Chapter 11 - Arroganze e prevaricazioni 11 - D - Cornelia 2
L'improvviso rientro di Laura risolve molti problemi e porta l'atteso equilibrio che tutti volevano, nel lavoro e nelle famiglie.
1 year ago
Arroganze e prevaricazioni 11 - D - Cornelia 2
In pratica, da quel momento comincia un nuova vita per tutti; Cornelia sistema il suo ambulatorio nell’ufficio a fianco a quello di Marco; Loredana si occupa della segreteria per tutti e due; spesso, alla chiusura, vanno via insieme e Cornelia si ferma da lui tutta la notte; Nicoletta, stretta tra i capricci della figlia e la nuova storia d’amore del ‘suo’ Marco con la psicoterapeuta, può solo vivere di sofferenze e attesa; Laura vegeta per inerzia e per la gravidanza.
Proprio la sua condizione obbliga la madre a chiedere a Marco di parlare; il monolocale non è più idoneo ad ospitare lei e sua figlia, sempre più bisognosa di attenzioni e di premure; gli chiede, quasi in ginocchio, di trovare un diversa soluzione; Cornelia e Loredana, a due passi, sentono tutto e la psicologa quasi lo aggredisce.
“Senti, Marco, tu sei convinto che questo figlio sia tuo; la certezza l’avrai fra qualche mese; ma il buonsenso suggerisce che te ne occupi adesso, da padre; Nicoletta e sua figlia hanno vissuto per anni in quella casa; qualunque possa essere la colpa che le attribuisci, non puoi evitare che almeno durante la gestazione lei stia nell’ambiente che vostro figlio vivrà dalla nascita, perché lei te lo scaricherà addosso e dovrai essere tu ad accudirlo; allora, il minimo della logica è riportarle nella tua casa; la tua camera resterà sempre tua e dei tuoi amori, ma loro potranno muoversi meglio e saranno sotto il tuo controllo.”
“Stai dicendo che dovrei farle tornare a casa mia?”
“Sto dicendo che devi prenderti cura della madre, del figlio che aspetta da te e della nonna che rimane comunque il tuo grande amore!”
Nicoletta è esterrefatta; mai avrebbe pensato che il sostegno le potesse venire dalla donna che occupa il cuore di Marco, un tempo, tanti mesi prima, suo personale appannaggio; accetta di buon grado l’abbraccio di Loredana che segnala così di concordare con l’affermazione dell’amica; Marco si rende conto che Cornelia usa esattamente la logica a lui tanto cara per metterlo all’angolo e dice a Nicoletta di traslocare da lui con la figlia.
Laura non è facilmente contenibile, ma da tempo si è abituata ai sotterfugi per sfuggire ai controlli di sua madre ed esercitare il suo sport preferito, i pompini e le seghe nei bagni; evita di scopare per via del pancione e dei rischi per il bambino; Nicoletta fa finta di non vedere e di non sapere; nel suo intimo, disprezza profondamente la figlia che, al tempo stesso, non può impedirsi di amare.
Alla fine di marzo, il bambino nasce ed è molto bello; Nicoletta lo accoglie come il salvatore e vorrebbe chiamarlo così, ma concorda con Marco che prenda il nome del nonno, Alberto, e che Salvatore sia il secondo nome; Laura ha l’aria di chi si è liberata di un fastidioso ingombro; come Cornelia ha previsto, Marco deve chiedere a Nicoletta di rinunciare al lavoro mal retribuito per starsene a casa a fare la nonna a tempo totale; la madre riprende le sue pessime abitudini.
Il test del DNA conferma che Alberto è figlio naturale di Marco che lo dichiara legittimo e sin dal primo giorno ne diventa schiavo e dipendente; inevitabilmente, si trova a passare ore a contatto di gomito con Nicoletta e a condividere le pene per la figlia che non si cerca un lavoro e vive parassitariamente una vita superficiale e vuota; l’annuncio arriva sorprendente ma non sconvolgente una mattina nell’ufficio di Marco.
Per una strana coincidenza, Cornelia sta ricevendo un’assistente sociale, per problemi di attribuzione di un figlio ad un’operaia che sta divorziando; è presente il legale dell’azienda; arriva anche Nicoletta col nipotino, perché pranzerà con Marco; piomba come un razzo Laura per annunciare che avrebbe passato di nuovo l’estate in crociera, con un altro spasimante, precisa, anticipando la battuta sferzante di Marco.
