Cuckold

Chapter 3 - Dora

Ottavio cerca di migliorare il rapporto con Silvana ma lei è ostinatamente libertina e libertaria; finisce per scopare con Dora, la sua migliore amica.

G
geniodirazza

1 year ago

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Cuckold 3 Dora

Erano le undici quando il telefono di Ottavio si mise a squillare; si precipitò presso il divano dove aveva lasciato le sue cose e rispose; era Angela che voleva solo salutarlo; il marito dormiva; era tornato, come previsto, dopo le sei; lei, quasi per tacitare il senso di colpa, lo aveva rovesciato sul letto e si era impalata sul sesso che non aveva avuto bisogno di stimoli per rizzarsi; aveva fatto l’amore con nella testa la notte trascorsa con Ottavio ed aveva goduto moltissimo, per lui e per il marito che la possedeva.

“So che devo dimenticare questa notte, ma non posso fare a meno di ripensare ogni momento vissuto.”

“Dove hai spedito la ‘santarellina? Hai già cancellato i doveri della moglie?”

“E’ stata Silvana a rivelarti il nomignolo, vero? Le hai detto per caso che la santarellina si è fatta sverginare da te dappertutto?”

Silvana, a sorpresa, aveva attivato il vivavoce e ascoltava tutto.

“Angela, ti prego di pensare attentamente a quello che è successo e a quello che ci diciamo; tu hai il mio numero; sappi che, in qualunque momento ne avessi bisogno, puoi chiamarmi e sarò per te l’amico più devoto che puoi immaginare; ma solo quello; tu ami tuo marito e l’ho bene sentito anche mentre facevamo l’amore; dimentica quello che è successo e pensa solo che hai un amico che è pronto a sostenerti; ma è meglio che ti rivolga a tuo marito, nei momenti brutti.

E’ con lui che devi avere sincerità, lealtà e chiarezza; solo se i problemi fossero proprio con lui potresti parlarne a me e stai certa che ti consiglierei al di là dei nostri sentimenti; insomma, conserva nella scatola dei ricordi una notte d’amore particolare e dedicati al tuo matrimonio.”

“Se avessi bisogno di manutenzione dei miei elettrodomestici, potrei convocarti un giorno che mio marito ha il turno di notte?”

“Puoi chiamarmi quando vuoi, te lo ripeto; e sono pronto a stare con te e fare l’amore quando vuoi; ormai è chiaro che siamo coinvolti; ma preferirei sentirti dire che hai totalmente recuperato la fiducia in tuo marito e che non hai più bisogno di trasgredire per essere felice.”

“Mi dispiace contraddirti, ma lui non mi farà mai cantare nel coro degli angeli, viaggiare su una nuvola e sentire suonare arpe; questo succede solo quando ci sono le condizioni ideali; con te mi è successo; non è colpa sua né tua ma neppure mia; è successo; se ne sentirò il bisogno, ti chiamerò e so che verrai a darmi una mano … e il resto. Dove sei, adesso?”

“A casa di Silvana; ho dormito sul divano … “

“Deve essere successo qualcosa di serio; Silvana aveva giurato che mai un uomo avrebbe passato una notte in casa sua … “

“E invece il maledetto ha dormito con me, nel mio letto, e non mi ha dato né sesso né un briciolo dell’amore che ha dato a te. Ci capisci qualcosa?”

“Ciao, Silvana; tu gli hai dato in cambio l’amore di cui ha bisogno?”

“Io ho proposto sesso per amore … “

“Lo scambio è impari; tu non puoi immaginare quanto valga un amore come quello che Ottavio sa dare.”

“Deve accettarlo, lo scambio; non voglio l’amante, il convivente o il marito; chiedo amore e sono pronta a dare sesso in cambio.”

“Scusami, ma tu il sesso lo dispensi a larga mano, a chiunque, in un bagno; non puoi sperare che ti dia merce preziosa in cambio di quel che tutti possono prendere senza permesso … “

“Se mi ama, deve accettare che io gli dia quello che posso … “

“Ma io non ti amo, come te lo devo dire?”

