Le interpretazioni di Alba

Chapter 6 - Le interpretazioni di Alba 6 Il recupero dei rapporti e l'imprevedibile conclusione

Si vedono due volte al mese e si amano più di prima dell tempesta; lei lo avverte che non prenderà la pillola per un tempo, ma non gli dice che ha decio di rimanere incinta perchè stavolta il figlio sia verìamente loro; durante una vacanza al mare tutto diventa chiaro e la coppia si ricompone con l'aggiunta del figlo di lei e l'ex amante di lui.

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geniodirazza

1 year ago

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Le interpretazioni di Alba 6

Arrivò il ‘momento della verità’; il pranzo, per tradizione ricco e vario, si era svolto sotto un velo di tristezza che nessuno si preoccupava più di nascondere, perché non ci saremmo riusciti; Alba ebbe spesso dei lucciconi che cercò di nascondere e frenare per evitare danni al trucco; io mi agitavo sospeso tra mille incertezze ed altrettanti desideri; Franco ci guardava con evidente ansia di vedere una luce in fondo ad un tunnel di cui non poteva nemmeno valutare la lunghezza; anche Lina era in imbarazzo.

Prima che ci alzassimo da tavola, alla fine del pranzo, fu Alba a crollare; mi si avvinghiò al collo quasi disperata e si incollò a me in un bacio di cui ricordavo pochi precedenti; poi sembrò recuperare un poco di energie e mi si rivolse quasi con determinazione.

“Claudio, hai detto che il tuo sesso non può arrivare da L’Aquila a Milano; ma io, colpevolmente, andavo a prendermi poche ore di sesso da Luigi, quando ero folle; davo a te, per tutti i giorni della settimana, per tutte le ore di ogni giorno, l’amore che ti ho sempre portato; per quelle poche ore ero sesso puro con un caprone; non riusciresti, per qualche ora a settimana, a darmi l’amore che non ho saputo mantenere? Non ti chiedo di tornare con me o di sposarmi di nuovo.

Visto il tuo ruolo di dirigente, non potresti trascorrere con me il fine settimana? Non potremmo incontrarci, a L’Aquila, qui a mezza strada, o a Milano, per essere innamorati solo per due giorni? Lo so che sono all’elemosina, che sto implorandoti per avere quello che era mio di diritto; ma non vedo altro modo per recuperare un poco della mia felicità; se troverai chi mi sostituisca nel tuo cuore, sparirò dalla tua vita; ma, finché sarai ancora solo e libero, te la senti di amarmi per un fine settimana?”

“Claudio, tua moglie non chiede la luna; è dura, ogni settimana, fare un viaggio così lungo per poche ore d’amore; ma, se sei innamorato come vediamo tutti, ne vale la pena; Alba può raggiungerti nella tua villetta, tu puoi andare da lei oppure vi incontrate in un albergo discreto come questo; trovo che sia anche più intrigante di una notte di sesso con un’estranea; lei è comunque la tua donna, ti ama e sta pagando l’errore commesso; cosa ti impedisce di accettare?”

“Cominciamo dall’inizio; sia maledetto tu, Franco, figlio degenere anzi perfido come sua madre; mi hai chiesto una cena a tre, mi fai trovare davanti ad una donna che amo e testimoni che mi ama; mi parli di sesso leggero e mi scarichi addosso un sesso pesante come macigno; maledetta tu, Lina, che hai brigato perché finissi direttamente nella trappola che avevate preparato tu e il tuo complice; addirittura vengo a sapere che ne hai fatto il tuo scopamico; complimenti!

Non posso maledire te, Alba, che sei stata, spero, incastrata come me in una macchinazione che tuo figlio e la mia segretaria hanno preparato; allora ritorno a salire sul posto di comando e, dopo essere stato arrendevole e democratico, detto io le condizioni. Ti amo, Alba; non riesco a sentire cicatrizzate le ferite che mi hai procurato; ma voglio alimentare il lumicino di vita che il nostro amore merita.