Nicoletta le chiede come farà col bambino; ha un padre legittimo, se ne occupasse lui; Cornelia chiede all’assistente sociale lumi su quella situazione; l’altra dice che la madre deve firmare una rinuncia all’affidamento a favore del padre; la mancanza di una figura femminile può essere ovviata con l’assunzione di una tata; sotto lo sguardo schifato dei presenti, Laura chiede il modulo e firma l’affidamento.
“Se il padre contrae un matrimonio, anche fittizio, quella ragazza perde il diritto all’affidamento.”
E’ il commento dell’assistente sociale; Marco getta uno sguardo circolare sui presenti, prende Nicoletta per le mani.
“Nico, te la senti di sposarmi?”
La poveretta rimane senza parole.
“Che aspetti a dire sì? Dopo anni di tira e molla, stai ancora a pensarci? Se dici di no, giuro che rompo il fidanzamento e me lo sposo io, il mio grande amore!”
Loredana non ci va mai leggera.
“Marco, io vorrei che me lo chiedessi per l’amore che c’è sempre stato tra noi, anche nei momenti più difficili; non solo per vincere ancora una scontro!”
“Te l’ho chiesto e ti rinnovo la proposta nella massima coscienza, perché lo voglio, perché sento che l’amore tra noi è più importante di qualunque cosa, perché voglio per mio figlio una madre vera; lo voglio anche perché due donne che amo e che mi amano mi hanno fatto un buco in testa ripetendomi che sei la donna della mia vita; è vero, Cornelia; è vero, Lory?”
Le due confermano; Cornelia prende Nicoletta per le mani e la bacia su una guancia; le sussurra qualcosa all’orecchio.
“Voglio sposarti, voglio essere tua moglie; sarò anche la madre di mio nipote; ma non chiedermi di odiare mia figlia o di abbandonarla a se stessa; sono stata una pessima madre; se voglio cominciare ad essere degna del nome, non comincio da Alberto, ma proprio da quella sciagurata di Laura.”
“Ti chiedo di essere buona moglie ed ottima madre; non odio nessuno e non voglio fare del male a nessuno. Mi vuoi sposare?”
“Si, voglio sposarti e voglio essere la moglie di cui hai bisogno, leale e di buonsenso.”
“Avvocato, fa le pratiche; nel tempo più breve voglio sposarmi e scrivere la parola fine a una storia finanche troppo lunga.”
“Se l’hai chiamato Alberto, hai solo ripreso dall’inizio questa storia che è cominciata con un Alberto, non lo dimenticare … “
“Ma lo sviluppo sarà diverso, ti assicuro.”
“Lory, non c’è più spazio, per noi, nella vita di Marco!”
“Lo dici tu; sono molto amica di Nicoletta; so che nel ‘buonsenso’ di cui ha parlato ci sono anche le ‘trasgressioni’ di suo marito con me e con te; non cambia niente, solo la camera dove dormirà Nicoletta, quando non sarà occupata.”
“Sei terribilmente simile al tuo capo; deve averti plagiata totalmente; anche dalle tragedie ricavate vantaggi, e non solo per voi; è vero, c’è spazio nel cuore immenso di Marco per i suoi grandi amori, quelli veri; a me basta avere il mio uomo e il mio figlio-nipote, che riempiranno la mia vita come non è mai stato finora. Marco, non lo capisci, perché non vuoi; ma sono felice da piangere; ti voglio vicino a me, sempre, perché sei il mio riferimento; saprai cancellare anche l’incancellabile, credimi.”
“E tu pensi che un imprenditore intelligente non le capisca queste cose? Forse ho impiegato un po’ di tempo; e Laura ha dato una spinta; ma già da qualche mese avevo voglia di dirtelo; sono riuscito a trattenermi e a nasconderlo, ma, da quando vivete in casa mia, sei mia moglie, e non l’hai capito.”
“Si, ma non hai fatto l’amore con me non ricordo più da quanto tempo .. “
Loredana ha smanettato a lungo sul computer.
“Senti, capo, un matrimonio che si rispetti impone per lo meno un viaggio di nozze; voi però avete un figlio a cui badare; ho pensato che la luna di miele potreste andare a trascorrerla in una località straordinaria, molto chic, per soli VIP, con tante barche milionarie nel porto turistico, le villette immerse nel verde della pineta, i grandi alberghi e una pletora di personaggi a passeggio sul lungomare; sto prenotando la villa per Nicoletta e Alberto; tu ci vai almeno per una settimana; per gli altri due mesi quando vuoi e quando puoi; conoscendoti, avrai modo di fare affari anche in vacanza; che ne dite?”
