Chapter 3 - Le interpretazioni di Alba 3 Il ritorno a letto dei due
Si incontrano in Riviera per Natale; i due finiscono a letto e si accordano per stabilire un rapporto di trombamicizia che aiuti anche il figlio a superare il truma della separazione
1 year ago
Le interpretazioni di Alba 3
Franco compiva gli anni il 27 di dicembre; negli anni precedenti, molte volte ci eravamo organizzati per trascorrere insieme le festività, da Natale a Capodanno, in una qualche località non molto rinomata e incastrare la data di compleanno al centro della decina e più di giorni di festa; il ragazzo non aveva problemi, perché coincidevano le date con le vacanze scolastiche; io ed Alba, sfruttando giorni di congedo a cui rinunciavamo tutto l’anno, potevamo permetterci di stare insieme a lui.
Quello che allora non sapevo, e che ora mi pesava sul cervello, sul cuore e sui sentimenti, era che in quelle vacanze mia moglie, costretta concretamente a restare lontana dal suo amante fisso, mi riempiva di corna con amanti occasionali incontrati nei posti di villeggiatura; l’idea di andare a passare, in quell’occasione, più di dieci giorni coi due mi terrorizzava perché avrei pesato con dolore infinito la solitudine da separato.
Naturalmente, ‘mio figlio’ avanzò come prima proposta di ‘regalo’ una vacanza a tre in una località marina piacevole e nota a noi che vi avevamo passato belle settimane; mi ribellai con forza, urlandogli quasi che non potevo accettare di vivere con la mia ex moglie una settimana di compresenza nel più squallido disinteresse reciproco e, forse, in una serie infinita di litigi; gli feci presente che, nelle precedenti occasioni di soggiorno, sia invernali che estivi, in quei posti sua madre mi aveva riempito di corna.
Sentii dall’altro capo del telefono che sua madre gli chiedeva piangendo di convincermi che non sarebbe stata la stessa cosa, che voleva solo parlare con me, che voleva cercare percorsi per salvare il salvabile, che le interessava solo consentire a nostro figlio, sottolineando con forza il ‘nostro’, un ultimo Natale e Capodanno di affetto, di comunità, di convivenza anche se fittizia e rabberciata; lo implorava di insistere e di convincermi della sua buona fede.
Lina, che ascoltava come sempre la telefonata, mi guardò con occhi feroci e alla fine intervenne assicurando ad Alba che avrei accettato l’invito e sarei stato con loro per quei giorni di chiarezza e di ultime manifestazioni di affetto, se proprio non riuscivamo a costruire una piattaforma su cui poggiare una realtà rinnovata di rapporto tra persone che per tanti anni si erano vissute come famiglia; le rimproverai che istigava al matrimonio lei che ne rifuggiva; mi mandò al diavolo e si impegnò a prenotare tutto.
La scaletta che mi consegnò prevedeva l’incontro la sera del 23 dicembre in un prestigioso hotel della riviera, il cenone e il pranzo di Natale nel ristorante a fianco, celebrato nelle guide; la scelta della sala per i festeggiamenti per il compleanno di Franco era lasciata all’arbitrio del ragazzo; erano già prenotati il cenone e il veglione con il pranzo di Capodanno; la previsione di ritorno era per il 1° gennaio sera, io a l’Aquila e i due a Milano.
La prima sorpresa la ebbi la sera che giunsi all’hotel; arrivai un’ora più tardi dei due e trovai alla reception Franco che mi accolse con un affetto che mi commosse fino alle lacrime; chiesi di sua madre e mi avvertì che era in camera a prepararsi per la cena nello stesso albergo; chiesi al receptionist come eravamo sistemati e mi chiese se usassi la coniugale o la doppia; guardai con aria meravigliata il mio ragazzo e chiesi senza parlare che diamine avessero fatto.
“Papà, non sono capace di dirti bugie; Lina ha deciso che o tornavi nel letto di mamma o ti accontentavi del lettino in camera con me; io vorrei che tu dimenticassi per qualche ora le tue smanie di vendetta e litigassi a letto con mamma, in questi giorni; mi regali questa settimana di colloqui, di scontri, di litigate, con la donna che è mia madre, nonostante tutto, e che ami o hai amato per tanti anni? Accetti di piegarti, una sola volta, ad una realtà difficile da digerire?”
“Stai dicendo che devo scegliere tra dormire con tua madre o in camera con te? … Cosa sarebbe successo se fossi venuto qui con un’altra donna?”
