I suoceri, le nuore e i generi.

Chapter 10 - Mio marito mi fa scopare da suo padre!

Adesso scopatemi e fatemi impazzire, altrimenti esco e la do ad ogni maschio che incontro!

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pennabianca

11 months ago

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Mi chiamo Tatiana, ho 27 anni, sono alta 1,70, bionda, occhi azzurri, bocca ampia e carnosa, che, come usa dire mio marito, è perfetta per i bocchini. Ho una 4ª di seno, un bel ventre piatto, e un gran bel culo a mandolino, che attira molto l’attenzione dei maschi, posto al culmine di due cosce lunghe e ben tornite. Sono sposata con Paolo da 5 anni. Lui è un bel ragazzo, un po’ timido ma, nell’insieme, ha un bell’aspetto ed è, nei miei confronti, molto dolce ed innamorato. Lo scorso anno, dopo tanto tempo trascorso, per lavoro, lontano dalla nostra città, entrambi siamo riusciti ad ottenere il trasferimento e ci siam potuti ricongiungere alle nostre famiglie. Poiché abbiamo dovuto scartare l’idea di acquistare una casa di nostra proprietà, in quanto le nostre risorse economiche non ce lo permettevano, abbiamo deciso di affittarne una vicina a casa di Giovanni, mio suocero. Ho sempre avuto un debole per mio suocero, vedovo da tre anni. Lui è un bel cinquantenne, sportivo, insegnante di educazione fisica e coach della squadra sportiva di pallanuoto della nostra città. Inoltre è simpaticissimo e dolce, soprattutto nei miei confronti. È stato chiaro, fin da subito, che nutrivo un debole per lui. Inoltre, dentro di me, ero anche un po’ gelosa, quando vedevo le mamme dei ragazzi che lui allenava in piscina guardarlo con occhi pieni di desiderio e, a volte, mi rimproveravo dicendo a me stessa: non è giusto nei suoi confronti, esser gelosa, perché un bel maschio come lui aveva tutto il diritto di rifarsi una vita, se ne avesse avuto voglia. Eppure sembrava che lui non fosse interessato ad avere altre storie e si prendeva cura di noi in maniera veramente molto affettuosa e divertente. Poi, avvenne un fatto un po’ casuale che ebbe a cambiare, in qualche modo, la nostra abituale routine: avevano chiesto a mio marito di tornare, in trasferta per alcuni giorni, per impratichire le persone che ci avevano sostituito e, non avendo molta esperienza, stavano solo facendo una infinità di casini. Lui, naturalmente, ha subito accettato e, quando stavamo preparando la valigia, io mi sono stretta a lui, che mi ha baciato e, guardandomi negli occhi, mi ha detto: «Ti amo da morire; parto tranquillo, perché son sicuro che con mio padre, così vicino, tu non correrai alcun rischio a restar sola e, se sei d’accordo, gli chiederei di venire a dormire a casa nostra, la sera, per farti stare più tranquilla.» L’ho guardato cercando di non far trapelare quanto la cosa mi facesse piacere. «Ma non sarà troppo disturbo per lui? È una persona così riservata e dolce, e non vorrei creargli troppi pensieri.»