Non è necessario che tu venga fino a L’Aquila dove le comunicazioni sono difficili; non dobbiamo neppure incontrarci a metà strada; come qualcuno ha ricordato, sono un alto dirigente; decido io i tempi di lavoro; posso anticipare al giovedì la chiusura della mia settimana, venire a Milano e trattenermi fino a mercoledì; la fabbrica va avanti anche senza di me; anche se tu andrai a lavorare, avrò sette giorni per godermi la mia città, mio figlio, gli amici che ancora ho; ci ameremo una settimana al mese, perché la settimana libera me la posso permettere solo una volta al mese.”

Alba si strinse a me, piangeva e mi baciava su tutto il viso; non trovava modo di esprimere la sua gioia; Franco intervenne.

“Perfetto, capo; sei sempre il grande dirigente; però a Milano non vai in albergo; vieni a stare a casa con noi e, almeno per quella settimana, fai finta di essere davvero mio padre e il marito di tua moglie; ti va di ‘fare famiglia’ per la settimana che starai con noi?”

“Ragazzo, il tuo bracconaggio non finisce mai di imbrigliarmi? Adesso vuoi anche la famiglia come la sogna tua madre? Ok; per lei, non per te che stai diventando troppo esigente e prepotente … “

E’ la volta di Lina di esplodere.

“Che fandonie vai raccontando, ad un uomo meraviglioso che cerca di ricucire il rapporto tra due persone che ama con la stessa intensità? Lo vuoi capire che noi valutiamo assai meno certi ‘peccati’ o certe ‘colpe’; se ti innamori di un’altra, abbi il buonsenso di sapere in anticipo che non sarà una verginella ma avrà conosciuto il sesso in tutte le sfaccettature; te l’immagini se ti fossi innamorato di me? Nella tua logica, saresti partito con un palco di di corna più grosse di un cervo!

Se vuoi prendertela con qualcuno, fallo con me che ti farò il buco in testa perché torni con Alba; ha fatto le sue esperienze, secondo te sbagliate ma secondo me legittime, e non ti arriva vergine come non ti arriverebbe nessuna; ma ti ama, assai più di quanto meriti o di quanto accetti; non ti illudere nemmeno di avere tu lo scettro del comando; qui si parla insieme, si decide unanimi e ci si ama; tu non vai da solo a Milano.

Quella settimana corta la dai anche alla tua segretaria che sale sul tuo stesso treno o sull’aereo o in automobile, comunque ti muovi, viene nella stessa casa tua e occupa la stanza di Franco, il migliore scopamico che si possa immaginare; tu farai i tuoi convenevoli sociali ed amerai tua moglie fino a sfinirla, io frequenterò tutti i locali di Franco, lui mi presenterà i più belli dei suoi amici; non farà storie se ci andrò a letto. Tutto chiaro, amatissimo capo?”

“Cosa vuoi che ti dica? Anche il generale Garibaldi fu costretto a telegrafare ‘Obbedisco’ davanti ad un ordine assai perentorio. Alba, non te ne rammaricare; ho ancora bisogno di riflettere; non riesco a decidere niente e non ho un amore che possa sostituire il tuo; ci vedremo una volta al mese, come è stato in questa occasione; poi vedremo la vita dove ci porta. Ti sta bene così?”

“Solo sapere che potrò avere il tuo amore, almeno una volta al mese, mi riempie di felicità; non dispero che torneremo ad amarci, ma non ti voglio forzare; ti aspetto all’inizio di febbraio; conterò i giorni, le ore, i minuti; aspettare l’amore è un’altra cosa; non ha uguali in niente, qualunque imbecillità io ti abbia detto a Gran Canaria.”

Cominciò una nuova, diversa fase della nostra vita; per tutto il mese vivevamo, io e Lina, nell’attesa del viaggio a Milano; facevamo anche sesso, talvolta, perché lei aveva cominciato a sentire forte il legame con me e, attraverso di me, con Franco che restava il suo più intrigante scopamico, anche se cominciava a darsi da fare con le ragazze all’Università; fra noi quattro si era stabilita una comunicazione, in videochiamate e telefonate.

A ciascuno era consentito di essere aggiornato su tutto quello che facevamo; naturalmente, i colloqui d’amore tra me e Alba erano i più intensi; ma anche tra le due donne le ciarle duravano spesso tempi infiniti, al punto che spesso mi sentii scosso da gelosia per la loro intimità; molte volte Lina pose ad Alba il tema di tornare con suo marito, ma avevano difficoltà a trovare il bandolo di una matassa di avvenimenti che si erano aggrovigliati quasi un anno prima, nel famoso soggiorno alle Canarie.

