mordicchi i capezzoli provocandole dei meravigliosi gemiti di piacere mentre papà eccitato la scopa, con colpi che la spingono contro il cuscino della poltrona. Vanno avanti per una ventina di minuti, poi anche lui esplode.

«…si…meravigliosa cagna…ti...monto! …si…sentirai come ti...riempio… ooohhh…si…eccomi…sborro!»

Si sfila e inonda il viso di mamma e dell’animale che la stava leccando, che sentendo il seme spargersi sul viso aumenta le leccate. Contemporaneamente ho un orgasmo. Questo mi fa emettere un gemito strozzato, non sentito dai miei, ma dall’animale si che si volta verso la porta seguito con lo sguardo da papà. Corro silenziosamente a letto e fingo di dormire. Papà fa uscire Lilly, poi raggiunge mamma che ha aperto la mia porta e mi osserva.

«Credi che ci abbia visto?» Gli chiede.

Io restò immobile, e assoluto silenzio. Il cuore mi batte forte come un tamburo, ho paura che lo sentono, poi se ne vanno e io mi addormento. L’indomani mi sveglio tardi. Trovo mamma in cucina che mi sorride come sempre. Mentre bevo il mio latte la guardo senza essere vista. Mi resta difficile rivedere la donna che si faceva leccare dal cane e mio padre che la montava come una cagna. Durante la giornata continuo a riflettere su quello che ho visto, e certamente non lo racconterò alle mie compagne. La sera, noto una cosa che mi era sempre sfuggita, mamma e papà lavano Dik, il fratello di Lilly e maschio della coppia. Papà con la scusa di farlo asciugare bene lo mette a dormire sotto il portico invece del recinto dove dorme Lilly. La cosa in sé per se non ha nulla di strano se non mi fossi ricordata che la sera prima avevano fatto la stessa cosa con la cagna. Hanno in mente qualche altra cosa. Decido di svegliarmi all’incirca alle cinque, orario che si svegliano di solito loro, ma come faccio? Se metto la sveglia la sentono anche loro. Se non la metto non mi sveglio. Mi arrovello il cervello quando ho una pazza idea che potrebbe anche funzionare. Metto la soneria al cellulare, ma lo lascio in modalità vibrazione, così la sentirò solo io, ma se la lascio sul comodino la sentiranno anche loro, se la metto sotto il cuscino non la sento io, allora dove cavolo lo metto? Nelle mutandine, a contatto diretto del mio corpo, e poi stando sotto le coperte io la sento loro no. Quando suona vibra così bene che non avevo pensato che mi avrebbe fatto tremare il bottoncino, dalla mia patatina esce un piacere che per qualche momento mi lascia stordita. Sento che anche dall’altro lato vi sono dei rumori. Mi avvicino alla porta che risulta essere più aperta, e questo mi rende la visuale più ampia. Come avevo immaginato Dik fa parte dei loro giochi. Devo mettermi una mano in bocca per non gridare. Mamma in ginocchio si fa montare dal cane mentre succhia avidamente a papà.

«…Da…bravo Dik...monta questa cagna, riempila che poi le faccio in culo!»

L’animale le sta sopra la schiena e la sbatte paurosamente. I suoi colpi sono talmente veloci che lei gode ripetutamente. Poi improvvisamente, dopo averla montata per un lasso di tempo molto lungo, le dà due spinte tremende e rimane immobile su di lei emettendo un guaito di assoluto piacere vedendo la sua lingua fuori uscire di lato dalla bocca.

«…Si bravo…sfondale la fica fa entrare anche con il nodo…si bravo Dik adesso ci penso io…»

Lui resta immobile su di lei. All’epoca non sapevo che fin tanto che non si sgonfia il nodo, l’animale non si stacca. Passa del tempo relativamente lungo, improvvisamente è uscito seguito da una grande quantità di liquido bianco che a subito cominciato a leccare. Ma papà lo ha fatto distendere di lato a mamma che incominciato a leccare il cazzo che era ancora per metà fuori dalla guaina. Non avevo mai visto il cazzo di un cane, lungo, bello lucido, con venature bianche e rosse, ho desiderato immediatamente essere al posto di mia madre. Papà intanto si è messo dietro di lei, le ha piantato il cazzo dentro quel flusso di umori che sgorgavano copiosi dalla fica di mamma che mi sembrava molto aperta, poi di colpo l’ha infilato nel culo.

