Chapter 4 - Telefonate pericolose 4 Le scorribande di Lori e di Ginevra
Mentre i 'piccioncini' a Pescara creano la loro vita e il loro benesere, quelli che sono rimasti in sede si sforzano di inventarsi un futuro, scopando, cercando nuovi amori o sempliceemente organizzandosi per diventare sempre più autonomi. Così succede a Ginevra; Loredana è più serena, convinta che prima o pi riavrà l'uomo che ama, mentre intanto sposa il fidanzato garante di benessere.
1 year ago
Telefonate pericolose 4
L’avvocato non ha ancora depositato in tribunale la domanda di separazione; suo marito, come al solito, ha letto con intelligenza le intenzioni di sua moglie e ha consigliato di trattenere ancora qualche giorno, certo che sarebbero intervenuti elementi diversi; Loredana avverte che sarebbero andati, all’appuntamento fissato, lei, Ginevra e l’avvocato dell’azienda, Cecere, per aiutare Ginevra a decidere sulle proposte.
Arrivano in anticipo; Giancarlo telefona a Ludovico che gli chiede di incontrarsi in videochiamata di lì a dieci minuti; puntualmente, chiama e trova i tre schierati davanti alla scrivania dell’amico; i saluti non sono solo formali, chiede a Loredana come sta e quando si sposa, saluta con amicizia l’avvocato che le accompagna e si rivolge a Ginevra con molto affetto; lei gli risponde fintamente piccata, ma in realtà contenta di parlargli finalmente, dopo la ‘fuga’ di lui in Abruzzo.
L’accordo è quasi indiscutibile, perché lui le concede l’uso della sua casa fino a quando non trovi una sua dimensione con un compagno, e l’integrazione dello stipendio percepito fino a duemila euro; per il momento, è la metà del totale, che deve passarle; ma, col tempo, sarebbe arrivato a non dover versare nulla; naturalmente, in caso di sistemazione con un nuovo compagno, l’integrazione sarebbe revocata.
Ginevra quasi non crede a se stessa, per come serenamente accetta l’offerta, rendendosi conto che è il massimo a cui può aspirare; gli chiede della sua compagna che comunque resta una sua vecchia amica; Ludovico le dice che sta bene e che la gravidanza procede serenamente; le passa i numeri di cellulare, se avesse voluto sentirla, ‘a patto che non sia per aggredire o per offendere’ aggiunge scherzando e ridono tutti della precisazione.
Quando stanno per accomiatarsi, chiede a Ginevra e all’avvocato se possono consentirgli un tete a tete con Loredana per un’altra questione diversa e che non li coinvolge; i due si avviano e la ragazza rassicura che rientrerà in autobus; rimasti soli, Ludovico chiede se ha messo ordine nel conto particolare di cui sanno solo loro due; a Giancarlo rivela che esiste un conto privato noto solo a lui e alla ex sua segretaria e che deve aiutare lei nell’utilizzo.
“Lory, sai del concorso interno per passare dal ruolo esecutivo a quello impiegatizio?”
“Sì; è arrivata una circolare; ma non vedo cosa mi interessi.”
“Aspetta; tu e Ginevra dovete fare domanda per usufruire di quella opportunità … “
“Ma ci perdiamo nello stipendio … “
“Integri dal conto privato.”
“Ma, perché?”
“Perché poi potrete passare al ruolo dirigenti … “
“Vico, sei scemo? Non abbiamo la laurea … “
“Questo è il punto; tu ti sei fermata alla soglia della tesi, come Ginevra; non sono passati dieci anni; potete convalidare gli esami, passare ad una Università telematica e concludere nel giro di meno di un anno … “
“Un momento, capo mio amatissimo; devo prima informarmi su quello che dici e avere la certezza di poterlo fare; però, per avere il passaggio, devo pagare le tasse arretrate di otto anni; lo stesso vale per Ginevra … “
“Brava; io mi sono informato; tu fai solo le pratiche; i soldi li prendi dal conto segreto; diciamo che è un prestito che vi concede l’azienda per favorire il vostro completamento; tu saprai la verità, a Ginevra racconterai la favola che paga l’azienda; se glielo poponi tu, sarà una sfida tra due donne eccezionali, ti seguirà e lo farà; se glielo propongo io, la considera un’altra prevaricazione e mi manda al diavolo; posso contare su di te?”
