Niente è quel che appare

Chapter 4 - Niente è quel che appare 4 Tutti insieme appassionatamente

Il "contadino" vince la sua battaglia per i prodotti agricoli; la "contessina"ritrova il primo grande amore; sua figlia si affeziona al fratello, che resta l'amante della madre putativa ed ora anche di un'amica della sorella; tutto è bene quel che finisce bene ...

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geniodirazza

1 year ago

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Niente è quel che appare 4

Cia si sveglia per tempo, assai prima di me; prepara il caffè, sotto lo sguardo sorpreso e libidinoso dei miei compagni di appartamento; me lo porta a letto; mi alzo in fretta e mi preparo velocemente; in cucina, ci sono tutti i miei coinquilini; faccio delle veloci e superficiali presentazioni, indicando in Cia il mio amore più recente; usciamo, io diretto all’Università e lei agli Uffici della Camera di Commercio; ci terremo in contatto per telefono e pranzeremo insieme.

La chiamo per dirle che possiamo andare in mensa; mi risponde che Elettra l’ha invitata a pranzo a casa sua; ci sarà anche Giuditta; il marito per fortuna è in Francia; provo una gioia intensa al pensiero che starò ancora con le mie due madri e con la sorellina appena conosciuta; ci troviamo in piazza e andiamo a piedi a casa delle due; Cia compra dei dolcetti che sa essere i preferiti di Elettra; telefona a Giancarlo per avvertirlo che pranziamo con la sua vecchia amica.

Lungo strada, mi comunica che la pratica dei carciofi di mio padre è in discussione, proprio in quel momento, davanti alla Commissione europea e che ad ore sapremo l’esito; le restano poi da definire alcuni adempimenti in Provincia e in Regione; potrebbe l’indomani stesso tonare a casa; è particolarmente felice ed ha preso anche una bottiglia di spumante per festeggiare, anche con le altre due, in qualche modo comunque interessate alla vicenda.

Elettra si comporta da madre affettuosa e non si stanca di accarezzare quasi lussuriosamente il figlio che non ha visto crescere e che trova ora uomo; Giuditta si divide tra la cucina, dove ama essere protagonista, e il fratellone che coccola più che mai; Cia sprizza gioia da ogni poro per la notizia avuta; la comunica all’amica e ne scatena una gioia imprevedibile; difficile, per me e per Giuditta, renderci conto che su quella ricerca si è svolta tutta la loro giovinezza.

Il pranzo scivola gioioso tra aneddoti e racconti della loro ‘età più bella’ e noi figli siamo quasi invidiosi del loro vissuto che mai ci avevano raccontato separatamente; al momento del caffè, Cia deve dare l’annuncio che l’indomani sarebbe tornata al paese; il momento di tristezza è rotto proprio dalla mia sorellina che si fa promettere che, alternativamente, le due vecchie amiche si incontreranno e che noi saremo della partita; giurano e si abbracciano in lacrime.

In un raptus di entusiasmo, forse, chiamo mio padre.

“Babbo, sono a casa di Elettra; ti va di salutarla?”

“Pazzo, mi vuoi far venire un colpo? Aspetta un attimo … va bene, passamela ma non le dire niente … Ciao Elettra, come stai?”

Lei non riesce a parlare, si scioglie in lacrime; Cia le prende il telefono.

“Giancarlo sei tu? Hai un figlio pazzo … aspetta che si riprenda … certo che vuole parlarti, stupido … è l’emozione …”

Ripassa l’apparecchio all’amica.

“Ciao, Giancarlo, scusami, l’emozione mi ha sopraffatto. E’ proprio bello, nostro figlio! E Cia è sempre l’amica dolcissima che non ho mai dimenticato … si, verrò a trovarti; non è necessario che tu venga qui; non è territorio nostro; noi apparteniamo alla tua terra. Hai saputo della commissione europea? Sono felice; ce l’hai fatta. Sei proprio il contadino che volevi essere, tenace e meraviglioso. Ci vedremo da te, senz’altro. Ciao, amico mio carissimo!”