“Mamma avrebbe dormito con me e tu con l’altra … “
“E dici che Lina è stata artefice di questo inganno? … Pronto?! Ciao, segretaria infida, come ti è venuto in mente di obbligarmi a tornare con mia moglie? … Ah, non devo, ma solo decidere se voglio? Bene; farò i conti quando torno; buon Natale, amatissima carogna!”
“Allora, cosa decidi?”
“Per ora, poggia la mia valigia in camera tua e andiamo a mangiare qualcosa; lasciami pensare; poi deciderò dove stare … “
Sopraggiunse alle mie spalle la donna più bella che avessi mai incontrato, mia moglie, elegantissima in un abito non prezioso ma organizzato meravigliosamente; su quelle spalle, su quei fianchi, su quelle gambe statuarie, su quel seno maturo e caldo di erotica attrattiva, qualunque straccio sarebbe risultato meraviglioso; si era ‘messa in tiro’ nella sua forma migliore, truccandosi delicatamente e perfettamente, anche per nascondere le borse per il pianto che si intuivano sotto gli occhi.
“Ciao, Alba; sei stupenda; e non lo dico per piaggeria o per fare il lumacone; sei davvero bella come mai!”
“Neppure io voglio corteggiarti se dico che sono felicissima di ritrovarti e di vedere come stai bene; forse il sole dell’Abruzzo ti fa bene, rispetto alle nebbie padane; o c’è qualcosa di più, come la tua segretaria stupenda?”
“Non ti chiedo neppure se qualcuno ti ispira tanta bellezza, non è problema mio; ti guardo e ti ammiro, come farei con qualsiasi bellissima donna che incontrassi davanti a me … “
“Per favore, smettete di dire stupidaggini; non voglio sentire punzecchiature; se desiderate farvi male, che siano squarci da lame vere non giochetti di società; sono con mia madre e con mio padre, vi amo tutti e due e vorrei che vi scannaste ma che foste chiari. Potete fare questo per me?”
“Hai prenotato il tavolo? Vieni, Alba; posso darti il braccio?”
“Come venti anni fa, più o meno da queste parti? Allora ti risposi ‘sì, amore; ne sono felice’ posso ripetertelo stasera?”
“Se lo senti, non lo nascondere; io sono felice di stare con voi, anche se vorrei ammazzarti … “
Ci eravamo seduti a un tavolo d’angolo, quasi nascosti dalla sala; Franco fece portare tre calici di Prosecco e propose un brindisi a noi tre, persone e non famiglia; lo rintuzzai ricordandogli che Lina aveva realizzato una rimpatriata ‘in famiglia’ e non una cena d’affari con tre interlocutori; ‘allora, alla nostra famiglia’ brindò Alba.
La cena fu leggera e saporita; il pesce servito era delizioso e lo ‘spazzolammo’ rapidamente; uscii sul terrazzo che affacciava sul mare a fumare una sigaretta e lasciai madre e figlio liberi di organizzarsi; al ritorno, la mia ex moglie ci invitò a sedere su divani della sala d’ingresso e mi chiese di stare ad ascoltarla in silenzio finché avesse ‘vuotato il sacco’ delle cose che voleva dirmi; dopo, avrei potuto muovere tutte le contestazioni che avevo in serbo per lei; anche se mi vedevo in qualche modo incastrato, non me la sentii di rifiutare e mi distesi ad ascoltarla; parlò direttamente al figlio, ma il destinatario ero io.
“Franco, tu stai per compiere diciotto anni; quando avevo questa età, avevo già un fidanzato ma conobbi tuo padre e me ne innamorai; non sapevo come gestirmi i due fuochi in cui mi trovai, la passione entusiastica, da ragazzina ingenua, che mi aveva fatto accettare dal mio fidanzato tutto quello che una donna poteva prendere dal suo maschietto, e la scelta convinta di un uomo che amavo con tutta me stessa; una mia perfida amica mi convinse, subdolamente, che potevo dare sesso al vecchio amante e amore al Romeo comparso all’improvviso.
Non so se hai avuto pulsioni amorose importanti e puoi capire; io restai sconvolta; stupida come ero, mi adattai come l’amica mi aveva suggerito e la cosa sembrò funzionare; arrivai a sposarmi e continuai a credere nella favola dell’amore separato dal sesso; un poco per questa convinzione assurda, un poco perché mi vergognavo di confessare, un poco perché forse sono davvero troia dentro, continuai a crogiolarmi in questa doppiezza lercia.