“E io non ti credo, come te lo devo ripetere?”

“Perfetto; un rapporto che si dovrebbe fondare su lealtà, chiarezza e sincerità, nel tuo caso nasce su una sfiducia completa; non credi sia il caso di ripensarci?”

“Va bene; poniamo che non ci amiamo; possiamo comunque vivere qualche momento, diciamo, di intimità, mentre facciamo la nostra vita? Io mi sbizzarrisco nel fine settimana, lo sai; puoi essermi compagno per il resto della settimana, al tuo modo, senza impormi di ricambiarti come vuoi tu?”

“Perché dovrei accettarti e non dedicare quelle sere ad amori vero, come Angela?”

“Ottavio, perché io non potrei dedicarti che briciole del mio tempo, da destinare tutto a mio marito; perché dovresti correre da un letto all’altro, da un amore all’altro, mentre con Silvana avresti la certezza di un riferimento solido ed anche io, come le altre, possiamo essere certe che troveremmo te quando lo desiderassimo; ti conviene restare con Silvana; bada, non mi piace e ne soffrirei, ma a te andrebbe molto bene che la lasciassi fare e ti sbizzarrissi a modo tuo.”

“Come vedi, il buonsenso femminile è dalla mia parte … “

“Quindi dovrei copulare a modo tuo e lasciarti fare nei fine settimana … “

“Se fossi io a dovere accettare i tuoi tradimenti anche quotidiani lo troveresti più di buonsenso?”

“OK; proviamoci qualche settimana; poi valuterò.”

“Angela, scusami ma adesso vorrei finalmente assaggiare anche io questo fallo di cui mi avete parlato con tanto entusiasmo; ci vediamo venerdì prossimo, in discoteca?”

“Non so se manterrò l’abitudine della discoteca; forse sceglierò l’amore di mio marito e dei miei trasgressivi amanti possibili; non ho più l’età e la condizione per le discoteche; comunque, ci vediamo. Ciao. Ottavio, ti abbraccio con tanto amore; spero che ci troveremo ancora a rotolarci nel letto e nell’amore; ne ho tanto bisogno … ancora.”

“Ciao, amica dolcissima; arrivederci presto.”

“Mi fai finalmente assaggiare questo fallo di cui tutte parlano con entusiasmo?”

Tornarono a letto ancora nudi come si erano addormentati e Silvana si sedette sul bordo con l’intento di succhiare l’uccello; lui la spinse sul letto e le salì addosso; frenò la mano di lei che intendeva guidare il sesso alla vagina e le impose di stare ferma per un poco, appoggiò l’asta tra le cosce, rasente la vulva; le prese un capezzolo fra le dita e lo stimolò, mentre afferrava la testa e la travolgeva in un bacio di grande lussuria; Silvana era alquanto sconcertata.

“Intendi fare sesso tra le cosce, come i ragazzini?”

“Io ho un ricordo meraviglioso di quella esperienza fanciullesca; e tu?”

“Succhiavo uccelli e li masturbavo prima di pensarci; mi sverginarono ano e vagina senza che avessero mai provato a fare sesso fra le cosce; non so neppure che sapore o che senso possa avere fare una cosa così ingenua.”

“E’ inutile allora che ti dica che ha il senso e il sapore degli anni migliori, dei primi ormoni impazziti delle infinite masturbazioni, del desiderio del sesso completo perennemente insoddisfatto, della possibilità di sentire la carne viva di una ragazza sulla mazza dura per ore e ore fino a fare male; ha il sapore della freschezza, dell’inesperienza, dell’amore che sboccia ma che forse appassirà; ha il sapore del mondo che non ritorna; è il surrogato di una ingenuità che non esiste più.”

“Tu scegli di farti odiare ogni volta che apro la bocca; non bastava che mi dicessi queste considerazioni? Come faccio adesso a dirti che mi stai restituendo un aborto, una castità da difendere che non ho mai preso in considerazione? Come ti spiego che stai scavando dentro di me la ragazzina che non sono stata e che mi fai tornare ad essere mentre sono nuda su un letto, in una casa mia, adulta adultera, infedele, troia e tutto quello di peggio che pensi di me?