“Vico, mi metti in imbarazzo; mi ci vorranno anni per restituirti la somma … “
“Stupida donna innamorata di me, tu non mi restituisci un bel niente; così la mia, spero, ex moglie; ma a lei dirai che rimborserete quando sarete dirigenti, guadagnerete abbastanza, farete una carriera più bella e veloce della mia; vedrai come correrà e ti farà correre, alice nel paese delle meraviglie!”
“Se ti avesse sentito, mi avrebbe ucciso, perché avrebbe capito che me l’hai suggerita tu la similitudine.”
“Per questo, desidero che faccia tutto tu; voglio bene a tutte e due e amerei che vi riuscisse di far emergere le vostre qualità; posso contare che farai tutto perbenino?”
“Capo, lo sai che della tua segretaria puoi fidarti; tutto andrà come hai progettato; la prossima volta che ci parleremo saprai che siamo al lavoro per studiare e laurearci.”
“Devo ripeterti che ti voglio bene?”
“Io non mi faccio scrupoli; ti amo, nonostante la moglie, la compagna, il figlio e il ruolo di capo dei capi.”
“Vai al diavolo, non per l’amore, ma per il titolo. Auguri a tutte e due. Ciao Giancarlo, fa’ tutto per bene; ci vediamo per la sentenza di divorzio.”
“Fra un po’ di anni, temo. Ciao, amico.”
Cominciano molto sul serio, le due donne, a lavorare e a studiare; non è stato difficile presentare la cosa come una sua idea; Loredana ha assimilato molto dal dirigente di cui è stata per anni segretaria; ha imparato soprattutto a gestire le cose con diplomazia e determinazione; superano il concorso per il ruolo impiegatizio e si prenotano per il passaggio al ruolo dirigenti; Loredana è determinata; Ginevra è ambiziosa e decisa; sono spesso a casa di quest’ultima per studiare.
Non ha avuto più occasioni per fare sesso, la ex moglie, ormai ufficialmente; ma è in grandi difficoltà, perché l’ultimo approccio si è rivelato pessimo e ne conserva ancora un ricordo terribile; Loredana ha sempre Franco col quale non si risparmia; ma Ginevra scopre che è molto più calda e disinvolta di quanto appare; più volte si sorprende a sentirla parlare di sesso e di trasgressione con la massima disinvoltura.
“Credi che Ludovico ti farebbe casini se ci portassimo qui due ragazzi per una sana seduta di sesso?”
“Lory, ti dà di volta il cervello? Portarci dei maschi qui in casa a copulare?!?”
“Che ci trovi di strano? Tu sei all’asciutto da un sacco di tempo; io mi sono presa una vacanza sessuale l’ultima volta con tuo marito, ormai molti mesi fa. Cosa ci sarebbe di male se ci concedessimo una piccola fuga nella fantasia?”
“Non c’è un Ludovico da concupire, per quello che ne so; in azienda non c’è nessuno che meriti neanche una copula.”
“E chi vuole incasinarsi in azienda? Per queste piccole trasgressioni, si va in una cittadina distante per evitare i soliti noti, si agganciano dei maschi in un bar, si fa riserva di preservativi per andarci sicure e si viene qui; alla fine, si riportano a casa loro e si dimenticano; il transfert al fallo che ricordiamo con amore è facoltativo. Naturalmente, i maschi si scelgono con attenzione; devono essere entrambi almeno piacevoli e da gustarsi con gioia, non stupidi e volgari. Te la senti di provare?”
“Tu sei matta; ma mi hai fatto già bagnare solo all’idea; sì, mi va di fare la matta con te; quando pensi di farlo?”
“Il mio fidanzato domani parte in missione di lavoro e sta fuori una settimana; venerdì sera mi pare l’ideale; se funziona, il sabato non lavoriamo e possiamo anche permetterci una notte di lussuria.”
“Ribadisco che è un follia; ma, come tutte le tue cose, si fa con la testa, col cuore e col sesso; tu ci metti la testa, poi ci mettiamo il cuore votato a Lui e il sesso ce lo cerchiamo in giro. Ma che non diventi abitudine!”
“Ma davvero? Adesso sei tu che consigli prudenza?”
“Lo dicevo a me, più che a te; sai che mi stai insegnando a usare il cervello, insieme al cuore e al corpo?”
“Ho avuto un grande maestro; ci ho messo un’eternità prima di tradire, in un colpo solo, sua moglie e la sua amata.”