“Senti, amoroso ragazzo mio, io ti spacco la bellissima faccia se ci combini ancora uno scherzo del genere; hai fatto rischiare un infarto alla tua mamma naturale e a me, povera vittima della tua prepotenza.”

“Fratellone, hai fatto benissimo; però te l’ho già detto; io voglio conoscere il tuo babbo; se gli somigli è senz’altro meraviglioso; hai fatto benissimo; non ho ma visto la mamma così tenera e felice come in questo momento; non è per caso che ne sei ancora innamorata vent’anni dopo?”

“Stupida, lui ha già una moglie straordinaria, calda come il fuoco, fredda come il ghiaccio, sempre in grado di controllare se stessa e gli altri; non vedi come, anche vent’anni dopo, vicino a lei mi sento forte e determinata? Non la cambierebbe mai con un ricordo pallido di un amore giovanile; e non vedi che figlio meraviglioso, che non è il mio bambino, purtroppo, ma che mi innamora ogni momento di più. Ci andremo, te lo prometto, e capirai che non potevo non amarlo … “

“Basta coi piagnistei; io ho lezione, tra un’ora; tu che fai, fratellone?”

“Quello che avrei fatto sempre; ti accompagno in facoltà, poi vado a lezione; poi ci vediamo, prendiamo una cioccolata insieme e ti riaccompagna a casa.”

“Tesoro mio, per fare la scorta alla sorellina abbandoni il tuo amore?”

“Abbandonarti? Non sia mai detto; accompagno mia sorella, andremo a cena insieme e poi a casa.”

Elettra si china all’orecchio di Cia e le chiede.

“Ma davvero è lui, adesso, che ti dà l’amore, quello fisico, intendo?”

“A te lo posso dire apertamente; sì, è l’amante che abbiamo scelto con Giancarlo … ”

“ … e lo sarò anche quando sarò sposato e padre e nonno; mamma, io amo Cia, con tutto me stesso … “

“Come hai detto? Ti è scappato o era intenzionale?”

“La formazione psicanalitica di tua figlia dovrebbe suggerire che sto cercando di attenuare il mio senso di colpa per un possibile incesto; tu sei la mamma e lei è il mio amore; l’abbiamo deciso anche con Giancarlo; questo non placa del tutto i miei dubbi; diciamo che definire i ruoli mi aiuta a non avere scrupoli; però da adesso ti chiamo Elettra o Ele, che mi piace di più, perché è il nomignolo che usa il mio amore. Posso vederti spesso?”

“Anche ogni giorno, se vuoi; io ho bisogno di fare indigestione di te e di quello che ho lasciato alle mie spalle … “

“Senti, lumacone; smettila di corteggiare la mamma e accompagnami all’Università; il tuo dovere non è caduto in prescrizione solo perché da possibile fidanzato sei stato promosso a fratello; bada che fratellastro non mi piace; sarai per tutti mio fratello; agli estranei diremo che è un modo per indicare il nostro grande affetto; noi sapremo che è vero. Cia, se non riesco a vederti prima che parti, ti bacio ora e sta’ certa che ci vedremo ancora; devo conoscere e innamorarmi di tuo marito, ricordi?”

“Quando vuoi, piccola mia; non esitare a correre da me, se ne hai bisogno.”

Si abbracciano e devono trattenere le lacrime, tutte e due; bacio Elettra sulle guance e le prometto che ci vedremo presto.

Prima che vada via, Cia mi avverte che ceneremo alla trattoria; per telefono ci accorderemo dove vederci; lei mi confiderà poi che ha passato l’intero pomeriggio con la sua ‘contessina’ a versarsi addosso venti anni di vita; ha saputo che la vita di Elettra è stata ed è tutt’altro che felice, sta meditando di andarsene, ma non vuole lasciare Giuditta a suo padre; la donna che io amo le fa presente che Giancarlo ha fatto preparare un appartamentino nella cascina dove hanno già ospitato casi come il suo.

