Chapter 6 - Un sorprendente epilogo
Padre e figlia sono costretti a chiarire al fidanzato di lei, fan di sua madre, che la 'donnaccia' di cui parlano è la squisita collega di cui lui è sostenitore accanito; la figlia decide di andare a cena da sua madre col fidanzato; a sorpresa, si aggrega suo padre e la situazione si scioglie
1 year ago
Formazione … deviata 6 “Un sorprendente epilogo”
La nostalgia degli anni vissuti insieme premeva con forza su noi tre, io, la mia ex moglie e nostra figlia; cercavo con tutti i mezzucci di evitare qualunque riferimento a Carmen; ma non potevo certamente impedire a Filippo di parlare della sua collega di italiano per tutto il tempo che passava con la fidanzata; e Laura fibrillava continuamente dal desiderio di incontrare sua madre per accertarsi che non soffrisse troppo lo strappo che le avevamo imposto per allontanare ‘la reproba’.
Nel tentativo, comunque ingenuo, di rinviare la conoscenza della verità, la figlia incontrò più volte sua madre, ma da sola e sempre fuori casa, finché Carmen, che mal sopportava l’ambiguità di parlare col giovane collega e di ascoltare gli elogi della sua fidanzata, sua figlia, senza poter rivelare il rapporto, le ricordò brutalmente che si erano promesse di mangiare insieme una pizza; Laura ricordava perfettamente che si era ipotizzato di chiarire le cose in quella occasione; capì che non poteva rinviare ancora.
Si accordarono per un sabato sera; proprio in quella occasione, però, ero stato lasciato solo da Rossella, che aveva accampato altre sospette attività; proposi a Laura di andare a cena insieme, io lei e Filippo, perché non me la sentivo di affrontare una serata in totale solitudine; mi fece osservare che da mesi stava trascinando il momento di incontro tra sua madre e il compagno; che non aveva rispettato l’impegno a mangiare almeno un trancio di pizza insieme.
Calcando la mano sul surrealismo della situazione, mi ricordò che Filippo era decisamente ansioso di conoscere Carmen e non poteva accampare scuse da troietta per ingannarlo, con perfido e chiaro riferimento a Rossella che mi stava ancora raggirando; mi chiese come pensavo di mettere, intorno allo stesso tavolo, la ‘donnaccia’ di cui parlava sempre tanto male, addirittura in veste di suocera e sua ex moglie; una figlia coccolata ma rivelatasi abbastanza superficiale nei giudizi su sua madre, un giovane professore grande ammiratore della collega di italiano che stava per scoprire madre della fidanzata ed un magnate spocchioso che stava appena cambiando la donna amata con un’arrivista ambigua e di dubbia fama.
“Laura, figlia amatissima, tutti ogni tanto fanno follie e nessuno se ne lamenta; mi avete massacrato per il mio rigore; la prima volta che ti chiedo di fare con me un cosa assurda sali sul pulpito a predicare? Rivendico il mio diritto a cambiare opinione; ti spiace far decidere anche a tua madre? … Allora, telefona, per favore!”
“Pronto?! Ciao, mamma; non ti scandalizzare per quello che ti chiedo …”
“Non avrai cambiato idea?”
“No, peggio; il tuo ex marito si è proposto come quarto commensale per la pizza di stasera; lo mando al diavolo?”
“No; metti in vivavoce … Peppe, è la millesima volta che mi costringi a ripetere che ti amo contro ogni logica ed evidenza; per di più, avevi promesso che mi avresti offerto una cena … e tu non sei parolaio … Sai bene che, negli antichi costumi, questa cena si considerava la ‘presentazione in casa’ del fidanzato; saremmo i suoceri, separati ma suoceri, visto che nostra figlia ha scelto per l’uomo che ama il termine più garantista, fidanzato.
Aggiungi che, tra noi quattro, sei il magnate, il pescecane, il ricco che qualche ragazza vorrebbe impalmare per garantirsi un futuro; quindi, d’accordo per la cena a quattro, ma non a pizza; parla col tuo amico ristoratore Attilio e fai consegnare, per le otto, cena per quattro alla casa che almeno per stasera tornerà ad essere nostra; conosco il Romeo della nostra Giulietta e so che capirà la dolce ironia della situazione; Laura, non farti problemi, l’amore è un grande toccasana, per tutti credimi.”
