I suoceri, le nuore e i generi.

Chapter 11 - Mio suocero incula mia moglie!

gli ho detto che non avevo problemi a vederlo scopare con sua figlia.

P
pennabianca

11 months ago

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Mi chiamo Carlo, ho 33 anni, sono alto m. 1,85, moro, occhi scuri, fisico abbastanza prestante e sono felicemente sposato da circa 3 anni con Eliana. Mia moglie ha 32 anni, è una donna molto attraente. Bionda, occhi azzurri, un bel seno florido di una terza piena, ventre piatto ed un bel culo al culmine di belle cosce lunghe e tornite, che più in là ho scoperto ama farselo sfondare con gusto. Prima di incontrare Eliana e di sposarla, ero una persona sessualmente molto attiva. Ho avuto diverse esperienze con più donne assieme, perché alla precedente ragazza piaceva molto il rapporto aperto, con sesso multiplo, tre o quattro, con partner occasionali o coppie libertine. La nostra storia era finita, perché lei si era trasferita in un altro stato per motivi di lavoro ed io non l’ho seguita. Poco tempo dopo, ho conosciuto Eliana. Ci siamo piaciuti subito e, dopo quattro anni di fidanzamento, ci siamo sposati. Dopo il matrimonio, ho cercato in tutti i modi di coinvolgere mia moglie nei giochi che facevo prima, ma a lei la cosa non interessava. Diverse volte ho provato a convincerla a condividere le sue fantasie con me, o almeno provare a fare qualcosa di diverso, ma con scarsi risultati. Purtroppo a lei certe fantasie non piacevano ed io ero sconfortato, perché proprio non sapevo cosa fare per convincerla. Quando ci siamo sposati era vergine. Più tardi però ho scoperto che era vergine solo di fica. Di bocca era molto esperta, così come il suo culo ben aperto, cosa che faceva intendere quanto amasse farsi inculare già dall'epoca in cui si era fidanzati. All’inizio, la cosa non mi aveva dato fastidio per cui non avevo dato peso più di tanto al fatto che succhiava il mio cazzo (un bel randello grosso e di ottimo spessore) con grande disinvoltura, così come lo prendeva nel culo senza crear problemi. Poi un giorno, casualmente, ho capito tutto. Quel giorno ero uscito presto dal lavoro, a causa di un blackout; erano le 14:00, invece delle solite 17:00. Ho aperto la porta del garage ed ho trovato l'auto di mio suocero parcheggiata lì. La cosa mi è parsa subito un po’ insolita, perché abitualmente parcheggiava nel vialetto e non nel garage, con addirittura la porta chiusa. Ero convinto fosse venuto da noi per riparare alcuni guasti elettrici ed avesse portato con sé l'attrezzatura del caso. La mia convinzione era fondata sul fatto che è un soggetto che sa fare di tutto e, spesso, mia moglie, se ha dei problemi, lo chiama e lui interviene sempre con piacere. Sono entrato in casa ed ho iniziato a cercare mia moglie e suo padre. Non sono riuscito a trovarli.

Era tutto molto strano. Allora sono sceso nel seminterrato e proprio mentre ero sulle scale, ho sentito il rumore della lavatrice; ho pensato tra me: questo spiega tutto; starà riparando la nostra lavatrice, o qualcosa del genere. Proprio quando stavo per entrare nella lavanderia, ho sentito un altro rumore che mi ha fatto bloccare davanti alla porta, semiaperta. Il rumore, anzi il gemito, era di mia moglie, che sembrava stesse soffrendo. Ho guardato dentro e quello che ho visto mi ha scioccato, non potevo credere a quello che vedevo! Mia moglie era completamente nuda, piegata in avanti ed appoggiata alla lavatrice, mentre suo padre la inculava! Ero sconvolto! Non potevo credere ai miei occhi! Mia moglie, la donna che si mostrava restìa a parlare di certe fantasie e, tantomeno instaurare un rapporto più aperto, libero, la vedevo ora piegata a 90, a farsi inculare da suo padre? D'accordo è un bell’uomo, intorno ai 50 anni portati benissimo, ma, cazzo: era pur sempre suo padre! Provavo un misto di gelosia, rabbia, odio e, soprattutto, mi sentivo tradito. Dopo averli osservati per un po' e aver sentito i gemiti di piacere di mia moglie, che mi hanno convinto che non la stesse forzando in alcun modo, lentamente, ho fatto un passo indietro e, senza fare alcun rumore, son tornato sui miei passi e son uscito di casa. Prima di giungere in cima alle scale, ho sentito mia moglie godere e incitarlo a sfondarle il culo. «Sì, dai, vengo! Dai, spaccami il culo! Sei meraviglioso! Vengo! Ora vengo!» Mi ha fatto ancor più rabbia, perché le grida orgasmiche di mia moglie le conosco molto bene; so quanto le piace esser scopata nel culo. Ho preso a girare per la città, cercando di riflettere su quanto avevo scoperto. Non avrei mai immaginato che mia moglie mi tradisse, per di più con suo padre. Ma, dopo circa un'ora di guida e riflessione, i miei sentimenti sono cambiati: al posto dell'odio iniziale, per il tradimento subìto, ho iniziato ad eccitarmi all'idea di lei scopata da mio suocero. In qualche modo, l’idea dell’incesto è diventata molto eccitante per me. Sentivo che le cose sarebbero andate meglio di prima. Questa scoperta poteva rappresentare l’inizio di un cambiamento, verso una vita matrimoniale più intrigante e felice per noi, dal momento che avremmo potuto condividere esperienze sessuali piuttosto eccitanti. Mi sbagliavo! Quando son tornato, ho trovato il garage vuoto; evidentemente adesso era sola in casa. Sono entrato e l'ho chiamata. Mi è venuta incontro correndo e mi ha salutato mostrandosi sorpresa. «Ciao, amore! Come mai così presto a casa? In genere torni molto più tardi!»