“Io, per un paio di mesi con Alberto, al sole, in pineta, ci vado volentieri; mi fa paura l’idea che sia un posto da ricchi; ma se pensi che sia il posto giusto per Marco, ci vado anche volentieri; se poi mi verrete a trovare, mi farete solo felice.!
“Nico, guarda che Loredana ci verrebbe solo quando ci sono io, e non per stare con te … “
“Ti turba l’idea che vengano da noi Lory e Cornelia e che tu debba dedicare a ciascuna una notte?”
“Non ti darebbe fastidio”
“Dipende da quanto amore mi rubi per passare la notte con loro … “
“Lory, fissa la villa e assicurati che ci sia servitù adeguata per un bambino così fragile … “
“Capo, sei nelle mani di un’artista; segnati che almeno una volta devi andarci con me, da tua moglie.”
“Io invece ci verrò la settimana di chiusura delle fabbriche, ma ti ruberò solo un paio di notti.”
“Cornelia, non ruberesti niente; vorrei che fossi veramente mia amica; a un’amica si offre qualunque cosa, anche il marito; sei così leale che non potrei temere, neanche volendo.”
Nel giro di una settimana, sono sposati e pronti a partire per la vacanza; non sono agitati come sposi novelli, ma una certa fibrillazione c’è, ad affrontare un’esperienza non nuova, perché lo hanno fatto quando Laura era piccola, ma decisamente particolare, almeno per loro; già dalla prima uscita, la sera, a passeggio sul lungomare, Marco si rende conto che peggio non poteva capitare e maledice Loredana; il primo che incrociano è Sandro, l’avvocato che è stato amante di Nicoletta.
Lo ignorano volutamente, ma sono certi che il pettegolezzo partito da lì farà il giro della cittadina; proprio in quel momento, però, esce da un bar Ottavia, la moglie di Sandro, che si fionda su Marco e lo bacia con una passione inequivocabile che fa accapponare la pelle a suo marito e agli amici con cui sta ironizzando; abbraccia e bacia anche Nicoletta, si informa sulla novità del matrimonio e si ferma a scherzare col piccolo Alberto.
Si fa spiegare il processo per cui lei è al tempo stesso nonna e matrigna del bambino; ad alta voce chiede a Marco se il matrimonio ora è di ostacolo al loro amore segreto; lui la dirotta alla moglie; Nicoletta, sempre ad alta voce, le dice che lei si occupa primariamente del bambino; se loro due vogliono andare a cena e passare la notte insieme, per lei non ci sono problemi; le basta l’amore di suo marito e sa bene che non sarebbe in gioco, in una notte di passione tra loro.
Ottavia, che conosce l’ambiente, parlando sempre in modo da farsi sentire dal marito e dai suoi compagni di gozzoviglie, dice che vicino alla loro villa c’è il migliore ristorante della località, che fornisce anche servizio di cene a domicilio; se sono d’accordo, possono farsi portare la cena in villa; cenare insieme; poi la nonna si occuperebbe del bambino e il padre darebbe a lei tutto l’amore consentito; avendolo già ampiamente sperimentato, sa che andrà in paradiso.
Sandro, suo marito, accenna ad abbozzare una reazione di fronte alla sfrontatezza delle dichiarazioni; lei lo avverte che l’istanza di divorzio è già pronta, se solo lui azzarda una mossa sbagliata; lui ripiega e a testa bassa va via con i suoi amici; Ottavia comunica che a giorni tornerà da una gita in barca anche Evelina col nuovo compagno e gli chiederà una notte d’amore; Nicoletta osserva che lei è aperta a qualunque idea; finché il cuore è suo, il resto può essere usato.
Vanno a casa e la serata si svolge esattamente come Ottavia ha previsto; la mattina dopo, leggermente stanca per la notte insonne e di passione irrefrenabile, lei va in albergo, si cambia e raggiunge Sandro sulla spiaggia, deridendolo per la sua stupida gelosia fuori luogo; la scena si ripete più o meno sulla stessa falsariga quando attracca al molo uno yacht e ne sbarca Evelina., stupenda nella sua abbronzatura, con un bikini ridottissimo che ne esalta le forme perfette.