Poco prima delle otto ci avviammo verso la ‘nostra’ casa; vedevo Laura decisamente tesa per l’emozione; Filippo era stranito, perché non capiva molte cose, ma riuscì a cogliere il momento per sciogliere la tensione.
“Laura, sai che sei la donna più straordinaria che potessi incontrare? … Di colpo mi fai piombare in pieno ottocento, in una ‘presentazione del fidanzato alla famiglia’ dove però non saranno tutti schierati ad aspettare al varco il malcapitato ma solo una suocera, immagino giovane e bella, della quale ho capito solo che non ha nessuno dei caratteri propri delle suocere, o forse solo il caratteraccio; e a portarci è il suocero, anche lui abbastanza strano, complessivamente; devo aspettarmi altro?”
“Promettimi che non reagirai prendendomi a schiaffi quando saprai la verità … “
“Te li meriteresti?”
“Per una piccola parte, sì. Ma solo per un piccolissima parte … siamo arrivati; sappi che in questo edificio, nell’appartamento dove stiamo andando, sono nata io … ma non voglio la targhetta commemorativa; mi fa piacere che lo sappia tu e basta … “
Li feci scendere e andai a parcheggiare nell’area riservata; arrivati all’uscio, Laura premette il campanello e si fece da parte; quando la porta si aprì, gli occhi di Filippo si sgranarono per la meraviglia.
“Carmen, come mai sei qui?”
“Ciao, mamma; Filippo, la tua collega è la mia carissima mamma … “
“Aspetta un attimo, per favore … Per cominciare, l’hai sempre saputo e non me l’hai detto; perché?”
“Prof, ti chiamano così le alunne che ti adorano, vero? Come faceva a dirti che la donnaccia sulla quale hanno versato una montagna di fango era la tua impeccabile collega di italiano?”
“Ma tu chi sei? La Carmen che conosco io o la donnaccia che tuo marito dice di odiare? Se davvero ti odia, perché ci ha tenuto tanto a venire qui con noi stasera?”
“Prof, insegni molto ma impari poco; mai sentito parlare di contraddizioni dell’animo umano? Comincia a recuperare quel che sai di comunicazione; è bastata un’interferenza nella comunicazione e di colpo un donnaiolo si erge a giudice e qualche colpo di testa diventa reato penale … ma non vuoi nemmeno entrare per parlarmi?”
“Ma che diavolo dici? Non barare sul linguaggio e sulla comunicazione. Laura, ti comunico ufficialmente che sono super felice di sapere che mia suocera è la donna più straordinaria che io abbia mai incontrato; un giorno, se le va, mi spiegherà chi ha preso una cantonata e perché è nato il pettegolezzo della donnaccia; amore, se sapessi chi è la donna che vorrebbe il posto di tua madre nella casa di tuo padre, temo che non basterebbero le scuse … “
“Mio nobile paladino, sappi che amo mia figlia molto più di te e da molto più tempo; non abbiamo niente di cui scusarci, neppure che mi ha rubato l’affetto del collega più affascinante e galante del mondo … “
“Ma non mi avete parlato ancora dell’ingegnere e delle sue strane prese di posizione; che gli ha preso stasera?”
“Filippo, non è solo Laura ad occupare il mio cuore; amo anche suo padre, il principe azzurro che mi catturò quando non avevo ancora gli anni attuali di Laura; come i principi medioevali, si è imbarcato in una crociata contro una donnaccia, lui che ne ha fatte più del diavolo; ma ogni tanto si dimentica chi è stato.
E’ chiaro che l’idea che noi tre ci sedessimo a parlare ha messo in forse il suo potere assoluto, quello che da sempre ha creduto di esercitare, che ho già fatto vacillare e che rischia di crollare se resta col suo amore mercenario; spero che sia qui per essere famiglia almeno stavolta, per una cena; mi dite qualcosa di voi che ancora non so?”