Ha sorriso e mi ha baciato, dicendo che anche suo padre era più che contento di poter essere utile al fine di farmi star tranquilla. Lui è partito in mattinata ed io ho visto mio suocero a sera, a ora di cena. Avevo preparato una bella cenetta ed il suo comportamento nei miei confronti era più dolce che mai, lusinghiero e carico di mille attenzioni. Dopo aver mangiato, mentre rassettavo la cucina, sentivo i suoi occhi puntati su di me, soprattutto quando mi abbassavo a pulire il forno. Era evidente che i miei pantaloni a vita bassa, gli permettevano di gustarsi il solco delle mie natiche, il mio fondoschiena all'attenzione del mio adorabile suocero; egli si gustava il belvedere ed io, con un pizzico di malizia, mi abbassavo ancora più, dilatando il tempo della sua visione. Lui, poco dopo, si è alzato, ed è andato a sedersi sul divano. La serata finì con un po’ di TV, per poi ognuno ritirarsi nella propria stanza. Distrattamente, per tutto il tempo che sono stata seduta sul divano accanto a lui, ho notato che, con la coda degli occhi, indugiava sempre sulle mie forme. Nel letto, non mi riusciva di prender sonno, perché ero eccitatissima, avevo la fica bagnatissima, al solo pensiero che mio suocero avesse ammirato a lungo il mio culetto sodo e, sicuramente, anche lui doveva aver avuto una buona eccitazione, come mi era capitato di notare osservandolo mentre era seduto sul divano. Per cercare di calmare i bollori, mi son masturbata quasi tutta la notte: mi mandava ai pazzi l’idea di saperlo a dormire a pochi metri da me. Il secondo giorno, dopo il lavoro, ci ritrovammo di nuovo, io e mio suocero a cena. Lui, però, suggerì di uscire a mangiare una pizza. «Dai, indossa qualcosa di carino e usciamo a mangiare una pizza, perché non voglio che ti affatichi a preparar la cena anche per me.» L’ho guardato e, sorridendo, sono sparita in camera mia. Ho indossato un tubino elasticizzato nero, che faceva risaltare al massimo le mie forme; ho evitato di metter il reggiseno, perché mi piaceva sentire il tessuto strofinare sui miei capezzoli. Sotto quel vestito, praticamente, indossavo solo un perizoma di pizzo nero ed un paio di autoreggenti, con scarpe dal tacco 12. Quando mi ha visto, ha sorriso e mi ha rivolto una simpatica battuta. «Mio figlio, con te, ha fatto un’ottima scelta! Sono felice che sei entrata a far parte della mia famiglia e beato lui che può averti, ogni sera, nel suo letto.» Io gli ho sorriso, l’ho abbracciato affettuosamente ed insieme siamo usciti. In auto, ho accavallato volutamente le gambe, per mettere maggiormente in risalto le mie cosce e lui mi ha guardato compiaciuto. Era mia intenzione far eccitare mio suocero. Se fosse dipeso da me, già me lo sarei scopato: lo volevo, desideravo esser sua, ma non potevo far il primo passo, rischiavo troppo, meglio se fosse stato lui a farlo. Siamo andati in un piccolo ristorante, un po’ fuori mano, e questo mi ha anche un stupito, perché era un luogo dove non ero mai stata. Per tutta la cena, è stato un continuo scambiarsi di occhiate e battute a doppio senso e, più di una volta, ho visto che i suoi occhi indugiavano sui miei capezzoli che, eccitati dal contatto con la stoffa, sembravano voler bucare il vestito. Uscendo dal ristorante, ha iniziato a piovere e lui, per ripararmi, mi ha preso sottobraccio. Mi sono stretta a lui e, una volta giunta nell’auto, lui, con un fazzolettino, mi ha asciugato il viso. Ci siamo guardati un attimo negli occhi e, in quel momento, ho avuto come la sensazione che lui volesse baciarmi, ma se ne è astenuto. Giunti a casa, abbiamo avuto solo il tempo di entrar dentro, che subito è esploso un violento temporale. Io l’ho guardato ed ho deciso di aumentare ancor più il livello della provocazione. «Grazie, per essere venuto a dormire qua; se fossi stata da sola, adesso avrei avuto paura e, con questo temporale, non mi sarebbe piaciuto esser da sola a letto.» Lui mi ha guardato dritto negli occhi e, senza dir nulla, ha incollato la sua bocca alla mia, mentre la lingua penetrava prepotentemente dentro fino ad intrecciarsi con la mia, in un gioco erotico appassionato. Le sue braccia mi stringevano al suo corpo possente e tonico. Ho sentito i miei capezzoli schiacciati sul suo petto e, Istintivamente, ho spinto il bacino in avanti, alla ricerca del suo cazzo. Ho sentito un grosso bozzo premere contro il mio inguine e questo mi ha fatto subito bagnare il perizoma. Dopo aver limonato un po', ho avvertito le sue mani che mi carezzavano il culo; allora l’ho preso per mano e l'ho condotto in camera da letto. In un attimo, eravamo entrambi nudi ed ho potuto constatare che aveva un uccellone durissimo! Nell’osservare quella meraviglia, mi son resa conto che quello di mio marito, cioè suo figlio, al confronto, era ben poca cosa. Ho cominciato a toccarlo piano, senza dir niente, ero affascinata dalle sue dimensioni, decisamente fuori dal normale, sia in lunghezza che circonferenza. Lui, dopo avermi fatto distendere, ha preso a leccarmi fra le cosce. «Succhiamelo ben bene, poi ti voglio montare come una vacca! Devi urlare dal piacere e, poi, ti voglio rompere anche il buco del culo!» Ho tremato al pensiero di avere quella grossa trave nel culo, ma, in preda ad una forte eccitazione, l’ho incitato a scoparmi, senza alcuna remora. «Fammi quello che vuoi, basta che mi apri tutta e mi fai godere; puoi sborrare dove vuoi, tanto sono protetta.» Poi ho preso a leccare quel cazzo meraviglioso, come solo una troia sa fare, e lui ha apprezzato tantissimo.