Furono in tutto sei, le settimane che trascorremmo in amore ed amicizia, una per ogni mese da febbraio a luglio; ma furono autentiche oasi di gioia e di benessere che cominciavano da quando da L’Aquila prendevamo il via per arrivare a Milano, in prima serata; l’incontro era di passione al fulmicotone, non solo tra i coniugi che si ritrovavano ma anche tra i due giovani che facevano esplodere una passione intensa ed una dimestichezza giunta presto ad apici di intimità.

Alba ed io, per tutto il tempo, ci crogiolammo in una condizione piccolo borghese di freschi sposi con i rituali propri delle famigliole benestanti e innamorate; le notti registravano copule intensissime per amore e per passione, per tenerezza e per libidine, per carezze e per assalti violenti; io davo sfogo a tutto il desiderio di possesso totale della donna amata, alla quale durante il mese pensavo con passione immutata.

Lei, in mia assenza, rinunciava persino a masturbarsi, anche quando ne aveva una voglia disperata, perché il desiderio più alto era diventato avere fra le braccia il suo uomo e svuotarlo di ogni energia facendosi possedere in tutti i modi ed amandolo come non si era mai sognata di fare; io passavo le ore in cui lei lavorava incontrando vecchi e nuovi amici, preoccupandomi di seguire l’attività scolastica del figlio che sentivo sempre più mio e cercando di capire il mondo in cui i due vivevano.

Franco era assalito, quasi sempre, da Lina e dalla sua smania di conoscere il mondo in cui il suo giovane amante sguazzava felice, grazie ad una naturale bellezza e fisicità compatta, ad una grande capacità di empatia e ad una voglia ansiosa di vita; bazzicava con lei bar e pub, discoteche e luoghi di ritrovo; non era raro che Lina incontrasse interessanti occasioni di libertinaggio a cui si abbandonava volentieri, con la complicità dell’amico.

Agli inizi di marzo, nella settimana di convivenza felice, Alba mi avvertì che, secondo i suggerimenti del ginecologo, aveva interrotto la pillola per una necessità terapeutica, dare modo al corpo di rigenerarsi dopo un lungo uso dell’anticoncezionale; non ebbi difficoltà a caricare d’amore i rapporti sessuali ed accettare l’uso del preservativo, quando non decidevamo che l’eiaculazione poteva avvenire altrove, in bocca o nel retto, per esempio.

Non eravamo turbati dalle copule assai frequenti, intense e cariche di passione; non usavamo protezione e potevamo con gioia darci tutto l’amore del mondo senza problemi di controllo; all’inizio di agosto, si pose il problema di un breve soggiorno al mare, per ritemprarci; l’unica volta che avevamo deciso una vacanza alternativa era stato l’anno precedente, col famigerato viaggio a Gran Canaria; per diciassette anni avevamo soggiornato tra Rimini e Riccione.

Fu quasi automatico decidere che per due settimane, a partire dal 9 di agosto, potevamo rinnovare l’appuntamento, in due camere, una per i coniugi ed una per gli scopamici, in un discreto hotel, diverso da quello del veglione di capodanno; convergemmo all’appuntamento, noi da L’Aquila e loro da Milano; io ed Alba eravamo determinati a trascorrere una vacanza di riposo e di amore coniugale; Lina e Franco concordarono, pur copulando spesso tra loro, libertà di sesso.

La sera di San Lorenzo, che tanti ricordi richiamava alla memoria mia e a quella della donna che amavo, ci trovammo ancora io e lei, sdraiati su un telo da spiaggia al limite della battigia, dove l’onda si perdeva nella sabbia; mentre ci rotolavamo in uno dei baci lussuriosi che, nelle settimane che passavamo insieme, erano la nostra normale quotidianità, Alba mi bloccò per un attimo, prima che decidessimo di infilare il sesso in vagina, e mi disse a voce molto bassa, quasi confessando.