“La smetti di farmi pensare al passato?”
“Vico non è il passato; è l’attualità; è il futuro.”
“Dimmi la verità; siamo qui a studiare perché l’ha suggerito lui?”
“Se l’avesse proposto davanti a te, avresti gridato al dittatore … così invece ci ha fatto promuovere … si amica cara ... è potente, adesso; già ti aveva imposta come segretaria e non aveva sbagliato; ora ci ha raccomandato per il passaggio; se ci laureiamo, farà in modo che diventiamo dirigenti; lo fa per amore, a te e a me; non l’amore che dà alla sua donna; quello che dà a due amiche care; se vuoi lo chiamo affetto, amicizia, complicità, lo chiamo come vuoi; ma è il ‘nostro’ Vico, comunque la rivolti; prima che fai casino, anche i soldi sono suoi, vengono dalla stessa fonte da cui verrà l’abito da sposa preziosissimo che mi regalerò; non ti azzardare a contestare; ci sono le occasioni, ci ha dato la spinta, ci offre gli aiuti; lo fa per tutte e due, non vuole dominare nessuno; continua a tradire la compagna con noi che lo amiamo; sei convinta?”
“Si, avevo intuito che quella chiacchierata in privato c’entrava; ma non voglio dirgli grazie e preferirei passarci una notte meravigliosa, ora.”
“La passerai con uno sconosciuto avendo lui in testa; cerca di scegliere uno che gli assomigli, se possiamo.”
“Così provochi il mio lesbismo latente e ti dico che vorrei te per fare l’amore con lui … “
“E chi ti dice che, se si realizza l’orgia, non ci possiamo amare anche noi due … nei limiti s’intende.”
“Lory, sei dolcissima e sono arcifelice di avere legato con te.”
“ … disse quella che mi voleva morta perché le rubavo l’amore del marito.”
Sono fortunate; quella sera stessa vanno in una cittadina a qualche decina di chilometri; Loredana sa di un pub frequentato da giovani di buona borghesia e lo indica a Ginevra che guida; entrano senza farsi troppo notare; si siedono al banco ed ordinano dei beveroni analcolici, per riempire i minuti che servono ad individuare una coppia di ragazzi ad un tavolo; sono molto eleganti nell’abbigliamento casual e i gesti li classificano come giovani di ottime maniere.
Loredana li indica senza farsi notare, scende dall’alto sedile di banco e si muove con garbo tra i tavoli, seguita da Ginevra, con l’aria di chi cerca inutilmente un posto; si ferma a bella posta accanto al loro tavolo e sono immediatamente invitate a sedersi con loro; si presentano, loro con i falsi nomi di Gaia, per Loredana, e Sonia, per Ginevra; Marco è il biondino piaciuto a Ginevra e Antonio il moro che flirta con Loredana.
Dieci minuti dopo sono in affettuosa conversazione sui temi più banali; uno dei due, quello che Ginevra ha puntato, la divora con occhi accesi e risulta perfino più bello nell’esaltazione evidente; Loredana tiene i fili del gioco e li provoca invitandoli ad uscire a prendere aria.
“Pensate di andare da qualche parte?”
“Non in città, troppa gente conosciuta; abbiamo la possibilità di un appartamento vuoto totalmente disponibile; possiamo andare là a bere qualcosa, ci vogliono pochi minuti di macchina.”
Non li lascia nemmeno pensare, si avvia all’auto e monta sul sedile posteriore, invitando Antonio a sedersi a fianco; Ginevra si mette al volante e Marco siede sul sedile del viaggiatore; appena escono di città, Loredana è già appiccicata al suo accompagnatore e lo bacia con una passione che trasmette a tutta l’auto; l’altro azzarda una carezza sul seno di Ginevra, che gli sorride, sposta la mano e mette la sua sulla patta.
“Non voglio rischiare di finire fuori strada.”
Il ragazzo si accosta e la bacia sul collo; lei si schernisce e controlla l’auto, ma intanto la sua mano esplora il sesso di lui e scopre che la dotazione è vicina a quella del suo amore; vola a lui col pensiero e fantastica di sedurlo proprio in quel modo; il biondo le poggia una mano su un ginocchio e l’accarezza fino all’anca, ma non osa andare oltre.
“Hai voglia di fare l’amore?”
“No; ti prego; per tutta la sera, non usare quella parola; voglio solo fare sesso; l’amore è da un’altra parte … “
“Sei fidanzata?”