«Prendi questo…cagna! …adesso…ti sborro anche in culo...così Dik potrà sfondarti meglio… vero Dik che la sfondi nel culo a questa cagna…»

 Vedere una simile perversione mi faceva bagnare sotto senza toccarmi. Lui l’ha inculata tantissimo, poi le ha sborrato dentro, dopo che lei aveva goduto un orgasmo dietro l’altro senza sosta.

«Ora…sborro…dai Dik …è tua…»

 Ha sfilato il cazzo dal culo di mamma e mentre Dik libero si è messo dietro di lei che ha agevolato l’introduzione dell’animale.

«…si…bravo...sfondale…il…culo…aaahhhh…che…cagna…meravigliosa! ...amore……sei fantastica! …dai fatti slabbrare tutta… lasciati spanare il culo!»

Lei ha cominciato a godere.

«Lo sento! …mi sta entrando tutto…oddio…mi sfonda!… oooohhhhh…si … VENGO!»

Dik si scatena. La sbatte fortissimo. Lei con il culo alto sta distesa in avanti con il viso appoggiato sulle braccia. Gode, sempre sommessamente, per non far troppo rumore. La cosa poi mi stupisce ancora di più, come fa a non urlare con tutto il fiato che ha in gola. L’animale le spinge dentro anche il nodo, papà glie lo conferma.

«…si bravo bello… spingi dentro anche il nodo! … Bravo! sfonda questa cagna!»

Lei resta immobile, inarca la schiena per un attimo poi esplode in orgasmo che le provoca delle convulsioni incontrollate.

«…aaahhhhiiiiii…mi spacca… oddio sta sborrando! ...mi sta facendo un clistere di sborra…bellissimo! ...VENGO!... aaaaaaaahhhhh…»

Resta immobile con il cane attaccato alle chiappe con papà che tiene la situazione sotto controllo. Io sono stordita da tutto quello che ho visto e anche molto eccitata nonostante abbia avuto un orgasmo senza quasi toccarmi. In quel preciso momento ho deciso che il sesso per me sarebbe solo diventato un gioco fra me uno splendido cane. Silenziosamente me ne trono a letto, ma non mi sono resa conto che avendo lasciato la porta aperta i miei genitori avevano anche leggermente spostato lo specchio del comò e quindi mi avevano visto che li spiavo. Il mattino successivo mentre mi accompagnava a scuola mia madre mi ha sorriso e poi mi ha chiesto delle cose che mi hanno un poco stupito.

«Adele, come siamo messi a fidanzati? Mi sembra che tu non frequenti molte compagnie, né maschili e femminili. C’è qualche problema che dovremmo sapere io e a papà?»

Sono arrossita fini alla punta dei capelli. L’ho guardato e poi ho farfugliato che non mi interessano molto i ragazzi di città buoni solo a divertirsi e a fare baldorie. Quanto alle mie compagne erano come i ragazzi, delle boriose che se la tiravano e basta. Meglio la serenità della mia famiglia. Per il fidanzato poi c’era tempo. Lei ha sorriso e poi ha continuato nel suo discorso.

«Posso chiederti a sesso come ti comporti? Alla tua età molte ragazze hanno già avuto esperienze, e mi piacerebbe sapere se mi devo preoccupare oppure possiamo stare tranquilli. Hai ancora tanto tempo davanti per una gravidanza che vorrei che tu ci prestassi attenzione.»

L’ho guardata stupita. Era la prima volta che mi faceva un simile discorso. Si, in passato abbiamo parlato di sesso, mestruazioni e altro, ma sempre un po’ sul generico, mai così esplicito. L’ho tranquillizzata e poi sono entrata scuola. Nei due mesi successivi li ho spiati altre volte e una sera ho anche visto che Dik si è accoppiato con Lilly e sicuramente l’ha ingravidata perché mio padre e mamma hanno lasciato i due animali liberi di accoppiarsi fra loro senza intervenire, ma limitandosi a godere con loro. La svolta è avvenuta la prima domenica di luglio. Eravamo invitati al matrimonio di Rebecca la figlia di una carissima amica di mamma che lavorava con lei nella stessa azienda di confezioni. Quando ci siamo presentati a casa loro ho fatto la conoscenza di Luca il fratello più giovane di Rebecca. Luca mi ha subito affascinato. Alto un bel ragazzo moro fisico robusto ma non grasso, e molto simpatico. Era molto corteggiato da altre ragazze e io mi sono limitata a seguirlo con lo sguardo per tutto il giorno. Mente eravamo al ristorante, faceva molto caldo e io per prendere una boccata d’aria mi sono allontanata nel parco adiacente in cerca di un po’ di refrigerio. Camminando mi sono avvicinata ad un recinto dove dentro vi erano due splendidi cani di razza Dobermann. Li ho osservati e mi sono avvicinata affascinata da quelle due splendide creature che erano sdraiate all’ombra di un riparo in legno. Mi hanno osservato senza scomporsi e io mi sono avvicinata fino alla recinzione per vederli meglio. Li guardavo quando alle mie spalle sento una voce che mi parla.