Non posso fare altro che odiarti quando mi sbatti in faccia quello che ad altre proponi con estrema dolcezza; ho bisogno anch’io di un bagno nel passato, di una chimera da intuire, visto che non posso più inseguirla; ho bisogno anch’io di sentirmi all’improvviso vergine di fronte ad un donnaiolo che vergine non è lo è più da decenni; perché continui a sbattermi in faccia come colpa quelli che sono stati errori infantili, di ingenuità, di stupidità?”

“Sembra quasi che tu stia cercando di dire che ti stai innamorando … “

“Non di te, imbecille; di me, di una ragazzina che non è esistita e che avrei dovuto difendere, da sola in mezzo a bestie che cercavano sangue vergine; si, mi sto innamorando di me e di te, che questo sentimento scateni con fredda determinazione, non con l’amore che ho sentito nella voce di Angela; stasera reclamerò il mio diritto ad essere libera e di copulare con quanti e con chi mi va; ma in questo momento, perché non mi concedi la sosta di essere una bambina col suo primo amore?”

La tacitò con un bacio lunghissimo a cui lei rispose con altrettanto sentimento; diresse delicatamente il glande all’imbocco della vagina, sempre soffocandola in un bacio interminabile; quando avvertì che lei stava per spingere il sesso in fondo, la frenò e si bloccò con la cappella che aveva appena penetrato la vagina; le accarezzò i fianchi, i seni, il viso; percorse con la bocca tutto il volto, seguendo il profilo con piccoli baci.

“Non penetrarti con violenza, in un sol colpo; lascia entrare il sesso poco per volta, attiva i muscoli interni e carezzalo dentro, come se fosse una vagina vergine, giovane, che viene invasa da un corpo estraneo; sii tu ad impossessarti dell’asta e non lei a penetrarti a forza; se riesci a seguire il percorso con la testa, col cuore, coi muscoli, avrai un orgasmo vaginale; quando la punta toccherà l’utero, l’orgasmo diventerà uterino e, se ti accarezzi il clitoride o lo lasci fare a me, esploderà quello clitorideo.”

“Cavolo, è vero; non sei tu a penetrarmi; sono io che succhio dentro il mio ventre la tua mazza e la dirigo dove voglio; sto godendo di vagina, è vero; adesso spingo lentamente; e godo ancora, con l’utero o con la testa che lo attribuisce all’utero, non lo so; masturbami tu, ti prego fammi godere col clitoride, fallo ora, con amore, con tutto l’amore che puoi … “

Esplose davvero, in un orgasmo violento che nasceva dalla combinazione delle tre sollecitazioni; lui si sentì allagato dallo squirt ma era felice che, finalmente, Silvana godesse sul serio e non si facesse sbattere come era solita; si fermò con l’asta piantata duramente in vagina e la accarezzò su tutto il corpo, dalla gola alle anche, dovunque potesse arrivare senza sforzo, senza farla muovere dal languore che l’aveva presa.

“Come stai?”

“Benissimo; ho goduto come non mai; è vero; passione e sentimento aggiungono molto a una copula, ma io stento ancora a convincermene e non recedo da certe mie opinioni; tu come mai con hai eiaculato?”

“Se non l’hai capito, ho avuto una lunga e pesante notte con Angela; non so quante volte ho avuto orgasmi ed eiaculato; è naturale che sia un poco spompato, adesso; ma mi pare che sono riuscito a farti godere … “

“Si, perché tu, anche se lo neghi recisamente, sei un cuckold … “

“Silvana, ti spiego una cosa ma una sola volta; se non vuoi capire è solo colpa tua. Essere cuckold non è una malattia che si contrae ma una scelta che si fa; un cuckold è un uomo innamorato di una donna al punto che ama di lei anche gli orgasmi che le sono provocati da un altro maschio, un bull o toro, che puoi anche indicare come caprone o stallone, che la montano; il cuckold ama talmente quella donna che gode di vederla godere.