“Mamma, non fare la suocera; so bene che ti racconta pelo per pelo tutto quello che ci diciamo … “
“Amore mio, ne sei convinta? Assodato che siete ‘fidanzati’ e non occasione da mordi e fuggi, avete deciso se e come fare per andare a convivere?”
“Papà ha comprato un appartamento e si offerto di darci una camera; ma le pareti sono di cartone e Filippo non gradisce molto la presenza della nuova conquista di papà … “
“Posso anche condividere il disagio del tuo compagno verso Rossella; ma di fatto tu stasera, visto che si parla del vostro futuro, hai il dovere di chiedere a tuo padre di definire il tuo ruolo in azienda; il fatto che sia erede unica ti garantisce in prospettiva; ma nell’immediato deve decidere un incarico e un compenso assicurato; poi potete pensare a mettere su casa insieme, non certamente in una stanza in quattro come vive oggi il tuo compagno ... Perché fai gli occhi da topo? Che ti frulla in testa?“
“Laura, non mi avevi detto che tua madre voleva subaffittare una camera per integrare lo stipendio?”
“E allora?! Che ti dice questa testolina matta?”
“Mamma, sai che forse Filippo ha avuto un’ottima idea? Non avevi detto che la mia stanza restava mia? Se volessi viverci col mio uomo e volessimo unire le entrate per rendere tutto più facile, quali ostacoli ci sarebbero?”
“Primo; tuo padre mi fa ammazzare e fa sparire il corpo; ha fatto l’ira di Dio per strapparti al passato e portarti con se nel futuro; ora tu e questo filosofo da liceo volete distruggergli il giocattolino tra le mani, venire in soccorso della reproba, immergervi in un passato stantio e rifiutare il suo nuovo, prezioso amore? Come minimo diventa il vostro nemico giurato e usa tutto il suo potere per distruggerci ... Aspetta per favore …
Secondo; non appena si sapesse che Filippo vive con mia figlia nella mia casa, il minimo del pettegolezzo sarebbe che ci dividiamo l’amante, madre donnaccia e figlia con qualche pecca … Ho assaggiato sulla mia pelle il dolore che la macchina del fango getta addosso; grazie no; stai da tuo padre; a proposito, dov’è finito il grande capo?”
“Stava parcheggiando; anzi lo ha fatto ed è alla porta, sento i suoi passi … No, questo è il colmo! Ha conservato la chiave e apre come se tornasse a casa nostra!”
“Ciao, Carmen, sei sempre bellissima, vedo! … Perdonami, non ho pensato a portarti i fiori … “
“Il mio uomo non mi portava mai i fiori; sapeva che preferivo il suo amore nudo e crudo!”
“E’ vero; ma quello era il principe azzurro che poi è partito per le crociate … cosa dovrebbe fare un aspirante cavalier servente?”
“Se è un principe a me sconosciuto, si deve inventare dei modi per affascinarmi; se è il mio principe azzurro che torna a corteggiarmi, sa come si fa; visto che la cena la portano a domicilio, deve offrirmi l’ammazza caffè e cercare di portarmi a casa sua per una notte di amore vero.”
“Signora suocera, lei sta proponendo al suo ex marito di tornare come il principe pentito e ricominciare da capo? Non sarebbe più logico riprendere da dove il filo si è interrotto?”
“Esimio professore, lei sta riducendo un momento di sentimento ad un meccanismo di logica convivenza; io non ho cancellato niente del passato e non ho spezzato nessun filo; ma se l’uomo che si presenta stasera con cena concreta e fiori ideali vuole conquistare il suo posto accanto a me, dal momento che occupa già il cuore, deve essere completamente nuovo e quanto meno farmi rivivere una notte che nessuno può conoscere, con risacca del mare, cielo stellato e pioggia di Perseidi, una notte in cui l’amore esplose con una violenza mai più vissuta da altri … “
“Siamo qui per ricordare, per ricominciare o per parlare del futuro di due ragazzi che minacciano di fare lo stesso percorso, ma senza interruzioni?”