La scena del bacio appassionato a lui e dell’affettuoso abbraccio a lei si ripete; anche lei sa del matrimonio e ammira Alberto; con lei c’è un individuo mediocre che tenta una qualche reazione; dimostrando un polso deciso, Evelina lo manda a sedere su una panchina e gli accenna che quell’uomo è il suo unico vero grande amore, che è il proprietario dell’azienda per cui lavorano e che quindi badasse bene a quello che dice e fa; l’altro si fa piccolo piccolo e si dilegua.
Passano la serata come con Ottavia, tra ricordi e considerazioni; poi Nicoletta si ritira col bambino che dorme e i due si possono abbandonare ad una notte di passione che rinverdisce quelle che erano frequenti tra loro fino ad un anno prima circa; la mattina seguente, mentre fanno colazione, lei gli chiede conto della novità instaurata, l’ambulatorio psicoterapeutico in fabbrica; ne ha letto su riviste anche internazionali e vuole conoscere i particolari.
Marco le parla del discorso fatto con Francesco, il sindacalista che lei ha conosciuto, e di Cornelia che ha costruito su quell’iniziativa una realtà operativa nelle sue fabbriche ed una questione internazionale; le suggerisce di adottare l’idea; Evelina lancia la proposta di una conferenza da fare in quella località dove sono concentrati moltissimi imprenditori nazionali; Marco non può assicurare niente se prima non parla con Cornelia; decidono di collegarsi con l’azienda, almeno con Loredana.
Trovano al lavoro anche Cornelia ed Evelina le accenna l’ipotesi; sarebbe felicissima di andare a stare qualche giorno a casa di Marco; Loredana interferisce e dice che, se il suo capo sta lavorando, il suo posto è accanto a lui; lo scambio di battute è forte e ricco di riferimenti, tra la segretaria che accusa il capo di viltà di fronte a certe iniziative ‘paludate’ che invece lo dovrebbero vedere protagonista, e Marco che l’accusa di violentare persino la privacy con i suoi interventi.
Inevitabilmente, anche Nicoletta ed Evelina si schierano con Loredana e alla fine sua moglie lo invita a ricostruire in villa il suo harem, visto che ci sono già Ottavia ed Evelina e che presto si aggiungeranno Loredana e Cornelia; più seriamente, Loredana gli fa presente che il suo atteggiamento è per lo meno blasé di fronte al nuovo; suo figlio ed erede dovrebbe avere un’educazione più aggiornata ed essere protagonista anche nei salotti; avrebbe bisogno di lei come assistente.
Decidono che si ‘deve’ fare ed Evelina si attiva subito per trovare sala e modi di pubblicizzazione; rimasti soli, Nicoletta lo prende tra le braccia e gli dice che lei, povera operaia, certe cose neppure le capisce; ma che le sue donne, tutte le sue donne, sono abili e partecipi; quindi, lasciasse fare e si sbizzarrisse a letto, che è la cosa che sa fare meglio; la prevedibile risposta è che fanno l’amore con profonda intensità di sentimenti.
La serata della conferenza risulta un autentico successo; la sala è gremita di imprenditori interessati; Cornelia è assolutamente magnetica mentre illustra il progetto; Evelina è perfetta nell’organizzazione; Loredana da prova di una immensa capacità direttiva nei rapporti con gli interessati e nell’organizzare le adesioni; Marco è abbastanza pesce fuor d’acqua e Nicoletta gli si stringe vicino per sostenerlo.
“Marco, non credi che Loredana possa ricoprire un incarico più significativo di segretaria personale? Mi sembra che sia perfetta per efficienza e capacità.”
“Nico mi stai suggerendo di cominciare a pensionarmi, perché invecchio?”
“No, amore; per tante cose sei impeccabile; per altre denunci i limiti della formazione; non ti incazzare, ma sto pensando allo scontro con Laura; lei è una stronza, ma tu hai dimostrato che il gap pesa a te, non a lei; lo stesso vale per Loredana; il gap ti pesa e, quando Alberto avrà l’età, dovrà avere la mentalità giusta; forse Loredana, libera di scegliere, ti può assicurare maggiore iniziativa e indirizzare tuo figlio fin da piccolo; guarda Evelina che maturità ha raggiunto; ed è di poco più giovane di te.“
“Hai gettato il sasso; adesso lasciami riflettere un poco … “
“Dimmi sinceramente; ti ho offeso?”