«Se fossi in te non mi avvicinerei troppo. I dobermann sono famosi per essere cani da guardia e proteggono il loro territorio.»

Mi sollevo e mi giro di scatto. Davanti a me c’era Luca che mi sorrideva. Gli abbozzo in timido sorriso e lui si avvicina e continua parlare.

«Mi chiamo Luca e vorrei sapere perché ho avuto per tutto il giorno il tuo sguardo addosso? Sono così strano? O ti incuriosisco così tanto?»

Arrossisco e cerco una scusa, ma lui si avvicina e mi parla ancora.

«Tranquilla, mi ha fatto davvero piacere. Sei una splendida ragazza e ho dovuto chiedere a mia madre per sapere che sei e dove abiti. Ti confesso che anche a me piacciono i cani. Nella nostra casa abbiamo un piccolo giardino dove vivono una coppia di pastori tedeschi di razza e sono sempre molto affettuosi sia con me che con il resto della famiglia.»

Mi presento e mi scuso per avergli messo gli occhia addosso. Confesso con un filo di voce che mi piace e per questo lo osservavo, ma ho visto che piace anche a tante altre ragazze quindi mi sono messa l’anima in pace.

«Se può farti piacere noi abbiamo un bell’appezzamento di terreno dove i tuoi cani potrebbero correre liberamente invece che restare confinati in un giardino. Se porti tua madre a trovare la mia li potrai far correre con i miei, sicuramente ne saranno felici.»

Lui sorride e mi chiede il contatto telefonico e poi torniamo dentro per il taglio della torta. Per il resto della serata abbiamo parlato di tante cose e quando è giunto il momento di accompagnare gli sposi a prendere il volo per andare in viaggio di nozze lui si è proposto e poi mia ha chiesto di accompagnarlo. Così siamo partiti insieme. Dopo aver lasciato gli sposi all’aeroporto abbiamo ripeso con calma la via di casa. Era bello essere con lui e parlare. La sua voce mia piaceva.  Ad un tratto mia ha baciato. Eravamo fermi per una sosta quando si è girato e mi ha baciato.

«Scusami ma credo di essermi innamorato di te. Se sei fidanzata o hai altri impegni ti lascio in pace, altrimenti vorrei stare fra le tue braccia.»

Così è cominciata la nostra storia. Il bello e è stato quando con i suoi genitori Carlo e Luisa e i suoi cani è venuto da casa nostra. Fin dal primo momento mi sono resa conto che vi era qualche cosa che non andava nel comportamento di quelle bestiole. Il maschino Fred e la femmina Niky stavano molto vicini ai loro padroni. Lo stesso comportamento dei miei cani con i miei genitori. In quel momento ho avuto il dubbio che anche loro avessero dei rapporti sessuali coni loro cani. Mi ha stupito invece la cagna che quando ho invitato a fare una passeggiata Luca con i suoi cani è venuta solo lei con noi, mentre il maschio è restato con i miei cani e le altre persone. Niky si muoveva sempre incollata a Luca e se io mi avvicinavo la vedevo inquieta. Lo leccava in continuazione e alla fine ho deciso di scoprire le carte. Per farlo ho atteso che fossimo vicina alla sorgente che sgorga da dei massi dove mio padre ha ricavato una fonte abbastanza grande per immergerci dentro.

«Che ne dici di un bagno nella sorgente? Con il caldo è fantastica!»