Sente la sua goduria come propria e arriva a farsi schiavo di lei e dell’amante di turno, giunge persino a succhiare il membro del maschio per prepararlo alla monta e a farsi slave, schiavetto di lei, leccandole persino lo sperma che nella vagina ha scaricato il bull, senza contare le perversioni che portano alle peggiori umiliazioni; non sono innamorato di te e certamente non fino al punto da farmi calpestare per amor tuo; lo capisci o devo dimostrartelo mandandoti al diavolo quando ti fai sbattere?”

“Può darsi che sia come tu dici; allora come definisci il fatto che conti le mie copule con gli altri?”

“Io non conto un cavolo; ho sentito che te ne fai dieci per sera, ma non ho contato niente; ero con Angela, quando ti facevi sbattere in discoteca; ero con Dora quando lo facevi nel bar; sei tu che ti illudi che io ti controlli; forse la cuckold sei tu che vorresti vedermi slave ai tuoi piedi; ma questa soddisfazione non l‘avrai mai.”

“Allora, visto che fai il professorone, come definisci il fatto che mi fai il conto delle copule annue e che guardi mentre vado a copulare con altri? Sei solo un povero cornuto?”

“A trent’anni, sei ancora un’imbecille che fa sesso in tutti i modi e non conosce nemmeno i termini elementari? Cara la mia cretina congenita, le corna si fanno a una persona, maschio o femmina, che sia legata a chi le fa da un rapporto giuridicamente riconosciuto; insomma, per essere cornuti, bisogna essere fidanzati o sposati, padri o fratelli o zii; quale rapporto riconosciuto c’è fra te e me per cui mi debba sentire cornuto perché copuli nei bagni?”

“Ciò non toglie che mi sento osservata da quando sei entrato nella mia vita … “

“Senti, ragazza; tu veramente dai i numeri, qualche volta; io ti ho incrociato per caso l’altro ieri a pranzo e ti ho visto solo ieri sera fare spietatamente la troia; quando cavolo avrei potuto controllarti? Ti ho guardato? Al massimo sarei un voyeur o un guardone, che non ha nessuna caratteristica significativa; è solo il gusto di ammirare il bello; ma ora mi sono rotto dei tuoi stupidi interrogativi; mangiamo qualcosa?”

Imbastirono un piatto di pasta e andarono a riposare; lei tentò un nuovo approccio, ma lui era davvero esasperato e la pregò di rinunciare; lei si ritrasse risentita; poi tornò alla carica.

“Io stasera faccio il solito itinerario, bar e discoteca; mi accompagni, anche se vado a farmi sbattere da una decina di sconosciuti?”

“Nessuna difficoltà ad accompagnarti al bar; poi però, se mi dai il duplicato delle chiavi, torno a casa oppure vado in giro; comunque, non vengo, all’alba, a prenderti alla discoteca; ti fai dare un passaggio da uno dei tanti coi quali copulerai.”

Non era serena l’atmosfera, mentre lui l’accompagnava al bar dopo una cena veloce; Silvana era incavolata nera perché si sentiva continuamente messa all’angolo dalla logica serrata di lui; Ottavio era fortemente spazientito dall’arroganza di lei che imponeva come Verbo le sue opinioni spesso fondate sul nulla; parcheggiò come al solito e si avviarono al bar; lei non impiegò un minuto a lanciarsi urlando nel gruppo festante degli amici; lui agganciò Dora e se la portò in disparte.

“Sei sempre dell’idea di realizzare più compiutamente l’esperienza che abbiamo accennato nel bagno del bar?”

“Quando puoi, quando vuoi.”

“Che ne dici di adesso?”

“Non ti fermi con gli altri?”

“Io no; e tu?”

“Andiamo!”

Per un momento si fece scrupolo di avvertire Silvana; la cercò e la vide che si avviava al bagno con uno sconosciuto; le fece segno che voleva pararle; lei gli mostrò le corna e tirò dritto.

“Andiamo, cara; Silvana non vuole nemmeno essere avvertita!”

“Ho visto; peggio per lei.”