Le ho spiegato il motivo e poi, scherzosamente, ho aggiunto che, già che ero a casa in anticipo, mi sarebbe piaciuto fingere di esser il suo amante segreto, venuto per scoparla. Con mia sorpresa, mi ha preso per mano e mi ha portato nella nostra camera da letto; ha iniziato a spogliarsi con movenza da vera addetta a quel lavoro. Non mi aspettavo davvero niente del genere, sapendo che era già soddisfatta; invece, a letto, lei era più calda che mai. L'ho scopata tre volte, quel giorno, e lei è rimasta sorpresa dalla mia improvvisa carica di libidine. «Cosa ti è preso oggi? Hai preso qualche pilloletta per aumentare la tua potenza sessuale? A me basti, senza esagerare. Non voglio che ti rovini la salute per questo. Ti amo e con te mi diverto alla grande.» Ecco, questa è mia moglie. Mai che le venga in mente che, a volte, non serve usare la chimica ma la testa; sì, quella è più forte di qualsiasi farmaco. L’ho fissata con insistenza e poi ho osato. «Ma quale farmaco! Ero solo eccitato all’idea di saperti chiavata da un maschio diverso da me; tutto qui!» Lei di colpo si è corrucciata e mi ha fissato quasi arrabbiata. «Ancora? Di nuovo con questa storia? Ma quando smetterai di pensarci? Come te lo devo far capire che non succederà mai? Togliti dalla testa questa tua folle fantasia.» Detto questo, se ne è andata in bagno. Col passare dei giorni, ogni volta che ricordavo la scena della lavanderia, il mio cazzo diventava di pietra. Volevo creare il momento e l'occasione giusta, affinché lei me lo raccontasse di sua spontanea volontà. In più di un'occasione ho voluto precisarle che per me sarebbe stato tutto ok, non sarebbe per niente sminuito il mio amore per lei, se si fosse trovata a desiderare di farsi chiavare da un uomo di sua scelta. «Pensaci! Non avrei nessun problema. Hai il mio pieno sostegno e non sarei geloso. Sarei addirittura più felice ed emozionato, che mai. Dimmi: hai in mente qualcuno?» Niente! Non c’era verso di cavarle nulla dalla bocca, anzi, a volte, sembrava davvero infastidita dalla mia insistenza. I suoi silenzi ed i suoi rifiuti mi stavano frustrando. Ho preso a lasciare il lavoro e tornare a casa in orari diversi per controllarla ed esser certo che non avesse altri amanti; non avendomi confessato di suo padre, ho pensato che forse vi erano altri che se la scopassero, ma niente e nessuno che potesse, in qualche modo, farmi pensare quanto fosse troia. Poi, una volta, ho rivisto l'auto di suo padre. Non sono entrato, ma ho aspettato all'angolo della strada, finché non se n'è andato.