“E’ esattamente la stessa cosa; il suocero benestante deve garantire alla figlia un ruolo in azienda che non nasca dal diritto di erede ma da un contratto sindacale; ti decidi a far nominare nostra figlia tua vice con l’appannaggio che la legge prevede?”
“Laura, ma non sai che puoi disporre liberamente del mio patrimonio? Mi pare specioso nominarti per contratto mia vice, dal momento che sei comproprietaria alla pari … “
“Filippo, scusa se terremo toni aspri; ma forse hai capito il nocciolo della questione. Papà, quello che mamma ti ha sempre contestato è esattamente l’atteggiamento che tieni adesso; ti voglio un bene dell’anima e sono pronta a farmi uccidere per te, ma non sopporto che mi fai l’elemosina o concedi dall’alto del tuo potere; io voglio la coscienza di guadagnarmi lo stipendio per diritto lavorativo non per graziosa concessione, come mamma voleva la sua autonomia in complicità e in sintonia con te.
Tu invece continui a ‘regalare’ i nostri diritti dall’alto di una supremazia che vuoi imporre con la dialettica o coi soldi; ricordi cosa ti ha detto? Bene, sono perfettamente d’accordo con mamma; anzi, adesso capisco anche perché vuole che ricominciate da zero; tu hai creduto di educare una povera baciapile ad un senso più moderno delle cose; in realtà devi essere tu ad educarti ad una dinamica più autonoma e creativa; tu devi imparare ad amarla per quello che è, non per come la vorresti tu.
Io non voglio essere la tua fotocopia, ma una donna libera di lottare da imprenditore con imprenditori; se non ti va bene, vado a farmi le ossa in un’altra azienda; sai quanti dei tuoi concorrenti stenderebbero tappeti a tua figlia che chiedesse un lavoro? Poi avrei anche il tuo patrimonio, quando te ne andrai da questa vita; ma io voglio crescere a fianco a te autonoma e libera; io voglio dire a Filippo che andremo a vivere insieme dove ci piaccia.
Il mio stipendio e il suo, uniti, ci consentirebbero una condizione dignitosa di coppia borghese; non devo per forza venire a stare nella tua nuova casa e convivere con la tua promessa sposa; ti è tanto difficile accettare questa semplice verità?”
“Carmen, torno a chiederti la stessa cosa; accetteresti di condividere l’appartamento con tua figlia e col suo compagno, alla faccia del tuo ex marito e dei pettegoli maligni? Bada che i nostri stipendi, insieme, consentono di sopravvivere bene … “
“Filippo, io sono strafelice anche solo all’idea che Laura torni a vivere intere giornate con suo padre, al lavoro, e lunghe serate con me e con il suo amore, all’insegna dell’affetto; è Laura che deve parlarne a suo padre … “
“Aspetta, amore mio, ora lo dico anch’io e senza remore, tu però hai detto che se voglio corteggiarti di nuovo, non rifiuteresti di finire a letto con me … “
“Un momento, prego; ho detto e ribadisco che sono disposta, dopo che avremo cenato, ad uscire con un corteggiatore e, forse, ripeto forse, anche a fare l’amore; non sono così bigotta da nascondere che da un anno non so cosa sia fare l’amore e non aspetto che di finire a letto con te, comunque tu ti comporti; ma ti ripeto che dovrebbe essere un nuovo inizio, non una ripresa.”
“Se la cena non va per le lunghe, potremmo passare la luna di miele in riva al mare … “
“Ma la distanza è notevole … “
“Laura, il ragazzo che io ho conosciuto e che spesso ho ritrovato in certe scelte non aveva nessuna esitazione ad arrivare al mare solo per raccogliere conchiglie … “
“E’ vero; ho visto le foto; eri davvero stupenda, all’età di Laura … “
“Hai curiosato tra le foto in camera di Laura?”
“Ho violato qualche tabù?”