“No, amore; sono io che mi sento cadere addosso gli anni; ma sai che reagisco bene ai colpi, specialmente se servono ad aprirmi gli occhi; hai fatto bene a farmeli aprire; ora lascia che mi abitui … “
“Fai tutto quello che ritieni e scusami se sono stata brutale; ma Alberto è anche mio e voglio che erediti un patrimonio in crescita, non un peso morto.”
Lui si allontana e va al tavolo dove servono da bere; chiede un cognac; una ragazza assai giovane, sui vent’anni, bionda e con un corpo quasi esile ma ben strutturato, si avvicina e lo provoca strusciandogli il culo solido e compatto sul pacco; il gesto non è casuale; la guarda e lei ammiccando si dirige ai bagni; capisce che è quello il mondo che non ha mai capito, in cui vive Laura; decide di seguirla per capire fin dove arriva; la trova nell’antibagno che lo aspetta.
Lo prende per la mano e si avvia alla cabina per disabili; chiude la porta dietro le spalle e lo avvolge in un bacio sensuale; risponde facendo appello a tutta la sua esperienza e la travolge in una passione che l’altra non si aspetta; le mani si muovono tentacolari a palparla su tutto il corpo, dalle natiche dure e puntute al seno forte e saldo, dal ventre morbido e caldo alla fighetta che sente verginale ma non disavvezza alle scopate.
Sente di violare ogni principio etico del suo fare l’amore; sta mettendo in evidenza tutta la sua capacità sessuale, tutta la sua esperienza nella scopata; non pensa ad altro che a quel corpo giovane da possedere e lo tormenta sapientemente, da sopra il bikini in cui si infila agilmente e facilmente; i capezzoli reagiscono immediatamente e, dopo qualche strizzata, lei si morde una mano per non urlare; tutto sta avvenendo nel più assoluto silenzio.
La fa girare, tira fuori il cazzo, le prende una mano e la stringe intorno all’asta, sente le vibrazioni di lei quando scopre la possanza del sesso; le sposta il costumino, la spinge in basso e, quando è ben china, le infila la mazza in figa; sente ogni centimetro della vagina non strettissima, abituata a certi spessori; la scopa con foga e con estremo piacere; la sente sborrare più volte e inondargli l’inguine; si augura che non si vedano macchie sul pantalone; lo slaccia e lo abbassa alle caviglie.
Riprende a scoparla e lei ricomincia a godere e a squirtare; il cazzo è ormai coperto di umori biancastri di lei; sposta la cappella al culo e la sfonda; ancora si morde le mani per non urlare; la mazza è dentro, col solo ausilio degli orgasmi di lei; la scopa per un poco, poi molla i freni e le scarica nel culo una sborrata-fiume; si pulisce alla meglio con la carta igienica, tira su il pantalone ed esce con un lieve bacio sulla bocca; lei resta a pulirsi e rimettersi a posto.
Non ha imparato niente che non sapesse, non ha capito molto di quel che pensano i giovani della ‘leggerezza’, ma forse deve rivedere qualche atteggiamento; soprattutto, si vergogna di avere tradito volgarmente sua moglie; si precipita a cercarla e le chiede perdono; capisce subito.
“Ti sei scopato la biondina in bagno?”
“Si, te ne sei accorta?”
“No; se stavi zitto non lo avrebbe saputo nessuno … “
“Ma lo sapevo io e mi sentivo in colpa; ho voluto toccare con mano il ‘sesso leggero’ di Laura; forse qualcosa ho capito ma non riesco ad accettarlo; comunque, hai ragione; devo adeguarmi ai tempi; la prima cosa è sistemare il ruolo di Loredana. Ti va di comunicarglielo tu? Da me risulterebbe troppo formale … “
“Mi chiedi, per la prima volta, di partecipare al tuo lavoro?”
“Non te la senti?”
“Se mi tieni la mano, vado a tirare la coda a Satana … “
La biondina si è avvicinata con un ragazzo intorno ai trent’anni.
“Ciao, prima non ci siamo presentati; io sono Natascia e lui è il mio ragazzo, Loris.”
“Ciao, io sono Marco; Nicoletta è mia moglie e Alberto è il nostro bambino; queste che arrivano sono Loredana, Evelina e Cornelia, tre pilastri della mia azienda. Ragazze, siete state straordinarie, in tutto. Vi amo follemente.”