Quella notte aveva di nuovo voglia di scopare ed io ho provato a scoparle il culo, ma lei ha detto che non voleva farlo così. «Me lo fai un altro giorno! Oggi è la fica che ha bisogno di te! Dai, fammi godere, che sai sempre fare tu: portami in alto, nelle vette del piacere.» Quella sera ho scopato mia moglie pensando a lei e mio suocero assieme, e lei ha goduto tantissimo. Poi, dopo, ho deciso di affrontare il discorso su noi due. «Forse nella nostra relazione è necessario un cambiamento.» Lei mi ha guardato tranquilla e, con calma, mi ha risposto. «No! Non c'è niente da cambiare! Che ti manca? Cosa non ti soddisfa?» Mi son girato, ho preso il suo volto tra le mani e poi fissandola negli occhi, sono andato all’attacco. «Eliana, ti amo davvero. Sono al corrente di un segreto che mi stai celando.» Lei non ha battuto ciglio e mi ha risposto serenamente convinta. «Cosa? Ma di che parli? Non ho nulla da nasconderti! Sei mio marito e voglio che anche tu non mi nasconda nulla.» Le ho sorriso sciorinando una calma che, in realtà, non avevo: ero inquieto. «Ti amo. Lo sai che è così e non mi sconvolge nulla di te!» Lei ha ribadito la sua convinzione. «Ti amo anch'io, tesoro e mi sento tranquilla, perché non ho nulla da confessare.» Ho insistito. «Voglio che tu me lo confessi, adesso. Voglio che tu mi racconti, con parole tue, tutto sugli altri uomini con cui sei stata. Prometto che non mi arrabbierò.» Non avevo ancora finito la frase, che mi ha rifilato un ceffone sulla faccia. «Come osi parlarmi in quel modo? Come ti permetti di trattarmi così? Cosa credi, che sia una prostituta?» Ho sentito la rabbia e la frustrazione prendere il sopravvento. Non ne potevo più. «Lascia che ti dica che tipo di marito sono. Sono il marito più amorevole, premuroso e comprensivo che una donna possa mai desiderare. Quale altro marito può accettare che sua moglie si faccia chiavare dal suo stesso padre? Non capisco come possa esser successo, ma ti ho visto e quindi non puoi negarmelo.»

Lei, in un silenzio quasi surreale, mi ha guardato dritto negli occhi, scioccata, ma non ha proferito una sola parola. A quel punto ho deciso che dovevo osare il tutto per tutto: oramai il dado era tratto. «Se pensi ancora di non aver nulla da nascondermi, allora voglio che lasci questa casa, adesso! In alternativa, parla! Scegli tu ciò che vuoi fare; io sono qui e aspetto la tua decisione! Ti amo, ma voglio sentire, dalla tua bocca, quello che devi dirmi. Parla o vattene!» I suoi occhi si son riempiti subito di lacrime. Era assolutamente frastornata e sotto shock. Non ho potuto far a meno di abbracciarla e, a quel punto, ha preso a singhiozzare in modo incontrollabile: piangeva come una bambina. Poi, a testa bassa, mi ha parlato. «Come lo hai scoperto?» «Ti ho visto con lui nella lavanderia.» Ha ripreso a singhiozzare. Io l’ho abbracciata e tranquillizzata. «Va tutto bene, tesoro, purché mi racconti tutto; ti prometto che sarò indulgente. Fra noi non cambierà nulla, ma voglio la verità!» Lei ha fatto un profondo respiro e poi ha replicato: «Carlo, mi dispiace e non sai quanto; mi vergogno così tanto di me stessa.» «Eliana, non c'è bisogno di vergognarsi. Raccontami tutto e basta.» Lei mi ha fissato con occhi molto tristi. «Vuoi il divorzio? Sarebbe un tuo diritto, lo sai vero? Io non mi opporrò.» L’ho abbracciata e baciata. «Assolutamente no! Voglio vivere la mia vita con te! Ma voglio sapere la verità! Per favore, parla, dimmi tutto!» Ha fatto un profondo respiro, poi si è decisa a raccontarmi ogni cosa. «Ti dirò tutto e non mi importerà se poi mi odierai, o cosa vorrai fare dopo. Tutto è iniziato quando avevo 22 anni ed ho perso mia madre. Avevo una cotta per mio padre, fin da quando ero bambina, e sapevo che mamma gli sarebbe mancata molto, soprattutto dal punto di vista sessuale. Sentivo le loro furiose scopate dalla mia cameretta e prendevo a masturbarmi. Qualche volta, di nascosto, li ho anche spiati e ho visto con quanto piacere lei si faceva inculare. Lui è ben dotato, forse tu lo batti in lunghezza, ma lui ti supera in spessore. Un giorno, mio padre era molto depresso e, dopo cena, lo vidi piangere, in silenzio. Son andata da lui e l'ho abbracciato. Ci siamo abbracciati ed abbiamo pianto insieme. Gli ho chiesto se c'era un modo per poterlo aiutare. Ha detto che la mamma gli mancava in molti modi e lì ho capito quale di quei modi gli mancava in particolare. Quella notte sono andata nella sua stanza e gli ho chiesto poter dormire nello suo stesso letto, per alleviare la sua tristezza. «Amore mio, vai in camera tua! Se resti qui, renderai le cose ancor più dure!» Son tornata nella mia stanza, ma, dopo averci pensato qualche istante, son tornata da lui, ho tolto la camicia da notte e, nuda, sono entrata sotto le coperte e l'ho abbracciato. «Adesso chiudi gli occhi e pensa che qui c’è la mamma. Io non sono brava come lei, ma se me lo insegni, cercherò di farti felice, come lo faceva lei.» Lui è rimasto immobile, poi, dopo qualche esitazione, ha iniziato a baciarmi in ogni parte del corpo. È stato dolcissimo e mi ha fatto godere con la bocca, leccandomi fra le cosce; poi mi ha insegnato a prenderglielo in bocca. A quell'epoca avevo avuto solo delle piccole storie con dei coetanei, solo qualche bacetto e, al massimo, una toccatina di cazzo da sopra i pantaloni, adesso, invece, avevo un vero cazzo duro e grosso con cui aver a che fare. Sono impazzita di piacere fra le sue braccia. Poi mi son dedicata a lui. L’ho fatto sdraiare sul letto e poi gli ho preso la verga, dura e pulsante, prima in mano, ma non riuscivo a tenerlo con una sola, cosi l’ho impugnato con entrambe e poi mi son messa a succhiarlo e leccarlo, seguendo i suoi insegnamenti, fin quando mi è venuto in bocca. «Sì, dai, succhialo! Mi fai impazzire! Amore succhia, che sborro! Amore, sborro!» Mi ha riversato in gola un fiume di crema, che a me è sembrata la cosa più buona del mondo. Questa è diventata un'abitudine ed abbiamo vissuto come marito e moglie, finché non sei entrato nella mia vita. Volutamente non ha mai cercato di sverginarmi, anche se lo avrei volevo, ma lui ha accettato di farmi il culo e di farsi succhiare il cazzo. Ancora oggi, non mi ha mai chiavato in fica, me lo mette solo nel culo e mi fa godere tantissimo. Non mi fraintendere, con te godo molto e bene, ma come mi incula lui è diverso. Con lui mi sento posseduta per davvero e in maniera totale. Forse perché sono sua figlia? Non saprei dirtelo, ma la cosa mi manda ai matti. Ti amo e, adesso che sai tutto, se lo ritieni opportuno, me ne vado.» La guardo stupito. «Ma davvero non ti ha mai scopato la fica?» Mi risponde decisa. «Mai! Te lo giuro, mai! Gliel'ho chiesto molte volte, dopo che mi son sposata, ma lui insiste che essa appartiene a mio marito!»