«Bravissima, ingoialo tutto: lo sai che impersoni la puttana che avevo sempre desiderato? Aveva ragione tuo marito a dirmi che era meglio se, in questi giorni, ci fossi stato io nel tuo letto, piuttosto che un altro. Era sicuro che lo avresti cornificato ed è per questo che mi ha chiesto di entrare nel tuo letto.» Mi sono sfilato il cazzo di bocca, perché ero assolutamente stupita. Mi son girata, l’ho guardato e lui mi ha sorriso, confermando ancora meglio quanto aveva appena detto. «Cosa c’è? Non ti ha detto nulla? Credevo che ti avesse detto che desiderava che io potessi scopare con te. Addirittura, mi ha detto che, se vuoi, potrei anche ingravidarti!» Proprio in quel momento, squillò il cellulare e, leggendo sul display che era il figlio, disse: «Rispondi e dì a tuo marito, che va tutto bene.» «Pronto? Sì, amore, va tutto bene. Tuo padre si prende molta cura di me ed è tanto affettuoso. Grazie, amore. Buona notte.» Ho guardato mio suocero e lui mi ha sorriso. «Adesso scopiamo, poi ti metterò al corrente di tutto.» Ha preso a scoparmi quasi con violenza. Mi ha preso con forza, entrando talmente deciso che ho gridato di piacere ed ho preso ad incitarlo a scoparmi sempre più forte. «Dai, son la tua troia! Più forte! Spaccami! Dai lo voglio sentire fin in fondo!» È stata una monta bestiale. Ho goduto in continuazione, fin quando lui, dopo avermi sfondata a lungo e fatta impazzire di piacere, si è tolto da me e mi ha schizzato tutto il suo liquido, caldo e dolce, sulla faccia e sul seno. Sfiniti siamo crollati sul letto ed io, stretta fra le sue braccia, l’ho ringraziato per il piacere donatomi. «Mi hai fatto impazzire. Nemmeno tuo figlio è capace di farmi godere così tanto e a lungo. Non mi fraintendere: lo amo da morire, ma tu, a letto, sei un vero toro. Ora voglio sapere perché mio marito ha voluto che tu mi scopassi.» Lui mi ha sorriso e poi, mentre mi carezzava, mi ha dato la sua spiegazione. «Tuo marito ti ama davvero tanto. Lui è stato iniziato alle gioie del piacere da sua madre, mia moglie, ed io l’ho sempre saputo. Da giovane era un ragazzo timido, introverso e non aveva un buon rapporto con l'altro sesso, cosi mia moglie si prese cura di lui: lo ha sverginato e gli ha insegnato tutto sul sesso.

