High Utility

Chapter 41 - Episodio 40

"«…e intanto mi mette un paio di dita in figa e con altre due mi sgrilletta,» Flavia si morse il labbro inferiore, e la sua eccitazione era palesemente autentica. Luca non si sarebbe sorpreso se avesse iniziato a sgrillettarsi davvero da sola."

WK
William Kasanova

11 months ago

40 views1,121 words

La discesa era ben più semplice e, almeno per Luca, quasi noiosa. Non c’era la fatica della salita a dare soddisfazione e Giada, che durante l’ascesa lungo la carrareccia sembrava avesse il fiato corto, nonostante non volesse farlo a vedere, durante il ritorno pareva decisa a espellere ogni parola che le era rimasta in gola. In effetti, gli unici attimi che non era intenta a dire tutto e il contrario di tutto era quando si metteva in posa per un selfie, che quasi scattava a raffica ogni volta che un po’ di paesaggio compariva tra gli alberi del bosco, e poi postarlo subito su un social, senza modificare alcun parametro.

Flavia, invece, era caduta in un silenzio continuo, come se fosse intenta a elaborare qualcosa che Luca non riusciva a immaginare. Forse, provò a indovinare, era stato lo spavento del lancio, quell’idea che il loro amico stesse per morire in un modo tanto stupido che, durante il primo lancio, aveva avuto anche lui mentre stava scattando le foto. Si vergognava ad ammetterlo con sé stesso, ma aveva avuto il timore che lo scatto del primo volo potesse essere anche quello della lapide del suo amico. Non che al secondo lancio la cosa fosse stata migliore, ma aveva saputo occultare meglio il timore, anche perché in quel caso c’erano le due ragazze che sarebbero state testimoni della sua reazione terrorizzata.

Luca allungò un braccio e strinse a sé le spalle della fidanzata, la quale, dopo un sussulto, appoggiò la testa contro quella del ragazzo e cinse a sua volta i suoi fianchi.

«Stai bene?»

Flavia sembrò avesse avuto bisogno di tempo per controllare. «Sì,» rispose, ma pronunciò quella sillaba con un’intonazione ed una lentezza che lasciava credere che non lo fosse affatto o, per lo meno, non del tutto.

Luca non disse nulla, limitandosi ad abbracciare Flavia, a godersi il profumo della sua pelle sudata, ma un germe di preoccupazione aveva iniziato ad attecchire nel suo cuore che parve avesse cominciato a battere con più fatica. E se la ragazza che amava non fosse davvero felice con lui? Se lei avesse sperato di meglio? Se la sua vita precedente (non osava usare il termine “orgia” quando pensava al passato di Flavia) fosse stata più eccitante di quanto poteva donargli lui?

Fu quasi come se la rossa avesse percepito lo stato d’animo di Luca quando si voltò verso di lui e, nemmeno volesse rassicurarlo, lo baciò sulla bocca, un bacio lungo durante il quale gli succhiò il labbro inferiore. Lui percepì la piacevole sensazione di un’erezione svegliarsi nei pantaloni; per un istante si chiese se Giada potesse scorgerlo come rigonfiamento del tessuto all’altezza del cavallo. Se avesse continuato con quel lavoro di labbra, la rossa l’avrebbe fatto davvero venire nelle mutande… come sarebbe stato avere un orgasmo davanti alla bionda?, si domandò.

Quando Flavia fu soddisfatta, ma mai quanto lui, che al contempo era deluso che avesse smesso, gli diede una pacca sul sedere. «Quando arriviamo a casa mia, voglio fare la migliore scopata della mia vita, voglio che ti prenda ogni mio buco!» gli disse.

Luca si limitò a sorridere soddisfatto, mentre la preoccupazione di poco prima svaniva come la nebbia mattutina ai primi raggi del sole.

«Fate schifo…» si lamentò disgustata Giada dietro di loro, lasciando intuire, involontariamente, cosa sarebbe successo se fosse accaduto realmente quanto aveva pensato Luca mentre la ragazza gli succhiava il labbro.

Il ragazzo aveva intuito che Flavia non apprezzava particolarmente Giada, anche senza che questa glielo dicesse apertamente, e la stessa Giada sembrava non perdesse occasione perché la rossa non cambiasse opinione su di lei. Gli spiacque che non andassero d’accordo, ma era palese che le due avessero delle personalità troppo diverse.

In quel momento, Flavia sembrò voler andare al contrattacco, un’espressione sorniona e soddisfatta sul suo bel volto. «Dovresti vedere quando mi fa mettere sdraiata sul letto,» iniziò a raccontare senza nascondere la sua soddisfazione quando la pratica aveva davvero corso, «la testa che mi pende oltre il bordo: mi mette il suo lungo e grosso cazzo in bocca…»

«Flavia!» esclamò lui, imbarazzato.

«…e inizia a fottermela…»

Giada emise un gemito di disgusto che parve perfino esagerato.

«…e intanto mi mette un paio di dita in figa e con altre due mi sgrilletta,» Flavia si morse il labbro inferiore, e la sua eccitazione era palesemente autentica. Luca non si sarebbe sorpreso se avesse iniziato a sgrillettarsi davvero da sola. Con una voce roca e lenta, continuò: «Se tu sapessi che piacere mi fa. Ah… mi fa venire come se dovessi morirne. Di tanto in tanto mi fa addirittura spruzzare…»

Luca lanciò un’occhiata alle sue spalle, osservando la bionda. Camminava come un automa, il viso distorto in un’espressione di disgusto, ma il suo seno, già grosso di suo, sembrava cresciuto di un’altra mezza taglia, muovendosi sotto l’azione di una respirazione profonda e lenta, gli occhi fissi sulla rossa ma sembrava che stesse contemplando una scena anni luci più avanti. Ne fu turbato.

«Dai, Flavia…» le disse, contemporaneamente a disagio ma anche appagato per come la ragazza parlasse del loro sesso.

Flavia si dipinse sul volto un senso di colpa totalmente fasullo. «Ma Luca, magari la nostra amica Giada ha voglia di fare sesso con noi. Un bel treesome, che ne dici?»

Luca dovette trattenersi dal gridare il suo disappunto, riuscendo a scaricare l’orrore di venire a mancare di rispetto ad Alessio facendo sesso con la sua fidanzata. L’unica conseguenza fu un irrigidimento dei muscoli della mascella, che, fortunatamente, sembrò sfuggire alle due ragazze.

La rossa si girò verso l’altra, continuando a infierire. «Noi due che ci scopiamo Luca, una che si cavalca il suo cazzo, l’altra seduta sulla sua faccia che se la fa leccare… Non ti ispira, Giada?» domandò, con un occhiolino che avrebbe dovuto essere di complicità. «O, magari, io e lui che ti leghiamo al letto e…» la ragazza concluse con un paio di alzate di sopracciglia, lasciando che Giada immaginasse come si sarebbero svolto il rapporto.

«Vaffanculo…» mormorò la bionda, offesa e schifata, tremando per l’indignazione. Distolse lo sguardo da loro due, quasi fossero dannosi alla sua vista.

Luca pensò che Flavia avesse decisamente esagerato, ma quando si accorse che Giada tenne chiusa la bocca per il resto della discesa e non impose più loro di fermarsi ogni volta che voleva farsi un selfie, decise che l’avrebbe perdonata.

Quando presero il pullman a San Gregorio, Giada si premurò di sedersi lontano da loro e si limitò ad un “ciao” appena udibile quando scesero e la bionda si affrettò in una direzione totalmente opposta a quella che Luca e Flavia avrebbero preso.

Comments (0)

Please log in to leave a comment.

No comments yet. Be the first to comment!