Se ci riesci, cerca di capire che la tua ingenua madre stupida si era ormai radicata nella convinzione che agli amanti dava sesso e a suo marito amore; Claudio doveva amarmi senza chiedere niente; è assurdo, ma cerca di capire, non ti limitare a giudicare e condannare; basto io, per quello; nemmeno mi fermò rimanere incinta senza sapere di chi; il figlio era mio, di nessun altro; non mi interessava di chi fosse lo spermatozoo vincente; fino al certificato famoso ero certa che fossi figlio di Claudio, del nostro amore.
Non è stato solo questo, purtroppo per me; a mano a mano che passava il tempo, mio marito diventava sempre più forte, sempre più ammirato, sempre più potente; mi sentii ad un tratto piccola, incapace, inutile; non fare smorfie strane, per favore; non puoi capire cosa sia la mancanza di autostima; quando ti senti imbecille, te le prendi con tutti, mai con te stesso; questo spero che lo riesci ad intendere perché non riguarda solo me o la mia spregiudicatezza.
Cominciai a desiderare di colpire Claudio nel suo potere, volli piegarlo a me; trovai che solo col sesso potevo dargli una mazzata dura; l’ho fatto, irrazionalmente, cinicamente, stupidamente; Claudio, cerca di riflettere che, se avessi voluto continuare ad offenderti, bastava che tacessi anche a Gran Canaria; avresti perdonato un errore di una volta, ma volli piegarti a me; ho peccato di presunzione, di arroganza, di supponenza; anziché implorare il perdono per una copula ti sbattei in faccia la verità.
Credimi, se ti dico che fu la smania stupida di una ragazzina non cresciuta, vissuta nella confusione e incapace di uscire dalla trappola che s’era costruita, a farmi fare certi discorsi assurdi; non so di cosa fossi ubriaca; se proprio vuoi crederlo, forse ero solo una troia che si scatenava; ma era qualcosa di più radicato, di letale in definitiva; me ne sono accorta solo quando ho tirato le somme e i conti non tornavano più; ma non avevo più nessuna possibilità di rimedio.”
“Papà, aspetta un momento; ho bisogno io, adesso, di dire a mia madre tutto il male che penso di lei; cara mamma ochetta, in primo luogo, bada che una quattordicenne, oggi, se le vai a raccontare che sesso e amore sono diversi ti ride in faccia; come abbia fatto tu, a diciotto anni, a fare una scelta imbecille e ipocrita come quella del doppio regime, non lo capirà mai nessuno; prevarrà solo il giudizio di troia; nessuno perdonerebbe una tale presunzione di ingenuità.
In secondo luogo, anche se si volesse accettare l’idea di una donna così idiota da correre dietro a una definizione senza senso, quando hai sposato tuo marito, sapevi bene di contrarre un vincolo sociale che prevede la lealtà, la sincerità, l’onestà e perfino la fedeltà come basi del matrimonio; avevi il dovere morale, civile e legale di parlare chiaro all’uomo che stavi per sposare o all’uomo che avevi sposato e dovevi troncare immediatamente ogni rapporto extramatrimoniale.
Non hai solo peccato, continuando a mantenere i rapporti con l’amante fisso, ma hai contravvenuto a leggi civili e religiose; hai commesso forse anche reato perché intanto mi facevi mantenere da tuo marito; non parliamo neppure del danno, a qualsiasi livello, che hai fatto a tuo marito quando gli hai attribuito per figlio un bimbo che non sapevi di chi fosse; se Claudio denunciasse questa situazione dovresti pagargli i danni per la mia educazione.
Tralascio i giudizi sulla scelta degli amanti, visto come si è comportato il mio padre genetico, di cui voglio ignorare anche il nome; ma se non ho capito male certe cose dette da papà, lo hai tradito anche quando venivamo qui stesso a passare le vacanze estive o quelle invernali; ti sei prostituita, che tu lo ammetta o no, a individui qualunque, totalmente sconosciuti, per uno spirito di rivalsa e di superiorità che ti equipara alle meretrici più becere.
Hai lacerato, stracciato, calpestato, distrutto l’amore di un uomo che si è dedicato totalmente a te e a quel bastardo di tuo figlio; non l’hai né piegato né vinto e non hai fatto crescere l’autostima; ti sei semplicemente prostituita; hai voluto affermare con forza un tuo punto di vista ignobile, dicendo ‘il figlio era mio e non mi interessava chi fosse il maschio’; tu hai difeso il tuo senso di maternità; dove ti sei ficcato il senso di paternità del tuo uomo? Meglio non dirlo, per non scivolare nella volgarità.
Per finire, stai lamentandoti della fine della famiglia, stai facendo di tutto per ricucire una parvenza di quella che era quella costituita da me e dal mio padre putativo; ma è proprio quella famiglia che non hai tenuto in nessun conto mentre ti facevi sbattere da caproni senza sensibilità e senza valore; mamma, sapevo che avrei dovuto accettare cose difficili, ma queste che racconti superano ogni immaginazione; papà, perdonami se ti ho spinto a venire a passare con me il compleanno; proprio non dovevo farlo. Mi dispiace.”