“Claudio, sono incinta … il figlio è veramente e solo tuo, stavolta …. “

Mi alzai di scatto a sedere e mi accorsi che la coppia vicina, quella di Lina e Franco, si era levata a rendersi conto di quel che succedeva; mi grattai un poco la testa, incredulo di fronte alla rivelazione, poi trovai la forza di balbettare.

“Sei incinta?! Come è successo? Quando? Dove?”

“Claudio, non sono domande da fare; lo sai che faccio con te l’amore senza cautele … “

“Un momento … mi avevi detto che era solo per un ciclo, per motivi terapeutici … “

“Si; all’inizio era vero; poi mi sono ricordata che il figlio che avevamo in realtà era nato dallo spermatozoo di un altro; solo io, stupida ingenua, mi ero illusa di separare amore e sesso, di considerare tuo il figlio che crescevamo insieme; insomma, ho pensato che avevi diritto ad avere con me un figlio che nascesse dal nostro amore; se ti va di giudicare, considera pure che è stata una mia nuova slealtà, che ti ho tradito con te stesso, se proprio vuoi esasperare.

Io però questo figlio l’ho voluto per me; se tu lo accetti come tuo, sarò felice di vederlo diventare grande insieme a te; se mi dirai anche tu che non assumi responsabilità per i miei tradimenti, sarà il figlio del mio amore e me lo coccolerò da sola, amerò attraverso di lui il ricordo di te. Se ho commesso un’altra stupidaggine, perdonami e scappa pure via; se non te ne andrai, sai che desidero solo che tu resti con me e che ti occupi del bimbo, o della bimba, che nascerà anche più di quanto hai fatto con Franco.”

“Alba, non tirare la corda fino a spezzarla; io non sono quello che scappa; anche se mi sono allontanato, non ho mai negato né a te né a nostro figlio il mio sostegno e, quando l’avete chiesto, la mia presenza; non siamo qui per miracolo, ma perché l’abbiamo voluto; ci vuole poco ad osservare che hai scelto l’anniversario; sono passati venti anni da quella notte di San Lorenzo in cui credetti di sverginarti; è passato solo un anno dalla sera in cui mi hai cacciato dalla camera per i tuoi errori.

Sono ancora qui, innamorato come sempre e pronto a ricominciare dal nulla, a tornare idealmente vergine come quella sera, pur sapendo che non lo sei adesso come non lo eri allora; ti va di affrontare i problemi che questa nuova situazione ci pone? Credi davvero che io possa lasciarti da sola a gestirti la maternità, la nascita e i primi anni di un altro figlio, ad una età in cui Franco potrebbe essere padre del suo fratellastro? Ha un progetto di vita, oltre l’amore?”

“Amore mio, se posso finalmente dirlo, io ardevo solo dalla voglia di dirti che ho voluto questo figlio da te e che speravo che fosse l’elemento che ci consentisse di rabberciare la nostra storia; non ho pensato a dopo, in tempi né brevi né lunghi; anche stavolta, come vedi, mi sono comportata da bambina sognatrice ed entusiasta; ho desiderato un figlio con te, per te; non ti ho avvertito per non consentirti di impedirmelo; l’organizzazione della nostra vita l’affiderò a te, come sempre; per ora vorrei solo che ti inventassi la bugia di una ragazza impacciata, vergine, pura e casta, quella che è esistita solo nei tuoi desideri.

Voglio essere solo, anche io fingendo ignobilmente, la principessa che si fa rapire dal principe azzurro sul cavallo bianco e si fa trasportare nel magico reame attraverso le nuvole; Lina, se mi sente, mi graffia a sangue, perché mi arrendo al tuo maschilismo becero che però, ipocritamente, conosce bene e che, come tanti, combatte ed ama con la stessa forza; dammi l’illusione di vivere una storia già consumata, stavolta dal tuo angolo di visuale; fai finta di sverginarmi e di darmi quel figlio che ti completa.”

“Preferisci che, come a Capodanno, scappiamo per rifugiarci nella nostra camera? Oppure che ci sverginiamo qui, su un telo da spiaggia, come venti anni fa?”

“Io sono di nuovo quella ragazzina che ancora non possedevi; e stavolta non ho un ‘fidanzato’ che mi da sesso una volta alla settimana; vorrei che mi amassi qui e che davvero fossi totalmente innamorato di me, come allora.”