Luca ha sorriso e ha cominciato a spogliarsi nudo imitato da me. Quando ho visto il suo splendido membro ho avuto un vero fremito fra le gambe e mi sono eccitata tantissimo. Lui era in perfetta erezione. Un bel cazzo lungo e grosso come quello di mio padre. Mi ha abbracciata e stringendomi a lui ho sentito premere sul ventre il suo scettro. Ho creduto che volesse scoparmi all’istante.

«Ti prego sono vergine.»

Ho parlato con un filo di voce quando fra di noi si è insinuata Niky. Ho capito che era gelosa dal suo modo di fare e lui si è trovato in imbarazzo. Ha cercato di allontanare l’animale, ma io invece mi sono abbassata e l’ho abbracciata.

«Tranquilla, non te lo porto via! Lo amo come lo ami tu e adesso voglio che ti faccia godere.»

Lui mi guarda sbigottito. Ho alzato gli occhi e gli sorrido.

«Non negarlo, lei è la tua cagna! Voglio esserlo, anch’io ma prima devi accontentare lei.»

Si abbassa e mi bacia, poi accarezza la femmina, la fa girare mentre io imbocco il suo uccello fra le labbra. Non ho molta esperienza, ma per ora serve solo lubrificarlo per fare in modo che lui la possa scopare. Tengo ferma la femmina che sia gira, evidentemente non è abituata alla mia presenza. Lentamente la penetra con lei che ha sollevato la coda e freme mentre lui affonda dentro di lei. Ho un momento di forte eccitazione, bacio Luca e lo esorto a farla godere.

«…Dai fai godere la tua cagnetta! Spingilo dentro fin in fondo! Guarda come freme nel sentirti dentro! …ODDIO! mi sto eccitando tantissimo! Luca dai scopala che poi ti voglio ...voglio essere anche io la tua cagna...si ooooohhhh…mi fa impazzire!»

La tiene ferma e la penetra con calma e poi stantuffa il cazzo dentro e fuori con la cagna che guaisce dal piacere che evidentemente sta provando. Dopo un tempo relativamente lungo lui le sborra dentro con un grido quali inumano, da vero lupo.

«sborro!»

 Vedo il suo viso stravolto dal piacere. Lo estrae e io lascio la bestia e mi precipito a succhiarlo. Lui mi lascia fare mentre accarezza Niky che gli lecca il viso riconoscente. La situazione è così eccitante che il suo cazzo resta bello duro. Mi distendo sul prato per essere scopata da lui quando la bestiola si insinua fra le mei gambe e mi lecca la fica facendomi provare un vero delirio.

«…mhmmmm...è bellissimo... amore sto venendo...OOOOhhhh…si godo...godo … adesso!»

Mi sconvolge la ruvidezza della sua lingua. Mi lascio leccare fin quando lei si solleva e mi lecca il muso e poi si mette di lato lasciando il posto a Luca che si appoggia alla mia fica e con un movimento deciso mi penetra. Sento la mia fica aprirsi in maniera decisa e questo mi provoca un momento di dolore che evidentemente l’animale riesce a percepire perché abbaia in direzione di lui che mi guarda sbigottito.

«Accidenti! Si è resa cento che ti stavo sverginando e quasi mi obbliga a fare piano! Le devi essere sicuramente simpatica. Con mia sorella questo non lo ha mai fatto!»

Lo guardo estasiata. Vorrei spiegazioni, ma in questo momento sento il piacere inondare il mio corpo e mi lascio pompare da lui che adesso scorre liberamente dentro e fuori il mio sesso che lo accoglie con estremo piacere. Godo e vengo a ripetizione, fin quando anche lui sembra prossimo al piacere. Lo prego di uscire perché non adotto nessuna precauzione. Lui mi guarda e poi mi sorride.

«Perché dovrei uscire? Se ti ingravido sei mia per sempre. Ti voglio sposare e quindi adesso non esco. Ti inondo la vagina e spero di ingravidarti. Dai mia cagnetta godi e sentimi che ti sborro dentro!»

 Lo guardo e assecondo la sua idea. Mi rilasso e sento l’ennesimo orgasmo esplodere dentro di me. Godo anche lui con me mentre Niky guaisce contenta.

«… amore… dai…oooohhhhh …si vengo …adeso vengo!»

Affonda ancora una volta dentro di me poi raggiunge il suo piacere.