Dal sedile posteriore risponde Loredana.
“Siamo sposate e in nostri mariti sono in viaggio, uno in Abruzzo e uno in Toscana; non vogliamo costruire una storia ma solo una serata da non dimenticare. Avete qualche problema?”
“No, assolutamente; due donne meravigliose come voi che organizzano una serata di questa portata meritano rispetto e devozione, visto che un certo termine è bandito.”
“Esatto; mi piaci un sacco e voglio fare follie. Tu che ne pensi, Sonia?”
“Io credo proprio che abbiamo imbroccato la serata giusta. Andiamo da me, naturalmente.”
“Certo, è la cosa migliore.”
Si volta a baciare Antonio, che le infila una mano fra le cosce e le artiglia la vulva; titilla così bene il clitoride che lei ha un grosso orgasmo; in un attimo, l’afrore di sesso inonda l’utilitaria e coinvolge gli altri due; Ginevra apre la cerniera del pantalone e Marco tira fuori una bestia che lei ammira con un rapido sguardo; la prende in mano e ne verifica la consistenza; le può dare molto piacere, se riesce ad imporgli le cose che ha in mente e nel cuore.
Devono quasi immediatamente ricomporsi perché sono arrivati; i ragazzi osservano la posizione della casa e l’eleganza dell’architettura; nell’interno non finiscono di guardare ammirati il mobilio e le decorazioni; Loredana deve afferrare Antonio e baciarlo ancora con foga, mentre gli struscia sul sesso il pube bollente; Ginevra avvolge Marco in un bacio sensuale e dolce; infila la lingua in bocca e per qualche minuto lo sente perso nel languore di un bacio che lei non ha dimenticato.
Sente di amare Ludovico attraverso quello sconosciuto e si abbandona al piacere di tradire per transfert tutti e due, l’uomo che ama col giovane abbordato e questo con l’amore lontano e tanto rimpianto; decide che si sarebbe amata facendo tutto quello che normalmente suo marito le imponeva e immaginando in ogni istante di farlo con lui; si avvia alla camera, siede sul letto, abbassa insieme pantalone e slip fino alle caviglie e prende in mano il sesso.
Finalmente gode pienamente la dimensione notevole e per qualche minuto lo masturba e lo accarezza tutto, dai testicoli gonfi alla cappella violacea; quando lo sente vibrare, gli chiede se ha problemi di eiaculazione rapida; la rassicura che può resistere all’infinito, se lei ama i preliminari e i giochi erotici; lo avverte che vuole proprio quelli, lunghi preliminari, dolci e sapienti, prima di un vero amplesso.
Accosta l’asta alle labbra e tira fuori la lingua per saggiare la cappella e le gocce di precum che affiorano dal meato; l’afrore del sesso la inebria e il sapore del precum la inonda di piacere; infila una mano fra le cosce per masturbarsi; Marco la ferma e sostituisce la sua; stanno a lungo così, con lei che copula in gola con la mazza dura di lui e Marco che le titilla sapientemente il clitoride passando col dito a lato del perizoma.
“Ragazzi, spogliatevi e fateci posto; questo letto è per due coppie, non solo per voi.”
Loredana è perentoria, ma Ginevra ha imparato a riconoscere i momenti in cui nasconde l’emozione dietro che urla; quello che non sa è se sia emozionata perché tradisce il fidanzato o se già sia, come lei, immersa in un doloroso e meraviglioso transfert; quando la vede stringere con forza gli occhi mentre l’altro le succhia un capezzolo, capisce che è in trance per suo marito.
Marco si spoglia velocemente e aiuta lei a liberarsi degli abiti che poggia su una poltrona; la spinge sul letto supina sussurrandole ‘ora tocca a me’ e si china sulla vagina prendendo a leccare le grandi labbra; ferma le sue mani che vogliono afferrare il sesso e le impone di stare ferma; lei si lascia andare al ricordo del cunnilinguo che Ludovico praticava con estrema maestria e si rende conto che il biondino è ben esperto, che forse ha colto il suo desiderio.
La lecca a lungo, profondamente; quando la sente godere e avverte gli umori di orgasmo in bocca per due volte, si stende a fianco; lei si siede e, piegata sul suo ventre, riprende la fellazione interrotta; gode molto a sentire tra palato e lingua scorrere l’asta con la grossa cappella che apre la strada e la mazza che scivola per tutta la lunghezza; ricorda che le amiche avevano celebrato il grosso fallo di suo marito che solleticava come una piuma; gode con forza, una volta ancora.