“Lory, tu non puoi fare più solo la segretaria; Marco ti nominerà amministratore delegato con poteri pari ai suoi; sei tu che hai le idee più brillanti e sei forte come dirigente.”
“Nico, ma vaneggi? Se non lo decide lui … “
“Lo ha già deciso; lo ha detto solo a me; ora io lo dico ufficialmente.”
“Capo, davvero mi promuovi?”
“Vi siete già promosse, Cornelia col magnetismo del suo discorso, Evelina con un’organizzazione impeccabile e tu sostituendomi in quest’ambiente che a me da l’orticaria.”
“Nico, io ti plagerò il figlio; deve crescere al passo dei tempi ed essere migliore del padre, ma in linea con la sua età.”
“Lory, voglio solo che mio figlio abbia un avvenire più limpido di Laura; fai quello che ritieni giusto; ti voglio troppo bene ed amo troppo mio figlio per contrastarvi.”
Natascia, la bionda del bagno, e Loris, il suo ragazzo, sottopongono a Loredana il problema dell’azienda del padre di lui che rischia di perdere una commessa europea per le attrezzature obsolete; si guardano, Marco e la sua segretaria, ora socia, e lei va a colloquio con i piccoli industriali che sembrano attendere un segnale; tornando, avverte che si costituirà un pool di piccole aziende e vogliono un coordinatore.
Marco indica i due giovani che, da quel che ha constatato, hanno idee chiare e progetti pronti; Loredana chiude la vertenza convincendo anche il padre del ragazzo; naturalmente, i due giovani saranno sotto la loro tutela e lavoreranno anche in funzione delle loro aziende; Natascia è strabiliata dalla situazione inesplicabile dei rapporti amorosi di Marco ma finisce per capire che il grande amore che circola tra loro è la leva che li spinge e li tiene uniti.
Alla fine, Nicoletta sembra ribellarsi e chiede di cominciare la vacanza vera, perché fino a quel momento hanno trasformato tutto in lavoro estenuante; tutti concordano e la villa diventa la sede dell’amore di Marco per le sue donne, ma anche il regno del ‘reuccio’ Alberto e la palestra di esibizione delle bellezze in gioco compresa Evelina che abbandona spesso gli amici dello yacht per stare col suo ‘capo’ e le sue donne.
In una conversazione privata, Natascia cerca di spiegare i meccanismi che spingono alcune ragazze ad abbandonarsi a pratiche libertine; Nicoletta, che ha posto il problema per capire sua figlia, chiede se lei è uscita da quel tunnel e come; la ragazza spiega chiaramente che trovare il proprio posto nel mondo fa cambiare prospettive; anche Laura, prima o poi, rinsavirà; basta avere la pazienza di aspettare che qualcosa la scuota; la madre non può che sperare in una rinascita.
Ormai nessuno si preoccupa per la fabbrica; affidata al primo dirigente, si aspetta solo la chiusura di ferragosto, per riprendere a settembre a pieno ritmo; quindi le donne si lasciano andare al piacere di sfoggiare i costumi più arditi coi loro corpi bellissimi in spiaggia, sul corso o nelle feste; la ‘lotta’ tra Ottavia e Cornelia a chi è più bella è accesa; Loredana le surclassa in esibizionismo; Evelina si accontenta di ‘rubare’ tutte le occasioni per avere l’attenzione e l’amore di Marco.
Solo Nicoletta è lacerata tra la cura del bambino, l’amore a suo marito e la fibrillazione per la figlia che non dà segni di vita; Marco cerca tutti i percorsi per rintracciarla in qualche modo, Evelina prova ad individuare, tramite gli amici navigatori, la posizione della barca; ma le scarne notizie la rendono irreperibile; come forse era anche prevedibile, compare di colpo, del tutto inaspettata, una mattina che tutte sono in casa, in attesa che Marco torni col gelato che è andato a comprare.
“Buongiorno; ciao, mamma!”
A Nicoletta per poco non prende un colpo a vedersela apparire così all’improvviso; si precipita ad abbracciare la figlia che l’accoglie a braccia aperte.
“Laura, amore mio!”
Poi giù mille domande e poche vaghe risposte; le altre donne sedute all’ombra della tenda parasole fanno solo qualche gesto di saluto; passata l’euforia, Nicoletta le chiede come mai sia tornata così presto e inattesa; Loredana è irridente.