Non sapevo niente di questa vicenda; lei mi riporta alla memoria alcune donne ed uomini che ho visto transitare per casa in alcuni periodi; mi dice fuori dai denti che è disposta ad ospitare, anche per tutta la vita, la sua amica e mia madre naturale; forse glielo deve, perché le ha lasciato campo per sposare un uomo meraviglioso che ora è abbastanza ricco da mantenere anche due famiglie e che non priverebbe suo figlio di un affetto; posso solo dirle che è meravigliosa anche nelle follie.

A casa, saprò da Giancarlo che ha parlato, a lungo, per telefono, con Elettra; che ha assicurato tutto il sostegno alla madre di suo figlio, qualunque cosa decidesse; capisco di essere fortunato ad avere per genitori persone così speciali; la notifica dl riconoscimento alla sua produzione lo inorgoglisce e non sta nella pelle nell’attesa del certificato ufficiale; tocco anch’io con mano la sua umanità in quell’attesa, quasi fanciullesca, e mi accorgo di ammirarlo e di adorarlo.

Ceniamo con gusto e in amicizia; conoscono mio padre e raccomandano a Cia di salutarlo caramente; a me dicono che, quando voglio, posso andare anche con amici e che saranno sempre amichevolmente disponibili; sono quasi geloso dei miei che sanno diffondere intorno a sé tanta fiducia ed amicizia; lei mi fa osservare che semplicemente io sono inurbato e loro sono rimasti i contadini puri, che hanno sentimenti semplici condivisi e tanto buonsenso.

In camera, si scatena il calore di lei che veramente sembra aver perso ogni ritegno e fa l’amore sempre come fosse la prima volta, da quando mi avvolge in un bacio intenso e lunghissimo, appena varcata la soglia, fino a quando ci abbandoniamo esausti per dormire qualche ora; per tutto il tempo, è un susseguirsi di amplessi al limite delle possibilità umane, durante i quali non esita ad accettare e richiedere tutte le prestazioni possibili.

La cosa che ama di più è potersi sentire profondamente posseduta e completamente avvolta dal mio corpo; quando si stende supina per farsi penetrare alla missionaria diventa dolce, cedevole come un budino che si scioglie in orgasmi continui al punto da inondare le lenzuola mentre mi stringe tra le cosce fino ad aggrovigliare i piedi dietro la schiena ed a riempire qualunque spazio vuoto tra noi; mi sento compenetrato da lei e perdo il senso del mio stesso corpo.

La cosa migliore, in quel caso, è lasciare che l’amplesso si sviluppi per naturale evoluzione; il sangue affluisce naturalmente alla periferia, riempie i corpi cavernosi e il sesso si indurisce allo spasimo, mentre il suo avvolge in una stretta dolcissima la verga quasi spremendone il succo; ogni mio piccolo movimento si fa motivo di orgasmo; quando la punta urta la testa dell’utero, l’unica cosa che conta sono i suoi gemiti di piacere, il mio ansimare di bestia in calore.

Se poi decide di spaziare nella sua arte amatoria, le fellazioni raggiungono un apice imprevedibile; la mia asta si gonfia in bocca e scivola, abbracciata tra lingua e palato, fino all’ugola; poi lei si ferma e passa la lingua sulla cappella, infinite volte, e mi provoca brividi di piacere; oppure disegna ghirigori sull’asta che si agita e freme per penetrarla fino in fondo; se muove la testa a copulare, mi scoppia il cervello per l’immenso piacere che sa darmi.