Non si era mai resa conto di essere multiorgastica fino a quel punto, quando faceva l’amore con il suo Vico; adesso è costretta ad ammirare la capacità di durata di quel suo amante occasionale, paragonandola a quella di suo marito che è una spanna migliore, ma che ormai appartiene all’altra; afferra la testa tra le mani e guida la leccata nei punti dove si scopre più ricettiva, fino all’ano delicato.
Marco si ferma, quando sente che gode ancora, per l’ennesima volta; le scivola addosso e accosta la cappella alla vagina; lei lo ferma, prende dal cassetto i preservativi, ne srotola uno con la bocca sulla mazza rigida, poi lo riporta protetto alla vagina; non deve cavalcare a lungo, il biondo; ha un orgasmo che forse non avrebbe dimenticato, dopo pochi colpi; poi si sdraia accanto a lei; Loredana, che ha avuto i suoi begli orgasmi e ha fatto godere in vagina anche Antonio, la carezza.
Ormai Ginevra ha scatenato la sua libidine e la sua voglia di sesso con il fantasma del marito; si gira verso l’amica, si sposta col corpo e va a leccarle la vulva con la testa fra le cosce; Loredana ripete la pratica su di lei; i ragazzi le fanno rotolare di fianco e si sistemano alle spalle delle due; le mazze si accostano alle vagine; Ginevra impone i preservativi; quando Marco appoggia la cappella al perineo, lo ferma ancora e preleva dal cassetto il lubrificante che consegna al suo maschietto.
Lui capisce che chiede la penetrazione anale e impiega diversi minuti, mentre le due si succhiano l’anima dalle vulve, per lubrificare ano e canale rettale con dita sottili, da pianista; unge la sua asta e appoggia la cappella; Ginevra fa un lungo sospiro e spinge il sedere indietro, facendosi penetrare fino all’intestino; la memoria delle copule anali con Ludovico la colpisce a tradimento; ma la stessa idea la fa eccitare allo spasimo e accoglie l’asta con gioia.
Sul suo esempio, anche Loredana offre il buchetto all’altro amante; per una ventina di minuti, i due rimangono immersi nelle viscere delle donne a sesso duro; loro hanno una lunga serie di orgasmi che manifestano volentieri con urletti di goduria; intanto, si palpano seni e sederi, si martoriano vulve e clitoridi, godono a non finire; la giostra va avanti sin oltre mezzanotte scambiandosi spesso i partner e facendosi possedere in ogni modo; poi Ginevra decide di averne abbastanza.
Si lavano, uno per volta, nel bagno grande e si rivestono; in meno di mezz’ora li riportano al pub dove si erano incontrati; i ragazzi chiedono se possono rivedersi; Loredana risponde seria, fin quasi ad essere acida, che conservassero nei ricordi più belli una serata di passione e di lussuria che non avrebbero mai dimenticato né più rivissuto; è assai meglio dimenticare di essere mai stati nello stesso pub una sera; tornano a casa di Ginevra.
“Pentita?”
“Neanche un briciolo, neanche un attimo; sono felice di tutto; ho fatto l’amore col fantasma di mio marito ormai perduto, mi sono riappropriata di me stessa dopo essermi sprecata nella storia indegna con Ernesto ed una copula da prostituta; ho trovato un’amica che sa essere amante senza che niente si turbi tra di noi; devo solo aspettare che il cuore mi palpiti per un uomo. Perché adesso voglio liberarmi di Vico e del suo fantasma; ma non so bene come fare.”
“Se vuoi, ti aiuto; organizziamo qualche cena con Franco e qualche ‘candidato’; se funziona, ci marci; se no ti fermi.”
“Non ci capisco molto; ma ormai di te mi fido più che di me.”
“Ginevra, niente di speciale; se tu incontri, poniamo, un cliente, un impiegato, un dirigente che ti sembra possa aderire al modello che hai in testa, lo invitiamo a cena, io tu e il mio fidanzato; durante la cena te lo studi; se ti accorgi che c’è feeling, ti fai accompagnare da lui e ci fai l’amore, se non ti va, torni con noi e lui resta con la bella cena. E’ semplice, mi pare.”