Non c’era molto da aggiungere; ero innamorato di mia moglie e volevo riprenderla con me; l’ipotesi di avere con lei un figlio genetico e legittimo era la motivazione più incisiva a ricucire un rapporto lacero, bistrattato ma non morto, come già le avevo commentato; fu sufficiente abbracciarla con tutta la tenerezza del mondo e accarezzare quel ventre rimasto asciutto e teso per diciotto anni, dopo il primo parto, per sentirlo ancora più tenero e dolce ora che sapevo che era fecondato da me.

Quasi con timori infondati, la spinsi sul telo e le salii addosso per sentire il suo corpo lungo tutto il mio; la sua tenerezza era pari alla mia e la sentivo quasi rannicchiarsi a prendere la violenza del sesso, come davvero fosse la ragazzina di tanti anni prima che, guardando in cielo le stelle cadenti, si lasciava penetrare e mi concedeva tutto il suo immenso amore; anche quella sera sembrava piangere di dolcezza e perdersi nel cielo stellato mentre l’amavo.

Il sesso scivolò in vagina con una semplicità ed una dolcezza disarmanti; non accennai neppure a montarla; mi accontentai di sentire la mazza che si gonfiava di piacere per naturale afflusso di sangue e veniva stretta e titillata dai muscoli vaginali che la accarezzavano e la sollecitavano; la baciavo con tutta la passione che sentivo esplodermi; l’idea di un figlio ‘tutto nostro’ quasi mi faceva impazzire, anche se da sempre ero abituato a sentire Franco come mia protesi e continuità.

L’orgasmo ci sorprese contro ogni nostra aspettativa, non fu né silenzioso né soffocato; Alba esplose dalla vagina il piacere più alto che avesse mai provato; la sentii urlare un desiderio di vita e di amore che svegliò tutta la spiaggia, almeno quelli che si godevano la caduta delle Perseidi; mi precipitai a sussurrarle.

“Alba, forse è meglio che ci rifugiamo in camera, se non volgiamo rischiare l’arresto per oscenità in pubblico … “

Un poco sembrò vergognarsi per essersi lasciata andare; poi scoppiammo a ridere felici; avevamo chiaro che la svolta poteva essere, ed era, determinante per noi; dalle cabine del lido vedemmo precipitarsi Franco, allarmato dal grido che aveva riconosciuto, e Lina che ancora si sistemava costume e pareo.

“Mamma, che succede, stai male?”

“No, Franco, sto benissimo, sono solo felice … aspettiamo un bambino; l’ho appena detto a Claudio … Lina, ho seguito il tuo consiglio!”

“Che consiglio? Che c’entra Lina in questa nostra storia?”

“Capo, stai calmo; ti fa male alle coronarie, prendere tanti colpi e sbalzi di umore! Alba mi ha spiegato che i punti cardine del tuo rancore erano l’amore maltrattato, calpestato, sciupato e quello che vuoi tu; la famiglia distrutta, smembrata e tutte le altre esagerazioni che la rabbia ti suggeriva; infine, il tuo desiderio di paternità frustrato perché Franco è solo per gran parte tuo figlio ma non lo è per la scienza.

Ho semplicemente applicato il buonsenso del mio titolare per suggerire che un figlio tutto vostro lei te lo poteva dare semplicemente interrompendo la pillola, anche senza avvisarti se non a cose fatte; il tuo desiderio di paternità ora è pienamente soddisfatto; Claudio o Claudia, dipende dal sesso del nascituro, sarà vostro figlio per tutti, anche per gli scienziati; farete famiglia, voi quattro, perché Franco non smette di essere nel tuo cuore; anzi, sarà il ‘fratellone’ e non il fratellastro dell’altro.

Il vostro amore lo vedono e lo sentono tutti quelli che vi stanno intorno; con una manovra degna del migliore dirigente, si ricuce amore, famiglia e paternità; se ti defili e scappi, Alba è in grado di gestirsi due figli frutto del suo amore e della sua ingenuità; il più grande sarà in grado di occuparsi anche del fratellino o della sorellina come se fosse il loro giovane padre; faranno a meno di te che resterai solo con la segretaria prepotente e morirai come un cane rimpiangendo gli affetti che hai bruciato.”