“Bene; mi pare che un poco di chiarezza sia stata fatta; Alba, non sono venuto a giudicare e condannare; non sono nuove, per me, le cose che hai chiarito e che Franco ha sottolineato; quello che mi manca è la parte costruttiva del discorso che dovremmo fare; cosa sei in grado di proporre in questa condizione di famiglia rasa al suolo, di amore maltrattato, di senso paterno umiliato? Ho sentito che prevedi, tra l’altro, che io dorma con te, interrompendo l’iter della separazione. Cosa ti aspetti?”
“No, papà, aspetta; l’idea di farti dormire con mamma non è sua; è stata Lina a pensarla e io l’ho fatta mia; se questo contrasta con le tue convinzioni, dimentica; sarò felice di dormire con te, nei due lettini della mia camera; scusami se mi sono illuso di poter ricostruire qualcosa che mi è caro; devo limitarmi a ricordare … “
“Claudio, se stasera una bella donna qualsiasi, una sconosciuta incontrata per caso nella hall di questo hotel, ti chiedesse di andarci a letto, come ti regoleresti? Le concederesti qualche briciola del tuo amore o andresti a cercare in internet la sua scheda personale per decidere che non merita un granello di quello che concedi ogni volta che copuli con una sconosciuta?”
“Stai proponendoti per una copula tra due sconosciuti?”
“No, amore mio; io ho sbagliato tutto; i miei amori, il mio uomo e mio figlio, mi hanno stracciato i panni addosso, mi hanno messo a nudo ed hanno dimostrato che valgo meno di una prostituta, che non merito niente, che i miei discorsi sono da imbecille, da incapace, da troia che mistifica; una sola domanda, a te, Claudio, e a te, Franco; provate ancora qualcosa per me? Riuscite ancora a concedermi una nuova occasione o sono fuori tempo massimo?”
“Mamma, che dici? Una cosa è l’analisi; un’altra sono la realtà e la prospettiva; se anche tu fossi condannata all’ergastolo per omicidio, io verrei al carcere per portarti le arance e tutto il mio amore intatto!”
“Bene, spero che sia così; e tu, caro il mio sempre amatissimo ex, visto che mi trovi bellissima, se non recitavi male poco fa, dal momento che ti ripeto per l’ennesima volta che non ho mai ritenuto scalfito l’amore che provo da sempre per te, ti è per caso rimasto, di quello che avevi per me, quel tanto che ti consenta di passare una notte, d’amore e di sesso, con una donna che da sei mesi non conosce maschio ed aspetta solo te per provare ancora quelle emozioni che per venti anni le hai fatto provare?
A termini di legge, dopo le accuse che mi avete mosso e che avete documentato, avrei poche chance; non posso riportare indietro l’orologio e tornare a venti anni fa; non posso riparare quello che ho distrutto; l’unica prospettiva che mi resterebbe, sarebbe saltare dalla terrazza in cima all’albergo; ma mio figlio resterebbe da solo e nemmeno il padre putativo potrebbe intervenire, non avendone diritto; posso solo resistere ed elemosinare un poco di amore da chi mi ne dava tanto.
Bada, non voglio che mi sposi di nuovo o che interrompi la separazione per tornare insieme; ti chiedo amore, quel sentimento meraviglioso che mi hai insegnato e che hai praticato con me per venti anni; ce la fai, per una notte, a fare finta che io non abbia confessato e che puoi ancora amarmi come quando ti tradivo ma tu non lo sapevi? Riesci a nasconderti dietro l’ignoranza per riprenderti quell’amore che è stato tuo da vent’anni a questa parte?”
“Beh, papà, devo dire che mamma in questo non sbaglia; fai conto di non avere saputo; attaccati all’antico desiderio e passiamo questi giorni come se fossimo la famiglia di sette o otto mesi fa, quando non sapevi dei suoi errori e ci amavi senza problemi di paternità e di fedeltà; credi che ti peserebbe troppo questa recita, sapendo che la realtà è diversa?”
Presi la mia ex moglie sottobraccio e ci avviammo all’ascensore; Franco saltellava di gioia; quando ci vide entrare insieme nella camera matrimoniale; si precipitò a recuperare la mia valigia nella sua camera e la spostò in quella doppia; poi se ne andò felice a dormire; non avevamo né voglia né capacità di pronunciare la benché minima parola; nonostante gli anni di convivenza, ci sentivamo agli inizi di una storia.