“Nico, che domanda del cazzo; se è qui in piena stagione, è chiaro che qualcosa ha mandato in vacca la splendida crociera; lei è tornata all’ovile in cerca di foraggio; in fabbrica qualcuno l’ha aggiornata su tutto ed eccoti la signora qui perché non ha dove andare, non ha un centesimo, non ha un reddito e deve chiedere aiuto a mamma e adesso anche al patrigno che è anche il padre di suo figlio; diciamo che è venuta a portarti anche in vacanza la solita arroganza e i guai che l’accompagnano sempre.
Mi dispiace dirlo, ma sai che non so tacere; temo proprio che la signora sia qui per rompere i coglioni come sempre; ma stavolta spero proprio che non trovi la solita anima pia che si fa sfruttare in cambio di qualche calcio in faccia che prima o poi vi rifilerà, alla prima prossima occasione.”
“Lory, per favore non essere dura come sempre.”
“Scusami, Nicoletta, in fondo non sono neppure cazzi miei; ma, credimi, sono stufa di vedere recitare sempre la stessa scena; purtroppo, secondo me, tua figlia non è cambiata, non vuole cambiare e non cambierà mai; lei è ancora quella della vita leggera contro gli imbecilli che preferiscono la pesantezza del lavoro; adesso, devi solo aspettare che ti racconti quali guai ha combinato per mezzo mondo e che alla fine versi le solite lacrime finte per intenerirti.”
Laura fa un cenno e dall’ombra si avanza un bel ragazzo di una trentina d’anni.
“Nicola, questa è mia madre e quel bambino è suo nipote-figlio; ti ho già detto che l’ho partorito io; ma ho rinunciato all’affidamento ed è stato assegnato al padre che mia madre ha sposato. Mamma, lui è Nicola, il mio fidanzato.”
“Il tuo fidanzato?!?!?! E’ la prima volta che usi una definizione del genere … “
“Si, Lory; ed è il primo segnale che sono qui non per combinare guai, come hai previsto in base all’esperienza che hai fatto; ma per chiedere aiuto, come hai detto bene; ho bisogno dell’aiuto del mio patrigno, se vuoi definirlo così, perché abbiamo bisogno di lui per mettere su famiglia.”
Loredana balza letteralmente in piedi, per la meraviglia della novità; Cornelia aguzza l’attenzione; il tono pacato e sommesso di Laura le suggerisce che davvero qualcosa di nuovo c’è, in quella donna.
“Marco è andato a comprare il gelato; dovrebbe essere qui a momenti; avete bisogno di rinfrescarvi, tu e Nicola?”
“Si, il viaggio non è stato semplice e il suo catorcio di automobile non ha nessun comfort; se non vi disturba, vorremmo anche metterci il costume e approfittare della giornata al mare.”
“Se parli con questo tono, è chiaro che siamo tutti pronti a chiederti scusa per l’accoglienza che ti ha riservato Loredana. Nicola, io sono Cornelia, psicoterapeuta e dipendente di Marco, il marito di Nicoletta e nume tutelare di Laura; lei è Loredana, da qualche settimana socia di Marco; non è come si è proposta; è un’amica meravigliosa, anche e soprattutto della tua fidanzata; la villa è affittata da Marco per se, per la famiglia e per le amiche del cuore; tu a questo punto sei, almeno provvisoriamente, della famiglia; muovetevi liberamente; il tuo, diciamo, suocero è persona straordinaria e non aggredirà Laura.”
“Grazie, Cornelia; lo so che Loredana è ben altra persona; mi è nuova la promozione, ma so che l’ha ampiamente meritata; da sempre è la vera suggeritrice di Marco ed è fin troppo leale e chiara; ma io le voglio bene e lei lo sa.”
“Già!!!! Infatti, per testimoniare la tua amicizia, hai abbracciato solo tua madre e hai ignorato i mobili intorno!”
“Perdonami; sono troppo emozionata!”
Abbraccia calorosamente le due donne e si apparta con il fidanzato in bagno; arriva intanto Marco, ma nessuno gli fa cenno delle nuove presenze, per non privarlo della sorpresa; poco dopo, i due escono dal bagno e lui rimane di sasso, soprattutto incantato dalla forma splendida di Laura che sfoggia un elegantissimo bikini minimo sul corpo statuario e abbronzatissimo; non pronuncia una sillaba e si limita a stringerla tra le braccia; forse è anche molto emozionato
“Ciao patrigno; sono ancora la tua pupilla?”
“Chi è questo bellissimo giovanotto? Quali nuove rogne mi porti?”