Quella sera è l’ultima della nostra passione, per quella volta; si lancia a prendere sesso da ogni parte; mi offre il seno e mi pratica una spagnola da delirio; mi avverte che se devo eiaculare, vuole lo sperma in bocca, per ingoiare la mia mascolinità, la mia passione; mi fermo a stento a un passo dall’orgasmo; mentre la prendo alla missionaria, inserisce tra noi la mano e sposta la cappella all’ano; si fa penetrare nel retto senza preparazione e mi assorbe nell’intestino col suo amore profondo.

E’ ormai la terza volta che non resisto e devo eiaculare; me lo lascia fare in bocca, succhiando fino all’ultima stilla di sperma, senza perderne niente; poi mi bacia e si lascia scappare un ‘ti amo’ che sarebbe vietato al suo linguaggio con me; ma non ho bisogno di sentirlo, per sapere che è perduta in me; poi cercherà di recuperare, raccomandandomi di dimenticare, perché non vuole tradire il marito; mi limito a baciarla con maggiore intensità; l’ultima raccomandazione mi coglie di sorpresa.

“Tancredi, trovati una ragazza; non voglio che tu mi consideri l’unica donna al mondo … “

“Cia, so bene quello che stiamo facendo; tu sarai sempre il mio amore; ma non smetto di cercarmi una ragazza da sposarmi, quando sarà. Stai serena e goditi l’amore; io non posso fare a meno di amarti; ma so anche avere buonsenso .. “

Mentre ce ne stiamo sdraiati a letto, languidamente esausti, suona il mio telefono; è Giuditta, a un’ora strana.

“Ciao, sorellina, va a fuoco la casa?”

“No, Tancredi; andiamo a fuoco io e mamma … “

“Che vuol dire?”

“E’ tutta la sera che parliamo solo di te; non ho mai amato tanto mia madre; non mi ha mai parlato, da donna a donna, come stasera; le hai cambiato la vita; non vede che te …  e me … ci ama come non mi sarei mai aspettato; devi darle una mano, ha bisogno di sentire che c’è qualcuno per cui lottare … non so e non posso dirti altro, ma devi starle vicino.”

“Senti, sorella cara; io sarò vicino a lei ed anche a te; ma tu la vivi ogni giorno; sei tu che devi aiutarla, esserle amica e figlia, complice e confidente; hai visto Cia? Venti anni non sono passati per loro; tu devi essere capace di prendere il posto della mia madre putativa, devi essere per Elettra tutto; io starò vicino a tutte e due, ma non posso interferire con la vostra famiglia.

Io sarò presente dietro di te, dentro la tua testa; ma tu dovrai fare altrettanto con nostra madre; essere giovane ti aiuterà a capirla e ad aiutarla, soprattutto a diventare forte e autonoma. Forse ha qualcosa che la rode dentro; domani ci vedremo e parleremo tanto, soprattutto di noi e di lei; ma il peso spetta a te; il tuo modello deve essere Cia; a lei devi ispirarti e agire di conseguenza.”

“Fratellone mio, ti voglio bene; farò come dici ma tu mi seguirai passo passo e sarai il mio pilastro. Promesso?”

“Promesso; adesso dormi e sogna il tuo principe azzurro.”

“Non ce n’è; e non mi dispiace; per ora ho la mia mamma e il mio fratellone. Sono felice. Buonanotte a te e al tuo amore. Dille che la invidio.”

“Peccatrice e istigatrice al male, ecco chi è mia sorella; ma ti voglio bene; se non fraintendi, ti amo, davvero.”

I giorni passano veloci; passo lunghe ore con Giuditta e parliamo di tutto, del suo rapporto con la madre, degli scontri col padre che lei affronta sempre con più decisione, forse per colpa mia che la istigo a prendere posizioni forti; del desiderio mio di vedere Elettra ogni volta che posso; del desiderio di lei di incontrarmi, di ricevermi a casa con la scusa che devo discutere con Giuditta del sesso degli angeli; si crea fra noi una solidarietà strana, fatta di finzioni esterne e di grande affiatamento interno.