La guardo, la bacio e la tengo stretta a me, come un tesoro da non perdere. «Eliana, grazie per avermi raccontato tutto. Apprezzo davvero la tua onestà e non voglio che tu vada da nessuna parte. Io ribadisco che voglio star con te. Capisco che il tuo è stato un comportamento dettato dall'amore che gli porti e voglio farti proposta: dal momento che ti ha sempre rispettato, vorrei che, ora come ora, ti facessi chiavare anche davanti.» Lei mi abbraccia e mi bacia con passione. «Grazie, amore, anch’io ti amo, ma non credo di riuscire a fargli cambiar idea. Ammetto che lo vorrei, ma non saprei come fare a convincerlo.» Sorrido e poi le manifesto la mia idea. «Ti amo anch'io tesoro; la prossima volta che incontri tuo padre, voglio che ti scopi la fica e, per raggiungere questo scopo, ho un piano. Lo invitiamo a cena da noi e poi ti lanci fra le sue braccia; con me presente, dovrà scoparti sapendo di avere il mio interessato consenso.» Così abbiamo fatto e, il sabato dopo, appena finito di cenare, lei gli si è buttata fra le sue braccia e lui, dopo un momento di sgomento, mi ha guardato; io gli ho detto che non avevo problemi a vederlo scopare con sua figlia. Lui è rimasto un attimo interdetto e indeciso sul da farsi; ma Eliana si è inginocchiata, gli ha preso il cazzo in bocca e, a quel punto, mi ha chiesto di avvicinarmi ed aiutarla in quell'operazione. Così abbiamo preso a scoparcela assieme, anche in doppia, con lei che ha urlato alle stelle il fortissimo piacere da cui era presa. Da allora suo padre è diventato un ospite fisso nel nostro letto e, adesso, mia moglie è gravida, ma nessuno di noi potrebbe affermare con certezza chi possa averla ingravidata. Comunque non c'importa. L’unica cosa che importa è che lei, dopo aver modificato il suo modo di vivere il sesso, ha cominciato ad esternare fantasie e vari desideri: adesso sì che mi piace viver con lei

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