“Nicola, questo è Marco, marito di mia madre, padre di mio figlio, padrone e despota di un impero di cui le signore presenti, io compresa, sono l’harem privato; Marco, lui è Nicola, l’uomo di cui mi sono innamorata e che, se mi dai ancora il tuo aiuto, conto di sposare presto.”
“Sono felice di sentirti fare discorsi che non siano il sesso leggero; di che avete bisogno?”
“Io di un lavoro; Loredana ha perfettamente ragione; la mia laurea non serve a nulla se non ho la spintarella giusta; finora la mia ricerca ha ottenuto solo rifiuti e proposte oscene anche per me; lui è laureato in legge e abilitato alla professione; lavora in uno studio di negrieri che lo mettono a fare fotocopie per una miseria; se ci aiuti ad uscire da questo imbuto, svoltiamo e ti liberi di me.”
“Senti, Nicola, nel nostro ufficio legale c’è un posto che si è liberato da poco, perché un giovane avvocato ha scelto la libera professione; ti va di farti schiavizzare da tuo suocero per uno stipendio rispettoso del tuo lavoro?”
“Sai già che Loredana adesso ha facoltà di decidere al mio posto? Adesso la sua poltrona è quella accanto alla mia, dietro la scrivania del padrone e despota.”
“Ho saputo e ne sono veramente felice; è una donna eccezionale e riuscirà a pilotare anche nostro figlio ad essere despota come suo padre! Nicola, che ne dici?”
“Chi devo abbracciare, per ringraziare?”
“Abbraccia sempre e solo me; tu non sai quanto io abbia tiranneggiato il despota e quanta pazienza sa avere con me; gli potrei anche chiedere di mantenerci a sue spese, se fossi della pasta che vorrebbe lui!”
“Sfrondati i termini eccessivi, usati solo con affetto, credo di avere capito abbastanza; Loredana, posso darti del tu o devo chiamarti signora e usare il lei?”
“Un bell’uomo come te, se mi chiama signora, mi offende.”
“Lory, tra le grandi novità, ho imparato ad essere egoista e gelosa; non appuntare lo sguardo sul mio fidanzato; poi mi farai da testimone di nozze, ma ti comporterai impeccabilmente.”
“Ma io mi sposo prima, il prossimo autunno; e il mio testimone sarà Marco, a costo di portarlo all’altare con una pistola alla nuca.”
“Toglimi una curiosità; come mai non lo hai sposato tu?”
“Perché da sempre lui ama Nicoletta e sua figlia; siete in due; impossibile battervi! Parliamo di cose serie; c’è un nostro vecchio commercialista che a mesi va in pensione per limiti di età; te la senti di mettere le mani sul suo archivio, riordinarlo e rilevare tutta la sua attività? Marco, sto pensando al vecchio Attanasio; anziché cercare chi lo sostituisca, mando allo sbaraglio Laura; ce la fa sicuramente … ”
“E se va in crisi?”
“E noi che ci stiamo a fare? Le diamo una mano, rimettiamo tutto in ordine e abbiamo la certezza di un riferimento in famiglia.”
“Socia, adesso le decisioni le prendi tu … “
“Bene, è andata; ragazzo, tu alla fine delle vacanze vieni a lavorare da noi; Laura mette in ordine lo studio e inizia l’attività; manca qualcosa?”
“Sì; manca il peggio; Laura, Alberto è mio; tu il figlio te lo fai con Nicola; non dico che devi dimenticarlo; sei la madre naturale; ma guai a te se cerchi di riprendertelo; questo figlio sarà nostro per sempre. Chiaro?”
“Mamma, sono stata così pessima madre e tu sei stata così meravigliosa che puoi solo avanzare tutti i diritti; è chiaro che voglio vedere spesso il mio bambino - fratellastro; ma non muoverò un dito per sottrartelo; con quello che abbiamo passato, anzi con quello che ti ho fatto passare, è il minimo che ti devo; una sola cosa non è cambiata in me; vi voglio bene, in modi diversi, a tutti, a te sopra ogni cosa, al mio amore di sempre Marco, a Loredana che è stata il fantasma presente a correggermi e a rimediare e a Cornelia che pesa più di quanto vorrei ammettere. Voglio cominciare un nuovo capitolo.”
“Con una lunga e bella vacanza in panciolle, arrangiata perché adesso siamo in troppi per la villa, ma, finalmente, felici.”
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