Mio padre ha ricevuto l’avviso che il certificato tanto sperato arriverà di lì ad una settimana; la sua irresistibile moglie ha già organizzato la grande festa per celebrare l’annunzio ufficiale e la presentazione del certificato; per il suo valore nell’economia del territorio, saranno presenti tutte le autorità; ma Cia ha imposto addirittura i manifesti perché tutti possano partecipare; non vuole solo la festa, vuole un trionfo per suo marito, che lo ripaghi dei sacrifici e delle sofferenze patite.

Quando lo viene a sapere, Giuditta decide che sua madre ci accompagnerà al paese e verrà con noi una sua amica che mi fa il filo e che mi intriga non poco; su richiesta di Elettra, non avverto nessuno; il sabato pomeriggio, subito dopo pranzo, partiamo per la cascina; io e mia madre davanti, Giuditta e Nicoletta dietro; l’agitazione della ‘contessina’ è palpabile, al punto che le devo chiedere se preferisce che guidi io; mi rassicura stringendomi un ginocchio.

Arriviamo con largo anticipo e le indico di andare direttamente alla tettoia che usiamo per il parcheggio privato; Cia deve essere da qualche parte; mio padre sta assaggiando del vino sotto il palco per le autorità; quando lo chiamo, si gira e il bicchiere gli cade di mano; ha visto Elettra e per poco il cuore non gli si è fermato; lo corro ad abbracciare; quando mia madre si avvicina, la comprendo nell’abbraccio a tre; si baciano su una guancia e lui le asciuga le lacrime con un tovagliolino.

E’ comparsa Cia, dalla casa, e sta abbracciando Giuditta e facendo conoscenza di Nicoletta.

“Ciao, contessina; hai visto che il contadino ce l’ha fatta?”

Elettra la abbraccia con vigore, sempre piangendo e riesce a malapena a balbettare.

“Si, amica mia dolcissima, ce l’ha fatta e sono al settimo cielo; Giancarlo, quanta forza! … “

Continua a piangere; Nicoletta mi prende per mano.

“C’è stato un grande amore?”

“Tu che ne dici, psicologa’”

“Dico che c’è un grande amore; ma tua madre che fa? Regge il moccolo?”

“Cia è una grandissima donna; riesce a tenere insieme amori impossibili; non dimenticare che ci siamo anche io e Giuditta in quell’amore, vero sorellina?”

“Stupido, lasciami piangere in pace; che coppia meravigliosa!”

“Perché? Cia non è bellissima? Il destino va come deve andare e la fortuna fa il suo gioco; c’è tanto di quell’amore, in questo momento, che potrebbe riempire un mondo intero!”

Intanto Giancarlo ha preso per mano Elettra e si avvicinano a noi.

“Questa può essere solo tua figlia; è il ritratto della contessina che mi fece impazzire d’amore. Ciao, figlia bella di una madre meravigliosa.”

“Ciao, papà meraviglioso di un figlio bellissimo; sei adorabile e già ti amo.”

“Sorella, io sono geloso del mio babbo; guai a te se ci provi!”

“Maschilista ottuso; tu puoi corteggiare la mia mamma e io non posso rendere omaggio al tuo babbo?”

“Tancredi, ma riesci a spiegarmi cosa c’è in tutto questo?”

“Nicoletta, sei capace di vivere un attimo di gioia senza analizzare? Siamo felici tutti, anche se dietro c’è una lunga storia; non ti basta?”

Cia sta accompagnando le ospiti in casa; vedo che, abilmente, fa visitare ad Elettra anche l’appartamento che, nel caso, potrebbe servirle; mia madre coglie al volo e la trascina in disparte per parlare; Giuditta mi guarda e spiega.