“La smetti, per favore, di fare la consigliera fraudolenta? Non lo sai che perfino Dante li ha schiaffati all’inferno, i tipi come te? Non ti azzardare a dire che hai imparato da me! Io certe manovre non le ipotizzo neppure da lontano; sei molto più abile e creativa! Grazie, maledetta, per avere aiutato Alba a crescere e me a piegare la cresta; adesso però dovrai con me affrontare il problema di dove vivrà la nostra famiglia; non posso amare i miei ed occuparmene una settimana al mese! A proposito, perché hai parlato di un Claudio o di una Claudia?”

“Amore mio, ho pensato io che, se neghi ogni responsabilità, io resto a vivere col frutto del nostro amore e ti amo attraverso il figlio o la figlia che avrà prodotto; mi pare ovvio che, per ricordarti, il minimo sia dargli il tuo nome, al maschile se sarà un bambino o al femminile, se sarà una bambina … Nella peggiore delle ipotesi, cercherei un altro Claudio che accetti come suoi i miei figli e li sappia amare come li amo io.“

Non potevo lottare contro la dolce perfidia della mia pupilla, l’amore indiscutibile di Alba e l’attesa speranzosa di Franco, che ci vedeva risorgere e godeva; con un guizzo straordinario, Lina pose, affrontò e risolse tutti i problemi che io non avevo il coraggio di esporre a voce; il giorno seguente, quando ci sedemmo a chiarire, mi precisò i punti cruciali, la convivenza, gli studi di Franco e le prospettive di lavoro di Alba.

Dai social aveva appreso che il direttore della sede di Milano, dove Alba lavorava, voleva trasferirsi in una sede provinciale, più marginale ma anche comoda e pacifica; quella nostra appariva tra le preferenze; brigò a lungo col telefono finché mi comunicò che, alla fine delle vacanze estive, io e lei avremmo preso servizio a Milano, mentre il collega si trasferiva al mio posto rilevando, per se e per la segretaria, chiaramente sua amante, anche la villetta che avevo affittato.

Inevitabilmente, Alba e Franco ‘imposero’ che sarei andato a vivere con loro anche se non avessi ritirato la domanda di separazione; Lina obiettò che non solo avrei ripreso in toto il ruolo di marito e padre ma avrei anche consentito a lei, finché non avesse risolto il problema di un alloggio, di usare la camera di Franco, con o senza di lui; le chiesi se per caso avesse in mente o sentisse solo il bisogno di una famiglia.

Mi accennò alla lunga e dolorosa storia che aveva vissuto, di famiglie affidatarie; da lì e da qualche cocente delusione amorosa aveva derivato la sua solitudine; con noi era disposta a vivere una ‘famiglia anomala’; restare accanto a noi era per lei un modo di rifarsi di una vita brada, da scopamica di Franco finché fosse stato possibile; da affettuosa e onnipresente ‘amica di famiglia’ in ogni momento; quando fosse nato il bambino, anche da ‘tata’; stava a noi decidere se accettarla o rifiutarla.

Non era possibile opporre nessuna motivazione seria ad un’iniziativa condotta con abilità invidiabile, con obiettivi chiari e precisi, con intenti limpidi e amorosi; Alba l’abbracciò e le assicurò che le potevamo anche riservare un posto fisso in casa, visto che già il giorno lo avrebbe trascorso al mio fianco; Franco le chiese scherzando di non prosciugarlo col troppo sesso e di lasciare qualcosa per la ‘principessa sul pisello’ che sperava di incontrare.

“Ragazza, se continui a mettermi all’angolo e a farmi trovare davanti a situazioni già decise, finirò per sentirmi prevaricato e cercarmi un’altra segretaria da affiancarti, per lasciarti tutto il tempo che vuoi per la casa e per la famiglia; io, però, con la nuova assunta, ci andrei anche volentieri a letto … “

“Amore, sei vecchio; se davvero lo facessi, ti troveresti di fronte a due donne meravigliose che imparerebbero l’amore saffico e ti caccerebbero dal letto, a un figlio che ti condannerebbe davanti a tutti e ad un neonato che ti sputerebbe addosso le pappine, per rimproverarti!”

 

FINE

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