All’inizio era timoroso per il fatto che si scopava sua madre, ma lei, da brava maestra, è riuscita a farlo giacere con me nello stesso letto e, da quel momento, è stato un divertimento in continua evoluzione per tutti. Poi lui, a motivo del lavoro, dovette allontanarsi e sei arrivata tu. Noi non abbiamo interferito nella vostra unione, anche se, fin da subito, mia moglie ebbe a comunicarmi che tu eri intrigata da me, ma non le sarebbe dispiaciuto di averti con noi nel letto. Eravamo sempre molto eccitati da questa fantasia, ma, poi, lei è venuta meno e tuo marito ha accusato il colpo. Quando siete tornati qui, lui ha espresso il desiderio di fare in modo che io ti scopassi, perché per lui questo aveva un doppio significato: realizzare un desiderio di sua madre, ma anche ringraziarmi per avergli permesso di poterla chiavare. Vedrai che, al suo ritorno, vorrà esser partecipe di queste nostre scopate ed io ne sarò davvero felice, come spero, lo sarai anche tu.» L’ho guardata stupita e immensamente felice. «Certo che son felice. Non vedo l’ora che ritorni, cosi vi avrò entrami nel letto a farmi godere, ma, adesso, dormiamo: domani sera ti voglio ancora qui a farmi godere.» La sera dopo, non abbiamo nemmeno cenato. Mi ha scopato in ogni buco e sfondato e riempito del suo piacere, finché, sfiniti, ci siamo addormentati. Le sere successive furono sesso senza limiti e, quando è tornato mio marito, l’ho accolto facendomi trovare nuda, con solo reggicalze, calze nere e tacchi dodici. Appena entrato in casa è stato accolto da suo padre che lo ha portato in camera, dove io lo aspettavo. «Ecco quella splendida puttana di tua moglie. In questi giorni ho cercato di fotterla il più possibile ed ora spero che vorrai lasciarmi continuare a scoparla, assieme a te.» Mio marito aveva gli occhi lucidi dall’emozione, si è seduto sul letto e si è avvicinato a me; dopo avermi baciato, mi ha sorriso ed ha parlato con infinita dolcezza: «Amore dolcissimo, non sai quanta gioia mi dà sapere che lui ti ha penetrato in ogni buco. Come hai potuto constatare, lui è molto più dotato di me e, per questo, volevo esser cornificato da lui che ha, stoicamente, tollerato le "corna" che gli avevo messo per tanto tempo. Era ora che io pareggiassi il conto e, nello stesso tempo, ti offrissi un cazzo davvero speciale. Adesso giochiamo insieme, ma, in futuro, sarai libera di fottere, oltre che con lui, con chi vorrai. In questi giorni, a saperti scopata da un altro, anche se era mio padre, mi ha fatto impazzire di piacere, per questo non ti porrò mai nessuna limitazione.»

L’ho abbracciato e baciato, commossa da tutto l'amore che mi dimostrava e poi li ho invitati a farmi impazzire. «Adesso scopatemi e fatemi impazzire, altrimenti esco e la do ad ogni maschio che incontro!» Mi hanno scopato davvero come due maiali incalliti, mi hanno preso in doppia e poi anche insieme davanti, spaccandomi la fica così tanto, che per due giorni è rimasta dilatata ed arrossata. Ora sono felicissima, perché ho appena partorito una bellissima bambina che ho chiamato Giulia, come la mia defunta suocera. Giovanni e mio marito sono molto eccitati da questa nascita, anche se non posso dire chi dei due mi abbia ingravidata, perché, dopo aver rinunciato ad esser protetta, mi son fatta chiavare davanti e riempire, da entrambi. Adesso aspetto solo che si possa aver presto l’occasione per farci di nuovo una bella e sana chiavata, tanto resta tutto in famiglia.

 

 

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