“Mamma non è più la stessa, da quando ti ha incontrato; ed io sono diventata più dura di Cia, quando è necessario; mentre uscivamo, ho detto a mio padre che, se faceva storie, ci perdeva tutte e due in sol colpo; è schiantato, quando mi ha vista e sentita decisa; mamma gli ha comunicato che venivamo qui e saremmo rientrati quando ce ne veniva voglia e, udite udite, gli ha detto qualche parolaccia per comunicare che poteva andare a quel paese se non abbassava la cresta lui e la sua falsa nobiltà.”

“Insomma, è uscita dal guscio … “

“Sì, e adesso sta ringraziando Cia per averle indicato la strada … “

Infatti la mia madre putativa sta accompagnando la sua amica verso di noi ed ha il viso soddisfatto di chi sa che tutto va nel verso giusto.

“Giancarlo, stasera abbiamo tre ospiti; si fermeranno quanto vogliono!”

“Sono arcifelice; avete un bagaglio o faccio provvedere?”

“No, babbo del mio fratellone; sono venuta decisa e conoscerti e ad innamorarmi di te; abbiamo tutto e vogliamo capire qualcosa di questo vostro mondo.”

“Se ti disconosce tuo padre, sono pronto ad adottarti; peccato, però … “

“Perché peccato?”

“Perché credevo che fossi la ragazza di Tancredi; mi saresti piaciuta come nuora … “

“Tancredi è mio fratello, non lo voglio come ragazzo … ; però, se vuoi adottarmi, visto che tua moglie già mi tratta da figlia, posso trasformare l’amore in affetto filiale e sarà anche meglio per me.“

“Vieni qui, bambina mia … “

L’abbraccia con affetto; Nicoletta mi ha preso una mano e me la stringe; ricambio il gesto.

“Lo sai che sono innamorata di te?”

“E tu lo sai che io lo sono altrettanto di te? Forse non sai che i grandi amori qui scatenano l’inferno; cosa vorresti che facessimo?

“Se decidono che stanotte ci fermiamo qui, voglio dormire con te.”

Cia, come sempre, è attenta a tutto.

“Elettra, ma Nicoletta come fa? Non l’aspettano in famiglia?”

“Mia madre è in Sudamerica non so con quale nuovo amante; mio padre sta a casa della sua ultima conquista; io vivo da sola; non vi dovete preoccupare per me; se non vi scandalizzate, io ho chiesto a Tancredi di dormire con me … “

“Nicoletta, ma che dici; … così … all’improvviso … col mio fratellone?”

“Giudy, vuoi sapere se sono impazzita? Si, sono pazza d’amore, di semplicità, di felicità, di vita; non voglio intrappolare nessuno; voglio vivere un sogno che mi avete fatto balenare; lo sai che sono pazza di Tancredi; finché speravi di essere tu a stare con lui, mi sono tenuta in disparte perché sei più bella, più ricca, più ‘perbene’ di me, visto che è solo un fratello per te, non sto a chiedere perché; ti voglio; mi vuoi?”

“Tancredi, hai deciso?”

“Si, Cia, e non devi preoccuparti; l’unica cosa è che forse dovrai farmi ancora per tanto tempo da mamma; forse dovrai ancora coprire qualche errore; ma tu sei forte; io non vengo mai meno alle promesse.”

“Lo capisci che questa ragazza mi riporta indietro di venti anni; lei ti ama da un bel po’; ma c’è di mezzo ancora una ‘contessina’ e fa un passo indietro; quando il campo si sgombra, esce allo scoperto; ti ama e non ha problemi di sterilità; può essere la tua donna, la madre dei tuoi figli; forse io sono a rischio, ma so reagire; tu devi decidere se ancora vincolarti a Giuditta o affrontare il nuovo; io posso solo aspettare.”

“Amore, io non parlo per parlare, in questo, ti somiglio troppo; tu sarai sempre il mio amore; ma stasera devo verificare se c’è ‘chimica’ tra me e Nicoletta. Poi ti racconto tutto … “

“Bada che le camere sono adiacenti; si sente tutto! …. “

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