Andarono a casa di Silvana; Dora un poco si meravigliò delle novità, perché mai un uomo aveva avuto le chiavi della casa della sua amica; l’idea poi che dovessero fare sesso, anzi l’amore, lei e Ottavio, proprio nella casa di Silvana quasi la stordiva; in realtà, gli interrogativi sparirono appena la porta fu chiusa e lei si sentì immediatamente travolta dal vortice di passione che aveva solo intuito nel bagno e che ora sentiva esplodere dentro e intorno a se.

Andarono direttamente in camera; lei, dopo essersi rapidamente spogliata dei pochi indumenti che indossava, si andò a sedere sul bordo del letto per succhiare l’uccello fino alla consunzione; ma Ottavio era di tutt’altro parere e la spinse immediatamente al centro del letto, le allargò le cosce piegando in alto le ginocchia e si fiondò sulla vulva spalancata; cominciò il suo percorso, con le dita e con la lingua, su grandi e piccole labbra che mandava subito in estasi; frenò i movimenti di lei.

Dora avrebbe voluto partecipare con la bocca alla copula e attivare per lo meno un succoso sessantanove; ma lui aveva in mente un cunnilinguo da sballo e le bloccò i movimenti obbligandola ad accettare le sue leccate e i suoi titillamenti su tutto il sesso; partiva dal retro delle ginocchia, percorreva l’interno coscia e approdava su una delle grandi labbra; ricominciava da capo, sull’altra coscia, e arriva fino alla vulva.

La ragazza si torceva e gemeva per il piacere finanche troppo intenso che la travolgeva; lui si dedicava alle grandi e alle piccole labbra; leccava, succhiava, mordicchiava, titillava con le dita e le strappava orgasmi a ripetizione; quando aggredì il clitoride, le urla di lei andarono fino al cielo; il piacere più intenso che avesse mai provato si scatenò dal ventre ed esplose in getti di umore che culminarono in uno squirt; Ottavio ingoiò tutto e implacabile la leccò alla morte.

Dora strinse con forza le cosce e bloccò il movimento della testa di lui che rimase inchiodata; si rilassò e lo sollevò dal ventre tirandoselo addosso; era lei adesso, che sentiva l’esigenza di essere stimolata altrimenti; portò la bocca sui capezzoli e lasciò che lui li martirizzasse, con le dita, con le labbra, coi denti, godendosi il piacere infinito che ne ricavava; stremata anche da questa stimolazione, lo tirò verso la bocca e si baciarono con passione ardente.

“Non te la prendere, per favore; ma in questo momento non posso nascondere che ti amo, perfino; mi stai facendo andare in paradiso!”

“Ero convinto che fossi della specie di Silvana, sesso bruto senza sentimenti e lasciarsi andare alle copule più strane … “

“A parte il fatto che è chiaro a tutti che solo Silvana ha una certa visione della libertà sessuale, credo di essere in grado di cogliere la differenza tra le copule selvagge, come le ama lei, e quelle leggermente osé che piacciono a me; lei è capace di passare dieci amanti provvisori in una serata; io se arrivo a tre faccio uno strappo alle mie convinzioni; lei ha perfino paura del verbo amare e dei suoi derivati; io ti chiamerò amore, in questi momenti, perché è quello che provo.

Non ti chiedo di essere l’uomo della mia vita; il bancario che mi sposerà e che sarà il più bel cornuto borghese del mondo è stato già deciso da tempo e non voglio venir meno alle promesse fatte ai miei genitori; ma di fronte ad un gesto d’amore come quello che hai appena compiuto, non puoi impedirmi di chiamarti amore, almeno finché saremo insieme in questo letto; poi torneremo ad essere solo cari amici; piuttosto, mi dai spazio per farti fare io l‘amore come piace a me?”

“Amore, come vedi non esito a dirlo anch’io, io sono qui, il mio sesso è ancora in attesa che tu lo liberi dai vestiti; poi hai facoltà di fare quello che desideri; io volevo mangiare il tuo sesso, cibarmene fino all’indigestione; non ci sono ancora arrivato ma la notte è giovane e lunga … “

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