«… Si canga ti ingravido! Senti il mio seme che ti inonda la fica! Adesso resto piantato dentro di te così come se avessi il nodo e aspetto che il mio seme entri nel tuo ventre!»

Quando sborra quasi svengo. Resto immobile sotto di lui che rimane dentro di me ben piantato per un po’ di tempo durante il quale mi bacia e ci facciamo leccare il viso dalla sua cagna. Quando esce un lungo rivolo di sborra cola dalla mia fica sfondata. Facciamo un bagno nella sorgente e l’acqua fresca mi riporta alla realtà.

«Quando mi scopavi hai detto che a tua sorella la cagna non gli permette di farsi scopare da te. Dimmi la sincera verità anche i tuoi genitori scopano con i vostri animali? E che rapporto hai con tua sorella?»

Lui si distende al sole, mia abbraccia e bacia con passione e amore.

«Da che ne ho memoria i miei genitori hanno sempre goduto con i loro cani. Una volta ho visto tua madre che si è fatta montare di Tim, un alano nero che avevano i miei e ha goduto tantissimo. Da quel momento anche loro hanno preso dei cani. Lo ricordo bene perché mamma ha accompagnato tua madre e tuo padre all’allevamento di zia Ester che vive in una altra città. Mi fa piacere che tu voglia godere con i cani, ne avremo di nostri. Per cominciare ti farò montare da Fred, il nostro pastore che è già ben addestrato a scopare le donne. Fra mia madre e mia sorella non capisco come faccia reggere il ritmo, se lo fanno entrambe almeno una volta al giorno. Poi prenderemo un alano. Per quello ci vuole che siamo in due. È così possente e ha il cazzo così grosso che da sola ti ucciderebbe. Quando avrai una certa esperienza ne avremo di nostri e li selezionerai tu a seconda dei tuoi desideri.»

Ci siamo rivestiti e siamo tronati a casa dove abbiamo trovato quello che ci aspettavamo ci fosse. Mamma scopata da Fred, papa che si faceva succhiare il cazzo da Luisa che era scopata da Dik e Carlo si scopava Lilly. Quando ci hanno visto per un attimo si sono fermati, ma io ho sorrisa e ho abbracciato e baciato Luca che mi ha piegato sul tavolo e da dietro mi ha di nuovo infilato il cazzo già duro di nuovo dentro. Tutti hanno gioito, persino i nostri animali che si sono messi ad abbaiare contenti. In quella specifica occasione non sono rimasta incinta. Due mesi dopo ci siamo sposati come addio al celibato lo abbiamo festeggiato a casa di sua zia Ester nell’allevamento dei cani dove per la prima volta ho avuto il piacere di essere montata da Zoe, un meraviglioso alano che mi ha letteralmente sventrato la fica inondandola poi di una quantità industriale di seme di cane bollente. Una vera emozione! Da allora ho messo al mondo due figli, un maschio Stefano e una femmina Lucia che adesso hanno diciannove anni lui e diciassette lei. In tutti questi anni ho avuto diversi cani di varie razze e taglie, ma quello che mi è rimasto nel cuore è sempre Zoe lo splendido alano con cui ho scoperto il piacere di godere con loro. Adesso mi accontento di un Pointer animale che risponde alle mie esigenze di donna che ama godere molto. Mia figlia ha da poco avuto il suo primo cane. Anche lei ha cominciato prima con Briciola, il, mio cane, poi ha adottato uno tutto suo, un Aski con dei meravigliosi occhi chiari. Stefano invece si gode la femmina di pastore maremmano della sua fidanzata.  Col Passare degli anni ho iniziato un mio allevamento di cani esclusivamente addestrati alla monta delle donne o a farsi scopare dai maschi, ma in questo è più esperto Luca mentre io quando entro nel recinto dei miei maschi mi sento una vera cagna e spesso mi lascio montare da loro mettendomi in ginocchio fra loro e quasi sempre il più grande mi monta, e dopo che ha goduto lascia il posto ad un altro e poi ad un altro ancora. Adesso ne riesco a pendere anche quattro in un solo giorno dentro il recinto. Fa parte dell’addestramento li abitua a montare le donne e io ne sono orgogliosa. Adoro sentirmi una cagna! La domenica quando ci raduniamo tutti insieme è veramente uno spettacolo vedere con quanto impeto i nostri animali ci montano incitati dai nostri mariti che godono nel vederci cosi cagne!

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