Alba, specialmente, era davvero emozionata; dopo avere per mesi sofferto il pentimento per scelte sciagurate e ingenue, ritrovava nel calore del mio corpo l’amore che non aveva saputo vivere fino in fondo; io riscoprivo d’improvviso la dolcezza di stringerla a me; quando ignoravo, mi perdevo felice nelle curve dolci del corpo; mi sentivo stupido, all’idea di doverla rifiutare perché era stata sincera, almeno una volta; ma la rabbia era ancora padrona del mio cuore.
“Abbiamo parlato anche troppo; forse è il caso di cominciare a fare l’amore!”
Mi ero eccitato osservando che l’ansia di ritrovare il piacere del corpo amato da una vita mi opprimesse e non resistetti a recitare la parte dell’umiliato e offeso; forse era preferibile che mi preoccupassi di sentire se ancora fosse mia e quanto amore sapesse darmi; il bacio che ci scambiammo trovava il gemello solo in quello che ci avvinse, tanti anni prima, sulla battigia in una notte di San Lorenzo; Alba tremava, mentre mi stringeva il volto tra le mani, quasi a catturarmi.
Aveva aperto la camicia e me la stava sfilando mettendo a nudo il torace; non si stancava di accarezzare la fronte, il viso, il collo, le spalle e i capezzoli; voleva la bocca e voleva sentirla sulla sua, voleva che la mia lingua esplorasse tutta la cavità orale e la facesse eccitare, godere, fibrillare; voleva succhiare quella lingua e trarne tutto l’amore di cui aveva bisogno; la seguii docile e travolto, la baciai a lungo e la strinsi a me.
Percorsi, prima con le dita, poi con le labbra, il viso di lei limpido e bellissimo, dall’attaccatura dei capelli attraverso la fronte fino agli occhi.
“Sei bella; adoro baciare la tua fronte limpida e severa, i tuoi occhi mi bucano il cervello e godo a baciarli così, fino a farti male; voglio la tua bocca dolce e appassionata; voglio succhiati l’anima e voglio che tu la succhi a me … “
“Sta zitto e baciami; non vedi che mi sciolgo sulla tua bocca? Non so che mi succeda e non voglio capirlo; mi sto bagnando tutta, dalla vagina alle cosce, mi fai avere continui brividi, sferzate che sembrano di dolore e sono d’amore; è come se avessi acceso luci psichedeliche e tutto mi ruota intorno trasformandosi. Ti voglio, Claudio, ti desidero con tutta me stessa.”
Mi aveva forzato la cintura; aprii la fibbia, feci scorrere la cerniera; lei prese dai lati il pantalone e lo slip, insieme, e li abbassò; le sue mani incontrarono il sesso duro come il cemento, ma caldo, pulsante, vivo; lo afferrò con le due mani e lo tenne stretto.
“Ricordavo bene, è bello da fare spavento; ma la bellezza è immensa e lo spavento accentua la dolcezza; questa è la tua essenza di maschio, questo è tutto te stesso … ed è qui, nelle mie mani.”
“Ti seguirà dove lo condurrai, sulla pelle, nella bocca, nel ventre; non ti farà nessun male; tu lo catturerai, lo imprigionerai e non lo lascerai finché non ti sentirai svuotata completamente.”
“Non voglio sapere niente; sei nuovo per me, voglio essere tutta nuova per te.”
“Non dire a nessuno che stasera si sono incontrati due vergini, qui, lei che sfiora i quaranta, ha un matrimonio e un figlio irregolare, lui di poco più vecchio con una brutta storia alle spalle; stasera due esseri con le loro vite si trovano vergini di fronte alle prime esperienze di due diciottenni; se la racconti, ti ridono in faccia.”
“Me ne frego; io so che mi sento esattamente come quando mi presentai quasi vergine al mio amore e lui mi prese per la prima volta; ti amo con molta più sicurezza, con profonda coscienza, con determinazione; so che mi lascerai; ma questo strumento d’amore sarà tutto mio, questa sera.”
Quasi a dimostrarlo, si sedette sul letto e baciò il sesso giunto all’altezza della bocca; toccò a me guidare la testa e suggerire i movimenti per la fellazione; Alba riscoprì il gusto di assaporare il precum, di leccare i testicoli e l’asta tutta, ritta contro il ventre, finché la cappella le scivolò in bocca, dolcemente; un gesto più volte ripetuto le ricordava i nostri momenti d’amore e cercava nei ricordi la guida per amare il sesso che le violentava dolcemente la bocca, fino alla gola.
Continua ...
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