“Certo! E’ semplice, se ‘ce lo studiamo’ perché io ancora non riesco a distinguere i miei palpiti; di errori ne ho fatto già uno grosso; mi aiuti, amore mio?”
“Sarò con te; ovvio che me lo studierò e ti dirò la mia; ma fermati con quell’amore mio o mi mandi in vacca un matrimonio e dobbiamo chiedere di essere coppia di fatto!”
“Vai a casa a quest’ora, vieni a fare l’amore con me o andiamo a dormire belle distanti?”
“Andiamo a dormire ciascuna per sé; se avverti ancora pruriti, dimmelo che dormo sul divano in salotto.”
“No, vieni, sono così piena d’amore e di sesso che non ne ho bisogno ancora, come spesso mi accade e non te lo dico; ora andiamo a dormire; poi tu mi fai da ruffiana e mi trovi il compagno giusto.”
“A te basta solo una spinta e un modello; poi bisogna chiamare l’esercito, per fermarti.”
“E’ vero; stasera ho imparato a gestirmi una situazione che non avrei mai immaginato.”
“Non pensare di ripeterla spesso; io amo il mio fidanzato e stasera l’ho tradito con tre persone, due maschi e una femmina!”
“E’ stata colpa mia; perdonami; faccio solo danni, come al solito … “
“Senti, stron…g; tu non eri in grado di gestire le cose; io sì; se è successo è perché lo volevo, solo che non lo farò più. Dormiamo, su!”
I mesi successivi le vedono fortemente impegnate sia nel lavoro che nello studio; riescono a fare fronte a tutti gli impegni con grande classe; Loredana è costretta a rinviare il matrimonio alla primavera successiva, per completare il corso universitario, ma il rapporto tra i fidanzati non subisce nessun contraccolpo, visto che fonda su un amore lungo e tenace; qualche volta, la sera vanno a rilassarsi in un bar in centro, diverso da quello delle vecchie amiche.
Incontrano lì il fidanzato di Loredana e la brigata dei suoi amici, gente garbata, simpatica e, qualcuno almeno, assai interessante; fissa nell’idea di spingerla ad uscire dal cul de sac in cui si è chiusa, Loredana prova alcune volte e provocare Ginevra a mettersi in contatto con qualcuno di quei ragazzi, per cercare quel feeling che desidera per trovarsi un nuovo accompagnatore, purtroppo con scarso successo.
Normalmente, provoca un invito a cena in quattro, con Franco, Ginevra e l’amico che ritiene possibile ‘cavia’ del suo esperimento di ruffianeria; a cena, naturalmente, saltano fuori pregi e limiti; ma Ginevra ha in testa un modello difficile da eguagliare; l’intesa è che, se le cose volgono al meglio, lasciano Ginevra con lo sconosciuto e si separano; se non funziona, è Ginevra a chiedere a lei e al fidanzato di riportarla a casa.
Nell’arco di sei mesi, organizzano una decina di cene; ma ogni volta, anche a parere di Loredana, gli invitati rivelano tratti di debolezza che sconsigliano una relazione che costerebbe l’integrazione dello stipendio e la disponibilità della casa; sicché, finiscono per andare via in tre e lasciare l’invitato e digerire la delusione; in compenso, tre o quattro volte Ginevra va in una cittadina vicina, abborda dei ragazzi che le piacciono e si fa passare il ‘prurito di vulva’ che la prende.
Sono sempre incontri senza storia, solo per soddisfare il bisogno fisiologico del sesso, portandosi nella testa e nel cuore il fantasma di Ludovico; quando li licenzia, l’episodio è già dimenticato ed è rimasto il rimpianto per l’amore perduto; ma sono anche le occasioni in cui lei riesce a recuperare tutta la sua femminilità e, dominando lo sconosciuto, si rifà ampiamente degli errori commessi, sia con Ludovico, per non avere capito la sua qualità di amante, sia con il caprone Ernesto.
Nel periodo natalizio, le due possono avvertire il ‘loro’ Vico che hanno concluso brillantemente il corso di laurea e che possono mettersi in lista per il passaggio al ruolo dirigenti; il brindisi avviene a distanza, con i tre da una parte, Ginevra, Loredana e il suo fidanzato, e, dall’altra, Gaia e Ludovico con la neonata che hanno già festeggiato qualche settimana prima; la speranza di rivedersi è legata unicamente alla seduta per la sentenza di divorzio, non molto vicina.
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