“No; è quasi un tuo diritto conoscere la tua ragazza e i suoi genitori … vuol dire che se noi facciamo la ‘fuitina’ classica dei fidanzati, voi potete usare la nostra camera per lo meno fino a lunedì mattina … “
“Nient’affatto; domani approfittate della giornata festiva e portate le vostre cose qui; da lunedì sarai inquadrata come mia vice con l’appannaggio sindacale; io e Carmen domani sera torniamo direttamente alla nostra nuova casa e ci stabiliamo lì; voi potete rilevare l‘affitto e tenervi la casa dei ricordi … “
“Però dobbiamo parlare tanto, tantissimo … “
“Per quel che ricordo, ed ho buona memoria, riesci a parlare molto prima, mentre e dopo che facciamo l’amore; che debba scusarmi, è assodato; che dobbiamo rivedere molte cose è naturale; che non ho mai smesso di amarti, non l’ho detto spesso, ma davanti a due testimoni ti giuro che è vero … “
“Ragazzi, qui è tutto freddo; capisco che fremete più di me dalla voglia, sbrighiamoci; dopo un anno ho un corteggiatore che amo e non vedo l’ora di finirci a letto, perdonate la brutalità; forse rinuncio anche al mare; la luna di miele posso viverla nella nostra nuova casa; ti amo, stupido; sono pronta a tutto, con te … “
Si sedettero a sbocconcellare il cibo raffinato consegnato dal ristorante, alternato a baci, carezze e strette feroci da innamorati, i ragazzi da una parte e gli adulti dall’altra; poi Laura e Filippo sparirono in camera e i coniugi si rotolarono per un poco su un divano; Carmen sbavava dalla voglia di lui e lo sommergeva di baci, lo accarezzava in ogni parte, si stringeva e si rotolava a sentire tutto il corpo; pianse anche un poco, ma solo per l’emozione di ritrovare il suo uomo.
“Forse è bene che ti porti qualche cambio … “
“Basterà uno; domani pranzeremo insieme e anch’io farò il trasloco; ti garantisco che non ti consentirò più né di andartene, né di cacciarmi; troveremo una piattaforma per viverci al meglio; se vorrai imporre il principio di libertà, sarà paritario; se decidi che sono solo tua, allora sarai solo mio; se sceglieremo di essere complici e solidali, non ho più bisogno di lezioni; ho preso la maturità e sarò brava come non immagini.”
“Vuoi dire che potremmo addirittura pensare ad un incesto, se ti venisse voglia di uno scambio di coppia con nostra figlia?”
“Peppe, io so di Laura molte cose che tu ignori; se la stuzzichi bene, l’incesto sarà doppio; mi è stato detto che come lesbica è assai brava; e io amo mia figlia come amo te; non mi dispiace l’idea di lasciarti guardare mentre faccio l’amore con nostro genero ... “
“Sei già così perversa?”
“No; sono predisposta alla perversione e non mi fa paura niente … a patto che tu sia sempre addosso a me o almeno nel mio campo visivo, qualunque cosa facciamo … “
“Prendi i ricambi e andiamo; mi sa che faremo l’amore più parlando che copulando … “
“Amore, per un anno sono andata avanti masturbandomi; se ti raccontassi le fantasie con cui mi eccitavo, credo che ti spaventeresti … “
“Non credo proprio; Carmen in versione sesso estremo può solo intrigarmi; mi hai già fatto eccitare; se non andiamo via, dovremo arrangiarci sul lettino di Laura … “
Lei aprì la porta della camera ed entrò senza riflettere; la figlia le apparve carponi sul letto, col didietro proteso a farsi penetrare con foga dal compagno; Carmen ebbe solo per un attimo la visione del notevole fallo di Filippo saldamente piantato nel ventre di Laura e ne fu impressionata specie quando sentì i gemiti e le frasi smozzicate della figlia che lo incitava a riempirla e urlava il suo godimento; prelevò una combinata reggiseno e slip da un cassetto e andò via senza quasi farsi notare.
Peppe la vide sconvolta e le chiese con lo sguardo cosa succedesse; con un gesto della mano lasciò intendere che li aveva sorpresi in pieno amplesso, ‘a pecorina’ sussurrò soltanto.
“Vuoi che ci arrangiamo in camera di Laura?”
“No; voglio che andiamo alla nostra nuova casa; ma stasera devi farmi recuperare un anno di amore; e da questa sera non ti mollo più, credimi.”
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